Author - Annalisa

I 100 scalini del Monte Celva

“Bambini, preparate le torce, che andiamo ad esplorare le trincee e i 100 scalini del Molte Celva!” Come resistere ad un invito del genere? Gita avventurosa che permette in un’ora di arrivare in cima, dove vi aspetta una vista a 360 gradi su Trento fino al lago di Caldonazzo. La salita, di circa 250 metri, è molto suggestiva tra rocce, lunghe scalinate e un ex osservatorio militare. Escursione ideale anche nelle mezze stagioni per la sua altitudine, di nemmeno 1000 metri. Tante altre attività e passeggiate nei dintorni di Trento.20150820_160417

Monte Celva: come arrivare

Da Povo si segue per il Passo del Cimirlo (730 metri di altitudine) che si raggiunge in una ventina di minuti partendo dalla città di Trento. Arrivati al passo, si prosegue in macchina seguendo le indicazioni per Forte di Roncogno dove si può parcheggiare.

Inizia l’avventura! Si sale seguendo il cartello Sentiero 100 scalini, numero 419 in direzione del monte Celva e delle sue trincee.

Il sentiero dei 100 scalini

La passeggiata è adatta a partire dai 4-5 anni, non accessibile con il passeggino. Per arrivare sulla cima ci si impiega poco meno di un’ora. Ma calcolate un’escursione di mezza giornata perché lungo il sentiero ci si fermerà per esplorare le trincee e ammirare il paesaggio dai vari punti panoramici.

Il primo tratto è molto semplice, poi il terreno diventa più ripido, ma del tutto sicuro. Ai bambini l’idea di poter visitare le trincee con le torce piace così tanto che non sarà un problema farli camminare lentamente. Si incontra subito un posto di vedetta da cui si dominano tutti i dintorni. Le scritte lasciate dai soldati ci hanno permesso di fantasticare un po’ sulla loro storia e sulla loro vita: cosa pensavano? Cosa facevano per ingannare l’attesa?scritta

Dopo circa un quarto d’ora si arriva all’inizio del sentiero.

Si entra nella roccia e si trovano due scale che salgono: quella di sinistra sono i famosi 100 scalini, un sentiero cieco che arriva ad un “camino” verticale che mette in comunicazione con l’esterno. Controllate sulle pareti, potreste incappare nei messaggi lasciati da chi ha attraversato queste gallerie oltre un secolo fa.

L’altra scala invece porta ad un punto panoramico, che consigliamo di non perdere.

Verso l’ex osservatorio militare

Si ritorna sui propri passi, al sentiero principale. Si continua a salire per circa 20 minuti e si arriva all’ex osservatorio a 885 metri, il posto ideale per fermarsi a fare una merenda ed esplorare un po’ la zona, tra cunicoli e antichi sentieri.

Dopo questo momento di riposo potete decidere di finire la passeggiata e arrivare in 20 minuti (il sentiero qui in alcuni punti è particolarmente ripido, ma sicuro e di certo avventuroso per i bambini ) fino alla cima del monte Celva dove vi aspetta una vista a 360 gradi, sulla città capoluogo, la catena del Brenta, su Pergine, sui monti del Lagorai, sul lago di Caldonazzo.

Si rientra dallo stesso sentiero dell’andata. Per le calde giornate estive, lungo la strada del rientro in macchina, passerete dal parco del Cimirlo dove potrete concludere la passeggiata con un giro in altalena e sullo scivolo.

Info utili

  • LUOGO: Valle dell’Adige
  • PARTENZA: Passo del Cimirlo
  • ARRIVO: cima del Monte Celva
  • ALTITUDINE: quasi 1000 metri
  • DURATA: un’ora abbondante (solo andata)
  • DISLIVELLO: circa 250 metri
  • PASSEGGINO: no
  • PUNTI RISTORO: nessuno lungo il percorso

Ricordatevi di portare con voi una bottiglietta d’acqua perché lungo la passeggiata non ci sono fontanelle e sono indispensabili le torce per entrare nelle gallerie!

Cosa fare nei dintorni di Trento:

Parco Burglehen a Tirolo

Situato poco distante da Merano, il Parco Burglehen a Tirolo, è una vera chicca a misura di famiglia. Circondato dai frutteti e dai vigneti, è stato inaugurato nel 2002. Il suo segno distintivo è Jakob, la grande scultura in ferro raffigurante un cavallo realizzata da Franz Messner e divenuta nei fatti quasi il simbolo del paese stesso.

