Tre piscine coperte, una all’aperto, più il laghetto naturale balneabile: ecco il centro acquatico Cascade, a Riva di Tures, in Val Pusteria, a mezz’ora di distanza da Brunico. Una bella alternativa nelle giornate di pioggia o per una giornata di relax sia al chiuso che all’aperto, soprattutto da metà giugno a metà settembre quando è aperto il laghetto artificiale, in cui sono state inserite piante in grado di ossigenare l’acqua in modo naturale. QUI trovate orari e prezzi.
Due giochi gonfiabili e lunghe passerelle intorno allo specchio d’acqua permettono di bagnarsi e salire dall’acqua senza nessuna difficoltà. Grande il prato tutt’attorno con la possibilità di affittare sdraio ed ombrelloni (rispettivamente a tre e due euro) e di giocare nel piccolo parco giochi.
Molto carina la grande piscina all’esterno, con due docce cervicali ed idromassaggio, mentre all’interno ci sono diverse possibilità:
la classica piscina per il nuoto, con le corsie e i blocchi di partenza (27 gradi – 20 metri – 3 corsie)
la piscina adventure pool, con giochi d’acqua e idromassaggio, e accanto la piscina per il relax
la piscina per i più piccoli, a 33 gradi, bassa e con giochi da fare nell’acqua (aperta fino alle 19). Nel piano superiore, con accanto zona relax.
E’ possibile consumare pranzi al sacco nelle apposite aree dedicate.
Orari d’apertura:
Mercoledì – Venerdì dalle ore 13.00 alle 21.00
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 21.00
Nei dintorni non perdete:
le cascate di Riva di Tures, affascinanti e maestose per grandi e piccoli. Ecco il nostro racconto.
State cercando un luogo dove dormire in Valle Aurina? Noi vi consigliamo il “Vitaurina Royal Hotel“: ospitalità genuina, cucina tipica e tanto amore, parola nostra! Qui maggiori info…
Siamo stati a Parcines (ad un’oretta da Trento, poco sopra Merano) un piccolo e caratteristico borgo dell’Alto Adige adagiato alla base del gruppo montano dell’Ortles. Immaginate di essere immersi nel silenzio di un bosco di latifoglie, circondati da muschi e foglie e di sentire all’improvviso lo scrosciare sempre più forte dell’acqua che scorre.
Immaginate di vedete una cascata di quasi 100 metri in lontananza e di decidere che quella sarà la vostra meta. Immaginate la gioia e lo stupore una volta raggiunta.
Devo dirlo: la passeggiata di questo week end è stata davvero faticosa (620 metri di dislivello per circa 7 chilometri di strada) ma si arriva in un’oasi così meravigliosa che la fatica viene ripagata da un panorama splendido.
Abbiamo lasciato la macchina nel centro del paese, e da li abbiamo seguito i cartelli che portano alla cascata (Wasserfall).
INIZIO DELLA PASSEGGIATA
Vale subito un avvertimento: non lasciatevi scoraggiare dal paesaggio che vi si presenta in questa prima parte della passeggiata. Tra l’altro, almeno domenica, parecchio trafficato perché molte persone hanno deciso di iniziare qui la loro passeggiata invece che dal centro del paese. Io non lo consiglio, perché in questo modo vi perdete tutto il sentiero (Waalweg) che riporta a valle.
Dal centro del paese per arrivare all’inizio del tracciato che porta alla cascata (seguite il cartello Wasserfall) bisogna percorrere un tratto con una salita piuttosto ripida di un paio di chilometri. Troverete la segnaletica che porta all’interno del bosco. Prima però vi consiglio di fermarvi un minuto per ammirare la vecchia funivia che oggi porta vivande e altro su e giù dai rifugi in alta montagna: Gaia, Samuel e il loro amico Mattia l’hanno adorata.
SI PROSEGUE NEL BOSCO.
Finalmente la passeggiata si fa, se non più rilassante, decisamente più suggestiva: nel bosco si segue sentiero in salita che, tra scalinate di pietra e ponticelli di legno porta ad un tratto di strada principale da attraversare prima di rientrare nel bosco.
Se avete in mente una breve sosta questo è il punto ideale, è presente un bar-ristorante (di cui purtroppo non ricordo il nome) dove al rientro abbiamo preso caffè, gelati e abbiamo fatto una sosta nel piccolo parco giochi in legno.
