Author - Silvia

Calavino, che bel parco giochi!

La Val di Cavedine è una valle ampia è lunga. Spesso la di percorre senza fermarsi per andare altrove, eppure è un luogo tutto da scoprire e pieno di sorprese.
Se siete stati a visitare qualcosa nei dintorni e vi avanza un po’ di tempo e volete far felici i vostri bambini, fermatevi al parco giochi di Calavino. Un parco super divertente dove i bambini potranno scaricare tutta la loro energia.

Il parco, denominato Parco Nadac, sorge all’interno di un grandissimo prato verde, proprio dietro alla chiesa del paese. Qui ci sono giochi e strutture di ogni genere, dai più classici ai più innovativi: altalene, scivoli, dondoli, la teleferica, il tappeto elastico, alte reti e attrezzi dove potersi arrampicare, attraversamenti su corda, …

Dati gli ampi spazi questo parco si presta ad essere utilizzato anche per correre e per giocare a calcio o altri giochi di squadra. Se avete con voi una palla i bambini sapranno subito come sfruttare al meglio tempo e spazio.

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Qui insomma non ci si può davvero annoiare. Non preoccupatevi: mentre i bambini corrono e saltano da un gioco all’altro, voi avrete modo di rilassarvi un po’. All’interno del parco vi sono numerose panchine dislocate nei vari angoli del prato. Potete anche approfittarne e fare un po’ di allenamento, utilizzando la zona attrezzata per la ginnastica di cui dispone il parco.

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TETTOIE PER PICNIC

Se poi dovete ancora mangiare è utile sapere che nel parco c’è una grande tettoia in legno con tavoli e panche, perfetti se volete fare uno spuntino all’aria aperta o se i bambini hanno bisogno di fare il pieno di energie tra un gioco e una corsa.

NEI DINTORNI

Se volete esplorare meglio questo territorio potrebbe interessarvi la nostra mini-guida Val di Cavedine e dintorni: la trovate QUI

 

 

 

Malga Civertaghe

*Attività chiusa definitivamente*

Malga Civertaghe si trova tra Siror e San Martino di Castrozza ed è stata la prima malga privata del Trentino ad aprire le porte ai turisti.

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Da Trento si arriva in poco più di un’ora e mezza in macchina. C’è voluto un po’ di tempo prima di farla tornare all’antico splendore e nel frattempo sono nati diversi chioschi che sfornavano delizie del territorio.

Altri con i prodotti dell’orto, il chiosco per i bambini, quello dedicato lettura. Non perdetevi le amache e le sdraio per concedervi un momento di relax.

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IMG-20150822-WA0003E poi ci sono le Pale di S.Martino, con la loro imponente bellezza, che tengono d’occhio tutti quelli che arrivano qui per un buon picnic e una giornata all’aria aperta. Qui ci sono sempre stati tanti animali: Civerbelt, magnifico cagnolone e le civerpite (galline).
Il Bosco dei Sogni è il bosco dove stanno crescendo gli alberi che tante persone negli anni hanno adottato – dando loro il proprio nome o quello di tutta la famiglia – per finanziare la ristrutturazione della malga (per il momento non ci sono più alberi disponibili da adottare).

Anche per questo motivo tutti i giorni i bimbi possono comprare una scatolina, decorarla a loro piacere con i colori e il materiale fornito dalla malga, inserire un biglietto con il proprio desiderio ed infilarla nella bocca del Custode dei Sogni.
Come arrivare: dall’abitato di S.Martino di Castrozza parte la strada forestale dei Camoi e dopo circa 3 chilometri si arriva alla malga. Il tracciato alternativo sale dal tornante dei Camoi, lungo la strada che da Fiera di Primiero sale a S.Martino. Molto bella la passeggiata che parte sempre da San Martino in località “Caffè Col” e “Fontanelle”. Da qui si possono prendere due vie: una che attraversa il torrente “Camoi” (tempo di percorrenza circa un’ora) oppure prendere le indicazioni per il Rifugio Velo della Madonna costeggiando le Cime Val di Roda per poi trovare le indicazioni per Malga Civertaghe, tempo stimato un’ora e mezza. Dall’abitato di Siror si può arrivare alla malga tramite il sentiero Di S.Antonio, passando nelle località dei “Martini” e “Prati Ronzi oppure dalla ciclabile che da Siror arriva direttamente alla malga (contate che la salita si fa sentire, quindi per i meno allenati consigliamo di farsi aiutare con le biciclette a pedalata assistita).