Noi siamo stati qui dopo aver visitato Castel Fontana e Castel Tirolo, due tra i più bei castelli dell’Alto Adige. Se passate da queste parti consigliamo anche a voi di fare un salto qui. Rimarrete piacevolmente stupiti e i vostri bambini si divertiranno davvero tanto.

COME ARRIVARE

Il modo più veloce per arrivare al Parco Burglehen è attraverso la ME-BO, la superstrada che collega Bolzano con Merano. Si esce a Merano Sud/Sinigo – Tirolo – Qui si percorre la Via Principale fino a trovare un parcheggio sulla destra. Il parco Burglehen si trova di fronte al parcheggio, al di sotto del Minigolf.

Un’alternativa originale e davvero carina è quella di salire dal centro di Merano con la seggiovia d’epoca: vi abbiamo raccontato la nostra esperienza in Seggiovia da Merano a Tirolo: clicca per leggere.

IL PARCO BURGLEHEN

Il parco è veramente bello e curato e sorge in mezzo a meli e vigneti. Non manca proprio nulla: vicino all’ingresso troverete anche uno stagno con le tartarughe: noi ne abbiamo contate almeno 16!

Al Parco Burglehen c'è anche un piccolo stagno con le tartarughe

Parco Burglehen – tartarughe

Oltre allo stagno c’è anche un vero laghetto naturale, attorno al quale si trovano diverse panchine, e una terrazza panoramica dove godere il paesaggio sulla valle. In mezzo al verde non mancano certo i giochi per i bambini: a loro disposizione un ampio spazio con altalene, scivoli, corde per arrampicare e tappeti elastici. Questo è un parco perfetto per stendere una coperta e godersi un picnic all’ombra dei grandi alberi, che nel periodo della fioritura regalano uno spettacolo di colori.Ma come avevamo detto, il protagonista del parco è l’enorme cavallo di ferro Jakob, opera di Franz Messner, artista altoatesino originario dell’Altipiano del Renon. I bambini ne rimarranno incantati!

L'enorme cavallo Jakob, nel parco Burglehen a TIrolo, è divenuto ormai il simbolo del paese

Jakob, realizzato da Franz Messner

NEI DINTORNI DEL PARCO BURGLEHEN

Se vi è piaciuto il Parco Burglehen a Tirolo potrebbero anche interessarvi:

Sentiero avventura Talai

stazione gioco- indovinello

Se vi trovate in Val Venosta e siete amanti delle cacce al tesoro dovete assolutamente provare il sentiero avventura Talai, a poca distanza dal Lago di Resia. Il tesoro c’è davvero, ma prima scatenatevi tra indovinelli e prove di abilità! La passeggiata ad anello di circa 3 chilometri è pianeggiante. Il tempo di percorrenza dipende dalla durata delle soste, calcolate tranquillamente un paio d’ore. Se vi piacciono questo tipo di percorsi non perdetevi i 20 sentieri tematici in Trentino Alto Adige.

Prima di iniziare l’avventura vi suggeriamo di recarvi all’ufficio turistico nell’abitato di San Valentino di Muta o a Resia, vi verrà consegnato il materiale necessario! Chiedete di poter ritirare il premio senza dover per forza ritornarci alla fine della giornata, ma fate in modo che i bambini lo ricevano a gioco ultimato, sarà più divertente!

Il bosco di San Valentino di Muta

Dall’abitato di San Valentino di Muta seguire le indicazioni per il “Sentiero avventura Talai“, all’altezza dell’unico semaforo sulla strada principale. Il parcheggio si trova nei pressi della centrale di teleriscaldamento, il bosco ricreativo Talai ospita:

  • un sentiero avventura che abbiamo percorso noi
  • il nuovo sentiero “Passo Resia 3D” per chi vuole cimentarsi nel tiro con l’arco, si trovano sparse nel bosco suggestive riproduzioni di animali dall’aspetto realistico che svolgono il ruolo di bersagli (28 le postazioni per principianti e avanzati). L’attrezzatura può essere noleggiata presso l’ufficio turistico San Valentino alla Muta. Info qui
sculture in legno a forma di pigne con viso

Sentiero avventura Talai

Sentiero avventura Talai

La partenza del sentiero è facilmente riconoscibile dalla presenza di due simpatiche pigne giganti, Zipf e Zapf che accompagneranno grandi e piccini alla scoperta della natura; vi racconteranno dei segreti del bosco, sottoporranno ad indovinelli, prove di abilità ed equilibrio. Pronti? Foglietto e penna alla mano e via, seguite sempre i segnavia rosa di Zipf e Zapf!

