Author - Silvia

Passo Nigra: passeggiata invernale

Escursione bellissima, di un’ora e mezza circa, con vista spaziale su Catinaccio/Rosengarten e Latemar quella che da Passo Nigra porta a Maso Schiller, in Val d’Ega. Una passeggiata di sei chilometri a quota 1700 metri con continui saliscendi, su strada forestale fattibile anche con il passeggino da trekking. Se in assenza di neve (come in questo inverno) o con neve battuta.

Si parte dal parcheggio gratuito di Passo Nigra e si seguono le indicazioni per Malga Hagner/Maso Sciller. La prima parte è in leggera discesa e fin da subito potete ammirare sulla vostra sinistra sua maestà il Catinaccio. Mano a mano che si prosegue ecco anche il Latemar e in lontananza la Pala Santa, il Corno Bianco e il Corno Nero.

Si alternano continuamente tratti nel bosco e altri tra i prati. Attenzione alla presenza di tratti ghiacciati, soprattutto a fine stagione. Evidenti ancora i segni del passaggio della tempesta di Vaia, anche se il bosco si sta riprendendo. Mano a mano che si prosegue si incontrano masi privati che fanno venire un solo pensiero: chissà cosa significa dormire quassù!

Dopo poco più di un’ora di camminata ecco le indicazioni per Malga Hagner (chiusa in inverno). Proseguite quindi seguendo le indicazioni per Maso Schiller / Schillerhof. Un’altra ventina di minuti ed eccolo, in posizione panoramica che più panoramica non si può.

Nelle giornate soleggiate si può stare sulla terrazza all’aperto, con tante tavole e panche in legno. Altrimenti c’è la stube in legno all’interno, che profuma proprio delle osterie di una volta. In cucina Hubert, che gestisce il maso di famiglia. Simpatico e sorridente, è un perfetto padrone di casa.

Noi abbiamo preso gli Schlutzkrapfen fatto in casa, ottimi e con tanto burro di malga..

e poi una cotoletta gigante con patate arrostite. Tutto ottimo ed abbondante. Qui la specialità della casa sono i canederli, disponibili addirittura in sei tipi, tra cui alle rape e al pino mugo. E poi la carne di cervo e i piatti tipici della cucina altoatesina. Ottime anche le torte, anche quelle preparate in casa e super cordiale il cameriere indiano che ci ha servito con gentilezza ed efficienza.

Maso Schiller è raggiungibile anche da Nova Levante e da San Cipriano, anche se questa è senza dubbio la strada più comoda per raggiungerlo. Chiusura il 26 marzo 2023, per poi riaprire a fine maggio fino a fine ottobre. Unico giorno di riposo il martedì. Torneremo di sicuro, perchè questo è un posto davvero incredibile.

Maso Schiller: 📞 340 4839853

Altre passeggiate da fare nei dintorni in inverno:

anello di Frin

Val Gardena: al Rifugio Firenze

Il Rifugio Firenze (2.040 metri), sul Seceda in val Gardena, è circondato da montagne meravigliose: di fronte il Sassolungo e il Sassopiatto, dietro tutta la catena delle Odle. Un gioiello che mantiene ancora l’atmosfera di un tempo, quella di un vero rifugio per gli appassionati di paesaggi incantati.

Eravamo già stati qui con la magica atmosfera invernale (in questo articolo trovate tutto), ma è incantevole soprattutto nella bella stagione. 350 metri di dislivello, con un itinerario particolarmente adatto alle famiglie ed ai piccoli camminatori, che permette di evitare gli alti costi degli impianti a fune del Col Reiser.

Punto di partenza dell’escursione è il parcheggio in località Daunei, appena sopra Selva Val Gardena (tariffa giornaliera 2024, 8 euro) con il maestoso gruppo del Sella di fronte.

Zaino porta bimbi, in caso,  perchè il percorso non è adatto ai passeggini, e si parte! Un totem di cartelli segnavia ci indica il percorso da seguire (numero 3): il sentiero procede senza grandi pendenze su un fondo leggermente irregolare, prima nel bosco e poi tra i pascoli dove il panorama si fa, passo dopo passo, sempre più affascinante.


In circa mezz’ora raggiungiamo il rifugio Juac, struttura dall’architettura che si caratterizza da un mix tra tradizione e modernità. Un buon punto di ristoro per una sosta o merenda in contemplazione del bellissimo paesaggio che vi circonda.