Escursioni, malghe, itinerari, avventure, parchi gioco e attività per le famiglie: per scoprire la nostra mini-guida estiva dedicata alla Valle del Primiero, CLICCA QUI!

Escursioni sulla ciaspole, iniziative e luoghi da vivere godendo della magica atmosfera che offre la Valle del Primiero in inverno: per scoprire la nostra mini-guida invernaleCLICCA QUI!

 

Alla Geisleralm, splendido rifugio sotto le Odle

Ci eravamo già stati in inverno ed era stato amore a prima vista (QUI il nostro racconto), ma la Geisleralm (in italiano Rifugio alle Odle, 1996 metri di altitudine) regala emozioni in ogni stagione. E’ davvero uno dei più bei rifugi che io abbia mai visto, con una cura per i particolari ed attenzione incredibile per i bambini.  Basta vedere il parco giochi, lontanissimo dall’impostazione a cui siamo abituati e per questo una spanna sopra. C’è la giostrina con le seggioline, ognuna con un animale diverso, il castello in legno che sorge attorno ad un albero, con diversi scivoli per tornare a terra e lungo ponte sospeso, il dondolo che sale e scende a seconda del peso dell’altra persona che gira attorno alla pertica ed originali altalene. Tutto in legno, bello esteticamente e soprattutto divertente 🙂

Dietro il parco giochi c’è un piccolo recinto con simpatiche caprette da accarezzare e una lunga e velocissima teleferica con uno “sfondo” meraviglioso.

Proprio dietro il rifugio c’è il cosiddetto “Cinema delle Odle”: decine e decine di sedie, sdraio girevoli, seggioline per bambini ed un dondolo posizionati per ammirare lo splendido panorama. Altro che tv! Attorno poi il suono continuo dei campanacci delle mucche: un efficacissimo scacciapensieri.
Poi ci sono gli gnomi che rappresentano ognuno un mestiere, i tavoli per i bambini: basta guardarsi attorno e qualcosa colpirà nuovamente la vostra attenzione!
Il rifugio è rinomato anche per la sua cucina gran gourmet: materie prime sceltissime, produzione handmade (anche il gelato), piatti gustosi e di livello. Non aspettatevi insomma il classico menù da malga, anche se le portate sono sempre legate alla tradizione altoatesina. Noi questa volta ci siamo fermati solo per merenda: un ottimo strudel preparato con la pasta frolla e deliziosa crema di vaniglia.

In Val di Funes si arriva comodamente dall’uscita dell’autostrada a Chiusa (20 chilometri). Si parcheggia a Malga Zannes (costo 8 € macchina, 12 € camper tutto il giorno). Per arrivare alla Geisleralm prendete il vecchio sentiero del fieno (numero 6) per San Zeno, quindi girate a destra sul famoso sentiero delle Odle “Adolf Munkel” fino al bivio per Malga Geisler, poi seguite il sentiero 35B. Durata: 2 ore circa, 300 metri di dislivello circa.

Siamo stati alla Geisler Alm anche con il nostro programma tv, guardate che bellissimo servizio!

Crediti Fotografici Copertina  © Geisleralm

Marmolada: al Rifugio Pian dei Fiacconi

Rifugio purtroppo chiuso, è stato distrutto da una valanga nell’inverno 2020

 

Se volete far vivere ai vostri bambini un’esperienza davvero indimenticabile, dovete portarli a dormire al Rifugio Pian dei Fiacconi (aperto tutti i giorni fino al 4 ottobre), a quota 2626 metri, sulla Marmolada. Un posto genuino ed autentico, che rimarrà un ricordo indelebile legato alla montagna più vera. Molto carino il nuovo sentiero, più semplice rispetto a quello classico, caratterizzato dagli ometti di pietra lungo il percorso.

