Gampen Bunker: dentro la montagna

A Passo Palade, al confine tra Trentino e Alto Adige, a 1520 metri, c’è  il Gampen Bunker, un’opera di ingegneria civile unica, costruita negli Anni Trenta con l’incredibile lavoro di tanti uomini. Un vero museo nascosto nel cuore della montagna.

Gampen Bunker: come arrivare

Dalla Val di Non si seguono le indicazioni per Merano e il Passo Palade, fino ad arrivare al Passo. Il bunker si trova proprio all’inizio, lungo la strada principale.

Perché visitare un bunker coi bambini

Se vi state chiedendo quanto possa interessare a un bambino un bunker la risposta è immediata: tantissimo! Tre sono i motivi:

  1. scoprire com’è fatta una montagna “da dentro”
  2. scoprire come gli uomini, anche se per scopi non proprio nobili come la guerra, siano stati in grado di costruire un’opera così perfetta
  3. provare l’emozione di una vera avventura con caschetto in testa, da vero esploratore.

E poi, dato il periodo, rinfrescare la memoria sulla guerra, sui suoi perché e sulla sua esistenza, è sempre utile per formare futuri adulti coscienti del problema.

Ad accoglierci gli addetti dell’associazione che gestisce il bunker e che operano come guide. Consegnati gli elmetti protettivi e le giacche, si parte. Ricordate che all’interno la temperatura è costante, tra i 5 e gli 8 gradi tutto l’anno.

Gampen Bunker: la visita

Si apre il grande portone che porta al primo troncone di bunker e…wow! La sensazione è davvero unica: l’aria fredda, l’atmosfera un po’ cupa ma assolutamente intrigante, le foto storiche e la voglia di scoprire cosa c’è oltre l’ingresso travolge chi si appresta ad entrare.
Il primo tratto ospita una mostra fotografica sulla progettazione e la costruzione del rifugio. Il bunker si sviluppa su 4 piani (solo due visitabili) con oltre 1.500 metri di gallerie collegate da scale e pozzi. 

Finita la parte dedicata a foto e racconti sulla costruzione dell’opera , si entra nel vero cuore della montagna. Un corridoio di 200 metri con le pareti di malta fine originali dell’epoca, qualche luce e tanto silenzio proiettano in una dimensione parallela, avvolgente e strana.
Non lo consigliamo a chi soffre di claustrofobia, ma è un’esperienza  per chi vuol provare a mettersi nei panni di un soldato o di un espiratore per un giorno. L’umidità e il buio, spezzato dalla debole illuminazione e dalle nostre torce non può che zittire tutti. Incredibili, c’è da dire, le capacità umane, soprattutto pensando all’epoca in cui quel tunnel è stato costruito, senza le semplificazioni e i mezzi che esistono oggi.

Alla fine del tunnel si arriva in un ampio androne: la guida ci fa vedere e toccare i punti della roccia a vivo in cui si può capire dove le zolle si sono attaccate: sotto le dita una melma fredda, testimone della grandezza della natura.

Esposizione di minerali

Poco più avanti, in una sezione dedicata, un vero e proprio museo dei minerali. Un lungo corridoio costellato di teche contiene esemplari bellissimi e campioni unici di rocce, minerali e pietre preziose e non che affascinano tutti. In 40 vetrine racchiuse tra due caverne rocciose ben 2.500 campioni di tutto il mondo. Quella di Toni Kiem, ospitata nel bunker è la mostra di minerali più grande dell’Alto Adige.

Verso i piani superiori

Attraversando una parte di tunnel completamente buio si raggiungono le prime postazioni per le mitragliatrici. I racconti della guida si susseguono rapidamente: dormitori improbabili, mense e cucine da immaginare, magazzini per munizioni, bagni e serbatoi di acqua dolce per la totale autonomia del rifugio. 

Per finire saliamo una scala lunghissima che ci porta al piano superiore, uno dei quattro. Duecentociquantasei scalini al buio, senza bocchette d’aria che, in effetti, non vedi l’ora finiscano e che ti fanno chiedere come sia stato possibile che degli uomini di quel tempo siano riusciti non solo a entrare nel cuore della montagna, ma anche a costruire una scala del genere.

Non si ha tempo per pensare, si arriva in cima e ancora una volta si visitano stanzoni, androni con feritoie per mitragliatrici e cannoni. Il bunker è immenso, lunghissimo, incredibilmente imponente. Dal freddo del tunnel, dall’umidità delle rocce si arriva finalmente in un boschetto caldo, pieno di fiori e di piante, e in un attimo si ritorna alla realtà. Il grande cancello si chiude e ci si lascia dietro le spalle un pezzo di storia e grandi emozioni.

Orari di apertura 2026

  • da sabato 11 aprile fino al 29 giugno – aperto sabato e domenica;
  • 25 aprile, 1 maggio 2 giugno aperto;
  • dal 30 giugno fino al 14 settembre tutti giorni – mercoledì chiuso;
  • dal 15 settembre al 5 ottobre – aperto giovedì, venerdì, sabato e domenica;
  • dal 6 ottobre al 26 ottobre – aperto venerdì, sabato e domenica.

Orario di apertura dalle ore 10.00 alle ore 17.00, ultimo ingresso: ore 16.15

I prezzi variano in base alla visita guidata o in autonomia, bambini fino a 6 anni entrano gratuitamente. Per i costi e orari di apertura sempre aggiornati cliccate QUI.

Da visitare assolutamente, anche come bella ed emozionante alternativa in caso di pioggia.

Contatti

Gampen Bunker
Tel. 0463.530088
e-mail: info@deutschnonsberg.it

Cosa fare nei paraggi

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– Passeggiata del Burrone di Fondo
– Pradiei: da Romeno al lago Smeraldo
– Lago Smeraldo e l’orto botanico
La “Casa dell’Acqua” di Fondo

La Val di Non in estate offre tante belle idee per le famiglie che vogliono vivere appieno questo splendido territorio, le abbiamo raccolte tutte in una mini-guida, leggete QUI!

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