Author - Silvia

All’incontro con il pediatra neonatologo Dino Pedrotti

Nell’ambito dei Corsi di accompagnamento alla nascita e alla genitorialità, aperti a tutti, sono previsti ogni mese due incontri all’Ospedale S.Camillo di Trento tenuti da Dino Pedrotti, pediatra neonatologo. Io l’ho incontrato per la prima volta 4 o 5 anni fa, quando scrivevo per il giornale Trentino la rubrica “Come eravamo” raccontando di come negli ultimi cent’anni il mondo – trentino e  non solo – fosse inesorabilmente ed incredibilmente cambiato sotto vari aspetti: sociali, economici, professionali, relazionali. Fin da subito mi ha colpito l’incredibile energia di quest’uomo, che nonostante avesse superato gli ottant’anni d’età, metteva un entusiasmo e una determinazione non comuni nel diffondere un approccio al neonato che avesse come unico filo conduttore la domanda: “Ma qual è il suo bene?” Quesito semplice eppure non banale, soprattutto nella messa in pratica quotidiana. Lo sanno bene i genitori e gli adulti di riferimento in generale. In questi anni niente è cambiato: il dottor Pedrotti è sempre più appassionato e d’aiuto per tantissimi genitori. Durante queste serate, che vedono la partecipazione di futuri genitori, ma anche neogenitori e nonni, viene dato in omaggio e commentato insieme il suo libro “Bambini Sani & Felici”, un manuale per essere genitori a 360 gradi, giunto alla quattordicesima edizione. Edito dalla Associazione “ANT-Amici della Neonatologia Trentina parla dei diritti dei neonati e delle responsabilità dei genitori, ma anche dell’ABC dell’allattamento, dell’alimentazione e della prevenzione, per avere figli più sani, mentre l’ABC del comportamento è utile affinché tutti siano più felici, genitori e bambini.  Per chi fosse curioso di leggerlo può scaricarlo anche QUI.

Io ho partecipato allo scorso incontro e, pur da non mamma, l’ho trovato molto interessante. Innanzitutto perché è vero che il dottor Pedrotti affronta di volta in volta un argomento nello specifico, ma ognuno può fare le domande che ritiene più interessanti e trovare le risposte ai propri dubbi. E sappiamo quanto questo è utile soprattutto a chi è in attesa o a che fare per la prima volta con un piccolino appena nato! Il prossimo appuntamento è per stasera ore 20 al San Camillo, come sempre i prossimi appuntamenti li trovate in agenda.

Crediti Fotografici @www.cosafareintrentino.it

Masi di Cavalese

Passeggiate con cavalli e pony per bambini e giri in carrozza presso la stazione di fondovalle della telecabina del Cermis. Orari di apertura: luglio e agosto, tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Informazioni 334.7280762

Ora è possibile percorrere l’Adige in gommone! Dai 3 anni in su

Da anni penso che sarebbe bellissimo se l’Adige prendesse vita. Intendo sia le sue sponde, con un bel parco tipo il Talvera a Bolzano, ma anche qualche locale o ristornate, sia il fiume vero e proprio. Mi piacerebbe moltissimo ci fosse un battello, come in tante città, per fare un giro o semplicemente per spostarsi da un luogo all’altro. Per i turisti, per i bambini, ma anche per me che ho sempre amato questo tipo di gita. Credo che la strada sia ancora lunga, ma qualcosa si sta muovendo! Da poco infatti sono iniziati i giri (tipo quelli per il rafting) in gommone sull’Adige, a cura di Trentino Wild, sia a Trento che a Rovereto. Nel primo caso si parte da Roncafort per scendere a Trento Sud, all’altezza del nuovo bici-grill, nel secondo caso si parte da Rovereto per scendere a Nomi. L’età minima è di 3 anni e gli adulti sappiano giù che bisogna pagaiare! Ma tutto viene spiegato nella lezione teorica iniziale, con informazioni utili anche sulla sicurezza pur non essendoci nulla di pericoloso in questa attività. Il tragitto dura due ore circa e sarà in compagnia di una guida rafting, brevettata F.I.Raft specificamente formata anche per il soccorso fluviale.