Un bel modo anche per far distrarre i più piccoli dalla fatica. Sì, perché gli oltre 600 metri di dislivello che vi separano dalla meta (fattibili in circa due ore) sono mediamente impegnativi, ma lo spettacolo che godranno gli occhi e il cuore sarà impagabile.

Si parte da Passo Fedaia, a poco più di 2000 metri di altitudine, al confine tra la Val di Fassa e il Veneto. Proprio di fronte al Rifugio Cima Undici si segue la traccia segnata da queste costruzioni tradizionali con i sassi posizionati uno sopra l’altro a mo’ di torre.

All’inizio potreste avere qualche dubbio, ma risalite la pista da sci e poco dopo il percorso vi apparirà chiaramente.

Salendo per il primo tratto si vede costantemente il lago artificiale di Fedaia, con la sua diga imponente. Piano piano appaiono anche i rododendri, ora appena sbocciati, e altri fiori che aggiungono bellezza a questo paesaggio sempre più lunare.

Arrivati alla Forcella Col del Bous, a 2438 metri, spettacolare la vista sul Sassopiatto e su Sassolungo, fino alla Val Duron con i Denti di Terrarossa.

Per non parlare del Gruppo del Sella e del Pordoi (la cima più alta è il più Boè, 3152 metri), che vi faranno compagnia con la loro imponente fierezza.

Ultimo sforzo ed ecco finalmente il rifugio, costruito 70 anni fa, da sempre punto d’appoggio per gli escursionisti in Marmolada, gestito da nove anni da Guido Trevisan assieme a Davide, Stefano e Sirio.

Sulla terrazza del rifugio le altalene, lo scivolo e una paretina d’arrampicata, per i piccoli ospiti. Ma sarà il paesaggio e la presenza della neve (siamo infatti nei pressi del ghiacciaio) ad attirare la loro attenzione,

Dietro al rifugio spiccano diverse cime, tra cui la Roda del Mùlon, il Gran Vernel, il piccolo Vernel e la cima della Marmolada, con Punta Penia, 3342 metri. Un incanto. Poco sopra la struttura raggiungibile a piedi in 10 minuti, c’è anche il Rifugio Ghiacciaio della Marmolada, 18 posti letto, con stanzette piccoline dove si ci si può fermare a dormire e a fare colazione. Sempre gestito da Guido e i suoi soci.

Se rimanete a dormire al Pian dei Fiacconi vi aspettano anche camerate più grandi Assolutamente necessaria la prenotazione, serve anche il sacco lenzuolo. E ricordate che sotto i 12 anni i bambini pernottano gratuitamente (tranne il sabato).

Unica la vista che si gode dalla sala da pranzo, caratteristica per il suo arredamento di un tempo e la forte presenza del legno. Ci sono poi le carte e i libretti, per concludere la serata in maniera divertente e spensierata.

La cucina è ottima e con tanti prodotti preparati in casa, dal pane con la pasta madre alle tagliatelle, ma non mancheranno gli strangolapreti, i canederli e i piatti del giorno. Ricordatevi sempre quando vi rivolgete ai gestori che quest’anno l’impianto a fune non funziona (fino all’anno scorso si saliva direttamente fin lì) e quindi le provviste vengono portate in spalla ogni giorno (tutti gli ingredienti freschi) e con l’elicottero i rifornimenti più grossi. Non siete in uno dei tanti rifugi/ristoranti in quota… vedere di meritarvi tanta bellezza!

Potete ovviamente salire e scendere dal rifugio in giornata, ma il mio consiglio è quello di non farvi scappare una notte lassù… certe esperienze vanno vissute fino in fondo. La magia del tramonto e dell’alba  in questo posto è imperdibile. Diverse le escursioni che si possono fare nei dintorni, se volete fermarvi anche più giorni. Se decidete di salire fino a Punta Penia è necessario prenotare una guida, Guido vi saprà dare il contatto.