Il percorso si snoda su 3 chilometri senza dislivello con una durata di circa due ore e mezza, dipende molto dalle soste, si entra ed esce dal bosco rendendolo avventuroso e misura di veri esploratori, percorribile anche con passeggino da trekking. Strada facendo vi troverete davanti ad un vero e proprio “hotel per insetti”, vi cimenterete a fare i falegnami usando una vera sega gigante, capirete il trucco per conoscere l’altezza e gli anni di un albero, dovrete aguzzare la vista per trovare gli animali appesi qua e là tra i rami e tanto altro…

Quasi a fine percorso ecco un’altalena a forma di letto vista lago così da potersi rilassare prima di affrontare gli ultimi indovinelli, potrete pranzare qui oppure dopo una decina di minuti al bellissimo parco giochi. I parchi dell’Alto Adige fanno sempre la differenza e questo, seppur piccolino, è speciale! Non sono presenti punti di ristoro lungo il tracciato.

Il parco giochi si trova a pochi metri dal parcheggio, quindi non vi resta che chiudere l’anello e tonare al punto di partenza.

INFO UTILI

  • LUOGO: San Valentino di Muta
  • PARTENZA: presso la centrale di teleriscaldamento
  • ALTITUDINE: metri 1470
  • DISTANZA:  3 chilometri, giro ad anello
  • DURATA:  2.30 ore, dipende dalle soste
  • DISLIVELLO: nullo
  • PASSEGGINO: si, da trekking
  • PUNTI DI RISTORO: no
  • SOSTA PER LA NOTTE: impianti Belpiano, ampia area sosta camper, leggi qui

Cosa fare in Alta Val Venosta:

Tutto quello che c’è da fare in Val Venosta (passeggiate, escursioni e soluzioni per dormire). Altre attività e passeggiate al Lago di Resia e dintorni.

Lago di Nembia: oasi naturalistica

Gli specchi d’acqua del Trentino: che spettacolo! Il lago di Nembia è una vera e propria oasi naturalistica con rive e pontili a misura di bambino e adatte al relax. Un suggestivo laghetto dalle acque cristalline a poca distanza dal lago di Molveno. E noi abbiamo scoperto che esiste un percorso che li collega: un giro ad anello di circa un’ora e mezza adatto anche ai passeggini da trekking. Vi consigliamo di non perdervi questo posto anche in autunno, quando tutto si colora di giallo, rosso e arancione…una meraviglia!

Lago di Nembia: come arrivare

Da Trento si seguono le indicazioni per Riva del Garda/Madonna di Campiglio. Arrivati a Sarche, proseguite in direzione Ponte Arche (Terme di Comano) e San Lorenzo in Banale. Parcheggiate vicino al lago (4 euro al giorno) e iniziate la passeggiata proprio da lì, leggendo le 14 colonnine-guida. Oppure potete raggiungere il lago anche dal versante opposto salendo da Andalo. Proseguendo fino a Molveno e avanti fino alla meta.

Il lago di Nembia

Il lago ha un colore spettacolare e cristallino: facile individuare subito trote grandissime, in questa che è anche una nota riserva di pesca. La riva e i pontili consentono di rilassarsi o di fare una semplice passeggiata.

lago con acque cristalline e pontili in legno

Lago di Nembia

In estate è controllato da un bagnino, dal momento che si tratta di un lago balneabile. E a guardarlo fa proprio venire voglia di un bagnetto… se non fosse per la temperatura glaciale delle acque! L’acqua arriva ad essere profonda al massimo 1 metro e 80. Per questo motivo le famiglie con i bambini possono bagnarsi senza grossi pericoli.

Lo specchio d’acqua è sovrastato dalle impervie rocce del monte Ghez. Il prato invita a divertenti corse e ci sono anche ben due parchi gioco.

Lago di Nembia: passeggiata

Imboccate la strada che porta all’interno dell’oasi: il sentiero parte tra i muretti a secco e si può percorrere anche con il passeggino da trekking! Da qui si arriva presto in un punto molto suggestivo con numerose baite (dette baite da mont), per la maggior parte addossate alla roccia. Anticamente erano costruite in questo modo per proteggersi dal vento e per risparmiare sulle spese di costruzione della casa stessa.

Lasciando le baite alle spalle attraversate la strada sterrata e prendete subito il sentierino di fronte che scende leggermente. In alternativa si può proseguire a sinistra sulla strada sterrata e prendere a destra la strada nel bosco un po’ più ampia. È facilmente intuibile. Lungo il primo sentiero troverete opere d’arte costruite da qualche “artista del posto”, curiose e divertenti.

