Author - Silvia

Nelle grotte di Castello Tesino

Cosa attrae irresistibilmente i bambini? Le cascate, le funivie e… le grotte, naturalmente! In Trentino ce n’è solamente una attrezzata per la visita e si trova sopra il paese di Castello Tesino, in Valsugana. Io, Alice e Giulia abbiamo provato durante il tragitto in auto ad immaginare cosa ci aspettasse, ma davvero non pensavamo fossero così spettacolari. E’ necessaria una premessa: l’accesso è consentito solamente ai bambini dai 6 anni in su, per diversi motivi.

Innanzitutto perché la passeggiata che porta alla grotte è abbastanza impegnativa (soprattutto al ritorno, con un dislivello di circa 300 metri) e poi perché all’interno il terreno è scivoloso e sconnesso, quindi bisogna prestare un po’ di attenzione. Nonostante le premesse le mie eroine erano pronte per questa nuova esperienza: quando la natura più selvaggia del Trentino chiama, l’anima montanara risponde!

Ci siamo presentate puntuali al ritrovo dell’escursione: davanti alla biblioteca comunale a Castello Tesino, in via Venezia. Sì, perché non si possono esplorare le grotte in autonomia, ma bisogna sempre prenotare la visita in gruppo (disponibile sia in italiano che in inglese) il giorno prima entro le ore 12.00.

La passeggiata nel bosco dura circa 45 minuti (calcolate una mezz’ora di più al ritorno), dopodiché si indossano maglie e ventine (la temperatura della cavità è costante a 8 gradi), così come il casco con annessa una piccola torcia frontale. Le grotte sono state lasciate completamente al naturale: niente luci artificiali, poche scale e passerelle. Solo la natura a sprigionare la magia che sale del centro della terra.

Pronte? Via! La parte visitabile della grotta è lunga circa 400 metri, con stalattiti, stalagmiti, cunicoli e gallerie, decisamente non adatta per chi soffre di claustrofobia, ma perfetta per chi ha fantasia. Nella foto grande in alto non avrete difficoltà a vedere la proboscide di un elefante (una stalattite “morta”, che non cresce più), mentre qui sotto ecco un’affascinante medusa.

Ci sarà poi il prete con i chierichetti, con il coro a poca distanza e diverse altre forme curiose. Avanti così, per circa 400 metri, fino ad arrivare al torrente “Ignoto” che impedisce di andare oltre. Non mancheranno diverse curiosità, tra cui la presenza di una cavità che ospitò degli speleologi rimasti intrappolati dall’acqua che conserva le tracce delle loro preghiere.

Al ritorno abbiamo percorso una breve deviazione rispetto al percorso di andata: il “Passaggio degli Studenti”.  Decisamente stretto, tant’è che noi adulti ci siamo dovuti mettere carponi. Superata anche questa prova, le guide ci hanno fatto sedere per vivere assieme un interessante esperimento: il buio totale.

Abbiamo infatti spento le torce, provato a vedere il movimento delle nostre mani davanti al volto, aspettato in silenzio per capire com’è lo scorrere del tempo in quelle condizioni. Quando Gabriele e Claudio ci hanno informato che mai i nostri occhi avrebbero visto alcunché, anche se avessimo aspettato anni, li abbiamo presi in parola senza necessità di averne la prova!

Ancora qualche passaggio impervio e poi, finalmente, la luce! Perché è vero che là dentro è una meraviglia, ma anche riassaporare il calore del sole e la bellezza del bosco non è affatto male.

Info utili:
  • Visite guidate indicativamente da aprile a ottobre. La grotta è visitabile solo con guida e su prenotazione entro le 12.00 del giorno precedente presso APT Valsugana 📞 0461 727730. L’altezza minima per accedere alla grotta è di 110 cm.
  • dal punto di ritrovo si prosegue fino all’imbocco del sentiero con mezzi propri (una decina di minuti, sei chilometri)
  • la visita dura in totale tre ore circa. Tornerete al punto di partenza per ora di pranzo (noi ci siamo portati dei panini, fermandoci lungo la strada del ritorno per un picnic)
  • il costo della visita guidata è di 20,00 euro, ridotto a 17,00 fino a 12 anni
  • accesso consentito: minimo 5 persone, massimo 15
  • il telefono sia nelle grotta che durante gran parte della passeggiata non prende
  • è possibile scattare foto ma senza flash
  • Abbigliamento consigliato: un maglioncino, un impermeabile e un paio di scarponcini (obbligatori). Per garantire la maggior sicurezza possibile verranno fornite dotazioni quali mascherina, guanti e sotto-casco
  • periodo consigliato per la visita: da maggio ad ottobre. A causa delle piogge le grotte in determinati periodi potrebbero non essere accessibili.