Per info e prenotazioni: 328.1218738 (Guido)

In bici da Dobbiaco a Lienz!

In Alto Adige esiste una ciclabile che attraversa campagne, boschi, vallate, parchi gioco e panorami da cartolina fino ad uno splendido paesino dell’Austria. Stiamo parlando della Dobbiaco-Lienz: di oltre 40 chilometri davvero alla portata di tutti.

Partiamo da una premessa, in Alto Adige le piste ciclabili sono davvero meravigliose: chilometri e chilometri di strade dedicate alle 2 ruote che passano a ridosso di fiumi, laghi e montagne. Quindi se state pensando di passare una giornata o più nello splendido scenario della Val Pusteria, prendete in considerazione l’idea di portare con voi la bicicletta, ma se non ne avete la possibilità nessun problema, i noleggi sono tanti e fornitissimi!

Allora dunque dicevamo: la Dobbiaco Lientz in bicicletta.

Cosa c’è da sapere? Conviene prepararsi per partire la mattina (anche non prestissimo), per 2 motivi:

  1. c’è davvero tantissima gente e rischiate di non riuscire a parcheggiare la macchina,
  2. è una passeggiata da fare con calma ed è bene prendersi tutto il tempo per fare le pause per vedere tutto quello che il paesaggio ha da offrire
  3. portate una buona scorta di acqua in quanto le fontanelle dopo metà percorso, anche a causa di variazioni dovute a lavori in corso, sono poche e in estate si rischia di patire molto il caldo.

Seppure lunga, la ciclabile che collega la Val Pusteria con l’Austria è praticamente tutta in piano e in leggera discesa, talmente semplice che a fine giornata non avevo neanche quel fastidioso dolorino alle gambe causato dal troppo movimento. La prima parte è bellissima, ma la seconda, dove si attraversa il bosco sfrecciando in discesa, è semplicemente magica.

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Pedalando nel silenzio della natura si ha davvero modo di entrare in sintonia con sè stessi, un’esperienza unica, a cui ancora oggi ripenso con un pizzico di nostalgia.

Ai bambini è piaciuta tantissimo, Gaia è stata bravissima e ha pedalato per tutto il tempo, mentre Samuel, che considerata l’età ha un’autonomia più limitata, si è fatto trascinare dal papà.

Chiaramente non si pedala solo (altrimenti come li convincevo i bambini a venire?) ma lungo la strada si incontrano un sacco di posti che meritano una visita.

  • il parco del Sillian, appena oltre il confine, un parco giochi immenso con un supermega scivolo di 30 metri, giochi con la sabbia, dondoli, altalene e tantissimo altro;
  • La Loacker, si quella dei biscotti. Meravigliosa, anche se non abbiamo avuto la fortuna di vedere i nani al lavoro (immagino fosse giorno di ferie per loro).

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  • la Gola della Galizia, con le cascate, dove troverete un vero e proprio parco acquatico (a 7 chilometri da Lienz, noi non ci siamo fermati perché Gaia era davvero arrivata alla frutta!)
  • disseminate ovunque casette di legno, cascate, fontanelle (non riempitevi di bottiglie d’acqua, lungo la ciclabile troverete davvero tantissimi punti in qui rimpinguare le vostre scorte), alberi, boschi, montagne, vallate… e tutto quello che la natura può offrire.

Anche mangiare non è un problema, noi ci siamo organizzati con un pranzo al sacco degno di una spedizione di una settimana (insalata di riso, panini, scatolette di tonno, verdura, frutta… e ovviamente la cioccolata comprata alla Loacker) che abbiamo mangiato lungo la ciclabile seduti su uno dei tanti tavolini che si incontrano, ma ci sono numerosi ristorantini e bar in cui è possibile fermarsi se si è alla ricerca di un pasto più sostanzioso.

