Questo è – assieme al percorso Drena 3000 Open Air Gallery – uno dei luoghi che più ci hanno sorpreso negli ultimi anni di esplorazione. Un posto sconosciuto ai più, che si trova a Massone, un grazioso paesino poco distante da Arco.  Da qui seguite le indicazioni per le “Falesie di policromuro”, area molto frequentata dagli appassionati di arrampicata libera.  Oppure, dall’abitato di San Martino, anch’ esso piccola frazione di Arco, potete parcheggiare in fondo alla strada (Via Alessandro Volta) che porta all’omonima chiesetta e,  in poco tempo raggiungerete la strada asfaltata per località Troiana, seguitela ancora per un po’, sulla sinistra troverete certamente gli appassionati di arrampicata alla “Falesia Family di San Martino” ,
proseguite ancora, sempre immersi tra gli ulivi, fino al parcheggio ai piedi della falesia di arrampicata “Policromuro” dove troverete il punto di partenza e un tabellone con la cartina del percorso.
Dovete avere un po’ di pazienza perché non è immediato trovare questo posto, ma eventualmente chiedete di “Bosco Caproni” e prima o poi arriverete  su questa bellissima stradina immersa tra gli ulivi.
La passeggiata (non adatta ai passeggini) inizia subito in salita, ma presto la fatica verrà ricompensata. Al primo bivio girate a sinistra e costeggiate la montagna. Lì troverete facilmente appassionati di arrampicata libera sulle maestose pareti rocciose a strapiombo, ma anche le leggendarie cave di oolite, da cui nell’Ottocento veniva estratta la pietra bianca poi utilizzata per realizzare bellissime statue, come quella che troviamo in piazza Duomo a Trento, quelle sul ponte Taro a Parma oppure a Prato della Valle a Padova. Una volta esaurito il lavoro di estrazione, vennero utilizzate come rifugio antiaereo durante i grandi conflitti mondiali.

Non preoccupatevi se i vostri bambini inizieranno a sbuffare al primo accenno di salita, si rianimeranno ben presto e resteranno decisamente colpiti da tanta particolarità.
Così, esplorando le grotte, immaginando come fosse la vita degli operai e leggendo una bellissima poesia incisa sulla roccia dedicata alla montagna (alla fatica, al sentimento di fratellanza, all’amore per le vette), siamo entrati in un meraviglioso bosco di lecci e proseguendo sul sentiero a sinistra abbiamo visto l’ultimo gruppo di cave.
Se siete in dubbio se continuare o meno, vi suggerisco di fare una piccola pausa e di seguire poi le indicazioni per le trincee, dove i comandi austriaci si appostavano per controllare la valle del Sarca: magnifico il panorama sul castello di Arco fino al lago di Garda.

Qui troverete anche un bel punto panoramico con alcune panche e tavoli ideali per una pausa merenda o un picnic.
Potete seguire il giro delle trincee e scendere così fino a poco sotto il punto di partenza del percorso (ovvero dove avete trovato il cartello con la piantina) oppure tornare indietro sulla strada dell’andata (due ore circa in totale, pause comprese).  Da non perdere nei dintorni, se volete concludere al meglio la giornata, una tappa all’ Elias Adventure Park a Dro!