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Tovel: lago incantato da scoprire

Questo autentico gioiello naturale – famoso perché fino alla fine degli anni Sessanta si colorava di rosso –  si trova ad una decina di chilometri da Tuenno, in Val di Non (poco più di un’ora da Trento). Percorrerete una strada immersa in un paesaggio lunare, fino ad entrare nel Parco Naturale Adamello Brenta.

Due passi a piedi dall’ultimo parcheggio, un ponte di legno sopra un ruscello, e… wow! Ecco il famoso lago: stupendo. I colori vanno dal trasparente al verde intenso, aiutati dall’incredibile riflesso nell’acqua degli alberi che lo circondano. E’ davvero uno spettacolo unico: incastonato tra le montagne che lo circondano, con gli alberi che lo circondano, belle spiaggette con sassolini bianchi. Perfette per un tuffo in estate e per un piccolo Nicola, sempre.

 

 

 

 

La passeggiata intorno al lago è fattibile senza difficoltà in un’oretta. E’ percorribile con i passeggini solo per metà imboccandola sul lato destro (guardando il lago, al vostro arrivo). L’altra metà vede la presenza di scalini e dimensioni piuttosto ristrette, ma regala scorci davvero unici. Ci sono diversi  alberghi e ristoranti per chi vuole programmare una sosta gastronomica o addirittura dormire in questo luogo magico. Chi vuole optare per un bel picnic può utilizzare i numerosi tavoli con panche disseminati sul percorso. Davvero utili per le famiglie (e con vista panoramica). Per chi vuole stare più giorni (ad esempio con il camper (attenzione che si può solo parcheggiare, non ci sono servizi!) ci sono diverse passeggiate che portano a malghe e rifugi. Chi ama le cascate non si deve lasciar sfuggire a metà lago la deviazione che in una decina di minuti porta ad un fragoroso salto d’acqua!

Il lago di Tovel in autunno, quando il turismo di massa ha ormai abbandonato le sue rive, è meraviglioso.  Il foliage, le montagne rosse e gialle che si specchiano nelle sue acque, la calma che contraddistringue questa stagione… la passeggiata acquisisce tinte quasi magiche che conquistano tutti: dai nonni, ai bambini, passando attraverso i genitori.

INFO PARCHEGGIO e MOBILITA’: da metà giugno a metà settembre il parcheggio è a pagamento. Permette di lasciare i vostri mezzi (camper, auto, moto) in determinati punti  proseguendo poi a piedi o con delle navette. Questi i prezzi del 2015: senza servizio mobilità auto € 6  moto € 3 camper € 9 . Con servizio mobilità, auto* € 8, moto* € 4, camper* € 12. In entrambi i casi dopo le ore 15 le tariffe sono ridotte del 50% (* comprese attività didattiche tutti i giorni da metà giugno a fine agosto). Bambini accompagnati fino a 12 anni gratis

Durante l’estate al lago di Tovel ci sono bellissime attività organizzate dal Muse. Ci eravamo stati con Timothy qualche anno fa, per partecipare all’appuntamento “I segreti del Lago di Tovel”, adatto sia per i grandi che per i piccoli. Appuntamento al centro “limnologico”, pensato per per studiare le condizioni del lago e in cui vengono raccontate molte cose del lago e degli studi che sono stati fatti sulla famosa colorazione avvenuta fino al 1964. Interessantissimo e soprattutto introduttivo all’attività principale: una magnifica uscita in barca a remi sul lago per raccogliere, con il retino specifico, campioni di zooplancton e fito plancton.
IMG-20140830-WA0023Che esperienza! Non vi raccontiamo tutto, perché davvero vale la pena di provare. In laboratorio Timothy ha provato a preparare un vetrino per il microscopio e insieme ai ricercatori abbiamo guardato, su comodi schermi, il meraviglioso micro mondo che si nasconde nell’acqua del lago, alla ricerca delle diatomee o della, ormai rarissima, tovellia (l’alga grazie alla quale il lago dventava rossa) o anche di strani esserini con ciglia rotanti. Alla fine ci siamo portati via, dopo averla pescata, un’alga ciascuno, con la speranza che possa tingere presto l’acqua”.

La Nanna al Muse? Ve la raccontiamo noi…

Ho sempre pensato che certe cose potessero accadere solo nei film e soprattutto solo in quelli americani, con gli effetti speciali! E invece no, mi sbagliavo: anche a Trento si possono fare esperienze così. Vi abbiamo già parlato tante volte della Notte al Muse, ma questa volta l’abbiamo provata per voi! Se avete presente il famoso film “Una notte al museo” questa è la versione da bambini e soprattutto un po’ meno fantascientifica. O meglio, molto scientifica e poco “fantasy”. Venerdì io e i miei pargoli abbiamo partecipato a questa notte super originale armati fino ai denti: sacco a pelo, materassini, pigiami, calzini antiscivolo, tutto quel che serve per l’igiene personale, macchina fotografica e naturalmente la mitica torcia.