Proseguiamo verso il rifugio Firenze e ammiriamo bel cerbiatto che passa a pochi passi da noi, poco prima di incontrare un pittoresco laghetto dove si specchiano le Odle.

Proprio in questo punto la strada che porta al rifugio si congiunge con un sentiero che sale da Santa Cristina, altra alternativa per salire a piedi sul Seceda.

Dopo un’ora e mezza ecco la nostra meta, dove si può mangiare con la splendida vista sul Sassolugo e Sassopiatto.

Piatti della tradizione, come cotoletta con patate saltate, canederli, ma anche polenta, salsiccia e funghi. La struttura è gestita dalla famiglia Perathoner da ben quattro generazioni e si percepisce bene questo ambiente cordiale ed accogliente.

Dopo il pranzetto potete approfittare del prato dietro la struttura per rilassarvi… proprio qui si trova un piccolo parco giochi con scivolo e altalene.

Il rientro si svolge lungo lo stesso itinerario dell’andata, oppure con un anello un po’ più ampio di andare al Rifugio Fermeda e poi scendere sotto l’impianto, risalire fino allo Juac Hütte  e poi arrivare al parcheggio (3 ore circa).

Il rifugio si può raggiungere anche con una passeggiata di 20 minuti circa, pianeggiante, dall’arrivo della telecabina del Col Reiser che sale da Selva di Val Gardena.

PERNOTTAMENTO

Noi ci siamo fermati a dormire, perchè stare quassù quando tutti gli escursionisti tornano a valle è un grande privilegio. Abbiamo prenotato dei posti letto (obbligatorio il sacco lenzuolo, altrimenti 5 euro il noleggio delle lenzuola), 45 euro pernottamento e prima colazione. 3 euro la doccia. Esperienza meravigliosa, con tramonto ed alba spettacolare.

INFO UTILI:

🌍 LUOGO: Val Gardena
📍PARTENZA: parcheggiamo in località Daunei – Selva di Val Gardena
📍ARRIVO: Rifugio Firenze
ALTITUDINE: 2040 metri
🚶‍♂️DISTANZA: circa 4,5 chilometri
DURATA: un’ora e mezza (solo andata)
⬆️DISLIVELLO: circa 400 metri
🏡 PUNTI DI RISTORO: Rifugio Firenze 📞 0471.796307 aperto dal 1 giugno al 13 ottobre 2024 | Rifugio Juac 📞 335.8082321 aperto solitamente da metà giugno a metà ottobre

Cosa fare nei dintorni:
  • tante attività ed escursioni per le famiglie in Val Gardena le trovate nella nostra guida QUI
  • sentiero del Trenino della Va Gardena, QUI

Alle Miniere della Val Ridanna

Le Miniere della Val Ridanna (30 minuti da Vipiteno) sono un posto incredibile! Qui nel 1500 lavoravano circa 1000 minatori, in 70 gallerie. Le condizioni di lavoro erano difficili, ma la paga era buona, quindi si accettava di patire il freddo e la stanchezza e di correre diversi pericoli. Nel 1989, dopo 800 secoli di attività (se volete trovate QUI tutta la storia del luogo), l’impianto minerario venne chiuso, anche se ben presto vennero fatti dei lavori per mantenerlo così com’era e permetterne le visite.

LA NOSTRA VISITA

Come prima cosa noi siamo andati in un’aula video, all’interno del piccolo, ma molto interessante, museo dove ci è stata spiegata la vita e l’evoluzione dell’intero giacimento. Ma la vera emozione inizierà quando, caschetti d’ordinanza in testa, ci si immerge nei tunnel scavati nella miniera.
All’interno è possibile vedere in azione alcuni dei numerosi macchinari che venivano usati per scavare nella roccia.
Miniere di Ridanna (6)

Si è testimoni dell’evoluzione del lavoro del minatore da quando nel medioevo era costretto a lavorare sdraiato in stretti cunicoli.Miniere di Ridanna (44)

Oppure  quando l’utilizzo di macchinari ad aria compressa saturavano le grotte con polveri e rumori assordanti.

A differenza di altri siti che abbiamo visitato queste si presentano intatte e “quasi funzionanti”. Hanno l’aspetto di miniere fantasma pronte a riprendere nel giro di pochi secondi la loro attività.

