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Malga di Coredo: animali e natura

Aperta da giugno alla seconda metà di settembre, questa è una meta imperdibile per i bambini! Lino Rizzardi e la sua famiglia (che gestiscono tra l’altro anche la vicina Malga Rodeza) vi faranno trascorrere una giornata indimenticabile in mezzo alla natura e agli animali. La struttura, che è anche agritur, propone gustosi piatti tipici di produzione propria e trentina: taglieri con formaggi e salumi autoprodotti, canederli, polenta, salsiccia e formaggio fuso, una vera delizia.Il valore aggiunto è dato proprio da Lino, che al mattino e nel pomeriggio (quando è un po’ libero dal lavoro in malga) vi porterà a conoscere gli animali (mucche, cavalli, asini, api, maiali, capre,…), vi parlerà dei segreti della montagna, della sua storia e delle sue tradizioni con una grande passione e amore per il proprio lavoro.
Ogni racconto un’avventura, un insegnamento che voi e i vostri bambini porterete sempre nel cuore. Questa è una cosa difficile da descrivere con le parole, bisogna andare lì per capire.
Presso la malga si trasforma il latte in prelibati formaggi come i formaggi nostrani, le caciottine al naturale o con erbe aromatiche, i formaggi al miele o alle noci, la ricotta, la ricotta con erbe aromatiche e il burro di malga.  Assolutamente da comprare.

Lo sai che la malga di Coredo è anche fattoria didattica? Ci sono tante attività organizzate e anche su prenotazione:

  • Martedì – La casarada | Tutti i martedì mattina si può partecipare all’evento La Casarada dove si partecipa alla preparazione del formaggio con Igor e poi ci si immerge nella vita della malga e degli animali che la abitano, per un’esperienza insieme di oltre 3 ore. Per partecipare all’evento del martedì è necessario prenotare. Per info e costi:
  • Domenica – Vivi la malga | Tutte le domeniche dopo pranzo c’è un’altra possibilità di visita alla malga con papà Lino. Un giro ampio dove si impara il bosco, il pascolo e l’ambiente della malga. Il racconto della flora e della fauna dei dintorni, le api, la raganella di montagna, la formica rufa e tanti altri animali e storie. Il pomeriggio si conclude con la prova di mungitura nella stalla. L’attività è possibile anche per gruppi numerosi. Per partecipare all’attività di fattoria didattica è consigliabile prenotare.
  • Alba in malga | Di buon mattino, saliamo tutti insieme al punto panoramico sopra malga Coredo per ammirare lo spettacolo dell’alba! I racconti di papà Lino sul bosco e i suoi animali accompagnano poi il rientro in malga, dove si va in stalla per vivere l’esperienza del malgaro. E per finire, un’ottima e ricca colazione con i prodotti freschi della malga! Alba in malga è un’attività che viene organizzata solo su prenotazione.
  • Visite personalizzate per gruppi | Attività solo su prenotazione. Una visita su misura per te, con la visita in stalla, all’apiario, la prova di mungitura, una passeggiata nei pascoli della malga in mezzo agli animali, accompagnati dai racconti di papà Lino e di Ruben, il piccolo della famiglia. Per gruppi di almeno 8 persone.

Il costo delle varie proposte può variare da 3 a 10 euro, a seconda del tipo di attività. L’attività è sempre gratuita per i portatori di handicap e per i bambini sotto i 3 anni. Per info, costi e prenotazioni chiamare il seguente numero: 345 2290775

Come arrivare:

  • Da Dermulo (15 km) Mollaro (19 km): seguire le indicazioni per Coredo e successivamente raggiungere Smarano. Arrivati alla località “Sette Larici” immettersi nella strada sterrata: un po’ lunga (6 chilometri), ma è ben curata e percorribile con qualsiasi tipo di autovettura
  • Si può arrivare in auto fino al rifugio Predaia “Ai Todesci” e seguire l’indicazione per la Malga Nuova di Coredo. Un’ora di facile cammino, in leggera salita.

