Author - Alessandra

Il Mulino “Mil” a Frassilongo

Per l’anno 2025 il Mulino “Mil” è temporaneamente chiuso

Una bellissima idea in Valle dei Mocheni è stata il ripristino del Mulino “Mil” (mulino in mocheno) e la relativa valorizzazione dell’area circostante. Situato nella frazione di Roveda, nel comune di Frassilongo,  il mulino si trova immerso nella natura, in un ambiente meraviglioso.

Da qualche anno l’Istituto Culturale Mocheno ha scelto di aprire le porte di questo mulino anche al pubblico organizzando visite guidate e attività per le famiglie. L’idea è quella di far passare a bambini e adulti delle piacevoli ore all’aria aperta, imparando in modo semplice e divertente alcuni aspetti importanti del nostro passato.

Noi ci eravamo stati in passato con la televisione, ed era stata un’esperienza che ci era veramente piaciuta molto, di quelle speciali.

Qui infatti si impara come nascono il pane ed altri alimenti che mangiamo tutti i giorni, viene mostrato, passo dopo passo, come venivano coltivati e poi macinati i cereali ed il laborioso processo che portava alla produzione della farina.

Attraverso un percorso divertente e sotto forma di gioco i bambini possono osservare il sistema utilizzato per incanalare l’acqua e  condurla alle ruote del mulino. All’interno poi, grazie ad una ricostruzione, si può vedere esattamente come funziona un mulino, con i suoi complessi meccanismi.

Visita guidata al Mulino “Mil”

Durante la visita guidata i bambini avranno l’occasione di conoscere da vicino i vari cereali e toccarli con mano per scoprirne le diverse caratteristiche; impareranno come venivano coltivati e a cosa servivano in passato.
Infine, tra la curiosità e lo stupore, si arriva alla macinatura vera e propria: grazie all’azione di grosse pietre movimentate dai complessi complessi meccanismi del mulino si ottiene il prodotto finale, la farina.

Ai bambini viene però fatta provare anche l’esperienza della macinatura a mano. Solo così si può comprendere la fatica che veniva fatta dai nostri antenati per ottenere piccole quantità di farina e, di conseguenza, la grande utilità di questi mulini.
Esperienze semplici dal sapore antico, dove riscoprire un po’ del nostro passato e apprezzare ciò che diamo per scontato.

Area esterna

Dopo questa splendida esperienza, per finire in bellezza la giornata, si può approfittare della bella area circostante al mulino, ripristinata dal Comune di Frassilongo per permettere agli abitanti della zona e, ovviamente ai visitatori della “Mil”, di trascorrere del tempo in un meraviglioso ambiente naturale e far divertire i più piccoli con originali giochi in legno: uno xilofono gigante, un telefono senza fili, dei grossi pali dove divertirsi a stare in equilibrio e tante altre installazioni dalle diverse forme.

Mulino Mil: info utili

Orari: solitamente aperto da giugno ad agosto, possibilità di aperture su prenotazione per gruppi nel periodo da maggio a ottobre.

Maggiori info: Istituto culturale mòcheno 📞0461 550073 – 📧 kultur@kib.it – www.bersntol.it

Cosa fare nei dintorni del Mulino “Mil”

Casèl di Somrabbi: antica tradizione

Il Casèl è un piccolo museo situato a Somrabbi, una delle graziose frazioni che si trovano in posizione dominante sulla val di Rabbi, sul versante rivolto a sud. Vale la pena, tra un’escursione e l’altra, spingersi fin qui anche per avere un punto di osservazione diverso della valle: si può arrivare in pochi minuti percorrendo a piedi il sentiero che si imbocca a poca istanza dal parcheggio Al Plan, dove la strada diventa ad accesso limitato; oppure in bici, prendendo la strada in salita vicino all’area di parcheggio Coler o nei pressi della Segheria Begoi; infine, ancora, in auto, svoltando nei pressi della frazione Casna e seguendo per località Piazzola.

Da qui si gode infatti di una vista privilegiata su tutta la Val di Rabbi e si possono ammirare i numerosi corsi d’acqua e cascatelle che scendono lungo il versante opposto, quello rivolto a nord. Il Casèl, che significa “caseificio” in dialetto locale, è un piccolo edificio ristrutturato nel rispetto dell’architettura tradizionale: per esempio la copertura del tetto è realizzata con le classiche scandole in legno di larice che potete osservare in tutti i masi della valle.

L’esposizione si sviluppa su due stanze, visitabili in autonomia e corredate da numerosi pannelli illustrati e fotografici che accompagnano i visitatori alla scoperta di una delle tradizioni più antiche ed importanti del posto.

Il Casèl di Somrabbi, come altri piccoli caseifici locali, nel 1800 rappresentava anche un’importante struttura sociale per la comunità, in quanto gestito collettivamente dagli abitanti del villaggio sotto la direzione dei capi famiglia: una prima forma di cooperativa per poter dividere i costi della lavorazione del latte e razionalizzare la produzione dei lavorati.