Smessi i caschetti si entra nella raffineria dove le pietre venivano lavorate (e polverizzate) per recuperare i minerali al loro interno. Un processo, lento, macchinoso talvolta pericoloso che i bambini hanno osservato pieni di meraviglia.

Miniere di Ridanna (22)

La visita si svolge quasi totalmente al chiuso, quindi è perfetta anche da conservare per una giornata uggiosa. Ricordate però di portare con voi le giacche pesanti: all’interno della roccia la temperatura è di circa 8 gradi!

A noi è piaciuto in particolarmente:
  • la casetta di Biancaneve e i sette nani;
  • lo scivolo all’interno della miniera, velocissimo indossando la protezione che usavano i minatori per spostarsi da un piano all’altro;
  • il laghetto dove cercare con vanga e setaccio le pietre preziose;
  • il pozzo, dove tirar su con una carrucola il secchio pieno di pietre;
  • il plastico che ricrea il funzionamento del trasporto del materiale estratto da Monteneve, con i carrellini ed il gioco dei pesi;
  • picconare le pareti di roccia, alla ricerca di qualcosa di prezioso;
  • i macchinari che si azionano e che fanno un rumore incredibile ma che rendono perfettamente l’idea di come si lavorava lì dentro;
  • il fatto che la visita guidata sia accessibile per famiglie con passeggino e dai disabili;
  • la storia della “gigantessa”, una donna vissuta realmente a Ridanna che misurava oltre due metri e che è stata riprodotta a grandezza naturale;
  • che qui si può venire anche se piove: certo, è molto più bello con il caldo ma la temperatura nella miniera è costante (vestitevi comunque con capi pesanti, il nostro piumino ci stava tutto) e gran parte del museo è al coperto.
LE VISITE GUIDATE

Si possono effettuare diversi tipi di visite e tour, ecco nello specifico i più interessanti:

<strong>Ridanna Junior</strong>
Un’ escursione avventurosa per bambini e ragazzi!

Sicuramente il modo migliore per scoprire le miniere per bambini dai 4 anni in su! A caccia di minerali in galleria, nella discarica del materiale e nello stagno, muniti di punta e mazzetta, zappa, pala e setaccio.
In questo workshop, le guide ben preparate sveleranno ai partecipanti quali tesori celino le viscere della montagna, come li si estragga e li si utilizzi. Una visita interessante e stimolante nella galleria didattica, bardati con l’autentica attrezzatura dei minatori e non senza un pizzico di avventura. In un tratto di galleria adeguatamente predisposto si può sperimentare in prima persona un turno di lavoro dei minatori. A conclusione della visita, una bella discesa sul “batticulo”!

Solo su prenotazione. Durata: 2,5 ore circa.
Orari: Mercoledì, Venerdì, Domenica ore 13:30.
Ideale per bambini dai 4 ai 12 anni. La guida è attrezzata per le persone disabili e si può fare anche in passeggino!

<strong>Ridanna Compact</strong>

Per tutti coloro che visitano per la prima volta le miniere di Monteneve! 800 anni di attività mineraria, le tecniche d’estrazione e di trasporto impiegate dal Medioevo e i macchinari originali, funzionanti tutt’oggi.

Potrete toccare con mano le condizioni di lavoro nel sottosuolo, l’oscurità, l’umidità, la polvere e il rumore. Dopo il trasporto, l’arricchimento: per secoli, i minerali venivano frantumati a mano, selezionati con un setaccio e passati in un impianto di lavaggio. Solo più tardi furono introdotti i frantoi e i mulini e, nel 1926, il metodo di flottazione. L’ impianto di trasporto a cielo aperto, risalente al 19° secolo, era il più lungo nel mondo e, anche oggi, è visibile in tutta la sua lunghezza, consentendo di farsi un’ idea delle difficoltà di trasporto dei minerali dalla montagna a valle. La moderna teleferica è stata utilizzata fino a poco tempo fa.

Durata: 1½ – 2 ore Apertura: da aprile alla 1a domenica in novembre. Le visite guidate partono alle ore 9:30, 11:15, 13:30 e 15:15. La guida è attrezzata per le persone disabili e si può fare anche in passeggino!