Per maggiori informazioni, CLICCATE QUI!

Cosa fare nei dintorni:

Potrebbero interessarvi altre grotte e canyon, cliccate QUI

Al Rifugio Sette Selle

Abbiamo provato per voi un’escursione molto bella nell’incantevole ed incontaminata Valle dei Mocheni. Un luogo che è sempre una sorpresa, ad un passo da Trento. La nostra destinazione era il Rifugio Sette Selle, a 2014 metri d’altitudine. Un’escursione adatta ai bambini dai sei anni in su circa, che abbiano un po’ di allenamento: non ci sono punti esposti ed il sentiero è in mezzo a boschi rigogliosi e prati, che in estate si presentano pieni di mille colori. Ecco infatti ranuncoli gialli e rododendri rossi, margherite bianche e garofanini fucsia, macchie di timo rosa …e tante altri!

Abbiamo lasciato la macchina alla frazione Frotten di Palù del Fersina al parcheggio a pagamento (euro 6 giornaliero), ma c’è la possibilità di parcheggiare gratuitamente vicino al campo sportivo, facendo 20 minuti in più di cammino. In questo caso merita una visita il museo Museo S’PèrgMandlHaus dedicato ai minerali e molto apprezzato dai bambini e il parco giochi con un super scivolo!

Ci sono due sentieri per raggiungere il rifugio Sette Selle: il 343 che in un’ora e mezza ci porta alla meta e uno un po’ più comodo il 343 bis – quello che abbiamo fatto noi – che ci permette di arrivare alla stessa destinazione in un’ora e quaranta minuti. Il sentiero è ben tenuto e ben segnalato sempre in leggera salita ma il paesaggio che ammiriamo ci fa dimenticare la fatica. Ed eccoci qui in una conca bellissima nel cuore del Lagorai dove troviamo il rifugio Sette Selle con sassi a vista e le imposte bianche e azzurre.

Ci si può fermare a pranzo (piatti tipici della cucina trentina) e per chi è stanco ci sono pure le sdraio!

Alzando gli occhi vediamo le cime frastagliate e enormi massi che nel corso dei secoli si sono staccati e altri itinerari che ci invitano a proseguire…. ma oggi ci fermiamo qui: la prossima volta ne riparliamo!

Il rifugio è aperto tutti i giorni, nel periodo estivo, da metà giugno a inizio ottobre. Nel periodo invernale, tutti i giorni, indicativamente dal 20 dicembre al 6 gennaio. Il resto dell’anno tutti i fine settimana. Chiuso il mese di novembre.

INFO UTILI:
  • LUOGO: Val dei Mocheni
  • PARTENZA: parcheggio in località Frotten
  • ARRIVO: Rifugio Sette Selle
  • ALTITUDINE: 2014 m
  • DURATA: un’ora e quaranta minuti (solo andata)
  • DISLIVELLO: 470 metri
  • PUNTI DI RISTORO:
    Rifugio Sette Selle 📞 347 1594929 (consigliato di effettuare le prenotazioni via telefono)
Cosa fare nei dintorni:

Malga Fossernica di fuori

Situata a 1804 metri, ai piedi del Lagorai nella valle del Vanoi, fornisce fin dalla nascita del Presidio Slow Food la panna per il Botìro di Primiero di malga. Da un paio di anni tutte le fasi della lavorazione del burro d’alpeggio a panna cruda avvengono nel piccolo laboratorio. La si può raggiungere con il bus navetta da Caoria e durante i mesi di luglio e agosto si può assistere alla lavorazione e dimostrazione della produzione del Botìro. Aperta indicativamente da metà giugno a metà settembre, non dispone di servizio ristorazione, presente invece a Malga Fossernica di dentro, a circa un’ora di facile cammino (tel. 334 296 9085).

malga fossernica di Fuori - stradadeiformaggi.it (8)

Da qui si gode una bellissima vista sul Lagorai e la Cima D’Asta. Consigliato per dormire nei dintorni i due caratteristici edifici rurali a Pra’ dei Tassi, ristrutturati verso la metà degli anni Novanta e diventati un incantevole rifugio per 12 persone al massimo. La casera è dotata di servizi igienici con acqua calda, una piccola cucina con stufa a legna e fornelli a gas, una zona pranzo con sedie e panche, mentre il tabià (fienile) ospita la zona notte con dodici cuccette con materasso e cuscini. Per dormire bisogna portarsi sacco a pelo o lenzuola e coperte. Il costo? Un centinaio di euro al giorno in totale (tel. 0439 719106), possibilità di ristoro presso il Bar alla Siéga.

malga fossernica di Fuori - stradadeiformaggi.it (2)

Come raggiungerla:

Fino ad inizio settembre, tutte le domeniche (in alcuni periodi anche giovedì, venerdì e sabato) con bus navetta da Caoria a pagamento.