Fuori dal museo verso le 20 un piccolo esercito di famigliole con lo stesso nostro bagaglio, tutti pronti ad affrontare l’inaspettato programma. In un attimo entriamo dentro e, già emozionati, al check in scopriamo di far parte del gruppo delle volpi. “Fiiiicoooo” dice Sophie. E gli altri? Orsi, lupi, gufi, picchi, cervi e camosci e così via. Tanti gruppi tutti abbinati a bravissimi operatori come i nostri Matteo ed Elisabetta che ci accolgono, ci danno gli adesivi con il nome e ci incitano, insieme agli altri compagni di squadra, a inventare un inno di battaglia e pure un nomignolo. “Ares” per noi e un inno che con l’urlo finale “Volpi! Volpi! Volpi!” la dice lunga. Ora siamo pronti davvero: depositiamo i bagagli in quella che sarà la nostra sala per dormire, ovvero il cuore del museo – quello con gli scheletri dei dinosauri e gli animali imbalsamati per capirci – e ci sentiamo già gasati! Di corsa al primo piano per un meraviglioso science show con un tema diciamo…speciale: la cacca! Che risate e quante cose da imparare. Davvero una trovata geniale. Le sorprese non finiscono, iniziamo subito una caccia al tesoro esplorativa che ci porta in tante sale del Muse e che con gli indizi ci regala spunti per imparare cose nuove.

Passiamo attraverso la bellissima mostra “Oltre il limite” e… ci smaterializziamo. Da non credere! Facciamo pure un giro nella serra, ed è magica di notte, credeteci. Cominciamo a sentire un po’ di stanchezza ma non c’è tempo, ci aspetta un laboratorio creativo davvero carino: creiamo un’astronave con i bastoncini del gelato, la corda, la carta e la colla, souvenir della nostra nanna, ma soprattutto il “super esperto” di astronomia ci spiega il sistema solare e così, con semplicità, e ci portiamo via l’idea della grandezza del sole. Mica poco. Ok, ora siamo quasi ko e per fortuna é ora di fare le brande. Eh si! Niente letti, ma campeggio tra scheletri, fossili e animali. Per noi è scontato: si dorme sotto il pavone, occasione unica per il nostro estimatore Timothy. Pigiama, calzini e …le sorprese non finiscono: arrivano la camomilla e i biscotti! Come a casa, per sentire il Muse ancora più vicino. Pian piano dopo il relax della camomilla ogni famiglia si dirige verso il giaciglio, più o meno comodo, ed è il momento migliore, fidatevi; si realizza che dormire in un museo, a luci spente non è mica scontato. Selfie, foto e qualche risatina e poi la storia della buonanotte in audiodiffusione, luci spente e tanta nanna.

L’esperienza non si chiude con la notte: colazione tutti insieme e soprattutto l’ultimo attesissimo spettacolo di teatro scienza; l’azoto ci lascia senza parole e pieni di ammirazione. Ora davvero si torna a casa e c’è già un po’ di nostalgia. Nessun dinosauro si è animato di notte come nel famoso film, niente indiani e cowboy, nessun astronauta che crede di essere davvero nello spazio ma… grazie MUSE! Davvero un esperienza da provare. In più la giornata post nanna per chi ha dormito qui prevede l’ingresso  gratuito e si ha anche diritto ad  uno sconto speciale allo shop per un bellissimo regalo a tema! Insomma hotel a 5 stelle 🙂

L’attivitá é rivolta a bambini dai 5 ai 12 anni e ad adulti di ogni età. Necessaria la partecipazione di almeno un adulto ogni quattro bambini. Il costo è di 45€ a persona e hanno diritto alla tariffa ridotta di euro 36 i possessori della Card Membership del Museo; i possessori della Card Gruppo Oasi di Cadine; i possessori di Carta Freccia, presentando la stessa unitamente al biglietto di viaggio valido sulle Frecce con destinazione Trento. Con noi hanno dormito un sacco di bambini e famiglie che venivano da fuori Trento…un’ottima alternativa all’albergo, o no?

 

Quanto stupore al Maxi Ooh!

 Tutta la settimana, dal martedì al venerdì (festivi esclusi), dalle 10.00 alle 11.00 l’adulto accompagnatore con bimbi fino a tre anni può entrare nell’area Maxi Ooh! pagando solo 2 euro. La tariffa non comprende l’ingresso al museo.