Ad un bivio lasciate il sentiero e proseguite a sinistra sempre nel bosco fino ad arrivare al lago di Molveno (costa sud). Bellissimo il panorama anche da qui, con tanto spazio per rilassarsi sulla riva.

Il giro dura circa un’ora e mezzo senza contare le soste e noi l’abbiamo trovato piacevole e davvero adatto a tutti, senza difficoltà. L’escursione si può fare in tutte le stagioni ed è proprio bella.

  • LUOGO: Comano
  • PARTENZA: Lago di Nembia
  • ARRIVO: Lago di Molveno
  • ALTITUDINE: 850 metri
  • DURATA: un’ora e mezza (giro completo)
  • DISLIVELLO: qualche lieve sali scendi
  • PASSEGGINO: da trekking
  • PUNTI DI RISTORO: nei pressi dei laghi

Cosa fare nei dintorni:

Alpe Lusia: sentiero degli animali

stazione didattica nel bosco

Anche i vostri bambini sono incuriositi dagli animali del bosco? Allora vi consiglio di organizzare una giornata in Val di Fassa e di percorrere il curioso “sentiero degli animali”. Un percorso tematico, adatto a tutti, anche ai passeggini, con simpatici giochi, indovinelli e pannelli informativi. Scoprirete così tutte le abitudini e i segreti di volpi, aquile, camosci, caprioli, gufi, lepri e tanti altri! Vi svelo una cosa molto interessante: questo sentiero è tutto in discesa quindi non ci si può proprio lamentare della stanchezza!! Se vi piacciono questo tipo di sentieri non perdetevi i 20 sentieri tematici in Trentino Alto Adige.

Alpe Lusia: come arrivare

Si lascia la macchina agli impianti del Lusia in località Ronchi, a 3 chilometri dal centro di Moena sulla statale per San Pellegrino, nell’ampio parcheggio gratuito. Si sale per due tronchi con la cabinovia, che permette di arrivare fino alla cima in località Le Cune (2200 metri), il nostro punto di partenza. Gli impianti sono aperti indicativamente dalla metà di giugno alla metà di settembre. Tariffe e orari di apertura sempre aggiornati.

Il sentiero degli animali si conclude allo chalet Valbona (primo tronco) quindi tornerete al parcheggio con la cabinovia.

Prendetevi il tempo di ammirare il paesaggio dal punto panoramico perché è davvero splendido.

Sentiero degli animali Val di Fassa

Siete pronti per iniziare il vostro viaggio in mezzo alle tane degli animali? Aguzzate la vista perché non è così immediato avvistarle. Si scende per qualche centinaio di metri lungo la pista da sci. Come avevamo anticipato il sentiero è tutto il discesa e si percorre in un’ora e mezza circa, anche con il passeggino da trekking meglio se dotato di freno.

Un’opportunità per conoscere gli animali che vivono queste montagne e le loro abitudini. Potrete vedere e avvicinarvi alle loro tane per capire meglio il loro stile di vita. Ad accompagnarvi delle tabelle, che vi suggeriamo di prendervi il tempo di leggere ai bambini: darà loro il modo di farsi un ricco bagaglio di conoscenze.

Ogni postazione regala un indovinello per scoprire chi vive in quella tana. La sfida tra i nostri bambini e i loro amichetti era quella di indovinare per primo l’animale e poi via di corsa alla successiva.

A metà percorso si esce dal bosco e in lontananza potete vedere lo Chalet Valbona con lo splendido parco giochi. Il sentiero non è ancora finito, rientrerete per ancora un 1 chilometro nel bosco, non vorrete mica perdervi a quale volatile corrisponde la vostra apertura alare?! La mia è quella di un gufo!

Info utili sentiero animali:

  • LUOGO: Val di Fassa
  • PARTENZA: località le Cune
  • ARRIVO: Chalet Valbona
  • ALTITUDINE: 2200 metri
  • DURATA: un’ora e mezza
  • DISLIVELLO: 300 metri in discesa
  • PASSEGGINO: da trekking
  • PUNTI DI RISTORO: Chalet Valbona | 0462.565219

Alpe Lusia con i bambini

Finito il sentiero degli animali, troverete davanti a voi lo Chalet Valbona! Le possibilità sono molteplici: un grande parco giochi dotato di slackline, ponti tibetani, teleferica e il divertentissimo salto nel fieno. Una piccola fattoria, un sentiero natura ideale per conoscere la vegetazione tipica della zona. Si svolgono anche diverse attività settimanali. Una montagna a misura di bambini! Scoprite il nostro racconto dell’Alpe Lusia.