Info:

Ecomuseo del Vanoi – tel. 0439 719106

Servizi:

Produzione e lavorazione del botìro di Primiero di Malga, non dispone di servizio ristorazione, presente invece a Malga Fossernica di dentro, a circa un’ora di facile cammino (Tel. 334 2969085).

Cosa fare ei dintorni:

Escursioni, malghe, itinerari, avventure, parchi gioco e attività per le famiglie: per scoprire la nostra mini-guida estiva dedicata alla Valle del Primiero, CLICCA QUI!

Escursioni sulla ciaspole, iniziative e luoghi da vivere godendo della magica atmosfera che offre la Valle del Primiero in inverno: per scoprire la nostra mini-guida invernaleCLICCA QUI!

Sul Corno Bianco: vista a 360°

Passo Oclini, a quota 2000 metri, è un posto meraviglioso in ogni stagione. A poca distanza dal Passo Lavazé, si trova tra la Val d’Ega e la Val di Fiemme. Si parcheggia gratuitamente nell’ampio piazzale dove svetta il nuovo gioco composto da parete di arrampicata, torretta, ponte sospeso e lungo scivolo. Adatto a bambini un po’ grandi, vista la conformazione e la velocità dello scivolo!

Da qui potete fare diverse passeggiate. Da non perdere la possibilità di salire fin sulla cima del Corno Bianco (Weisshorn). Percorso facile con circa 300 metri di dislivello, con sentiero ben segnalato prima sui prati, poi tra i mughi e infine su roccia.

Si tratta di pietra Dolomia, che gli dona quel colore chiaro in evidente contrasto con il suo “gemello” di fronte: lo Schwarzhorn (Corno Nero), composto da porfido e rocce di origine vulcanica.

Si sale gradualmente, senza grandi difficoltà, in circa un’ora. Anche meno per chi è abituato a camminare. Consigliata a chi non ha bambini piccoli, o soffre di vertigini, la deviazione poco prima della cima che indica un punto panoramico. Cinque minuti di sentiero un po’ esposto ed ecco la vista davvero unica sul Bletterbach, con il suo Geoparc che vi raccomandiamo di visitare. In lontananza potete vedere anche il Santuario di Pietralba.

Tornate quindi indietro e in una decina di minuti arriverete al crocifisso sulla vetta. Qui, a 2.313 metri di altitudine, si gode di una fantastica vista a 360° sulle montagne e sulle valli circostanti. Tra le altre, vi indichiamo le più imponenti: le Dolomiti di Brenta, l’Ortles, lo Sciliar, il Catinaccio, il Latemar, a le Pale di San Martino.

Tornate indietro sullo stesso sentiero dell’andata il consiglio è di prendere la deviazione a destra che indica Malga Gurndin.

SOSTA CULINARIA.

Arriverete in questa caratteristica struttura in una mezz’ora circa, per pranzare o fare merenda con le loro classiche specialità. Uova, speck e patate, canederli, polenta con formaggio fuso o funghi. Oppure cotoletta milanese con patate.

Grande bontà, prezzi molto buoni. Dalle 14 in poi preparano al momento sia i Kaiserschmarren (omelette spezzettata) che gli strauben (pastella fritta nell’olio), serviti con marmellata e zucchero… che bontà! Per tornare al parcheggio la passeggiata è molto facile: una ventina di minuti in leggera salita.

INFO UTILI:
  • LUOGO: tra la Val d’Ega e la Val di Fiemme
  • PARTENZA: Passo Oclini
  • ARRIVO: Corno Bianco
  • ALTITUDINE: 2313 metri
  • DURATA: un’ora (solo andata)
  • DISLIVELLO:  300 metri
  • PASSEGGINO: no
  • PUNTI DI RISTORO: Malga Gurndin 📞 0471.886745

 

Se pensate che la salita al Corno Bianco sia troppo impegnativa e volete fare un giro più semplice, QUI vi abbiamo raccontato il giro ad anello che porta direttamente alla Gurndin Alm e poi alla Isi Hütte.

Lido di Ora con scivolo wow

Il Parco del Sole a Maranza

Siamo andati a scoprire per voi il Parco del Sole a Maranza, a poca distanza da Rio Pusteria (Bressanone). Ci si arriva in una decina di minuti con la telecabina Gitschberg dal paese (parcheggio gratuito), aperta indicativamente da metà maggio a inizio novembre, info e orari sempre aggiornati QUI. Appena arrivati i bambini verranno rapiti dal maxi scivolo accanto al rifugio Nesselhutte.