Info e prenotazioni:  3402386026 – 3452290775 www.malgadicoredo.it

 

Malga Stablasolo in Val di Rabbi

Malga Stablasolo è una delle numerose malghe che hanno mantenuto la tradizione della trasformazione del latte in Val di Rabbi. Anche in queste zone la tradizionale partenza delle mandrie per l’alpeggio, un tempo, era un vero e proprio avvenimento. Oggi le malghe si possono raggiungere molto più facilmente (malga Stablasolo è raggiungibile anche con il passeggino sportivo) di un tempo e sono diventate mete particolarmente apprezzate.

Come raggiungere la malga?

Si percorre la Val di Rabbi fino al bivio per Piazzola dove si svolta a destra, seguendo le indicazioni per Malga Stablasolo. Raggiunta la Chiesa del paese si prosegue con la rotabile che conduce al vicino centro abitato di Somrabbi, lo supera e s’inoltra nel bosco. Attraversando i due piccoli paesi, soprattutto nel secondo, la strada corre molto stretta e tortuosa ed occorre particolare attenzione. Raggiunta località Fontanino, la strada è chiusa al traffico veicolare e vi si trova un grande e comodo parcheggio a pagamento Al Plan (5 euro l’intera giornata). In estate dal parcheggio si può raggiungere la Malga Stablasolo del tutto comodamente: infatti, il Comune di Rabbi, ha istituito un servizio di bus-navetta che sale fino a pochi metri sotto la malga (maggiori info, QUI). Noi però vi consigliamo di raggiungere la malga a piedi con una salutare e piacevole passeggiata di circa 45 minuti.

Malga Stablasolo è aperta tutti i giorni durante il periodo estivo e negli ultimi anni anche nei weekend autunnali e in parte primaverili. In inverno durante le vacanze natalizie e nei weekend. Per essere sempre aggiornati sulle aperture potete consultare la loro pagina facebook, QUI!

Presente anche un punto vendita (aperto solo in estate fino a fine settembre indicativamente con orario 12.00-17.00) con i formaggi del Caseificio Le Jane, che d’estate trasferisce le mucche in quota, proprio a malga Stablasolo dove potete gustare i loro prodotti.

Le passeggiate che partono dalla malga Stablasolo tra queste vi consiglimao quella che porta alle  cascate del Saent, la splendida escursione estiva al Rifugi Dorigoni o il sentiero larici monumentali

Eravamo stati a Malga Stablasolo anche in inverno per una bella passeggiata sulla neve, ecco il nostro racconto.

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Malga Juribello, gusto e natura

La malga, che si trova nel cuore del Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino a 1868 metri, accoglie gruppi di visitatori per visite al pascolo, alla mandria ed alle strutture nei dintorni. Presso il caseificio, si svolgono oggi interessanti dimostrazioni di caseificazione del latte e della mungitura, accompagnate da visite guidate nei pascoli e nelle malghe della zona del Passo Rolle. Vi aspetta inoltre una piccola fattoria con simpatici animali.
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L’attività agrituristica, gestita con passione dalla Famiglia Valorz, garantisce ai visitatori anche la possibilità di godere dell’ottima cucina trentina a base di genuine ricette montane, oltre alla possibilità di acquistare i prodotti caseari e salumi direttamente in loco.
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Malga Juribello si può raggiungere attraverso vari sentieri, se avete bambini piccoli e volete utilizzare il passeggino sportivo vi consigliamo di prendere la strada statale delle Dolomiti e circa 2 km prima di Passo Rolle se arrivate da Predazzo troverete un’ampia strada forestale con il punto di partenza alla sinistra di un ampio tornante. Lasciate la macchina nel parcheggio alla vostra destra. Dal tornante la malga si raggiunge in circa 30-40 minuti di passeggiata che non presenta particolari difficoltà. La prima parte del percorso è praticamente pianeggiante, mentre nel secondo tratto troverete una leggera salita.