Ancora una mezz’oretta di strada, ma da qui in silenzio, parla la cascata! Che, con il suo scrosciare, invita a continuare: il traguardo è vicino!
LA CASCATA.
Nascosta dietro verdeggianti collinette si trova la cascata di Parcines: impossibile rimanere indifferenti davanti a questo spettacolo della natura! Ci siamo fermati per la merenda, stanchi ma davvero soddisfatti di aver raggiunto un posto tanto meraviglioso!
Lungo la salita abbiamo potuto vedere un vecchio mulino e abbiamo scoperto un bel ristorantino ideale per chi volesse fermarsi per uno spuntino prima di riprendere la strada verso il paese.
Dicono che questa cascata sia spettacolare durante il disgelo, nei mesi di maggio e giugno, ma io trovo che sia meravigliosa anche a inizio primavera e autunno. Forse in estate, quando il caldo permette di camminare a piedi nudi sulle rocce e immergere i piedi nell’acqua (ghiacciata), regala un’emozione in più.
Dopo una mezz’ora di giochi con l’acqua (sono state preparate delle ottime polpette di fango) è arrivato il momento di scendere, abbiamo ripreso la strada dell’andata e poi ci siamo addentrati nel Sentiero della roggia di Parcines (riconoscibile dal grande masso all’entrata e dal cartello di qui sopra) che ci ha riportato in paese e alla macchina. Si segue il sentiero per 3 chilometri circa finché non si incontra un cancello che riporta sulla strada principale. Da qui è una discesa fino al centro del paese.
INFO UTILI:
LUOGO: Val Venosta
PARTENZA: centro del paese di Parcines
ARRIVO: cascata di Parcines
ALTITUDINE: 1.200 metri circa
DISTANZA: 7 chilometri
DURATA: 3 – 4 ore
DISLIVELLO: 620 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: sì, un bar lungo la strada
Per chi non fosse abituato a camminare abbiamo visto una navetta che porta quasi in prossimità della cascata, volendo si può salire con quella e fare solo il sentiero in discesa. Decisamente molto meno faticoso… ma volete mettere la soddisfazione di salire da soli?
Attenzione: il sentiero che porta alla cascata è il secondo che si incontra, circa 500 metri sopra il sentiero della roggia.
Cosa fare nei dintorni:
tante attività per bambini e famiglie a Naturno e dintorni QUI
Quest’escursione è adatta a tutti, fattibile anche con i passeggini da trekking. È possibile raggiungere il Forte di Colle delle Benne con una piacevole passeggiata dal centro di Levico, dalla durata di circa 45 minuti. Posizionato in cima ad una collina, il forte da oltre un secolo osserva dall’alto dei suoi 660 metri uno dei tratti più spettacolari dell’Alta Valsugana. Arrivati alla meta, vi aspetta un grande prato con delle panchine per rilassarsi e una bellissima vista sul lago di Levico.
Il forte è stato realizzato in pietra locale dal Genio militare austroungarico negli anni Ottanta del XIX secolo.
Chiamato anche Forte di San Biagio, fu costruito dagli austroungarici alla fine del 1800. Opera gemella del Forte di Tenna, servì come osservatorio e deposito, data la sua posizione arretrata rispetto al fronte. Smantellato delle strutture in ferro agli inizi degli anni Trenta, fu radiato dal Demanio Militare nel 1931. Il belvedere permette di osservare i monti circostanti a 360 gradi.
Per il ritorno al bivio si può proseguire in discesa diritti, rimanendo sulla comoda strada sterrata che gira attorno al Colle delle Benne in mezzo a vigneti. E con una bellissima vista panoramica si raggiunge la strada asfaltata che sulla destra ci porta dopo circa mezz’ora al punto di partenza. Questo è il percorso consigliato anche all’andata per i passeggini.
INFO UTILI:
🌍 LUOGO: Valsugana 📍PARTENZA: centro storico di Levico Terme 📍ARRIVO: Forte di Colle delle Benne ⛰ ALTITUDINE: 660 metri 🚶♂️DISTANZA: circa 2 chilometri ⏰ DURATA: 45 minuti (solo andata) ⬆️ DISLIVELLO: 140 metri
Giorni e orari di apertura:
La struttura è visitabile in estate in determinati giorni, oppure con tour guidati tutto l’anno (prenotazioni allo 0461.72770). L’esplorazione degli ambienti interni alla fortezza permetteranno di conoscere tecniche ottocentesche di costruzione militare e l’organizzazione degli spazi.