Lunghissimo e veloce il giusto, si raggiunge con una scaletta di legno e un breve percorso al lato. E poi giù, da ripetere infinite volte.

Al rifugio si trova un altro piccolo parco giochi, con scivolo, altalene, torretta e piccoli camion per caricare e scaricare la ghiaia.

Sulla terrazza soleggiata potrete gustare senza perdere d’occhio i bambini i classici piatti altoatesini, con delle varianti ridotte e particolari per i bambini a tema Disney: mini cotoletta e patatine, pasta al pomodoro, wurstel, chicken nuggets, pastina in brodo e pizza margherita. E poi ottimi dolci, tra cui un meraviglioso krapfen ripieno di marmellata con i mirtilli rossi.

Noi abbiamo mangiato velocemente, perché volevamo andare a visitare il parco, che si snoda sotto e sopra il rifugio. Abbiamo incontrato un cavallo con la carrozza, che i bambini possono cavalcare lasciando libera la fantasia.

Più sotto il parco vero e proprio, altro maxi scivolo e il trono del sole con uno scivolo interno e un igloo giallo gigante in cui entrare. Si raggiunge il trono arrampicandosi su una grande rete. Un gioco da ripetere infinite volte!

Poco distante il ponte tibetano del sole e l’arco del sole, un ponte traballante molto molto divertente.

Completano il parco il telefono del sole, che consiste in due girasoli distanti che permettono di comunicare parlando e ascoltando vicino alle rispettive corolle; la meridiana umana che permette di capire che ora è utilizzando la propria ombra.

Sopra il rifugio (a 15 minuti circa di passeggiata) c’è invece il trampolino gigante, la teleferica e un altro parco giochi piccolino. Noi non siamo arrivati a visitarlo, ma sicuramente è un’altra area tutta da scoprire.

Informazioni utili:

Albergo consigliato nei dintorni il Tratterhof (a 5 minuti d’auto dagli impianti) una meraviglia. E con il soggiorno avrete a disposizione anche la Almen Card, che prevede tra le altre cose l’utilizzo gratuito degli impianti.

Per maggiori informazioni, CLICCATE QUI!

Se cercate altre escursioni dei dintorni cliccate QUI.

Gallo Rosso, agritur in Alto Adige

Per le famiglie che vogliono immergersi nella vita contadina in Alto Adige e nelle sue affascinanti sfaccettature la risposta è solo una: Gallo Rosso. Potete scegliere tra oltre 1600 autentici agriturismi, ognuno con le proprie caratteristiche (comodissimo la possibilità di ricercarli, inserendo dei filtri QUI o sfogliando on-line il catalogo 2023 con tutti gli agriturismi in Alto Adige) Il filo conduttore sempre lo stesso: l’autenticità delle strutture familiari, dove l’ospitalità regna sovrana.

Una vacanza in un maso dell’Alto Adige, grazie all’ospitalità genuina dei contadini è un’esperienza unica, ancora di più nel periodo della primavera perché è il momento in cui nascono i cuccioli degli animali. L’ideale soprattutto per le famiglie con bambini che potranno accarezzare, coccolare e prendersi cura dei cuccioli.

Questi i punti chiave di una vacanza in maso:

  • le piccole strutture hanno limitato il numero degli ospiti
  • ogni agriturismo offre un massimo di cinque appartamenti o otto camere
  • privacy e spazi all’aperto sono garantiti
  • molti masi consegnano, da tradizione, un cestino per la colazione davanti alla porta al mattino, all’ora concordata. In questo modo grandi e piccoli potranno gustarla anche in pigiama e assaggiare marmellate e pane fatti in casa, uova, latte e formaggio.
  • gli alloggi vengono puliti e disinfettati in modo particolarmente accurato
  • è garantito il rispetto di tutte le misure igieniche prescritte.

Maso Tiscion, Val Gardena

Noi abbiamo provato diverse strutture Gallo Rosso, in questo articolo trovate quelle che ci sono rimaste nel cuore!

Cosa si può fare nei masi?

