Le api racchiudono un mondo che da sempre affascina grandi e piccini. Il MMape ovvero il Mulino Museo dell’ape, a Croviana, in Val di Sole, è il posto ideale per soddisfare ogni curiosità in materia. Bellissima l’area (Le Plaze) sottostante: una zona verde a fianco al torrente con tavole da picnic e un laghetto popolato di oche. Un posto piacevole in cui fare una sosta, magari con pranzo al sacco.
Il museo è ricavato dentro a un vecchio mulino, che conserva ancora la ruota originale ed è circondato da fiori, un ponticello, oltre che all’arnia didattica da cui parte la visita guidata. Se i vostri bambini sono di quelli che si stufano in fretta quando i grandi parlano, forse la visita con guida non è indicata perchè è un po’ lunga, pur essendo estremamente dettagliata e molto interessante. Meglio fare un giretto in autonomia.
AD OGNUNA IL SUO RUOLO
Nell’arnia didattica si possono vedere le api in azione e la guida ci spiega, dimostrandocelo sul campo, che le api normalmente non attaccano. Impariamo a conoscere l’arnia, il favo, il melario, i fuchi, le larve, le operaie e naturalmente lei, la star: l’ape regina. Apprendiamo il perché la colorano con diverse tinte a seconda delle età e la vediamo girare serenamente per il favo, bella più di tutte grazie alla pappa reale che la rende longeva (fino a 5 anni, contro i 36 giorni delle operaie) e perfetta per mettere al mondo altre api.
In occasione della nostra visita si partiva con la degustazione: cucchiaino alla mano i bambini vanno da un vasetto e l’altro. Tra millefiori, melata, castagno e la magia del miele cristallizzato si prosegue nella scoperta dei prodotti speciali (pappa reale, veleno, propoli e vi dicendo). Al piano superiore scopriamo antiche arnie e tecniche di produzione del miele.
Impariamo che le api sono essenziali per la nostra esistenza e che senza di esse saremmo morti. Scopriamo che si stanno estinguendo e che, purtroppo, dipendono in tutto e per tutto dagli apicoltori perché non esistono più api selvatiche. Tutte quelle che vedete sono da allevamento.
CHE COLORE NON INDOSSARE?
Scopriamo la danza delle api in tutte le sue forme, odoriamo i ferormoni e indossiamo persino gli occhiali che ci fanno capire come vedono loro: non avvertono il rosso e adorano il giallo. Quindi evitate l’abbigliamento giallo limone in gita, per non scatenare una rivoluzione ronzante!
All’ultimo piano una bella mostra fotografica entomologica: insetti vari tra ragni, coccinelle e naturalmente api. Ultima, importantissima scoperta che facciamo è che se acquistiamo qui, ma anche in tutti i negozi di cose per il giardino, i sacchettini di sementi di fiori di campo e li piantiamo nel nostro giardino, orto, prato, aiuteremo le api a stare meglio e a continuare a svolgere un lavoro fondamentale per l’umanità. Ecco perché tanti fiori “di campo” colorati fuori dal MMape: tutto si spiega.
Vicinissimo al MMape è il Bosco Derniga, a Ossana. Vale una visitina visto che siete in zona
Per tutte le info su orari di apertura, visite ecc, relativa al MMape cliccate QUI.
MOBILITÀ ALTERNATIVA
E sapete come ci si può arrivare facilmente senza togliere l’auto dal garage? Con la ferrovia Trento Malè, il trenino che parte dalla città e sale in Val di Non e in Val di Sole. Certo, ci si impiega circa un’ora e mezza abbondante, ma la stazione di Croviana poi è praticamente a 700 metri dal mulino e si può raggiungere a piedi senza problemi, anche con i passeggini. Se viaggiate in famiglia avete la possibilità di far viaggiare due figli sotto i 18 anni gratuitamente a fronte di due biglietti adulto pagati (cercate qui le tariffe)











Grandi e piccini potranno vedere con i propri occhi tutti i reperti e comprenderne l’orgoglio di combattere per il proprio territorio, ma anche la fatica dei soldati di stare sulla neve in alta montagna, quasi al limite della sopravvivenza. Troverete armi, i bossoli, le attrezzature militari, medaglie, il vestiario, le baionette e le varie documentazioni risalenti a quegli anni.





























Siamo partiti dal centro di Lavis e ci siamo incamminati sulla salita che porta a Pressano, tagliando per le campagne qualche centinaio di metri dopo la gelateria. Si passa sotto l’arco e ci si incammina per la strada che attraversa i vigneti e grazie alla quale si sbuca sulla curva all’altezza della cantina Cesconi. Si prosegue lungo la strada asfaltata per circa un chilometro fino ad arrivare al Maso Grener. A questo punto noi abbiamo girato a destra in direzione Maso Belvedere, salendo per la strada asfaltata e poi tagliando a destra per le campagne. A questo punto abbiamo seguito la strada sterrata (usata normalmente dai trattori) in salita, sempre in direzione Maso Belvedere. La salita è scoscesa, ma dura poco e si arriva quasi subito al Maso Paierla. 










I bambini potranno capire come lavoravano e vivevano un tempo i loro bis/tris nonni, quando la tecnologia non si conosceva ancora e le mani erano l’unico strumento che permetteva di portare a termine un lavoro.