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Visto che per gran parte della passeggiata sarete nel bosco, ricordatevi una ventina per tagliare l’aria, utilissima anche in piena estate, perché basta una nuvola per far cambiare il tempo.

Preoccupati per il rientro? Niente paura, a Lienz vi aspetta un treno che in poco più di mezz’0ra vi riporterà nella patria italica e che treno! Noi ci siamo piazzati “al piano rialzato” mentre le biciclette riposavano tranquille nel vagone a loro dedicato. Durante il rientro abbiamo riguardato con emozione i paesaggi percorsi poco prima in ciclabile e non abbiamo potuto fare a meno che congratularci con noi stessi: siamo stati davvero bravissimi!

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Dedicato a: tutti quelli che hanno voglia di entrare a contatto con la natura in un modo fuori dagli schemi.

Ps. Gaia 8 anni ha pedalato senza problemi, c’erano bambini anche più piccoli, ma devono essere un po’ allenati perché anche se poco faticosa è una passeggiata molto lunga. Per i piccolissimi è perfetto il carrello da attaccare alla bici (si trova anche a noleggio).

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Per Samuel abbiamo comprato il gancio traino e abbiamo attaccato la sua bici a quella del papà… Posso dirlo? L’invenzione del millennio, ci siamo pentiti di non averne comprato uno prima!

 

Alla Malga Sasso Piatto: senza parole

La malga è aperta da giugno fino a metà settembre

Questa passeggiata nella splendida Val di Fassa è nel nostro cuore. L’abbiamo sperimentata più volte con i bambini che di solito qui camminano senza troppe storie, incantati dalle marmotte e dal panorama. Si mangia stupendamente con piatti che non solo sono buoni, ma anche bellissimi! Si parte da Campitello e in pochi minuti con la funivia del Col Rodella (orari e tariffe QUI) si arriva a quota  2400 metri, al cospetto di una corona di montagne fuori dal comune: Sassopiatto, Sassolungo, il gruppo Sella con il magnifico Piz Boè e la maestosa Marmolada, la regina incontrastata del panorama con il suo ghiacciaio scintillante.

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Dall’arrivo della funivia si scende in pochi minuti (per una discesa ertissima che vi ritroverete anche al ritorno in salita… Ricordatelo e tenetevi un po’ di energia!) al rifugio Friedrick August, inconfondibile per il suo yak gigante attorniato da veri yak al pascolo.

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Il rifugio è uno spettacolo: tanti animali (anche un pavone), ottimo cibo, vista splendida, tavoli esterni ricavati da particolari tronchi d’albero, fiori ovunque. Insomma, una meta ideale per chi ha bimbi piccoli e non si vuole muovere molto.

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Altrimenti proseguite, come abbiamo fatto noi in entrambi i casi. In 45 minuti circa, su un sentiero comodo che costeggia appunto il Sassopiatto, siamo arrivati al rifugio Pertini: anche questo in una bella posizione e con una carrucola e qualche gioco che può costituire una bella pausa per i più piccoli. In altri 45 minuti siamo arrivati al rifugio Sassopiatto: qui siamo già in Alto Adige e come negli altri posti l’impronta tedesca si nota subito. Sullo sfondo l’Alpe di Siusi e l’Alpe di Tires, accanto al rifugio un bellissimo parco giochi con altalene, percorso in legno, sabbiera, corda per l’equilibrio e altri giochi carini.

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Noi però siamo scesi ancora per 5 minuti (ci si può arrivare anche direttamente, seguendo precedentemente le indicazioni sul sentiero) alla malga omonima perché ci avevano detto che è da non perdere per gli amanti della buona cucina. Inutile dire che avevano ragione: mille prelibatezze ad ottimi prezzi, quantità abbondanti e qualità eccelsa, come solo le materie autoprodotte possono avere. Abbiamo concluso il super pranzo con strudel di ricotta e strudel di albicocche deliziosi, accompagnati da uno yogurt strepitoso e qualche frutto di bosco.

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Molto carina la location, che sa proprio di malga con dei tavoloni all’aperto, qualche gioco e tantissimi animali al pascolo: 400 pecore, 80 manze, 20 mucche da latte, 10 cavalli e 40 capre.