Fateci sapere se anche a voi è piaciuto tanto!

Cosa fare in Val di Fassa:

 

Museo etnografico a cielo aperto

*Il museo riaprirà il 16 aprile fino ad ottobre*

Un museo con la M maiuscola, dove è possibile toccar con mano le tradizioni alto atesine di nobili e contadini.

Il museo etnografico di Teodone si trova a Brunico, ci potrete passare un’intera giornata senza stufarvi perché c’è tantissimo da esplorare, scoprire e conoscere; è diviso in due zona, quella al chiuso dei nobili e quella all’aperto che racconta della vita più umile dei contadini e lavoratori. Entrambe le zone sono davvero ricche di storia.

La prima parte da visitare è  la residenza signorile ‘Mair am Hof‘, edificata tra il 1690 e il 1700 dal barone Anton Wenzl zu Sternbach, camminando per le grandi sale padronali si percepisce l’attenzione al bello, allo sfarzo, all’importanza data al culto e l’interesse per l’arte con opere di grande valore.

Gli arredamenti sono in stile barocco, le immagini appese alle pareti mostrano scene di vita quotidiana, i bambini si divertiranno a curiosare in tutte le stanze, sono appesi anche i vestiti del tempo di grandi e da piccini, abiti inusuali per i nostri tempi. Nei piani inferiori si incontrano gli spazio dedicato al panettiere, il falegname, il fabbro, il sarto e tutti gli antichi mestieri fondamentali per la vita rurale del tempo, tantissimi gli attrezzi e strumenti. Meraviglioso il grande fienile con diverse proiezioni che mostrano come uomini e donne lavorano i campi con grande fatica; non ci sono mica le attrezzature meccaniche di oggi, una volta era tutto diverso!

Dopo questa prima parte di visita decidiamo di fermarci per il pranzo, fino a qualche anno si poteva approfittare presso una locanda tipica che si trovava proprio nel giardino del museo, ma al momento chiusa. Vi consigliamo di portarvi il pranzo al sacco, l’area pic nic è molto ampia e lungo tutto il cortile i bambini potranno divertirsi con i giochi di una volta, sono dislocati lungo tutto il percorso del museo, si riconoscono da una targhetta blu…buon divertimento!

Il Museo Etnografico a questo punto prosegue, circa 3 ettari di orti e antiche abitazioni che raccontano della vita contadina, decisamente molto diversa rispetto alla ricchezza vista fin’ora ma di una bellezza unica. Non vi resta che visitare vere case smontate e trasferite qui a Teodone: masi, fienili, capanne, magazzini, granai, abitazioni in legno, mulini, una segheria e molto altro. Sono certa che anche i vostri bambini si divertiranno a scorrazzare dentro e fuori le casette per scoprirne ogni piccola caratteristica.

Dallo scorso anno è stato costruito un piccolo museo del miele interattivo, proprio a misura di bambino, ne vale la pena!

Info e contatti

Nei dintorni

Tutto ciò che potete trovare a Brunico e dintorni

 

Latemarium: splendido in inverno!

Il Latemar ci sorprende anche d’inverno! Questa passeggiata in quota è consigliata per le famiglie: ha un dislivello di quasi 300 metri ed è quindi davvero adatta a tutti, anche a chi ha bimbi piccoli e vuole tirarli con il bob o la slitta. Due le possibilità di accesso: con gli impianti che salgono da Pampeago oppure da Obereggen. Da un punto all’altro calcolate circa un’ora e mezza di camminata, strada sempre battuta con il gatto delle nevi. Lungo il percorso incontrerete 3 simpatiche installazioni per i più piccoli.

Da Pampeago:

Si prende la seggiovia Latemar, aperta indicativamente dalla fine di novembre, (prezzi e orari) per arrivare, in pochi minuti, in quota. Lì accanto trovate anche il Bip Club, divertente parco giochi sulla neve e kindergarten, dotato di spazi esterni ed interni: qui potrete anche lasciare i più piccoli in compagnia di personale specializzato. Consigliatissimo!

La passeggiata comincia proprio sotto Malga Ganischger (2020 metri di altitudine)buon punto di ristoro con piatti tipici altoatesini, aperto da fine novembre a metà aprile (consigliamo di prenotare, è possibile farlo direttamente sul sito QUI).