La discesa in gommone sarà quindi un’emozionante navigazione del fiume, a bordo di un battello pneumatico studiato appositamente per il fluviale. Le accoglienti acque dell’Adige ci accompagneranno alla scoperta del fiume, dei suoi “abitanti” (come il germano reale, gli aironi, i vari insetti). Si potrà inoltre scoprire come il fiume ha lasciato il segno sulla città di Trento, attraverso i secoli: cultura, natura, territorio, associati ad una nuova esperienza all’aria aperta. L’attività è accessibile a tutti, dai 3 anni in su, senza alcuna limitazione. Si svolge rimanendo completamente all’asciutto; si consiglia di portare abbigliamento comodo e sportivo adeguato alla stagione, un k-way e comunque delle scarpe di ricambio.

L’escursione viene effettuata il sabato pomeriggio alle 14.30 su prenotazione, con la disponibilità per altri giorni su richiesta con un minimo di 8 persone (massimo 15 persone a gommone). La prenotazione va fatta entro mezzogiorno del giorno antecedente l’uscita.  Costo: 20€ a persona (16€ con età inferiore ai 16 anni). Noi andemo presto a provarla!

Info: Trentino Wild | tel. +39 329 2743226

Il coniglietto Pasqualino…un'idea che farà emozionare i bimbi

Pasqua si avvicina e come accade da cinque anni a questa parte non vedo l’ora che arrivi. Già, perchè da quando c’è Samuel nella mia vita ha assunto un sapore tutto particolare. Ricordandomi infatti una tradizione tedesca che mi aveva raccontato la maestra delle elementari io e Salvatore abbiamo dato vita ad un appuntamento ormai irrinunciabile: l’arrivo del coniglietto Pasqualino. Compriamo un sacco di ovetti (ogni anno aumentano, tanto poi finiscono in torte e plum cake!) e al mattino quando si sveglia glieli facciamo trovare sparsi in tutta la casa. Ricordo ancora la prima volta: dopo averli scoperti nel letto seguiva ridendo tutta la scia colorata che portava dal suo letto in cucina, raccogliendoli in una grande ciotola. Ma non era finita, perchè quando ha preparato la tavola per la colazione li ho trovati tra le posate…e quando si è messo le ciabatte erano nascosti anche lì dentro. E uguale nelle tasche dei jeans, nel cassetto dei calzini, nella federa del cuscino, nel portapenne, tra le costruzioni del Lego. Una bellissima maniera per svegliarsi tutti assieme in una giornata di festa. Anche per noi adulti è divertente, sia nel nascondere gli ovetti che nel farli trovare ai bambini chiedendo loro di fare qualcosa (tipo dare l’acqua ai fiori) e facendoglieli trovare casualmente. Vedrete che divertente caccia al tesoro! Noi la facciamo anche in camper… e quest’anno la splendida cornice sarà il golfo di Napoli 🙂

La parte che mi piace di più è che a distanza di ore – ma anche di giorni – spuntano ovviamente ancora ovetti su ovetti, e vedere ogni volta i bambini divertiti e sorpresi (specialmente se li rimettete nei posti dove hanno già controllato!) è meraviglioso! Allora buona Pasqua e fatemi sapere com’è andata! Silvia

Ecco le foto dello Show del Trentino dei bambini!!!

Sono passate alcune settimane dal giorno dello spettacolo, ma l’entusiasmo ricordando quel bel pomeriggio è rimasto immutato! Ecco a voi le fotografie di Romano Magrone…belle vero? Per vederle bene cliccateci sopra, e per scorrerle una dopo l’altra schiacciate la freccia sulla destra.