Questo sì che è un posticino con i fiocchi. E poi hanno anche l’orto… Prodotti a chilometro zero a tutti gli effetti! Non andatevene via senza un pezzo di speck o di formaggio, sarebbe un delitto. E attenzione! Il profumo del pane appena sfornato è traditore!

 

Altra cosa, importantissima per noi, è stata la gentilezza della famiglia che gestisce la malga. Mille sorrisi genuini, cortesia e passione per il proprio lavoro, proprio l’atmosfera che piace a noi. Felici e contenti siamo tornati verso il Col Rodella, l’ultimo sforzo finale di un quarto d’ora per raggiungere l’arrivo della funivia ed un’altra giornata meravigliosa si è conclusa.

Si può arrivare al rifugio Fredrich August anche da Passo Sella in una mezz’ora, senza prendere gli impianti.

Per informazioni: 328 093 7895 – info@malgasassopiatto.info

Malga Sass, la bellezza della quiete

Momentaneamente chiusa

Malga Sass (anche  Malga delle Buse del Sasso), si trova in una location davvero suggestiva: a 1950 metri di altitudine, nel gruppo del Lagorai, sotto le vette del Cimon del Tres e della Pala Delle Buse. In cima alla Valfloriana, la valle dei fiori, tra val di Fiemme e la val di Cembra. Un luogo ancora incontaminato, un piccolo angolo di paradiso immerso nei bellissimi boschi di abete rosso e di larici. Attorno alla malga si possono ammirare vaste distese di prato fiorito oltre ad un meraviglioso panorama delle vette del gruppo del Cevedale, sino alle cime del Similaun.

Causa Covid19 per la stagione 2020 il latte che producono le 30 vacche e le pecore della malga non verrà lavorato in malga, ma verrà portato a Bedollo al caseificio. I formaggi saranno comunque deliziosi e allo spaccio, che rimane aperto comunque in malga troverete: la tosella, il formaggio di malga e il caprino.

Qui si può anche mangiare e la cucina propone con piatto base il  “piatto malga”: polenta, spezzatino, tosella, lucanica, fagioli, crauti. Questo per pranzo. Anche la cena è fattibile, ma è su prenotazione e nel caso si volesse fare qualcosa di extra basta chiedere, naturalmente restando nell’ambito dei prodotti propri dell’agriturismo (niente pastasciutta che non è proprio a chilometri zero…ma i bambini sapranno come innamorarsi presto della polenta.. fidatevi!).
Bellissima e alla portata di tutti la passeggiata (circa 30 minuti) che porta ai Pradi de la Fior da cui si gode di uno splendido panorama sulla Val di Fiemme. In malga vi sono diversi animali: mucche e vitellini, ma anche maiali e api, con un’interessante arnia didattica per conoscere i loro segreti.

Servizi: produzione formaggi e miele. Ristorazione (consigliata la prenotazione), pernottamento con 9 stanze (camerata, matrimoniali e stanze doppie) costruite interamente con legno della zona per un totale di 25 posti letto e due bagni in comune. Attualmente, causa covid19 ci sono due camere con bagno privato. Se a chiedere di pernottare sono familiari c’è possibilità anche di più camere con un bagno in comune. 

Si raggiunge la malga in auto, su strada asfaltata. Da Trento si prosegue per Pergine Valsugana, imboccando la statale 47 della Valsugana sino all’uscita del Ciré. Si lascia la statale proseguendo per Cavalese, ci sono due strade pressoché identiche: andando diritti si passa per l’altopiano di Pinè, svoltando verso Civezzano si prende la strada della Valle di Cembra. Entrambe le strade portano a Sover, dove si prosegue per Cavalese. Quattro chilometri dopo Sover si giunge a Casatta, sede municipale della Valfloriana, al semaforo si svolta a destra e si prosegue diritti per 10 chilometri, sino ai 2000 metri di malga Sass.