Seguite la strada pianeggiante, sempre battuta dal gatto delle nevi, che si inoltra tra le caratteristiche baite di legno. Qui siete in pratica nel cuore di Latemar.Alp, progettato e realizzato nella zona più soleggiata, il Latemarium regala lungo il percorso alcune interessanti installazioni.

La prima stazione che troviamo sono i bidoni di latte in legno, dove ci si diverte a stare da uno all’altro senza perdere l’equilibrio.

Un po’ più avanti trovate fantastici campanacci da suonare (intitolata “Musica delle Alpi“), addirittura con uno spartito da seguire per intonare canzoncine famose come “Fra Martino”!

Tante installazioni sono dedicate alle Dolomiti Unesco e all’alpeggio. La più sensazionale è senza dubbio l’enorme “Eye to the Dolomites”, un enorme bulbo oculare che proietta la sua vista sull’incantevole panorama del massiccio del Latemar.

MALGA MAYRL

A questo punto si comincia a scendere per trovare, poco dopo, la deviazione a destra per la malga Mayrl: un posto incantevole raggiungibile con un quarto d’ora di leggera salita. La struttura ad elle, soleggiata e nota per l’ottimo cibo, è davvero degna di una sosta (aperta solitamente dai primi di dicembre fino alla domenica dopo Pasqua, cucina dalle ore 10.00 alle 16.00, nessun giorno di riposo). Prenotazione tavoli nel ristorante al numero 333 6234245.

Chi invece volesse proseguire, può continuare sulla strada in leggera discesa fino alla malga Epircher Laner, all’arrivo dell’ovovia che sale da Obereggen. Anche qui buona cucina e la partenza di ben due piste da slittino! Si ritorna indietro, quindi, fino al punto di partenza, da dove si prende la seggiovia per Pampeago.

Da Obereggen

Si sale in quota con l’ovovia da Obereggen: si ha così subito la possibilità di utilizzare le due piste da slittino, oppure (attraversando la pista) di intraprendere la passeggiata in leggera salita (e poi pianeggiante) verso Malga Ganischger, seguendo il percorso opposto rispetto a quello descritto sopra. Il ritorno avviene per la stessa strada

INFO UTILI:
  • LUOGO: Val di Fiemme
  • PARTENZA: Pampeago
  • ARRIVO: malga Epircher Laner
  • ALTITUDINE: 2050 metri
  • DURATA: un’ora e mezza (solo andata)
  • DISLIVELLO: circa 300 metri
  • PASSEGGINO: da trekking
  • PUNTI DI RISTORO: Malga Ganischger, tel. 328 2259537 | Epircher Laner, tel. 348 4587337 | Mayrl, tel. 333 623 4245
SULL’ALPE DI PAMPEAGO

Una volta arrivati in quota, oltre alla passeggiata descritta sopra, sono svariale le possibilità: per gli amanti dello sci e dello snowboard diversi chilometri di piste, rifugi dove gustare prelibatezze locali e tanto divertimento al parco giochi sulla neve Bip Club. Lo raccontiamo QUI.

 

Sul Ciampedie in inverno

Cosa fare in inverno una volta arrivati con la funivia nella bellissima conca del Ciampedie, in Val di Fassa? Oltre a sciare e al kinderpark per il divertimento dei più piccoli, da non perdere la passeggiata che porta fino al Gardeccia seguendo il “Sentiero delle Leggende”. Ma se avete ancora voglia di camminare e i vostri bambini sono allenati c’è la possibilità di continuare e arrivare fino al rifugio Vaiolet (chiuso in inverno), proprio di fronte alle famose torri.

FUNIVIA CATINACCIO

Ma procediamo con ordine: potete lasciare la macchina al parcheggio gratuito della funivia Catinaccio (i prezzi aggiornati per le risalite li trovate qui) che si trova proprio nel centro di Vigo di Fassa. Le corse si effettuano dalle 8.30 alle 16.30 ogni giorno. Arrivati al Ciampedie  a quota 2000 metri vi aspetta fin da subito un panorama di grande fascino: il Catinaccio con le sue maestose guglie è davvero qualcosa di unico.

VERSO IL GARDECCIA

Per cominciare la passeggiata per il Gardeccia si scende con la seggiovia a Pian Pecei (la corsa in seggiovia è compresa nel biglietto della funivia). Da qui si seguono le chiare indicazioni per il rifugio Gardeccia. Ecco che la  passeggiata ha davvero inizio: il primo tratto di strada è in salita e permette di lasciarsi alle spalle gli impianti, poi tutto il resto del percorso è quasi totalmente pianeggiante su comoda strada alla portata di tutti. Si entra nel bosco seguendo il “Sentiero delle Leggende” e si cammina per circa un’ora.