Scuola montessoriana in Trentino: un importante passo avanti

Il Dipartimento della conoscenza della Provincia di Trento ha confermato l’autorizzazione per lo svolgimento dei corsi a Metodo Montessori sul territorio trentino. Per la prima volta nella nostra provincia insegnanti della scuola dell’infanzia e primaria potranno scegliere di formarsi alla pedagogia montessoriana, acquisendo un titolo riconosciuto dal MIUR. Inoltre, la formazione sarà garanzia per l’avvio della sperimentazione del Metodo nelle scuole pubbliche trentine che potranno offrire l’approccio Montessori come altra possibilità rispetto a quella esistente sul territorio, rispondendo così ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie che lo richiedono.  Anche di questo si parlerà  domani, venerdì 11 aprile, presso la Sala Rosa della Regione (ore 17,30) con Paola Trabalzini, studiosa del pensiero montessoriano e docente all’Università la “Sapienza” di Roma. Assieme a lei si rifletterà sulle caratteristiche che contraddistinguono una scuola a misura di bambino.

Questo incontro aggiunge un tassello in più al percorso organizzato a Trento da Il Melograno, una città in cui fino allo scorso anno non si era mai realizzata nessuna iniziativa dedicata in maniera specifica a Maria Montessori e alla sua pedagogia. L’Associazione ha così avuto il privilegio di ospitare professionisti di elevata caratura come l’etnopediatra Elena Balsamo, lo scienziato Mario Valle e in occasione del Convegno, realizzato la scorsa primavera  e tanto partecipato da un uditorio interessato e molto vasto, i grandi del pensiero montessoriano come il Prof. Raniero Regni, C. Buttafava grande erede del pensiero montessoriano, operatrici dal Centro Nascita Montessori, G. Honegger Fresco sua ultima allieva ancora vivente. Attraverso iniziative di questo stampo, l’Associazione ha rilevato un elevato interesse generale all’approfondimento di un possibile approccio all’infanzia, ai bisogni educativi e formativi dei bambini diverso dal modello prevalente entrando, in questo modo, in contatto con tante famiglie, dirigenti scolastici, insegnanti, professionisti che a vario livello si trovano a contatto con l’infanzia e che hanno condiviso con “Il Melograno” l’esigenza profonda che anche in Trentino possano sorgere realtà educative e scolastiche montessoriane. Appuntamento quindi a domani, per sapere nei dettagli questa bella novità.

Clown Molletta

Clown Molletta, personaggio eccentrico, magicomico poeta del sorriso, propone spettacoli per bambini e adulti, con numeri emozionanti, divertenti, originali. Vi stupirà cercando di trasportare il fantastico mondo del circo direttamente nei vostri cuori. I grandi torneranno bambini e, voi bambini, riderete!

Il MollettaComicShow è spesso richiesto anche negli alberghi perché con il suo linguaggio è capace di raggiungere qualsiasi tipo di pubblico…italiani e stranieri, adulti e bambini. Oltre a questo Clown Molletta propone animazione ed intrattenimento per compleanni, matrimoni, feste e sagre, ma ha anche una scuola di circo a Riva del Garda, tiene dei corsi presso la scuola di Danza Viva di Mariagrazia Torboli a Rovereto e a Mattarello presso la scuola di danza Movimento di Cinzia Leonardi.

Info e prenotazioni: 📞 339 252 4922

Amico Micro: giochiamo con il diabete

“E ora?” Ricordo perfettamente la faccia di Samuel quando siamo arrivati a pagina 48 di Dolce Amore. Ci alternavamo nella lettura, perché è un libro tanto agile e scorrevole quanto pieno di informazioni nuove ed emozioni dense.  Samuel si soffermava ogni tanto sui disegni, quelli con le lacrime e con le punturine, poi osservava attentamente le fotografie, rassicurato dai sorrisi e dalla quotidianità di Alessio. A pag. 48 il libro finiva così: “Oggi la mamma mi ha detto una cosa: “Domani mettiamo il microinfusore e non dovrai più fare le punturine”. Sono così contento! Non vedo l’ora che sia domani!”. Amico Micro (sempre Edizioni Erickson) riparte proprio da lì: dall’arrivo  del microinfusore. E’ un libro fatto di filastrocche, di giochi, di disegni da colorare. E’ un libro utile ai bambini con questa patologia, per familiarizzare con le costanti attenzioni e i comportamenti che essa impone, ma lo consiglio anche a tutti i genitori che abbiano a cuore la sensibilità  dei propri figli. Perché Guendalina L’insulina, Amico Micro, lancia la Bilancia, Salvatore il Sensore, Svitato lo Scienziato li aiuteranno a porsi in maniera “neutra” nei confronti dei bambini con il diabete di tipo 1 e più in generale di chiunque abbia difficoltà fisiche, psicologiche, relazionali. Samuel sarà contento di leggere la prosecuzione. E gli racconterò anche di Silvia, autrice del libro e mamma di Alessio, che negli otto mesi trascorsi dal nostro primo incontro ha continuato a combattere con la sua ferma dolcezza per la normalità che questo bambino merita. Compreso un lungo viaggio estivo in Inghilterra con tutta la famiglia, che ho seguito silenziosamente  – ma attentamente – via Facebook, fatto di tanti incontri, tanti amici, tanti sorrisi.