Dalla Val di Fiemme si va invece verso Castello di Fiemme, seguendo la direzione per la Valsugana e giunti a Casatta dopo il semaforo si svolta a sinistra e si prosegue per 10 chilometri.

Info e prenotazioni: 340 7229496 – malgasasstn@gmail.com

Pump Track sull’Altopiano della Paganella

Quante volte vi è capitato di sorprendere (e bloccare) i vostri figli perché impegnati in adrenaliniche (e  pericolose) acrobazie in bicicletta? La tentazione per loro è davvero forte: scalini, strettoie, discese e paraboliche vengono visti come ostacoli da superare… il problema però è che in un lungo non allestito per le biciclette rischiano di farsi davvero molto male.

Ecco a voi la soluzione! Sull’altopiano della Paganella, e più precisamente a Molveno e a Fai, sono stati costruiti due pump track (con annesse skill area) dove anche i più piccoli (dai 5 anni in su) possono affrontare paraboliche, salite, discese e ponti basculanti in tutta sicurezza.

Il pump track è una pista modulare composta da gobbe e curve, è un luogo d’incontro e un percorso d’allenamento alla tecnica.  L’obiettivo è assecondare le asperità del terreno, migliorare la padronanza della propria bici e riuscire a compiere i giri senza pedalare, ma solo sfruttando i sali scendi del percorso.

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I vostri bambini potranno per un pomeriggio emulare le gesta dei migliori appassionati di mountain bike nei settori del Downhill ed Enduro… riuscite ad immaginare per loro qualcosa di più bello?

La Skill Area  è un percorso a ostacoli dove ottimizzare equilibrio e coordinazione. Ci sono diversi ostacoli artificiali di varia difficoltà che imitano determinate situazioni che possono verificarsi in un tour in terreno reale. Ad esempio, ponti stretti, ponti ondeggianti, wall ride, salti, scale e salite ripide…

Per questi percorsi l’ideale è una bicicletta con ammortizzatore, se non doveste averla niente paura: sarà possibile noleggiarla e scoprire, magari, qual è la bicicletta che meglio viene incontro alle vostre esigenze.

Dimenticavo una cosa importante: queste aree sono gratuite 😀 cosa si può volere di più?

Per maggiori informazioni telefonare al 0461585836 – sito

Malghe in Alto Adige con parchi gioco wow

Per invogliare i bambini a camminare una buona idea è quella di far sapere loro che all’arrivo troveranno qualcosa di speciale. E niente come i parchi gioco di certe malghe e rifugi in Alto Adige possono essere elementi di richiamo. Quasi sempre queste strutture hanno qualche altalena o scivolo, ma alcune hanno davvero delle attrazioni super! Ecco quelle che ci piacciono di più:

  • Geisleralm/Rifugio alle Odle (Val di Funes). La torretta in legno con lo scivolo costruita attorno all’albero, la giostra con gli animali disegnati, la carrucola, il divertente dondolo, il piccolo mulino… sono solo alcune delle particolarità di questo posto sempre amato dai bambini. Se poi pensate che a fargli da cornice c’è la meravigliosa cornice delle Odle, il gioco è fatto. Trovate tutte le info su come arrivare in questo posto QUI.

  • Malghe di Altafossa (Rio Pusteria).  Due strutture una più bella dell’altra, entrare con parchi gioco super divertenti: il primo caratterizzato da tronchi molto particolari e da tantissime altalene, il secondo anche con sabbierà e giochi d’acqua. Trovate tutte le info QUI.

il parco giochi della Pranter Stadel Hütte

Il parco giochi della Wieserhütte

  •  Sentiero delle Leggende (San Genesio). Passeggiata incantata in un bosco di larici, con i cavalli che pascolano placidi e all’arrivo la chiesetta sconsacrata di Langfenn, con il famoso ristorante ed un parco giochi super divertente. Trovate il nostro racconto QUI.

  • i parchi gioco dei rifugi  sull’Alpe di Villandro, praticamente tutti, ma in particolare quello del RinderPlatz e della Mair in Plum. Piatti squisiti e bambini che giocano sott’occhio! Trovate tutte le info QUI.