La vista sulle Pale di San Martino che vi aspetta una volta raggiunta la malga vi ripagherà del piccolo sforzo. Vi consigliamo di assaggiare piatti con i formaggi di malga, sono veramente ottimi!

Durante il periodo estivo vengono organizzate alcune attività per bambini, come la visita alla stalla e al laboratorio di caseificazione dove poter assistere alla lavorazione di formaggio e ricotta. Per maggiori informazioni: 📞 348 8925841.


Periodo di apertura: tutti i giorni durante il periodo estivo, indicativamente da inizio giugno alla seconda metà/fine settembre. Nel 2021 apertura il 10/6 e chiusura il 25/9.

Servizi: ristorazione, pernottamento per gruppi, attività di fattoria didattica, vendita prodotti propri e locali.

Come raggiungerla:

  • Da Passo Rolle con strada sterrata, partendo dal parcheggio per Baita Segantini. Circa 45 minuti di cammino (percorribile anche con passeggino).
  • Da Passo Rolle, con sentiero (si imbocca 150 metri sotto Malga Rolle) e poi strada sterrata. Circa 45 minuti di cammino (no passeggini).
  • Da SS delle Dolomiti, circa 1 km dopo il Passo Rolle in direzione Predazzo, con strada sterrata. Circa 30 minuti (percorribile anche con passeggino).

Info e prenotazioni: 📞 348 892 5841

malga juribello - stradadeiformaggi.it (12)Foto copertina © Malga Juribello

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Il Sentiero dell’Immaginario a Luserna

Il Sentiero dell’Immaginario è un bel percorso nei boschi e tra i pascoli di Luserna, ispirato alle leggende e ai personaggi dell’immaginario popolare cimbro (conoscerete Frau Pertega e Tüsele Marüsele). Si tratta di un anello di sette chilometri circa, percorribile anche in inverno (leggete QUI la nostra esperienza) da percorrere comodamente in un paio di ore abbondanti, con un dislivello complessivo di 200 metri (non adatto ai passeggini).

Per arrivare al sentiero bisogna raggiungere Luserna che si trova a un’oretta d’auto da Trento e qui vi consigliamo di parcheggiare nella piazza del paese e seguire le indicazioni per l’Agritur Galeno (via cima Nora, 34).  Subito dopo l’agritur girate a destra su una strada rurale con un tratto scavato nella roccia (Rendola) e molti punti panoramici sugli storici campi terrazzati della Prach e sulla Valle dell’Astico. Troverete facilmente le bacheche con l’illustrazione delle leggende della “Frau Pertega” e di “Tüsele Marüsele” e cominceranno anche le prime sculture in legno: il lupo, il basilisco, l’orso.

La caratteristica principale infatti è quella tipica dei parchi di land-art, che prevede opere, in questo caso sculture scolpite nel legno da osservare, unita alla magia delle leggende del territorio. Qui a Luserna trovate anche pannelli illustrativi dislocati lungo il percorso, che raccontano i personaggi che popolano la tradizione locale tra angoli di natura, boschi, pascoli e panorami sulla Valdastico.

Una chicca? Il tratto in mezzo al bosco con il basilisco-drago che porta al laghetto alpino con la scultura dell’orso,  fino ad arrivare  a Malga Campo. Qui alla malga si possono gustare piatti locali semplici, ma genuini. Si riparte poi attraversando una distesa  di campi fioriti e al limitare del bosco fino al pannello che spiega la leggenda del Sambinelo. Non lo conoscete? É un folletto dispettoso, vestito di rosso,  che si mostrò ad una donna e la face girare nel bosco per un giorno interno finche non si perse. Sull’Alpe Cimbra sono molto ricorrenti i racconti di spiriti del bosco che a volte aiutano, altre fanno i dispetti agli abitanti. La regola numero uno è sempre quella di tenerli buoni e concedergli ciò che chiedono, per evitare brutte sorprese.

