Dalle leggende al gioco, dalle forme della natura alle molteplici attività all’aria aperta, la montagna è un universo che si presta a scatenare la fantasia, la creatività e l’inventiva dei ragazzi. Habitat naturale che conserva la magia e i segreti della montagna è il Parco dei Mestieri, luogo “speciale” del Trento Film Festival dedicato alle scuole e alle famiglie, un coinvolgente progetto didattico, attuato in sinergia con altri enti e istituzioni del territorio, che quest’anno celebra il traguardo dei 10 anni. Situato nel rigoglioso giardino dell’Arcivescovado, nel centro storico di Trento, i ragazzi avranno modo di conoscere da vicino le peculiarità e le metodologie dei lavori legati al contesto alpino, dalla guida alpina al maestro di sci, dal forestale al malgaro, per restare a professioni assai note, ma anche altre più insolite, dal campanaro al gattista delle nevi.

Oltre al programma per le scuole ci saranno tanti laboratori didattici aperti al pubblico: 25 aprile – 7 maggio, dal lunedì al venerdì 9:30–12:30/14:30–17:30, sabato, domenica e festivi: 9:30–12:30/14:30–18:30

  • “El Bacàn – Agricoltura: sulla terra con i cinque sensi”. Il percorso affronta l’antica divisione del suolo agrario in campo, prato e orto. Un gioco di riconoscimento di odori, forme e colori di cereali, verdure e legumi mette alla prova i sensi dei partecipanti, che fanno esperienza diretta della germinazione.
  • “Il lupo Slavc incontra gli animali del bosco”Il lupo Slavc è arrivato da poco in Trentino e vorrebbe conoscere gli abitanti del bosco. Attraverso crani, mandibole e zampe sarà possibile scoprire chi sono, le loro abitudini e tante altre curiosità.
  • “L’Avvocato dell’Orso”Questo animale selvaggio e magnifico, che in 150 anni di storia non ha mai aggredito un uomo e che, con la sua presenza nobilita le nostre montagne, è oggetto di continui attacchi. Partendo dal presupposto che solo la conoscenza porti all’accettazione, si vuole parlare di come sia realmente possibile la convivenza con il “re dei boschi”, attraverso una mostra di 10 pannelli a colori a lui dedicata ed attraverso un gioco a squadre che ne espliciti abitudini e modalità di alimentazione, sfatando – si spera – un po’ dei falsi miti che lo circondano.

 Tra le novità per le famiglie, il Trento Film Festival quest’anno offre come novità per le famiglie, la possibilità di poter usufruire del servizio gratuito di baby sitting presso il Giocalaboratorio della Cooperativa Arianna di via S. Francesco, 10 con attività ludiche e creative per bambini dai 5 anni in sù nei giorni sabato 26 e domenica 27 aprile, giovedì 1, sabato 3 e domenica 4 maggio, orario 14:30 – 18:30.

Ecco poi il programma con gli appuntamenti più interessanti per bambini e famiglie:

VENERDI’ 25, ore 10 INAUGURAZIONE 10ª EDIZIONE PARCO DEI MESTIERI. Il “Parco dei Mestieri”, luogo speciale del Festival per le scuole e le famiglie, spegne la 10ª candelina festeggiando con i fisarmonicisti e lo zelten del Salvanèl; ore 15 INCONTRO CON ANDREA FOCHES.  L’autore della mascotte del Parco realizza in estemporanea disegni sul Salvanèl e li regala ai visitatori. Inoltre con i bambini cerca di fotografare l’imprevedibile folletto di rosso vestito, che si aggira sfuggente tra la vegetazione del Parco!

SABATO 26, ore 15 ALLA SCOPERTA DELL’ARTE BIANCA. Con l’Associazione Panificatori Trentini e Alberghiero Trentino. Gli studenti della Scuola d’Arte Bianca incontrano le famiglie mostrando i vari passaggi del processo produttivo del panettiere fino ad arrivare alla degustazione del pane; ore 16 SCOPRIAMO INSIEME I TESORI DEL GIARDINO. Attività guidata per conoscere i grandi alberi del Parco del Palazzo Arcivescovile.