Ingresso gratuito. Visite guidate a pagamento: biglietto intero 4 €, biglietto ridotto 2€, gratuito 0-6 anni
Raggiungibile a piedi con i seguenti itinerari:
dall’ufficio APT di Viale Vittorio Emanuele si prende via S. Biagio e una volta arrivati al Capitello della Madonna si prosegue diritti seguendo il cartello per il Forte delle Benne finché si trova il bivio al quale girare a sinistra;
un altro percorso prevede di proseguire su Viale Vitt. Emanuele ed entrare al Parco Belvedere, dopo i campi da tennis si trova il cartello SAT con indicazione Forte delle Benne e si raggiunge il Capitello della Madonna.
Funzionale area camper al Passo del Tonale, in Val di Sole, al confine tra Trentino e Lombardia: 26 piazzole, carico e scarico al coperto, corrente, wi-fi gratis, docce calde, videosorveglianza. Sono presenti anche 13 piazzole senza corrente elettrica. Per queste piazzole il carico e scarico e i servizi sono a pagamento. Adiacente anche campo da calcio libero. L’area camper si trova a 200 metri dagli impianti di risalita e piste di sci.
Tariffe: Pagamento: un’operatore sarà presente tutti i giorni dalle 8.00 alle 11 e dalle 16.00 alle 18.00.
Info utili: i cani nell’area camper Paradiso devono essere tenuti al guinzaglio corto.
Tra le attrazioni in zona è da segnalare sicuramente:
Una passeggiata circolare sul Renon, con vista panoramica per la maggior parte del tempo e fattibile anche con i passeggini da trekking. Ecco a voi la Fenn Promenade, realizzata a fine Ottocento per chi veniva in villeggiatura qui ed ancora molto attuale. Meno di un’ora il percorso, che si può effettuare seguendo il sentiero numero 20.
Noi siamo partiti da Longomoso, diversi i parcheggi disponibili (anche per camper) nei pressi di questo delizioso paesino. Il primo tratto costeggia in maniera un po’ rialzata la strada ed il laghetto con le ninfee, i pesci rossi e le papere, dopodiché comincia la salita.
Breve, ma decisa per il primo tratto. Tenete duro, che poi spiana! Il fondo, sterrato ma compatto, vi farà fare poca fatica. Ci si inoltra quindi nel bosco: la passeggiata infatti è praticamente tutta all’ombra, perfetta nelle giornate più calde. Il bosco è rigoglioso ed alterna tratti più fitti con aperture panoramiche.
Con una piccola deviazione di una cinquantina di metri, sulla sinistra, ecco il terrazzino che permette di vedere le piramidi di terra dall’alto… uno spettacolo naturale davvero incredibile!
IL PANORAMA.
Proseguendo sul percorso ecco altri balconi con vista, da cui potrete vedere il dente dello Sciliar, il Sassolungo e il Sassopiatto, le Odle, il Catinaccio e in generale tutti i paesini del versante opposto. Davvero idilliaco.
L’ultimo tratto è in discesa e porta velocemente ai parcheggi. Se avete tempo girate a sinistra e andate a fare una giretto nel grazioso paesino di Collalbo, con tanti bar e ristoranti. Oppure potete proseguire fino alle piramidi di terra di Longomoso (ve le abbiamo raccontate QUI). In una mezz’ora arriverete facilmente alla meta, anche qui senza problemi con il passeggino.
Qui trovate la nostra guidacon tante proposte estive sul Renon.
Parcheggio camper a poca distanza dal bellissimo lago di Tenno: una decina di minuti (anche meno), scendendo una lunga scalinata. Dalla grande rotatoria dove si trovano i parcheggi, dovete prendere la strada che porta in via Matoni. Sulla sinistra ecco il parcheggio per auto (in parte gratuito) e il grande prato con alcuni alberi che permette anche la sosta dei camper.
Il costo è di 3 euro l’ora, 20 euro l’intera giornata.