Nota di percorso: leggendo la storia di Tüsele Marüsele noi abbiamo scorto anche quella che potrebbe essere stata la sua casetta in pietra, ma poi Samuel ha avuto un po’ di timore ad avvicinarsi per controllare: vediamo se voi siete più coraggiosi!

Altro bel sentiero da provare se siete a Luserna è il sentiero tematico Dalle storie alla Storia”.

 

Foto copertina © Archivio Apt Alpe Cimbra

Le trincee (e i 100 scalini) del monte Celva

Bambini, preparate le torce, che andiamo ad esplorare le trincee del Molte Celva!” Come resistere ad un invito del genere? L’escursione dura un’ora circa e ha un dislivello di 250 metri.20150820_160417Da Povo si segue per il Passo del Cimirlo (730 metri di altitudine) che si raggiunge in una ventina di minuti partendo dalla città di Trento. Arrivati al passo, si prosegue in macchina seguendo le indicazioni per Forte di Roncogno dove si lascia la macchina.
Inizia l’avventura! Si sale seguendo il cartello “Sentiero 100 scalini”, numero 419 in direzione del monte Celva e delle sue trincee.
La passeggiata è adatta a partire dai 4-5 anni, non accessibile con il passeggino. Per arrivare sulla cima (100 metri di altitudine) ci si impiega poco meno di un’ora, ma calcolate un’escursione di mezza giornata perché lungo il sentiero ci si fermerà per esplorare le trincee e ammirare il paesaggio dai vari punti panoramici.

Il primo tratto è molto semplice, poi il terreno diventa più ripido, ma del tutto sicuro. Ai bambini l’idea di poter visitare le trincee con le torce piace così tanto che sarà un problema farli camminare lentamente. Si incontra subito un posto di vedetta da cui si dominano tutti i dintorni. Le scritte lasciate dai soldati ci hanno permesso di fantasticare un po’ sulla loro storia e sulla loro vita: cosa pensavano? Cosa facevano per ingannare l’attesa?scrittaDopo circa un quarto d’ora si arriva al Sentiero dei 100 scalini.

Si entra nella roccia e si trovano due scale che salgono: quella di sinistra sono i famosi 100 scalini, un sentiero cieco che arriva ad un “camino” verticale che mette in comunicazione con l’esterno. Controllate sulle pareti, potreste incappare nei messaggi lasciati da chi ha attraversato queste gallerie oltre un secolo fa.
L’altra scala invece porta ad un punto panoramico, che consigliamo di non perdere.Si ritorna sui propri passi, al sentiero principale. Si continua a salire per circa 20 minuti e si arriva all’ex osservatorio a 885 metri, il posto ideale per fermarsi a fare una merenda ed esplorare un po’ la zona, tra cunicoli e antichi sentieri.
Dopo questo momento di riposo potete decidere di finire la passeggiata e arrivare in 20 minuti (il sentiero qui in alcuni punti è particolarmente ripido, ma sicuro e di certo avventuroso per i bambini ) fino alla cima del monte Celva dove vi aspetta una vista a 360 gradi, sulla città capoluogo, la catena del Brenta, su Pergine, sui monti del Lagorai, sul lago di Caldonazzo.
Si rientra dallo stesso sentiero dell’andata. Per le calde giornate estive, lungo la strada del rientro in macchina, passerete dal parco del Cimirlo dove potrete concludere la passeggiata con un giro in altalena e sullo scivolo.

Informazioni utili: ricordatevi di portare con voi una bottiglietta d’acqua perché lungo la passeggiata non ci sono fontanelle e sono indispensabili le torce per entrare nelle gallerie!

Altre passeggiate consigliate nei dintorni di Trento:

Al Rifugio Negritella

Sarà la sesta volta che rimaniamo a dormire al rifugio Negritella, in Val di Fassa, a quasi duemila metri d’altitudine. E ogni volta abbiamo la conferma che questo sia il luogo ideale per dimenticare la frenesia di tutti i giorni ed immergersi in un ambiente con un’energia particolare.