Concludo questo post con le sue parole, scritte nella prefazione: “Io desidero quello che la maggior parte dei genitori desidera per i propri figli. Ma io VOGLIO  anche qualcosa di più. Io VOGLIO scontrarmi con l’ignoranza delle persone, con la superficialità, con la cattiveria di chi non conosce e non conoscendo giudica, con chi dispensa sempre consigli e non ne approfitta mai per tacere, con chi generalizza, con chi “la fa facile”, con tutto quello che non va. (…) Io VOGLIO per lui un contesto intelligente, sensibile, consapevole, accogliente. (…) Io VOGLIO che venga trovata la cura per il diabete mellito di tipo 1. E nel frattempo VOGLIO che mio figlio abbia il meglio che esiste al mondo per gestire la sua patologia nel migliore dei modi”. Lo VOGLIAMO anche noi.

Per avere il libro Amico Micro potete contattare Silvia via mail: silviapurpuri@yahoo.it, oppure tramite la pagina CONTATTI del suo blog La nostra vita con il diabete. Parte dei proventi dell’autrice sarà destinata al Diabetes Research Institute dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

Moby Dick: l’amore per i libri non è in via d’estinzione

Ci sono dei posti che sanno di buono. Che appena ci metti piede ti senti bene. Non sono tanti, di questi tempi. Purtroppo. Eppure ce ne sono, ed è nostra cura raccontarli. La mia nuova scoperta si chiama Moby Dick ed è una libreria piccolina che si trova a Caldonazzo (via Roma, 8, 📞 0461 718164), gestita da Pino Loperfido – scrittore e giornalista – e da sua moglie Rita. Una scoperta, ma non una sorpresa per me, che conosco Pino da qualche anno. Burbero più per piacere che per dovere, ogni volta che parla di questa sua creatura cambia espressione. Segno inequivocabile di un amore corrisposto. E dopo averla visitata ho capito il perché.

Pino, come è nata l’idea di realizzare libreria in un un piccolo paese come Caldonazzo?
Si è trattato del punto di arrivo di un percorso passionale legato ai libri, cominciato durante l’adolescenza. L’idea di aprire una libreria è romantica e maledettamente in contrasto con gli stigmi dell’epoca che stiamo vivendo che è veloce, distratta e superficiale. I libri invece predicano tutt’altro. E oltre a predicare, sanno anche razzolare…

Perché l’avete chiamata Moby Dick?
Cercavamo un nome che andasse bene per grandi e per piccini. Ma oltre a richiamare uno dei libri più importanti della storia letteraria, Moby Dick è una balena e una balena è un simbolo molto importante. Il rischio di estinzione, ma anche la tenacia, la forza nell’inseguire un obbiettivo e, alla fine, raggiungerlo…

Molto spazio è dedicato ai bambini. Con che criterio selezionate libri e giochi?
La selezione è molto attenta e basata sul valore educativo delle storie e dei giocattoli, ma anche sulla qualità delle illustrazioni. Proporre giocattoli in legno e passatempi di una volta vuol dire anche volgere lo sguardo alla tradizione e ai valori che la modernità sta tentando impunemente di scipparci.