Un sacco di cose che cambiano a seconda della stagione:

  • partecipare al lavoro in stalla (noi abbiamo raccolto uova e munto le mucche!)
  • cucinare assieme alla contadina, dalle frittelle al pane allo yogurt
  • equitazione, quando ci sono i cavalli 
  • degustazione di vini di propria produzione
  • escursioni con la famiglia ospitante, che vi racconterà un sacco di curiosità sul posto e sugli animali
  • scoprire il benessere alpino, che vanta una lunga tradizione nella cultura contadina altoatesina. I contadini combinano le proprie conoscenze secolari e tradizionali con le nuove scoperte di salute e bellezza, da bagni nella lana a impacchi con erbe medicinali

I masi Gallo Rosso sono in grado di soddisfare qualsiasi tipo di necessità ed esigenza. Esistono infatti quelli d’interesse storico, per appassionati di cavalli, bici o escursioni, i masi wellness per chi non vuole rinunciare alla spa, i masi vinicoli e a coltivazione biologica, quelli specializzati per famiglie con servizi dedicati e i masi in quota.

Crediti Fotografici Gallo Rosso © Frieder Blickle

Ogni maso racchiude più caratteristiche insieme, per cui ad esempio un maso specializzato per famiglie potrebbe anche avere la spa e i cavalli con maneggio.

I fiori dei masi.

La classificazione dei masi è organizzata da 1 a 5; più alto è il numero dei fiori, più numerosi sono i criteri soddisfatti dalla struttura. Un maso Gallo Rosso a 5 fiori avvicina i propri ospiti allo stile di vita contadino, attraverso visite dell’azienda, del vigneto, della cantina, della stalla, corsi per la lavorazione dei prodotti, come per esempio fare il burro, o spiegazioni su come si svolge normalmente la giornata lavorativa di un contadino o sull’importanza del ciclo delle stagioni per il maso.

Le osterie contadine.

Oltre ai masi con alloggio, ci sono le osterie contadine Gallo Rosso: 42 strutture, suddivise in Buschenschank (con produzione propria di vino) e Hofschank (con almeno un piatto di carne di produzione propria). Piatti esclusivamente preparati in casa e in base alla stagionalità degli ingredienti catturano i palati attraverso ricette della tradizione altoatesina: canederli, carne salmistrata, stufato di agnello, affumicati, krapfen, kaiserschmarren, strudel. Noi siamo stati all’Unteraichnerhof, a Barbiano. Posto super! Scopritele tutte QUI.

Crediti Fotografici © Gallo Rosso – Frieder Blickle

I prodotti di qualità.

In 66 masi Gallo Rosso sono offerti anche prodotti gastronomici autentici, realizzati con almeno il 75% della materia prima proveniente dal maso stesso (il rimanente 25% proviene da un altro maso locale). Tali prodotti devono superare una “degustazione alla cieca” da parte di una commissione specializzata. Aceti, succhi di frutta, verdure sott’olio e sott’aceto, formaggi e latticini e altre 11 categorie di prodotti sono acquistabili, oltre che nella bottega del maso stesso, anche in diversi mercati e negozi di alimentari in Alto Adige.

Creatività nel maso.

Infine, in 8 masi Gallo Rosso sono proposti prodotti artigianali autentici (artigianato contadino), realizzati a mano. Oggetti bellissimi intagliati nel legno, lavori di intreccio e tornitura, uova d’oca decorate, cappelli e pantofole realizzate con la lana di pecora infeltrita e altro sono disponibili nelle botteghe del maso.

Maggiori informazioni:

Per ognuno dei 4 pilasti di Gallo Rosso è stato ideato un catalogo, disponibile online, scaricando il pdf  oppure anche cartacea, si può riceverla gratuitamente a casa. Trovate entrambe le versioni QUI.

Tel. 0471 999308

Sito  www.gallorosso.it 

 

Crediti Fotografici foto copertina © Gallo Rosso – Frieder Blickle

Passo Nigra: passeggiata invernale

Escursione bellissima, di un’ora e mezza circa, con vista spaziale su Catinaccio/Rosengarten e Latemar quella che da Passo Nigra porta a Maso Schiller, in Val d’Ega. Una passeggiata di sei chilometri a quota 1700 metri con continui saliscendi, su strada forestale fattibile anche con il passeggino da trekking. Se in assenza di neve (come in questo inverno) o con neve battuta.

Si parte dal parcheggio gratuito di Passo Nigra e si seguono le indicazioni per Malga Hagner/Maso Sciller. La prima parte è in leggera discesa e fin da subito potete ammirare sulla vostra sinistra sua maestà il Catinaccio. Mano a mano che si prosegue ecco anche il Latemar e in lontananza la Pala Santa, il Corno Bianco e il Corno Nero.

Si alternano continuamente tratti nel bosco e altri tra i prati. Attenzione alla presenza di tratti ghiacciati, soprattutto a fine stagione. Evidenti ancora i segni del passaggio della tempesta di Vaia, anche se il bosco si sta riprendendo. Mano a mano che si prosegue si incontrano masi privati che fanno venire un solo pensiero: chissà cosa significa dormire quassù!