<strong>Tour del Minatore</strong>

Un percorso per grandi e piccini, alla scoperta della miniera.
7 ore, un vero e proprio “turno di lavoro” del minatore. Dopo la visita Ridanna compakt e una pausa pranzo a Masseria si sale con lo shuttlebus alla galleria Poschaus, a 2.000 m di quota. Qui, il trenino della miniera accompagna i partecipanti nella zona del giacimento e l’avventura attraverso gallerie e cunicoli può avere inizio.

Il primo tratto si snoda attraverso la galleria di scavo degli anni 70, con vari pozzi e piccoli corsi d’acqua, che porta alla galleria “Karl”, risalente all’incirca al 1700 e con alcune strettoie. Debitamente assicurati, si scendono poi i quasi 300 gradini del pozzo inclinato e si ritorna alla galleria Poschhaus, dove affiorano ancora le vene di minerale e dove ci si può mettere alla prova come minatori.

Il percorso parte alle 9.30 e dura 7 ore. Solo su prenotazione. Adatto anche a bambini a partire dai 6 anni di età. Indossare abiti e calze caldi. L’attrezzatura per la galleria viene fornita dal museo: stivali, mantella, casco e lampada frontale. Solitamente, il percorso può essere effettuato a partire dalla metà di maggio, ma comunque sempre in base alle eventuali precipitazioni nevose. Sconsigliato a chi soffre di allergia alle muffe o di claustrofobia.

Orari di apertura:

Da inizio aprile a inizio novembre (lunedì giorno di riposo tranne se festivo)
Da martedì a domenica: ore 10.00 alle 18.00

Costi:
  • 20 € Carta per famiglie (2 adulti + bambino fino a 14 anni)
  • Tour elencati sopra a partire da 8 euro a persona
  • Solo il museo senza visita guidata a partire da 4 euro

Prezzi sempre aggiornati e completi QUI.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: 0472 656364 o ridanno.monteneve@museominiere.it

Volete fermarvi a dormire a Ridanna?! Obbligo prenotare allo Schneeberg Family Hotel. Un vero paradiso per le famiglie ed i bambini. Parola nostra che lo abbiamo provato! Qui tutte le info.

Da non perdere…

Se il tempo è bello potete fermarvi anche al parco giochi di Ridanna, proprio carino!

 

METS: Museo etnografico trentino

Lo sapete che se siete in possesso dell’Egregio Family Pass tutto il nucleo familiare può entrare in questo museo al costo di un biglietto a tariffa ridotta?!  

Il Museo etnografico trentino, situato nella suggestiva cornice dell’antico convento agostiniano di San Michele all’Adige, concretizza le idee del fondatore in un percorso espositivo che attraversa ben 43 sale, divise in 25 diverse sezioni con più di 12 mila oggetti esposti, tra i quali spiccano le grandi macchine ad acqua (il mulino, il maglio, la segheria veneziana, la nòria). La visita è un lungo racconto che prende forma tra gli strumenti di lavoro e gli oggetti della vita quotidiana. Durante l’anno i servizi educativi del museo organizzano laboratori didattici ed eventi a tema con tante attività pensate per le famiglie e i bambini.

Museo etnografico trentino: la visita

Seguire l’intero percorso del museo etnografico con i bambini più piccoli potrebbe risultare impegnativo per questo motivo vi segnaliamo le sale che cattureranno sicuramente la loro attenzione. Vi assicuriamo che così la visita al museo etnografico sarà entusiasmante e coinvolgente per tutta la famiglia.

Iniziando dall’ingresso con la sezione dedicata all’agricoltura, si fa subito un tuffo nel passato tra aratri, attrezzi e curiosità di una volta…

passando poi all’arte del legno, del tessuto, dei metalli.

Fino alla musica , una parete intera piena di luccicanti strumenti musicali, trombe, tromboni, clarinetti, … dalle diverse forme e misure.

Si arriva poi alla stanza forse più suggestiva che ha colpito maggiormente i bambini, quella dei costumi e delle maschere, alcune spaventose, altre imbronciate e altre decisamente simpatiche…

Un mondo popolare inaspettato, ricco di suggestioni e di creativa ingegnosità.