DOMENICA 27, ore 15  ALLA SCOPERTA DELL’ARTE BIANCA. Con l’Associazione Panificatori Trentini e Alberghiero Trentino. Gli alunni della Scuola d’Arte Bianca incontrano le famiglie mostrando i passaggi del processo produttivo del panettiere fino ad arrivare alla degustazione del pane; ore 16 SCOPRIAMO INSIEME I TESORI DEL GIARDINO Attività guidata per conoscere i grandi alberi del Parco del Palazzo Arcivescovile.

GIOVEDI’ 1 MAGGIO, ore 15 QUANDO IL CLIMA è AMICO DELLA MONTAGNA Laboratorio per bambini sulle energie rinnovabili, ore 17 CREA IL TUO SALVANE L IN 3D Insieme ad Andrea Foches verranno realizzati simpatici pupazzetti tridimensionali, raffiguranti il folletto dei boschi trentini che porta fortuna!

SABATO 3 MAGGIO ore 15 LA VALLE DEGLI DEI. Laboratorio di serigrafia ispirato al Messico, paese ospite, condotto da Giulia Mirandola e Marta Iorio, autrice del manifesto del Festival; ore 17 PRESENTAZIONE DEI LAVORI DELLA FIRST LEGO LEAGUE, campionato di scienza e robotica tra squadre di ragazzi dai 9 ai 16 anni che progettano, costruiscono e programmano robot autonomi, applicandoli a problemi di grande interesse generale, ecologico, economico e sociale. Quest’anno hanno cercato soluzioni innovative sul tema “la furia della natura” e mostrano il loro operato.

DOMENICA 4 MAGGIO ore 17  RACCONTI ANIMATI ALLA SCOPERTA DEI LEGGENDARI SALVANE L’ OM PELOS, ANGUANE BREGOSTANE E STRIE. Con un utilizzo sofisticato e del tutto innovativo della computer grafica animata, Andrea Foches racconta le antiche leggende delle valli del Trentino, a partire dai personaggi più carismatici e segreti.

Dal 25 al 27 aprile si terrà a Levico l’ undicesima edizione della festa dedicata a tutto quanto fa orto, Ortinparco, nella suggestiva cornice dello storico Parco delle Terme. Simbolo della città termale di Levico Terme, il parco asburgico, creato agli inizi del ’900 quando Levico Terme era meta prediletta di vacanze della nobiltà austro-ungarica, copre un’area di 12 ettari e ospita maestosi alberi di specie autoctone ed esotiche. L’intento è di riprodurre la memoria di tradizioni colturali e culturali, di rinnovare in maniera creativa saggezze contadine e sapienze artigianali, con lo scopo di portare l’orto su un piano di nobiltà complessa, proponendolo non solo come un fatto agricolo e spazio verde coltivato, ma anche come una grande occasione di socialità e di cultura. Tema dell’edizione di quest’anno sarà “L’orto che viaggia”, ovvero come si spostano le varietà di piante. I loro semi possono essere portati dal vento, dall’acqua, da uccelli, dallo stomaco di animali e naturalmente dall’uomo. Le piante viaggiano, colonizzano nuove aree. Molte varietà vegetali vengano importate e coltivate al di fuori del loro ambiente naturale.

Il ricco programma culturale propone originali laboratori creativi rivolti a bambini e adulti. Vi saranno spazi dedicati a momenti musicali, teatro e poesia. Farà da contorno alla manifestazione anche un colorato mercatino dei contadini, dell’artigianato e degli antichi mestieri. Saranno inoltri visitabili mostre ed esposizioni a tema.
Per vedere il programma completo guardate 
QUI


All’Angolo Morbido di Imer arrivano le nuove proposte per la Primavera 2014:  TUTTI I MARTEDI’ dalle 16.00 alle 18.00

VEDO, SENTO, TOCCO laboratori sensoriali per i bambini

L’ANGOLO DELLE EMOZIONI incontri tematici con la pedagogista e psicologa

RICONOSCERE E USARE LE ERBE in cucina o come rimedio naturale per curare i piccoli malanni con Elisa

LA MIA CARTA d’IDENTITA’ con Anna esperta di pratiche filosofiche

 

Per informazioni ed iscrizioni
Sede “Angolo Morbido”
c/o sala adunanze
Via Nazionale, 4 – Imer
Telefono 3453936509 oppure inviando una mail all’indirizzo  angolo.morbido2014@gmail.com