Si sale a piedi da Vigo di Fassa (chiedete della strada per le mountain bike, ci mettete un’oretta e mezza) oppure con la funivia (il Negritella dista poi 5 minuti a piedi, se avete bambini piccoli) e vi accorgerete dell’atmosfera magica che si respira lassù non appena avrete di fronte le spettacolari cime del Catinaccio, del Vajolet e del Larsec. Con queste splendide giornate di settembre, poi,…

Noi questa volta siamo saliti a piedi e subito abbiamo visto un cerbiatto fermarsi nel prato ad osservarci. Arrivati alla meta Sandro e Cesare, che erano andati a fare legna, ci hanno accolti con una merenda d’eccezione: brise fresche affettate, pane fatto in casa, speck e formaggio di malga. Serve dire altro? Dopodiché io e Samuel siamo andati un po’ per funghi e un po’ alla ricerca dei caprioli e dei cervi (si vedono facilmente all’imbrunire), ma questa volta non abbiamo trovato nè gli uni nè gli altri. Però, seduti in cima al prato, con la Valle di Fassa ai piedi e quelle cime maestose, non ce la siamo sentiti di lamentarci più di tanto!

Dal rifugio ci sono passeggiate ed escursioni per tutti i gusti: in una mezz’ora di sentiero pianeggiante ed adatto ai passeggini da trekking si arriva al Gardeccia, con un bel parco giochi; in un’ora e mezza di passeggiata un po’ più impegnativa si arriva alla Roda di Vael; in un’oretta si arriva anche alla Malga Vael, con un percorso affascinante che ricorda a tratti i canyon. Noi il giorno dopo abbiamo deciso di prendere il sentiero delle “caore” (capre in dialetto, e se lo fate capirete subito il perché, tanto va su dritto) per raggiungere in tre ore il rifugio Vajolet, sotto le sue omonime e famose cime. Escursione da fare con bimbi un po’ allenati a camminare, ma sono tante le sorprese che ripagano della fatica: le stelle alpine, le marmotte a due passi, i rododendri tra le rocce, un panorama mozzafiato.

Tornati alla base la cucina di Sandro Benamati appaga il palato: pasta fresca e gnocchi fatta in casa, materie prime freschissime e gustose, affettati e formaggi presi dai piccoli produttori, ogni piatto – cucinato rigorosamente con la stufa a legna – con quel tocco in più che solo i bravi chef danno. E quando si mette passione in quello che si fa, lo si vede subito. Sandro, per lungo tempo ristoratore a Canazei gestisce dal 2005 questa struttura con 25 posti letto e camere con vista (praticamente senza tende…e che colpo al cuore svegliarsi alle sei con quello spettacolo di fronte!) sulle più belle cime del Trentino. Un pezzo per volta ha realizzato il suo sogno con le proprie fatiche. Noi ci andiamo spesso anche d’inverno, anche perchè le piste attorno sono l’ideale per le famiglie, e amiamo quello speciale mini centro benessere ad alta quota: la sauna fatta esternamente a baita, il piccolo bagno turco, il letto con il materassino costituito da un sacco imbottito di fieno, la pavimentazione composta con le pietre di un rio vicino,…

Il problema è trovare posto. Il Negritella è infatti un gioiellino che ha colpito i tanti visitatori da ogni parte del mondo che prenotano da un anno all’altro, come una famiglia di australiani che timbrano puntuali il cartellino o la coppia di olandesi che richiede sempre la stanza “Vajolet” convinta che il nome derivi dal colore viola in inglese e non dalle spettacolari montagne che ti guardano dalla finestra.
Noi lassù sospendiamo i pensieri e vedere i bambini che si perdono a giocare fuori tra di loro o con i gattini e la fantastica terranova Scavia, senza pensare ai videogiochi o alla tv, è bellissimo. Per non parlare di quando decidono di cooperare alla vita del rifugio sparecchiando spontaneamente o aiutando con qualche lavoretto…allora ci crete che l’atmosfera è magica, o no?