Meccanismo di orologio da campanile del XVIII secolo

Interessante e curioso per i più piccoli e non solo, vedere alcuni oggetti di un tempo usati dai nostri nonni come i chiodi per le scarpe, gli attrezzi dei calzolai, le vecchie bilance…

… e scoprire il funzionamento di una segheria rimanendo incantati dalla sua imponenza. Anche grazie alla fedele riproduzione in miniatura che è possibile azionare e ammirare in movimento.

Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove ci si cala nella vita di un tempo, ricordando il passato con un sorriso sulle labbra. Una visita con i propri figli e magari in compagnia anche dei nonni si rivelerà una bella e emozionante esperienza per un pomeriggio alternativo.

museo etnografico trentino San michele

Ultima novità ideata dai Servizi educativi del museo: “Al Museo chi cerca trova!”,  proposta pensata per le famiglie che visitano la struttura con i loro bambini e ragazzi. Uno speciale cruciverba sarà il filo conduttore per la scoperta delle numerose sale, tra curiosità, oggetti, termini dialettali… Solo i più abili ricercatori che riusciranno a risolvere l’enigma, saranno ricompensati delle loro fatiche con un simpatico ricordo di quest’esperienza a contatto con la tradizione da ritirare in biglietteria a percorso ultimato.

Museo etnografico trentino: informazioni utili

Orari di apertura del Museo etnografico trentino:

  • tutti i giorni con orario 09.00-12.30 e 14.30-18.00 – chiuso il lunedì non festivo, il 1° novembre, il 25 dicembre, il 1° gennaio.

Tariffe:

  • Intero | 6 euro
  • Ridotto (ragazzi da 15 a 26 anni, over 65 soci, gruppi)) | 4 euro
  • Famiglia (2 adulti + minori; 1 adulto + minori) | pagano la tariffa intera solo gli adulti + bambini gratuiti

Sul sito del Museo etnografico trentino troverete ulteriori indicazioni sempre aggiornate.

Questo museo vanta il MARCHIO FAMILY IN TRENTINO che è un marchio di attenzione promosso dalla Provincia Autonoma di Trento,  quale riconoscimento per l’impegno a rispettare determinati requisiti a garanzia del benessere delle famiglie che si rivolgono a questa realtà.

Contatti:

Tel. 0461 – 650314

Cosa fare nei dintorni:

In slitta alla Malga di Tesido

Un’escursione facile, molto panoramica, con un rifugio che offre piatti altoatesini super e ritorno in slitta! Oggi vi porto a quota 2012 m, alla Malga di Tesido (Taistneralm, in tedesco), in Val Casies. Proprio all’inizio della valle, sopra il paese di Tesido, comincia la passeggiata. Dal centro del paese, per raggiungere il parcheggio (gratuito, quota 1584 metri), seguite le indicazioni per l’Hotel Alpen Tesitin e poi per la malga. Il parcheggio si trova nei pressi del Maso Mudlerhof.

Comodissima la strada forestale  (38A) che sale gradualmente: 400 metri di dislivello percorribili in un’ora e mezza circa.  Notevole  anche la visuale sulle Dolomiti di Sesto e sulle piste di Racines a destra . La maggior parte del percorso è nel bosco, finché la valle non si apre a quota 2000 metri ed ecco finalmente il rifugio.

Molto carino all’interno, ha anche diverse tavole e panche all’esterno per godere del sole.

Piatti tipici della tradizione altoatesina, autentiche bontà: zuppa d’orzo e di gulasch, maccheroni alla pastora, canederli di spinaci con verdura e salsa di gorgonzola, canederli di formaggio pressati con insalata di crauti, gulasch di manzo con canederli di speck.

Anche diversi taglieri con affettati e formaggi della malga, oltre che dolci decisamente gustosi, tra cui lo strudel e torte di vario tipo.

Chi vuole può proseguire per un’altra ora nella vallata sopra il rifugio fino al passo, oppure fermarsi a slittare… neve ce n’è in quantità e i bambini apprezzeranno sicuramente!

Al momento del ritorno il mio consiglio è quello di affittare una slitta (se non avete la vostra) per tornare a valle: sarà un modo davvero divertente per concludere una bella giornata in compagnia! La discesa, lunga circa 3,5 km, non presenta particolari difficoltà ed è adatta anche a chi non ha grande esperienza alla guida della slitta!