Sicuramente una cosa che piacerà ai vostri bambini sarà andare alla ricerca delle gigantografie di re Laurino che lungo la strada regaleranno loro delle curiose e simpatiche storie…

Voi lo sapete perché il lago di Antermoia si chiama così? Perché il Catinaccio viene chiamato Rosengarten?! E perché queste montagne sono caratterizzata da molte punte rocciose?! Per scoprirlo non vi resta che immergervi tra queste montagne! Il percorso è in parte nel bosco, ma con degli scorci meravigliosi sulle imponenti cime del Catinaccio.

Arrivati alla conca di Gardeccia, ci si sono varie strutture dove potervi fermare a pranzo o gustarvi una buona merenda: in inverno trovate aperti il rifugio Gardeccia, la Baita Enrosadira e il rifugio Stella Alpina (l’unico che offre anche la possibilità di pernottamento).

VERSO LE TORRI DEL VAJOLET

Se volete allungare la vostra escursione potete continuare in direzione rifugio Vajolet e Preuss. Per arrivarci ci vuole un’altra ora abbondante. Tuttavia consigliamo questa parte di percorso solamente a famiglie con bambini allenati e abituati a camminare perché l’ultimo tratto di sentiero è piuttosto ripido e a tratti ghiacciato e sono indispensabili i ramponcini (per capirci, senza… non si sale!).

Il rifugio Vajolet è comunque chiuso in inverno quindi si torna alla conca Gardeccia per godersi il pranzo: noi ci siamo fermati alla Baita Enrosadira. Da fuori è proprio il classico piccolo rifugio di montagna: tutto in legno, con un’ attenzione minuziosa ai particolari.

Siamo stati accolti da una famiglia davvero disponibile e molto gentile con i bambini. Abbiamo mangiato un primo piatto di mezzelune con cicoria e speck, la fine del mondo, super consigliato!

IL KINDERPARK

Tornati al Ciampedie ne abbiamo approfittato per divertirci al Kinderpark Ciampedie. Un ottimo modo per finire bene la giornata!

CON LA SLITTA

Un’altra opzione per i più avventurieri è quella di scendere partendo dal Rifugio Gardeccia con lo slittino verso Pera di Fassa. Si può arrivare fino all’abitato di Muncion e poi da li in altri 45 minuti a piedi di discesa si raggiunge Pera.

INFO UTILI:

Apertura impianti: solitamente da inizio dicembre fino alla fine di marzo.

📞 0462 763242
www.catinacciodolomiti.it

 

Scoprite cosa fare in Val di Fassa d’inverno QUI.

Al Rifugio Laresei con la neve

Questa escursione a Passo Valles, appena fuori dai confini trentini, soddisfa grandi e piccini. Se poi aggiungiamo il fatto che la salita non è mai troppo impegnativa e che vi aspettano un ricco pranzo al rifugio e divertenti discese con il bob o lo slittino non vi resta che continuare la lettura!

Da parte nostra possiamo assicurarvi che la salita al Rifugio Laresei vi rimarrà nel cuore e che vorrete tornare anche in estate. Questa zona infatti è nota per la vista mozzafiato sulle Dolomiti, noi siamo stati in zona più volte nel periodo estivo e vale sempre assolutamente la pena: guardate QUI il giro verso Col Margherita e quello ai laghetti di JuribruttoQUI).

COME ARRIVARE

Prendendo Trento come punto di partenza, serve circa un’ora e mezza d’auto per raggiungere il passo. Oltrepassato Predazzo, in Val di Fiemme, si seguono le indicazioni per Passo Rolle e successivamente per Passo Valles. Arrivati al Passo Valles, si parcheggia l’auto di fronte al Rifugio Capanna, a quota 2031 metri. A questo punto, ben equipaggiati per trascorrere una giornata sulla neve, si imbocca il sentiero, ben segnalato, per il Rifugio Laresei.

L’ESCURSIONE

La salita è sempre molto dolce. C’è solo qualche tratto un po’ più deciso, ma il dislivello complessivo è di circa 200 metri, il che ne fa una camminata adatta proprio a tutti, grandi e piccini.

Dopo aver camminato per circa un’ora, all’altezza della Forcella Pradazza bisogna prestare un po’ di attenzione, perché il sentiero attraversa la pista da sci. State attenti agli sciatori ed attraversate la pista velocemente: è l’unico modo per arrivare al rifugio.