Dopo poco più di un’ora di camminata ecco le indicazioni per Malga Hagner (chiusa in inverno). Proseguite quindi seguendo le indicazioni per Maso Schiller / Schillerhof. Un’altra ventina di minuti ed eccolo, in posizione panoramica che più panoramica non si può.

Nelle giornate soleggiate si può stare sulla terrazza all’aperto, con tante tavole e panche in legno. Altrimenti c’è la stube in legno all’interno, che profuma proprio delle osterie di una volta. In cucina Hubert, che gestisce il maso di famiglia. Simpatico e sorridente, è un perfetto padrone di casa.

Noi abbiamo preso gli Schlutzkrapfen fatto in casa, ottimi e con tanto burro di malga..

e poi una cotoletta gigante con patate arrostite. Tutto ottimo ed abbondante. Qui la specialità della casa sono i canederli, disponibili addirittura in sei tipi, tra cui alle rape e al pino mugo. E poi la carne di cervo e i piatti tipici della cucina altoatesina. Ottime anche le torte, anche quelle preparate in casa e super cordiale il cameriere indiano che ci ha servito con gentilezza ed efficienza.

Maso Schiller è raggiungibile anche da Nova Levante e da San Cipriano, anche se questa è senza dubbio la strada più comoda per raggiungerlo. Chiusura il 26 marzo 2023, per poi riaprire a fine maggio fino a fine ottobre. Unico giorno di riposo il martedì. Torneremo di sicuro, perchè questo è un posto davvero incredibile.

Maso Schiller: 📞 340 4839853

Altre passeggiate da fare nei dintorni in inverno:

anello di Frin

Val Gardena: al Rifugio Firenze

Il Rifugio Firenze (2.040 metri), sul Seceda in val Gardena, è circondato da montagne meravigliose: di fronte il Sassolungo e il Sassopiatto, dietro tutta la catena delle Odle. Un gioiello che mantiene ancora l’atmosfera di un tempo, quella di un vero rifugio per gli appassionati di paesaggi incantati.

Eravamo già stati qui con la magica atmosfera invernale (in questo articolo trovate tutto), ma è incantevole soprattutto nella bella stagione. 350 metri di dislivello, con un itinerario particolarmente adatto alle famiglie ed ai piccoli camminatori, che permette di evitare gli alti costi degli impianti a fune del Col Reiser.

Punto di partenza dell’escursione è il parcheggio in località Daunei, appena sopra Selva Val Gardena (tariffa giornaliera 2024, 8 euro) con il maestoso gruppo del Sella di fronte.

Zaino porta bimbi, in caso,  perchè il percorso non è adatto ai passeggini, e si parte! Un totem di cartelli segnavia ci indica il percorso da seguire (numero 3): il sentiero procede senza grandi pendenze su un fondo leggermente irregolare, prima nel bosco e poi tra i pascoli dove il panorama si fa, passo dopo passo, sempre più affascinante.


In circa mezz’ora raggiungiamo il rifugio Juac, struttura dall’architettura che si caratterizza da un mix tra tradizione e modernità. Un buon punto di ristoro per una sosta o merenda in contemplazione del bellissimo paesaggio che vi circonda.

Proseguiamo verso il rifugio Firenze e ammiriamo bel cerbiatto che passa a pochi passi da noi, poco prima di incontrare un pittoresco laghetto dove si specchiano le Odle.

Proprio in questo punto la strada che porta al rifugio si congiunge con un sentiero che sale da Santa Cristina, altra alternativa per salire a piedi sul Seceda.

Dopo un’ora e mezza ecco la nostra meta, dove si può mangiare con la splendida vista sul Sassolugo e Sassopiatto.

Piatti della tradizione, come cotoletta con patate saltate, canederli, ma anche polenta, salsiccia e funghi. La struttura è gestita dalla famiglia Perathoner da ben quattro generazioni e si percepisce bene questo ambiente cordiale ed accogliente.

Dopo il pranzetto potete approfittare del prato dietro la struttura per rilassarvi… proprio qui si trova un piccolo parco giochi con scivolo e altalene.

Il rientro si svolge lungo lo stesso itinerario dell’andata, oppure con un anello un po’ più ampio di andare al Rifugio Fermeda e poi scendere sotto l’impianto, risalire fino allo Juac Hütte  e poi arrivare al parcheggio (3 ore circa).

Il rifugio si può raggiungere anche con una passeggiata di 20 minuti circa, pianeggiante, dall’arrivo della telecabina del Col Reiser che sale da Selva di Val Gardena.