Se cercate invece un’area sosta vicina con carico/scarico, doccia, zona barbecue e altri comfort, eccola QUI.
Cosa fare nei dintorni:
passeggiata allo splendido borgo medievale di Canale di Tenno.
Quella che vi proponiamo oggi sull’Alpe di Villandro è un’escursione semplice, con poco dislivello e diversi punti sosta. Vi avevamo già parlato delle tante malghe e rifugi disseminati in questo paradiso (il racconto QUI) e allora abbiamo deciso di esplorarne un’altra parte. La meta è la chiesetta accanto al Lago dei Morti. Un nome non proprio felice, ma posizionato in un anfiteatro naturale bellissimo.
Il Rifugio Stöfflhütte
Come arrivare?
In auto si raggiunge Chiusa, poi si seguono le indicazioni per Villandro. Superato il delizioso paesino, con le sue case piene di fiori, in altri venti minuti circa si raggiunge il Gasserhütte, con accanto un ampio parcheggio a pagamento (4 euro la giornata, ma se andate in quello del rifugio e consumate la stessa cifra vi danno un gettone per poi uscire dalla stanga).
Abbiamo seguito il segnavia M6 Totenkirchl, che mezz’ora al massimo, porta al Rifugio Mair in Plun(1860 metri), aperto da metà maggio a novembre. Fin qui ci si arriva anche con il passeggino e quello che ci aspetta è davvero notevole: un ampio prato con caprette e conigli e tanti giochi… sullo sfondo un’incomparabile vista a 360° sulle Dolomiti con le cime delle Odle, il Sassopiatto e il Sassolungo, lo Sciliar e il Catinaccio.
Proseguendo, sempre su strada sterrata in mezzo ai prati, si raggiunge in un’oretta di leggera salita la malga Pfroder, recentemente sistemata. E’ davvero deliziosa, interamente ricoperta di scandole di legno e fiori ovunque: il tempo qui sembra essersi fermato.
Anche qui moltissimi animali, capre, cavalli, asini e pecore in libertà e tanti giochi: scivoli, altalene, sabbia e secchielli…
Noi abbiamo mangiato piatti squisiti cucinati al momento e immancabilmente siamo stati catturati dai canederli al formaggio e dallo kaiserschmarren. Complice la giornata stupenda e un cielo blu cobalto abbiamo raggiunto in 20 minuti la bianca chiesetta sul valico a 2.186 metri e in ulteriori 10 minuti praticamente pianeggianti ecco il Lago dei Morti incastonato tra le montagne.
Qui potete sostare sulle grandi panche panoramiche e poi tornare per la stessa strada. Potete in un’oretta raggiungere attraverso il sentiero dei mughi lo Stöffl hütte (ne abbiamo parlato QUI), a duemila metri e vista grandiosa. Ritorno al parcheggio poi in un’ora e mezza circa.
La bellezza di questa valle ancora una volta ci ha colpiti per l’armonia del paesaggio, per le catene montuose che ti accompagnano da lontano e per le strutture autentiche e genuine. Un posto bellissimo anche in inverno (QUIil nostro racconto).
INFO UTILI
LUOGO: Alpe di Villandro
PARTENZA: parcheggio di fronte al Gasser Hütte
ARRIVO: laghetto dei Morti
ALTITUDINE: 2200 metri
DISTANZA: 5 chilometri
DURATA: 2 ore
DISLIVELLO: circa 450 metri
PASSEGGINO: solo in parte
PUNTI DI RISTORO: Gasser Hütte 📞 0472.843510 |Mair-in-Plun Hütte 📞 335.474625 |malga Pfroder 📞 335.6833677
Se volete esplorare ancora meglio l’Alpe di Villandro, vi consigliamo di curiosare in quest’articolo, dove vi abbiamo raccontato le malghe e i rifugi. Altre escursioni e attività a Bressanone e dintorni da fare in estate le trovate QUI.
Stefano e Sabrina, con i loro gemelli di 12 anni Leonardo e Giacomo, nei giorni scorsi sono andati in esplorazione per noi fino al Rifugio Re Alberto, al cospetto delle Torri del Vajolet. Super mattinieri, sono partiti da Pera di Fassa con la prima seggiovia delle 8.15 e in circa 25 minuti hanno preso le tre seggiovie fino a Prà Martìn (2095 metri).