Per arrivare al Rifugio Laresei servirà in totale un’ora e mezza di camminata,  prendendosi tutto il tempo di guardarsi intorno e scattare qualche foto: il sentiero è ben battuto e le ciaspole vi serviranno solo in caso di neve fresca. Se i vostri bambini durante la salita inizieranno a chiedere quanto manca all’arrivo (non barate, lo sappiamo che succede quasi sempre!) potete sempre ricordate loro che la discesa che li aspetta su bob e slitte sarà davvero divertente e torneranno alla macchina in venti minuti, super soddisfatti!

IL RIFUGIO LARESEI

Il Rifugio Laresei (2250 metri) è aperto sia in estate che in inverno (indicativamente a partire dall’Immacolata), con servizio ristoro sia a pranzo che a cena (su prenotazione). E’ possibile anche richiedere il trasporto in motoslitta.

Solitamente è molto affollato, ma attenzione perché prendono le prenotazioni soltanto fino alle 12.00.

Il menu che propongono è davvero ricco, infatti avrete l’imbarazzo della scelta, alcuni esempi tris di canederli, gnocchi di patate, di zucca oppure tagliatelle al ragù di cerco, ai funghi. Varietà anche nei secondi piatti con varie tagliate, costolette di cervo, braciole, cotolette, gulasch, piatti vegetariani e piatti rustici con numerosi contorni.

IL PANORAMA

Nelle giornate soleggiate il panorama fuori dal rifugio è fantastico: monte Mulaz, monte Civetta, monte Pelmo ed anche il massiccio della Marmolada, solo per citare le più conosciute. Uno spettacolo a 360 gradi!

Una volta riempite le pance e gli occhi non resta che godersi la discesa in slittino fino al parcheggio. Slittino che però dovrete portare con voi, perché né al rifugio né nelle vicinanze è previsto il servizio di noleggio di slittini.

INFO UTILI
  • LUOGO: Passo Valles
  • PARTENZA: Parcheggio Rifugio Capanna
  • ARRIVO: Rifugio Laresei
  • ALTITUDINE: 2250 metri
  • DISTANZA:  4 km (andata)
  • DURATA: 1,5 ore (andata)
  • DISLIVELLO: 200 metri
  • PASSEGGINO: no
  • SLITTINO : si
  • PUNTI DI RISTORO: Rifugio Laresei
INFO E CONTATTI

Rifugio Laresei
tel:  340. 934 7019

 

In Bondone, alla Baita del Pastore

Una passeggiata vicino a Trento, a mezz’ora dalla città, a 1600 metri di altezza sul Monte Bondone, con un paesaggio davvero bellissimo! Vi consigliamo la camminata di circa un’ora e mezza verso la Bocca di Vaiona e alla Baita del Pastore. Il primo tratto di strada è molto sicuro, percorribile in discesa anche con i bob o slittini. Se invece decidete di continuare fino alla Baita del Pastore, chiusa durante il periodo invernale, è importante valutare le condizioni della neve.

IL SENTIERO

Lasciamo la macchina alla Capanna Viote (1 euro l’ora) o al Rifugio Viote (2 euro per tre ore o 3 euro tutto il giorno). Dal piazzale del centro del fondo, prendiamo il sentiero che va verso l’osservatorio astronomico: la strada è ben battuta, percorribile anche con i soli scarponi a meno che non abbia appena nevicato.

DSC05331

Si continua a seguire la strada battuta e usciti dal bosco continua con una leggera salita fino alla Bocca di Vaiona, per questo tratto ci si impiega poco meno di un’ora. Complice un sole bellissimo abbiamo ammirato un paesaggio innevato davvero unico.

Arrivati in cima, si apre una bellissima conca con vista sulla valle dei Laghi e sulle Dolomiti del Brenta.

VERSO LA BAITA DEL PASTORE

A questo punto potete decidere di rientrare oppure proseguire ancora 20 minuti e arrivare alla Baita del Pastore, facendo attenzione perché c’è un piccolo tratto un po’ esposto non consigliabile in caso di neve fresca, in ogni caso fate un’attenta valutazione.

Si ritorna dallo stesso sentiero non dimenticandoci di guardare, alla nostra sinistra, lo spettacolo delle montagne del Brenta!

Arrivati alla Capanna Viote si trova anche il campo per i bob e slittini, un ampio spazio dove i bambini sia piccoli che gran possono divertirsi  (QUI trovate il nostro racconto).

 

Date un’occhiata alla nostra MINI GUIDA con le cose da fare in inverno in Bondone.