In questi anni siete diventati una risorsa preziosa per il territorio, tant’è che i clienti vengono da tutta la Valsugana e non solo. Qual è la chiave di questo successo?
Probabilmente il non cercare il guadagno facile. Il nostro negozio ha altri scopi e la gente lo ha capito. Sono tanti quelli che vengono da noi solo per farsi una sana chiacchierata su un autore o su un illustratore, scambiare i pareri su un saggio politico. E i tanti incontri che facciamo sono una delle cose più belle che ti regala questa attività. Il libraio che consiglia un libro è una figura in via di estinzione. Proprio come le balene.

Come vivono i tuoi tre figli quest’esperienza della libreria “in casa” e qual è il loro rapporto con i libri?

I miei figli sono molto felici di questa esperienza. Il più grande già ci lavora, di tanto in tanto. Nelle nostra famiglia il libro è al centro da sempre. Un oggetto dal quale è molto difficile prescindere, un compagno di viaggio capace di accompagnarti per tutto il corso dell’esistenza. I libri ci parlano di noi, ci dicono cose che talvolta nemmeno noi sapevamo.
Nel 2011 hai dato vita al Trentino Book Festival. A giugno si terrà la quarta edizione. Ci dai qualche anticipazione sul programma dedicato ai bambini?
Il Trentino Book Festival Junior è una parte fondamentale della tre giorni di Caldonazzo. Quest’anno si terrà dal 13 al 15 giugno. I bambini possono prepararsi perché per loro abbiamo preparato un menu ricchissimo e allettante. Faccio solo due nomi, tanto per gradire, Geronimo e Tea… Vi ricordano qualcosa?

 

I bambini e l’amore

L’amore è quando esci a mangiare e dai un sacco di patatine fritte a qualcuno, senza volere che l’altro le dia a te. (Gianluca, 6 anni)

Quando nonna aveva l’artrite e non poteva mettersi più lo smalto, nonno lo faceva per lei anche se aveva l’artrite pure lui. Questo è l’amore. (Rebecca, 8 anni)

L’amore è quando la ragazza si mette il profumo, il ragazzo il dopobarba, poi escono insieme per annusarsi. (Martina, 5 anni)

L’amore è la prima cosa che si sente, prima che arrivi la cattiveria. (Carlo, 5 anni)

L’amore è quando qualcuno ti fa del male e tu sei molto arrabbiato, ma non strilli per non farlo piangere. (Susanna, 5 anni)

L’amore è quella cosa che ci fa sorridere quando siamo stanchi. (Tommaso, 4 anni)

L’amore è quando mamma fa il caffè per papà e lo assaggia prima per assicurarsi che sia buono. (Daniele, 7 anni)

L’amore è quando una donna vecchia e un uomo vecchio sono ancora amici anche se si conoscono bene. (Tommaso, 6 anni)

L’amore è quando mamma dà a papà il pezzo più buono del pollo. (Elena, 5 anni)

L’amore è quando il mio cane mi lecca la faccia, anche se l’ho lasciato solo tutta la giornata. (Anna Maria, 4 anni)

Non bisogna mai dire “Ti amo” se non è vero. Ma se è vero bisogna dirlo tante volte. Le persone dimenticano. (Jessica, 8 anni).

Queste sono frasi sull’amore pensate da alcuni bambini e trovate su internet, a cui aggiungiamo quella di Timothy che ha appena detto a mamma Manuela: “Che bella la festa degli ANIMORATI! L’amore è una cosa bella che viene dal cuore”.

Il mio primo amore si chiamava Mattia, era bellissimo ed è stato il mio unico pensiero dalla prima alla quinta elementare, senza essere minimamente contraccambiata. Di quegli anni ricordo che è a causa sua che sono diventata milanista; che ho ancora nel portafogli un medaglione di carta disegnato da lui; che amava Sara, la mia migliore amica, la cosa peggiore che potesse capitare; che l’unico momento in cui il mio sentimento ha vacillato è stato in quarta elementare, quando mi han detto che quando si ama ci si bacia attorcigliando una lingua con l’altra e che poi bisogna fare un bambino…questione dolorosissima, perché dove passa un limone deve passare un melone (giuro, parole esatte! Non sapevo neanche da dove dovesse passare il melone, ma mi sembrava una metafora sufficientemente tremenda) . E voi, cosa ricordate dell’amore e di quando eravate piccoli?