Perché si chiami così lo si capisce non appena ci si mette piede. Il MAXI OOH! è una grande meraviglia, un titolo azzeccato ispirato al linguaggio dei bimbi che bene descrive la nuova proposta del MUSE, inaugurata il 19 luglio. E’ stupore, innanzitutto. Colori, design, suoni, luci e contenuti che viaggiano su unico binario: quello della sperimentazione sensoriale. Quando si entra nella grande sala di vetro sulla destra, appena dopo l’entrata, si devono lasciar cadere infatti tutte le barriere della conoscenza e cominciare a sentire, provare, testare. Cosa accadrà? E chi lo sa! L’unica cosa certa è che è un luogo riservato ai bambini tra gli 0 e i 5 anni e ai loro adulti di riferimento: mamme, papà, ma anche nonni, zii, baby sitter, amici. E che quando si parla di 0 anni è davvero così: anche i neonati lì dentro possono trovare nuovi stimoli e soprattutto essere coccolati da un’oasi di tranquillità! Cosa rara all’interno di un museo.

www.domusweb.it

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Noi siamo andati a curiosare con Timothy, che era proprio al limite: tra poco compirà sei anni ed ero curiosa di vedere la sua reazione. Che è stata entusiasta…ma in fondo a chi non diverte vedersi catapultare nel mare o proprio nel mezzo di un bellissimo arcobaleno? E chi non si lascerebbe intrigare da un azzurrissimo torrente digitale di cui si può decidere il corso? E i rami di corallo che nascono sulla parete quando si rimane fermi in una posizione? Lo so, è difficile per rendere l’idea. Una conferma in più del fatto che il MAXI OHH vada provato. E non ci sarà bisogno del supporto delle gentilissime ragazze che coordinano l’area (rigorosamente a piedi nudi, oppure con i copriscarpe), perché le parole d’ordine sono “provare a fare”, “giocare”, “spostare”, “sentire”. Pouf giganti che vibrano…superfici morbide, dure, calde, lunari e colori un po’ spaziali…lilla, viola, azzurro e un magnifico – rilassante – bianco che è il filo conduttore di tutta l’area, e che bene si sposa con le grandi vetrate che danno sull’esterno.

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Lo spazio si suddivide in due macro aree: la prima dedicata all’accoglienza e al relax (spazio per soddisfare i bisogni primari dei bambini, nonché sala di decantazione dell’esperienza vissuta) e l’altra composta da tre zone di azione, dove si sperimentano percorsi sensoriali declinati secondo le percezioni tattili e sonore. Il focus dell’attenzione è la relazione, mediata dallo spazio, tra bambini e tra bambini e adulti. Attraverso stimoli sensoriali, gli adulti imparano dai bambini a riavvicinarsi all’autenticità e alla bellezza della scienza e della natura, mantenendo uno sguardo curioso e disponibile a lasciarsi sorprendere. Tutto è accessibile ai bambini e pensato per stimolare la loro fantasia, come la scatola magica degli strumenti musicali (non i soliti, intendiamoci). Timothy si è fatto prendere la mano dagli strumenti intagliati e da quelli pieni di campanelli, così la musica ha preso il sopravvento, grazie anche all’accompagnamento delle nacchere di una piccola visitatrice, entusiasta della nuova scoperta.

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Non solo la vista è solleticata, ma anche l’udito, in molti modi più o meno immediati. Una delle due navicelle del MAXI OOH! è proprio dedicata alla correlazione tra suono e vista. Un maxi schermo produce immagini colorate a seconda dell’intensità della voce di grandi e piccini. E io mi sono sentita catapultata in una scena di “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, versione Tim Burton, mentre le cuffie collegate alla chaise longue bianca che mi facevano davvero SENTIRE la musica con tutto il corpo osservavo Timothy produrre palline rosse, fucsia e viola accompagnato da Silvia che gli spiegava poco seriamente le varie tonalità da provare e faceva a gara per produrre più “colore”. Bella anche la possibilità di poter stampare il prodotto “colorato” della propria voce: su un piccolo schermo dotato di microfoni i bambini possono scegliere di “emettere” stelle, fiori ed arcobaleni, e alla fine si possono portare a casa la loro voce “formato disegno”.

Le neomamme possono allattare in fantastiche “piante carnivore” di legno e lana cotta che assomigliano a delle capanne e che accolgono chiunque in modo divertente e rilassante, utilizzare un fasciatoio riservato e godere di acqua e scalda biberon…super utili in un museo! La parte quasi più divertente? Il bagno! Eh si: se pensavate che i bagni non potessero essere luoghi interessanti da visitare è perché non avete visto cosa nasconde la terza navicella! Timothy non voleva più uscire (e nemmeno Silvia, vi confesso), grazie all’incredibile doccia di bolle di sapone che l’ha incantato. E tra qualche foto, una nuova scarica di bolle e un sacco di risate è andato anche alla scoperta del mini wc per i più piccini, l’area fasciatoio e i super lavandini automatici con rubinetti high tech che assomigliano a quei fiori tropicali che penzolano dalle piante. Grazie a questa visita abbiamo capito parecchie cose, soprattutto che non bisogna fare o farsi troppe domande li dentro, ma bisogna lasciarsi andare usando mani, occhi e orecchie per sentire e scoprire tutte le esperienze carine che ci sono da fare. Le due ore di permanenza vi sembreranno poche, vedrete! Provare per credere.

 

Info: ingresso (oltre al biglietto del MUSE) 2 euro; membership 1,50 euro; abbonamento 10 ingressi, validità 1 anno dall’emissione 40 euro. Possibilità di prenotarsi a partire dal 20 luglio al call center, prenotazione consigliata allo 0461 270311.