PERNOTTAMENTO

Noi ci siamo fermati a dormire, perchè stare quassù quando tutti gli escursionisti tornano a valle è un grande privilegio. Abbiamo prenotato dei posti letto (obbligatorio il sacco lenzuolo, altrimenti 5 euro il noleggio delle lenzuola), 45 euro pernottamento e prima colazione. 3 euro la doccia. Esperienza meravigliosa, con tramonto ed alba spettacolare.

INFO UTILI:

🌍 LUOGO: Val Gardena
📍PARTENZA: parcheggiamo in località Daunei – Selva di Val Gardena
📍ARRIVO: Rifugio Firenze
ALTITUDINE: 2040 metri
🚶‍♂️DISTANZA: circa 4,5 chilometri
DURATA: un’ora e mezza (solo andata)
⬆️DISLIVELLO: circa 400 metri
🏡 PUNTI DI RISTORO: Rifugio Firenze 📞 0471.796307 aperto dal 1 giugno al 13 ottobre 2024 | Rifugio Juac 📞 335.8082321 aperto solitamente da metà giugno a metà ottobre

Cosa fare nei dintorni:
  • tante attività ed escursioni per le famiglie in Val Gardena le trovate nella nostra guida QUI
  • sentiero del Trenino della Va Gardena, QUI

Alle Miniere della Val Ridanna

Le Miniere della Val Ridanna (30 minuti da Vipiteno) sono un posto incredibile! Qui nel 1500 lavoravano circa 1000 minatori, in 70 gallerie. Le condizioni di lavoro erano difficili, ma la paga era buona, quindi si accettava di patire il freddo e la stanchezza e di correre diversi pericoli. Nel 1989, dopo 800 secoli di attività (se volete trovate QUI tutta la storia del luogo), l’impianto minerario venne chiuso, anche se ben presto vennero fatti dei lavori per mantenerlo così com’era e permetterne le visite.

LA NOSTRA VISITA

Come prima cosa noi siamo andati in un’aula video, all’interno del piccolo, ma molto interessante, museo dove ci è stata spiegata la vita e l’evoluzione dell’intero giacimento. Ma la vera emozione inizierà quando, caschetti d’ordinanza in testa, ci si immerge nei tunnel scavati nella miniera.
All’interno è possibile vedere in azione alcuni dei numerosi macchinari che venivano usati per scavare nella roccia.
Miniere di Ridanna (6)

Si è testimoni dell’evoluzione del lavoro del minatore da quando nel medioevo era costretto a lavorare sdraiato in stretti cunicoli.Miniere di Ridanna (44)

Oppure  quando l’utilizzo di macchinari ad aria compressa saturavano le grotte con polveri e rumori assordanti.

A differenza di altri siti che abbiamo visitato queste si presentano intatte e “quasi funzionanti”. Hanno l’aspetto di miniere fantasma pronte a riprendere nel giro di pochi secondi la loro attività.

Smessi i caschetti si entra nella raffineria dove le pietre venivano lavorate (e polverizzate) per recuperare i minerali al loro interno. Un processo, lento, macchinoso talvolta pericoloso che i bambini hanno osservato pieni di meraviglia.

Miniere di Ridanna (22)

La visita si svolge quasi totalmente al chiuso, quindi è perfetta anche da conservare per una giornata uggiosa. Ricordate però di portare con voi le giacche pesanti: all’interno della roccia la temperatura è di circa 8 gradi!

A noi è piaciuto in particolarmente:
  • la casetta di Biancaneve e i sette nani;
  • lo scivolo all’interno della miniera, velocissimo indossando la protezione che usavano i minatori per spostarsi da un piano all’altro;
  • il laghetto dove cercare con vanga e setaccio le pietre preziose;
  • il pozzo, dove tirar su con una carrucola il secchio pieno di pietre;
  • il plastico che ricrea il funzionamento del trasporto del materiale estratto da Monteneve, con i carrellini ed il gioco dei pesi;
  • picconare le pareti di roccia, alla ricerca di qualcosa di prezioso;
  • i macchinari che si azionano e che fanno un rumore incredibile ma che rendono perfettamente l’idea di come si lavorava lì dentro;
  • il fatto che la visita guidata sia accessibile per famiglie con passeggino e dai disabili;
  • la storia della “gigantessa”, una donna vissuta realmente a Ridanna che misurava oltre due metri e che è stata riprodotta a grandezza naturale;
  • che qui si può venire anche se piove: certo, è molto più bello con il caldo ma la temperatura nella miniera è costante (vestitevi comunque con capi pesanti, il nostro piumino ci stava tutto) e gran parte del museo è al coperto.
LE VISITE GUIDATE

Si possono effettuare diversi tipi di visite e tour, ecco nello specifico i più interessanti:

<strong>Ridanna Junior</strong>
Un’ escursione avventurosa per bambini e ragazzi!