Info: 📞 340 3359611

Passeggiate e attività nei dintorni:
Altre malghe in Val Casies:
Dove dormire:

Un maso magico in Valle Aurina

A Molini di Tures, in posizione panoramica, si trova una struttura del Gallo Rosso davvero speciale: l’Innermoser. A 5 minuti d’auto da Campo Tures, è una sistemazione perfetta per raggiungere le principali attrazioni e passeggiate della Valle Aurina e della Val di Tures. Noi ci siamo stati a inizio gennaio 2023 e qui abbiamo trascorso delle giornate indimenticabili, a ritmo lento. Nella foto sopra siamo in compagnia di Manuel e Petra, assieme ai loro figli Phillip, Vivien e Jakob. Entrare in contatto e conoscere meglio la vita contadina dell’Alto Adige è secondo me davvero il punto di forza di queste esperienze.

Accanto allo storico maso di famiglia, sono stati realizzati tre chalet che si mimetizzano perfettamente con l’ambiente circostante. Non visibili dalla strada, si affacciano sulle montagne circostanti garantendo un angolo di quiete indimenticabile. Ampi i prati innevati attorno, per divertenti slittate per i più piccoli, ed al mattino la colazione migliore al mondo, quella che arriva nel cestino con i prodotti del maso e delle realtà contadine vicine: uova, formaggi e affettati, marmellate, succhi, burro, latte, yogurt con frutta e musli…

Non manca poi il miele, le tisane, il pane fresco di vari tipi. Insomma, una vera gioia per gli occhi ed il palato, senza contare che è davvero cibo genuino e salutare per il nostro corpo.

GLI APPARTAMENTI

Noi siamo stati nell’appartamento Glück, che può ospitare da due a quattro persone. Una camera da letto con piumone, dominata dalla calda presenza del legno; un ampio soggiorno con tavolo e divano, una cucina attrezzata di ogni comfort e un bellissimo bagno con wc separato, ma soprattutto vasca da bagno per un autentico relax e sauna panoramica.

Per noi questo è stato il nido in cui riposarci dopo le mille avventure che abbiamo fatto nei dintorni, dalle malghe da cui si ritorna con lo slittino, alle passeggiate nella neve, ai rifugi dove abbiamo provato un sacco di prelibatezze.    

Posto perfetto per i bambini, che possono anche andare in stalla in compagnia di Manuel a visitare gli animali della fattoria: mucche, asini, pecore e poi gli adorabili gatti che girano attorno all’Innermoser. Anche in inverno i giochi all’aperto saranno di irresistibile attrazione per i più piccoli, che qui (per fortuna) non reclameranno telefoni, cartoni animali e tablet.

In QUESTO ARTICOLO trovate la nostra guida con tutte le cose da fare in inverno in Valle Aurina, tra discese in slitta, malghe con piatti sfiziosi e divertimento sulla neve.

Val Venosta: castel Coira

Castel Coira in val Venosta (Sluderno, un’ora e quaranta minuti da Trento, passando per Merano) è uno dei castelli più belli e meglio conservati dell’Alto Adige. Rimasto fino ad oggi intatto, conserva al suo interno oggetti antichi quasi perfettamente conservati e la più grande armeria del mondo.

Durante la visita potrete ammirare: una scultura della Madonna risalente al 1270, le incisioni lapidarie nella cappella come anche il bellissimo porticato dipinto con la volta rinascimentale fatta di marmo di Lasa. Mentre nella sala delle armature sono conservate più di 50 armature complete, come anche spade ed altre armi difensive, tutti in un ottimo stato.

Il nucleo più antico del castello, risalente al periodo romanico, è formato dal mastio, dal palazzo e dal muro di cinta che circonda un ampio cortile interno. Fino al XVI secolo il castello mantenne il suo aspetto atlomedioevale, quando i Conti Trapp,iniziarono ampi lavori di ristrutturazione e di nuova edificazione. Si aggiunsero quindi alla struttura ulteriori edifici abitativi, bastioni, una cappella, un loggiato e terrazze del giardino in stile gotico. Verso la metà del XVI secolo, l’antico castello venne trasformato in una ricca residenza rinascimentale.

 

Le sale e le stanze che vengono mostrate sono: la Loggia, la Stanza di Giacomo e la Biblioteca, la Sala degli Antenati, il cammino di ronda, l’Armeria, la Vecchia Cappella, le Vecchie Scuderie (Negozio), la terrazza (sala d’attesa), il cortile esterno e interno e la Cappella di San Giacomo.