Da lì si sono incamminati verso il Gardeccia: una passeggiata facile facile, inizialmente in discesa poi pianeggiante. Bellissimo il sentiero nel bosco che in 40 minuti porta al primo rifugio, il Gardeccia appunto (1949 metri).
Da qui seguendo il sentiero 546, una comoda mulattiera che sale da subito piuttosto ripidamente, si raggiunge in poco meno di un’ora i rifugi Vajolet e Preuss(circa 300 metri di dislivello, arrivando a quota 2243 metri).
Un’altra ora seguendo il sentiero EE (escursionisti esperti) 542 per arrivare al Rifugio Re Alberto(2621 metri), che permette di ammirare le Torri del Vajolet in tutta la loro bellezza!
Chi è stato qui non se lo scorda e per i ragazzi questa è sicuramente la parte più divertente, per la risalita su facili roccette e passaggi un po’ più impegnativi dove è presente un cordino di ferro che permette di salire in sicurezza. Non ci sono passaggi esposti e non è necessaria l’attrezzatura da ferrata, ma il sentiero è anche l’unica via di accesso/discesa e ci sono molti escursionisti specialmente nei mesi di luglio e agosto. Attenzione a non smuovere i sassi, che potrebbero colpire gli escursionisti sottostanti.
Salendo ancora un po’ si arriva in 20 minuti al Passo Santner nel cuore del parco naturale dello Sciliar (2734 metri) dove sorge l’omonimo rifugio (ristrutturato recentemente), riaperto quest’anno dopo un lungo periodo di chiusura: panorama spettacolare quassù che va dal Latemar, all’altopiano del Renon, fino alla cresta di confine con l’Austria. Ottimo il pranzo, che dopo un’escursione così ci stava davvero tutto!
L’escursione richiede un 5/6 ore, tra andata e ritorno escluse le soste, con un dislivello di 800 metri. Un giro un po’ impegnativo, sicuramente per bambini e ragazzi allenati, ma che dà incredibili soddisfazioni a tutti.
Maggiori info: Apertura 2022 Rifugio Re Alberto 15 giugno – 2 ottobre www.rifugiorealberto.com – 334 7246698
Ma lo sapete che percorrendo il sentiero del Parolet sul Monte Bondone avete la possibilità di ammirare Trento dall’alto? È il sentiero ideale per tutti coloro che hanno voglia di fare una bella camminata respirando aria buona e godendo di una vista pazzesca, immersi nella natura. Una volta arrivati alle Viote potete lasciare la macchina al parcheggio nei pressi della Capanna Viote o negli spazi che si trovano a bordo strada. Da qui parte la nostra camminata in direzione Garniga, per un breve tratto su asfalto. All’altezza delle Caserme girate a sinistra e iniziate a salire lungo la strada militare che con alcune curve ad “esse” attraversa i prati.Si entra poi nel bosco: la salita diventa leggermente più ripida e nonostante la strada sia ancora larga ci si sente “abbracciati” dalla natura circostante. Si arriva ora alla terrazza panoramica dietro al Palon, dove trovate una croce ed una vista incantevole sulla città di Trento. Passato il valico si prosegue sul sentiero sulla destra, che in poco tempo vi porta alla Baita SAT di Ravina. Da qui si inizia a scendere fino alla Sella del Parolet, si prosegue dritti, per aggirare la cima.
Per rientrare bisogna tornare indietro fino alla Sella e prendere il sentiero verso Garniga; si prosegue dritti sul sentiero antincendio lungo le pendici del Palon per poi fare un’ultima piccola salita che vi porta al tornante della strada che collega Garniga alle Viote, da qui proseguite su strada asfaltata fino a concludere l’anello.
La camminata sul sentiero del Parolet non richiede sforzi eccessivi: sono circa 320 metri di dislivello in poco meno di sette chilometri. Il tempo di percorrenza è di circa due ore e mezza senza pause.