Lo ammetto: da sempre ho un debole per le api. Sono convinta che “da grande”, quando le mie svariate attività cesseranno, voglio fare l’apicoltrice. Ci capiamo io e le api: grandi lavoratrici, pratiche, autonome e soprattutto tanto utili. Certo, se le si infastidisce reagiscono, ma con loro vale il motto ”vivi e lascia vivere”: tu non le disturbi, loro non ti pungono. È semplice. E che dire poi del miele? Sostanza divina, nettare degli dei, dolce, pieno di proprietà nutritive e ricco di fascino, antico e privo di scadenza, insomma una delizia. Ecco che allora quando Silvia mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto fare un giro a Lavarone, al Museo del Miele della famiglia Marigo, mi si sono illuminati gli occhi. Il museo è una bella avventura che questa famiglia di apicoltori da generazioni ha voluto  intraprendere soddisfacendo la curiosità di scolaresche, gruppi di turisti e famiglie desiderose di capire come funziona la vita di un apicoltore e di scoprire tante cose sulle api, il miele e i suoi derivati. La piccola ma curata struttura che ospita il museo è familiare e accogliente e il nostro tour inizia con un video che ci propone Amelio, il titolare dell’azienda e “guida” del museo. I bambini si entusiasmano subito con un divertente e utile libriccino da colorare tutto dedicato alle api. La stanza è tappezzata di bellissimi cartelloni sulla vita delle api e sulle loro abitudini. Molto coinvolgenti. Io, per deformazione professionale, rimango incantata da un cartellone che parla della “danza delle api” e scopro con stupore che sanno fare un sacco di “variazioni” interessanti e complesse, a seconda del messaggio che vogliono lanciare e cosi aggiungo un motivo in più al mio amore per questo insetto che si rivela pure “ballerino”! Lì c’è anche una piccola arnia didattica, con le pareti di vetro e un passaggio che dà all’esterno: i bambini sgranano gli occhi nel vedere quel brulicare di api indaffarate nelle loro faccende “domestiche” e cercano disperatamente la regina che, ci spiega Amelio, è più grande e si riconosce bene, ma non sempre si vede. Ci spiega cosa fanno le operaie, come si distinguono dai fuchi, cosa succede quando la regina “migra” e porta con sè parte del suo alveare per crearne uno nuovo. Scopriamo con stupore che il propoli non viene prodotta dalle api, ma si trova in natura! Mi stupisco  della mia ignoranza, ma  le api questo giro la sanno lunga: mi insegnano che viene usata come sigillante, diversamente da noi che la usiamo come antibiotico locale. E a suon di “mamma ma l’ape regina ha la corona?” o “mamma ma le api muoiono subito come le farfalle?” procediamo con la visita e nel piano di sotto possiamo osservare, oltre agli indumenti tipici dell’apicoltore (tuta, maschera protezioni, guanti e affumicatore, con i quali i bambini si divertono un sacco a giocare), una ricchissima collezione di arnie, o meglio “bugni” come li chiama Amelio. Arrivano non solo dall’Italia, ma anche dall’Africa e da altri Paesi e soprattutto alcuni sono molto antichi. Vediamo come funziona uno smielatore, un affumicatore e conosciamo tanti piccoli segreti di un apicoltore, compresa l’informazione non poco utile che il miele non scade mai e che persino quello trovato in antiche tombe faraoniche era ancora buono. Chiudiamo la visita con un passaggio veloce alla biblioteca al terzo piano, spesso animata da studenti o ricercatori. Immancabile un passaggio dal negozio ben curato e fornito adiacente al museo: miele, caramelle, melata, creme nocciola e miele, propoli, pappa reale, grappe … insomma il paradiso degli amanti dei prodotti delle api.  Merenda da re con crostini miele e nocciola e poi tutti fuori a godere del paesaggio meraviglioso e del prato enorme che circonda il museo. Un posticino da visitare questa Casa del miele di Lavarone, in cui imparare tante cose e far gioire il palato. Le visite sono su prenotazione. Per informazioni  visitate il sito www.museodelmiele.com

Manuela

  • Le novità all’Angolo Morbido di Imer

Le novità all’Angolo Morbido di Imer

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