INFO UTILI:

Castel Coira è aperto indicativamente da fine marzo a fine ottobre dal martedì alla domenica ed è visitabile solo con la guida. La visita dura all’incirca un’ora nei seguenti orari dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16.30.

Tariffe e orari sempre aggiornati QUI.

Per maggiori info 0473 615 241

Essendo il castello una residenza privata non è soggetto agli obblighi di legge riguardanti le barriere architettoniche.

Cosa fare nei dintorni:

Fotografie www.churburg.com

Alla Stegeralm in Valle Aurina

Questa è un’escursione con le ciaspole di media difficoltà, con un dislivello di circa 500 metri, che però regala moltissima soddisfazione una volta raggiunta la meta. La consigliamo a chi ha bambini grandicelli e abituati a camminare con le ciaspole.

COME ARRIVARE

Percorsa la Val Pusteria fino all’altezza di Brunico si svolta per Campo di Tures e si arriva quasi fino in fondo alla Valle Aurina, nel paesino di Predoi. Qui si lascia l’auto (parcheggio gratuito accanto al campo sportivo) e si seguono le indicazioni per la Stegeralm.

La strada sale costantemente prima tra i prati e i tipici masi altoatesini e poi nel bosco.

in un continuo susseguirsi di tornanti, con le vette innevate che fanno capolino tra le fronde degli alberi tra cui spicca il Monte Fumo.

Dopo un paio d’ore circa ecco che la vista si apre ed ecco spuntare il rifugio, a 1973 metri di altitudine, avvolto in un panorama mozzafiato.


Chi va con gli sci d’alpinismo può proseguire sulle cime vicine, altrimenti la passeggiata termina al punto di ristoro.

Ci sentiamo solo di consigliarvi di  valutare bene la vostra resistenza alle temperature rigide: se la giornata è particolarmente fredda meglio scegliere un altro itinerario perché questo percorso è poco soleggiato.

Ad ogni modo, giunti al rifugio troverete una gestione cordiale, con pochi piatti ma molto buoni, serviti in un’atmosfera accogliente. Spiccano i canederli pressati in brodo, il gulaschsuppe ed i taglieri di formaggi e salsiccia affumicata.

Anche i prezzi sono buoni, e questo concorre a farne uno di quei posticini dove è sempre bello tornare.


Si scende per la stessa via dell’andata,  ma attenzione che la discesa in slittino è vietata a causa della pendenza della strada.

APERTURA

La Stegeralm è aperta in inverno da inzio dicembre a fine aprile e poi, per la stagione estiva, da metà giugno fino a fine ottobre. Chiuso il lunedì, ma solo in inverno.

INFO UTILI
  • LUOGO: Valle Aurina
  • PARTENZA: Predoi
  • ARRIVO: Stegeralm
  • ALTITUDINE: 1973 metri
  • DISTANZA: circa 4 chilometri (solo andata)
  • DURATA: 2 ore (solo andata)
  • DISLIVELLO: 500 metri
  • PASSEGGINO: no
  • PUNTI DI RISTORO: Stegeralm
CONTATTI

Stegeralm
tel. 347.0738454; 0474.654208

NEI DINTORNI
  • Giro alle malghe di Casere: passeggiata semplice con poco dislivello: leggi QUI
  • Cerchi altre idee per gite in inverno in Valle Aurina? Ecco QUI  la nostra guida sempre aggiornata.

In caso di forti nevicate è consigliato chiamare l’ufficio turistico di Campo Tures per sapere se le strade e i rifugi sono aperti, perché in caso di pericolo di valanga viene vietato l’accesso. Buon divertimento!

State cercando un luogo dove dormire in Valle Aurina? Noi vi consigliamo il “Vitaurina Royal Hotel“: ospitalità genuina, cucina tipica e tanto amore, parola nostra! Qui maggiori info…

Alla Weizgruber Alm per slittare

Una malga autentica e genuina in Val di Tures (laterale della Valle Aurina): è questa la Weizgruber Alm, a poco più di 2000 metri. Ci si mette un paio d’ore a raggiungerla con calma, salendo dalla strada forestale che passa nel bosco. Un’escursione che vi farà immergere in un’atmosfera incantata, soprattutto durante la settimana quando c’è pochissima gente.