Consigliamo di portarvi da bere in quanto lungo il percorso non si trovano fontane dalle quali potersi rifornire. Lungo il sentiero che dal Valico porta alla Baita SAT di Ravina potete osservare numerose opere militari ancora conservate. Una volta arrivati alla Baita (1650 metri) potete riposarvi sulle panchine che trovate, godendo di un suggestivo panorama e – perché no – fare uno spuntino prima di finire il giro (fate attenzione che l’acqua che trovate NON è potabile).Durante la nostra escursione non è stato possibile concludere l’anello a causa di numerosi alberi tagliati, accatastati lungo il sentiero, così dalla Baita SAT di Ravina siamo tornati indietro fino al valico, scendendo poi a ritroso fino al punto di partenza. Finita la camminata abbiamo pranzato alla Capanna Viote è finito di mangiare abbiamo passato il nostro pomeriggio al parco giochi delle Viote dal quale è difficile poi andare via, tanto belli sono quei giochi!
Per raggiungere il Monte Bondone da Trento, seguite la SP85 in direzione Viote (quarantacinque minuti di auto circa). Da Rovereto potete arrivare ad Aldeno e imboccare poi la SP25 di Garniga seguendo le indicazioni per il Monte Bondone, facendo attenzione all’ultimo tratto che è solo un po’ più stretto (il tempo di percorrenza è più o meno di cinquanta minuti in auto). Se venite dalla Valle di Cavedine seguite invece la SP 84 passando per Lagolo, sempre in direzione Monte Bondone (venticinque minuti di macchina da Lasino).
Una proposta straordinaria in Trentino è data dall’escursione con i kayak a due o a tre posti sul Lago di Santa Giustina, in Val di Non: una fantastica gita di mezza giornata per ammirare le profonde gole scavate nei secoli dall’affluente Rio Novella.
La proposta è adatta a tutti, anche a famiglie con bambini, con uscite sia al mattino che al pomeriggio. Il ritrovo è a Romallo, all’ufficio del Parco Fluviale Novella. Dopodiché ci si sposta con le proprie macchine sulle rive del lago, scendendo dal paese di Revò. Una decina di minuti di spiegazioni su come pagaiare, su come coordinarsi nel movimento, su quello che si andrà a fare… e via! Partirete all’avventura, sempre accompagnati da una guida esperta, per esplorare il primo tratto di lago aperto e poi entrare nella prima gola con pareti alte almeno una decina di metri.
LA NOSTRA ESPERIENZA
Pagaia e pagaia siamo arrivati all’imbocco di un “canyon”: un varco stretto e alto, poca luce e la sensazione di non sapere a cosa si va incontro. Ma in realtà é un luogo magnifico di pace e di scoperta, in cui ci siamo divertiti a riconoscere con i bambini, nelle rocce e nelle insenature oggetti, volti e personaggi. Una sorta di “indovina chi?” natural style.
Strepitosa la sensazione di avvertire la maestosità delle rocce scavate da Rio Novella, che pazientemente nei secoli ha dato vita a canyon percorribili. Abbiamo attraversato la prima gola e superato il “tappo”, ovvero una strettoia bloccata dai detriti delle recenti piogge. Le guide ci hanno spiegato che a seconda del periodo dell’anno e del livello di altezza dell’acqua si possono percorrere le gole solo fino ad un determinato punto.
Nel ritorno, alquanto lungo devo dire, ma pur sempre spettacolare, ci é capitato di vedere un meraviglioso airone volare sopra le nostre teste e mimetizzarsi tra le piante sulla costa, abbiamo incontrato pescatori solitari e avventurosi bagnanti, ma soprattutto abbiamo ammirato la valle da un punto di vista inusuale.
Esperienza favolosa di circa tre ore, consigliatissima a chi vuol fare una gita diversa, dinamica e allo stesso tempo romantica.
Informazioni pratiche:
le escursioni sono solo su prenotazione da giugno a settembre, tutti i giorni con partenza alle 9.30 e alle 14.30
i bambini sotto i 5 anni non possono partecipare
vengono forniti: giubbotto di salvataggio, casco, pagaie. Consigliato portare una borraccia d’acqua, cappellino ed occhiali da sole
è preferibile indossare maglietta e pantaloncini/costume da bagno e ciabatte o sandali. Durante l’attività ci si bagna, quindi portatevi un cambio.
La Val di Non in estate offre tante belle idee per le famiglie che vogliono vivere appieno questo splendido territorio, le abbiamo raccolte tutte in una mini-guida, leggete QUI!