  • la Tuff Alm, proprio sotto il dente dello Sciliar, è una garanzia, sia per quanto riguarda le prelibatezze che escono dalla cucina, che i giochi per i bambini, così come gli animali più stravaganti che potrete incontrare. Ad esempio… lama e cammelli! Tutte le info QUI.

 

Maso Tiscion: vivere (una favola) in fattoria

Avete mai sognato di vivere con i vostri bambini in una fattoria? Se sì, senza pensare a drastici (seppur bellissimi) cambiamenti di vita, potete fare un’esperienza indimenticabile a Maso Tiscion, ad Ortisei, in Val Gardena. Appena sopra il paese, in splendida posizione panoramica con vista Sassolungo, si trova questo maso contadino (uno dei 1600 appartenenti al Gallo Rosso). Molto conosciuto e amato dagli ospiti, tant’è che è abbastanza complicato trovare posto se non si prenota molto prima. Il nostro consiglio è quello di organizzarvi per tempo, perché è un posto da favola.
Padrona incontrastata del maso è Miriam, che dall’alto dei 5 anni – e sempre in compagnia del coniglio Raphael e della cagnolina Lilly – vi guiderà alla scoperta degli animali della fattoria: coniglietti e porcellini d’India; gli yak Luna e Barbara; e poi galline di razze molto particolari, anatre, faraone, tacchini; i simpatici pony e la cavalla Mali per indimenticabili passeggiate; le divertenti pecore tirolesi, e ancora le capre di montagna e quelle nane Susanna ed Alessia.

E per finire una razza di bovini in via d’estinzione, a sottolineare che la ricerca degli animali del maso non è assolutamente casuale. Qui si sente infatti un forte legame con il territorio, che è molto particolare perché caratterizzato dalla lingua e cultura ladina. Un mondo tutto da scoprire.

Molto bella la dimensione familiare in cui vi riusciranno a coinvolgere Barbara ed Elmar, i gestori, che hanno anche due altri figli, Michael (12 anni) e Manuel (15). Bambini ed adulti potranno partecipare alla attività del maso, come spazzolare i pony o dare da mangiare agli animali. E dopo poche ore che sarete lì vi sembrerà di esserci stati da sempre!

Tre gli alloggi disponibili: Appartamento Seceda, Appartamento Resciesa, Suite Saslonch. Tutti accomunati da un ambiente caldo ed accogliente, che sa di legno e di buono. Molti gli elementi artistici presenti, dai lampadari con le sculture di legno di Elmar ai dipinti della mamma di Barbara… perché non vi abbiamo ancora detto che questa è una famiglia di artisti!

Da sapere:

  • la famiglia ha una baita sull’Alpe di Siusi (raggiungibile con la telecabina), in cui d’estate vengono organizzate delle belle grigliate. Un bellissimo modo per entrare in contatto con la cultura montana e la storia del posto.
  • nel soggiorno è inclusa un’entrata giornaliera nella piscina Mar Dolomit di Ortisei, indor e outdoor, whirpool, scivolo di 65 metri di lunghezza, vasca baby, bagno turco.
  • a disposizione per gli ospiti un giardino con una varietà di 15 erbe aromatiche

Fantastica poi la colazione che la mattina arriva nel cestino, con molte cose di produzione propria: uova sode, latte, confetture di frutta homemade, sciroppo di sambuco, strudel o torte fatte in casa, pane fresco, affettati e salumi, naturalmente un bel pezzo di burro e… ogni giorno è una sorpresa! Basterà questo a farvi iniziare una giornata in allegria, alla scoperta della splendida Val Gardena.

Maggiori info: 0471 786555 o 347 0829307; www.tiscion.it

Cosa fare nei dintorni:

Se cercate altri masi del Gallo Rosso, ecco QUI l’articolo con la descrizione di tutti quelli che abbiamo visitato.

Per scoprire tutte le bellissime strutture del Gallo Rosso, CLICCA QUI!