Indicazioni per arrivare: da Selva dei Molini svoltate a destra seguendo le indicazioni Brunnberg. Una strada asfaltata che si inerpica sulla montagna, a tratti stretta, sul versante soleggiato della Valle dei Molini. Riconoscete il parcheggio Gasser (non molti posti) dal grande cartellone con il nome della malga. Questo è l’accesso al punto di partenza della nostra escursione.

La strada forestale sale costantemente, ma quando la fatica si farà sentire pensate al divertente ritorno in slitta!

Siete sul versante sud dello Speikboden, il Monte Spicco così amato dai locali. Per la maggior parte rimarrete nel bosco, solo nell’ultimo tratto la visuale si apre sulle prime baite in legno e da lì a dieci minuti ecco il rifugio. Volutamente piccolo e gestito in maniera familiare, offre piatti della tradizione locale. Salsiccia fatta in casa con crauti, canederli pressati in brodo o al formaggio, taglieri di speck e formaggi, minestra d’orzo e dolci preparati in casa. Prezzi super onesti e gestione cordiale. Qui sono in compagnia di Eva Marie.

Molto accogliente la stube in legno, con alle pareti dei centrini ricamati con frasi della vita contadina, anche a motivo religioso. Noi abbiamo mangiato i la salsiccia con i crauti e deliziosi canederli al formaggio.

E dopo questo bel pranzetto abbiamo preso a noleggio la slitta (3 euro) per tornare dalla stessa strada dell’andata. Divertente e non troppo veloce, è un modo perfetto per divertirsi anche con i bambini. La slitta si lascia poi alla casetta in legno che si trova alla fine della strada.

La malga è aperta tutti i giorni da inizio dicembre a marzo, dipende anche molto dalle condizioni della neve. Sempre consigliato telefonare: 340.8195565

Se cercate altre cose da fare in inverno in Valle Aurina trovate la nostra guida sempre aggiornata QUI.

Malghe di Aldino: magica neve

Sempre belle le passeggiate intorno al Santuario di Pietralba, in Alto Adige, a quota circa 1700 metri: tante escursioni e malghe quasi tutte aperte anche in inverno. Quelle che amiamo di più sono senza dubbio la Schmiederalm e la Schönrastalm (o Malga Belriposo, in italiano). Entrambe possono essere raggiunte attraverso vari percorsi: il più comodo è senza dubbio quello che parte dai masi di Lerch, raggiungibili in auto svoltando a destra, un chilometro dopo il paese di Aldino


Una volta parcheggiata la macchina si seguono le indicazioni in direzione Schmiederalm raggiungibile in circa un’ora. Il sentiero 11A è semplice e adatto a tutti: normalmente bastano gli scarponi perché i proprietari delle malghe sono bravissimi e passano frequentemente con la motoslitta a battere il tracciato. La strada è pianeggiante, in salita solo nel tratto finale, prima dell’arrivo alla malga Schmieder. Volendo ci si può arrivare direttamente in macchina proseguendo dai masi di Lerch).

Alla Schmiederalm (tel. 0471 886810) abbiamo mangiato sempre bene, ottimi piatti tipici dell’Alto Adige fatti rigorosamente in casa, ma chi vuole può proseguire fino malga Schönrast, a fianco delle piste di fondo.

Dopo 20 minuti di strada pianeggiante (perfetta per il bob o slitta) vediamo la malga, con il suo camino fumante e i tanti tavoli anche all’esterno, perfetti per le giornate di sole.


Invitanti i piatti del menù, tra tutti le uova, patate, speck e cavolo cappuccio e i ravioli a mezzaluna ripieni di spinaci e ricotta. Semplicemente deliziosi! Per chiudere in bellezza il pranzo una freschissima torta di lamponi.

 

Si torna sulla strada dell’andata. Si può arrivare alle malghe di Aldino anche partendo dal bellissimo Santuario di Pietralba, seguendo il sentiero numero 8 (dietro il santuario, sulla destra guardando la facciata). Salirete nel bosco in un paio d’ore circa, 200 metri di dislivello e paesaggio incantevole.

Info condizione neve:
Associazione turistica Aldino – Redagno
📞 0471 886800

Da provare anche l’estate, per un’esperienza molto diversa! QUI il racconto.