Sicuramente il modo migliore per scoprire le miniere per bambini dai 4 anni in su! A caccia di minerali in galleria, nella discarica del materiale e nello stagno, muniti di punta e mazzetta, zappa, pala e setaccio.
In questo workshop, le guide ben preparate sveleranno ai partecipanti quali tesori celino le viscere della montagna, come li si estragga e li si utilizzi. Una visita interessante e stimolante nella galleria didattica, bardati con l’autentica attrezzatura dei minatori e non senza un pizzico di avventura. In un tratto di galleria adeguatamente predisposto si può sperimentare in prima persona un turno di lavoro dei minatori. A conclusione della visita, una bella discesa sul “batticulo”!

Solo su prenotazione. Durata: 2,5 ore circa.
Orari: Mercoledì, Venerdì, Domenica ore 13:30.
Ideale per bambini dai 4 ai 12 anni. La guida è attrezzata per le persone disabili e si può fare anche in passeggino!

<strong>Ridanna Compact</strong>

Per tutti coloro che visitano per la prima volta le miniere di Monteneve! 800 anni di attività mineraria, le tecniche d’estrazione e di trasporto impiegate dal Medioevo e i macchinari originali, funzionanti tutt’oggi.

Potrete toccare con mano le condizioni di lavoro nel sottosuolo, l’oscurità, l’umidità, la polvere e il rumore. Dopo il trasporto, l’arricchimento: per secoli, i minerali venivano frantumati a mano, selezionati con un setaccio e passati in un impianto di lavaggio. Solo più tardi furono introdotti i frantoi e i mulini e, nel 1926, il metodo di flottazione. L’ impianto di trasporto a cielo aperto, risalente al 19° secolo, era il più lungo nel mondo e, anche oggi, è visibile in tutta la sua lunghezza, consentendo di farsi un’ idea delle difficoltà di trasporto dei minerali dalla montagna a valle. La moderna teleferica è stata utilizzata fino a poco tempo fa.

Durata: 1½ – 2 ore Apertura: da aprile alla 1a domenica in novembre. Le visite guidate partono alle ore 9:30, 11:15, 13:30 e 15:15. La guida è attrezzata per le persone disabili e si può fare anche in passeggino!

<strong>Tour del Minatore</strong>

Un percorso per grandi e piccini, alla scoperta della miniera.
7 ore, un vero e proprio “turno di lavoro” del minatore. Dopo la visita Ridanna compakt e una pausa pranzo a Masseria si sale con lo shuttlebus alla galleria Poschaus, a 2.000 m di quota. Qui, il trenino della miniera accompagna i partecipanti nella zona del giacimento e l’avventura attraverso gallerie e cunicoli può avere inizio.

Il primo tratto si snoda attraverso la galleria di scavo degli anni 70, con vari pozzi e piccoli corsi d’acqua, che porta alla galleria “Karl”, risalente all’incirca al 1700 e con alcune strettoie. Debitamente assicurati, si scendono poi i quasi 300 gradini del pozzo inclinato e si ritorna alla galleria Poschhaus, dove affiorano ancora le vene di minerale e dove ci si può mettere alla prova come minatori.

Il percorso parte alle 9.30 e dura 7 ore. Solo su prenotazione. Adatto anche a bambini a partire dai 6 anni di età. Indossare abiti e calze caldi. L’attrezzatura per la galleria viene fornita dal museo: stivali, mantella, casco e lampada frontale. Solitamente, il percorso può essere effettuato a partire dalla metà di maggio, ma comunque sempre in base alle eventuali precipitazioni nevose. Sconsigliato a chi soffre di allergia alle muffe o di claustrofobia.

Orari di apertura:

Da inizio aprile a inizio novembre (lunedì giorno di riposo tranne se festivo)
Da martedì a domenica: ore 10.00 alle 18.00

Costi:
  • 20 € Carta per famiglie (2 adulti + bambino fino a 14 anni)
  • Tour elencati sopra a partire da 8 euro a persona
  • Solo il museo senza visita guidata a partire da 4 euro

Prezzi sempre aggiornati e completi QUI.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: 0472 656364 o ridanno.monteneve@museominiere.it

Volete fermarvi a dormire a Ridanna?! Obbligo prenotare allo Schneeberg Family Hotel. Un vero paradiso per le famiglie ed i bambini. Parola nostra che lo abbiamo provato! Qui tutte le info.

Da non perdere…

Se il tempo è bello potete fermarvi anche al parco giochi di Ridanna, proprio carino!