Della prima sala colpisce soprattutto il grande camino con i calderoni utilizzati per riscaldare il latte, mentre nella seconda sala sono esposti oltre 100 oggetti utilizzati per la lavorazione del latte, dai diversi tipi di zangole, passando per mestoli e colini, ai vari stampi. Gran parte di questi oggetti sono in legno ed sono stati realizzati a mano, a volte anche intarsiati, come nel caso degli stampi per il burro.

I tabelloni illustrativi spiegano in modo semplice e comprensibile il procedimento che portava alla produzione del formaggio: interessante anche per i bambini scoprire tramite quali processi e fasi si possa trasformare un solo elemento, il latte, in tanti prodotti così diversi tra di loro: la panna, il burro, la ricotta, il formaggio…

Una nozione importante che abbiamo scoperto durante la nostra visita è la composizione del caglio usato dai nostri bisnonni: non vogliamo però rovinare la sorpresa ai bambini più curiosi… e neanche a voi. La soluzione vi aspetta al Casèl! Il museo è visitabile in autonomia nel periodo estivo, tutti i giorni con orario continuato dalle 9.30 alle 18.30. Visite guidate gratuite al martedì dal 28 giugno al 30 agosto.

Informazioni:
Ufficio Informazioni Rabbi Vacanze
Fraz. San Bernardo Rabbi (TN)
📞 0463 985048
📧 info@valdirabbi.com

Escursioni, malghe, itinerari, avventure, parchi gioco e attività per le famiglie: per scoprire la nostra mini-guida estiva dedicata alla Val di Rabbi, CLICCA QUI!

Sog Van Rindel in Valle dei Mocheni

Vi siete mai imbattuti in una segheria veneziana? Ce ne sono varie sparse nei boschi del Trentino, ma, se volete vederne una ancora in funzione, la Sog van Rindel sul rio Balkof a Fierozzo in Valle dei Mocheni vi darà la possibilità di compiere un viaggio nella storia del legno e i suoi utilizzi.

Non solo potrete osservare attrezzi tradizionali, visitare il canale dell’acqua e partecipare alla segagione, ma, grazie al percorso di visita sviluppato attorno alla segheria con l’intervento dell’Istituto Culturale Mocheno, potrete davvero comprendere il profondo legame tra il bosco, il legno e le genti del luogo. 

La segheria sorge inoltre in un’area molto interessante sia dal punto di vista naturalistico, per la varietà di piante ed alberi presenti, che paesaggistico, con i boschi che presto lasciano spazio ai prati dei pascoli.

La si raggiunge a piedi con una passeggiata di circa 40 minuti seguendo la strada che dalla località Hachler conduce a Valcava Balkof, prima di arrivare a Malga Plètzn (si può arrivare vicino anche con l’auto). In alternativa vi si può arrivare anche partendo dal campo sportivo di Palù, in 30 minuti.

Orari di apertura: aperta tutti i lunedì di luglio e agosto dalle ore 15.0017.30. Da maggio a ottobre è possibile prenotare visite per gruppi anche in altri orari.

Informazioni e prenotazioni: Istituto culturale mòcheno 📞 0461 550073 – www.bersntol.it

Al Parco con i Musei!

Con l’avanzare del caldo e dell’estate i musei di Rovereto escono dalle loro sedi per portare arte e creatività nei giardini e nei parchi della città: un’occasione per tutti i bambini per respirare aria e cultura allo stesso tempo, in un contesto rilassato e piacevole.

E’ questa l’idea che le sezioni educative dei tre musei cittadini hanno sviluppato in collaborazione tra di loro e con il sostegno del Comune di Rovereto, Città della Pace.

Gli appuntamenti, tutti gratuiti e senza bisogno di prenotazione anticipata (attenzione però che è previsto un numero massimo di partecipanti!) si svolgeranno nelle giornate di lunedì e mercoledì, nei mesi di giugno e luglio.

Ogni Museo ha curato alcuni laboratori, legati al loro personale ambito di lavoro.

Si parte il 20 giugno con la Fondazione Museo Civico di Rovereto presso il Parco di Via Pellico con Oro Trasparente (con replica al Giardino San Giorgio di Via Europa il 27 giugno) appuntamento dedicato all’acqua, uno dei beni più preziosi del quale il Trentino è fortunatamente e naturalmente ricco. Lo scopo è quello di sensibilizzare sulle azioni che è possibile mettere in atto per tentare di ridurre l’inquinamento e gli sprechi di questa vitale risorsa. Impronte verso il Futuro (6 luglio Parco Pozze a Noriglio, 27 luglio Parco alla Ruina a Marco) è invece un laboratorio di riflessione sulle conseguenze che il nostro stile di vita imprime al futuro del  pianeta, per provare a ragionare su quali potrebbero essere i comportamenti e le azioni capaci di riavvicinarci ad un rapporto più armonioso con l’ambiente che ci circonda e dal quale dipendiamo.

Gli appuntamenti a cura del Museo Storico Italiano della Guerra sono invece dedicati alla storia del territorio e ci riportano indietro negli anni del Medioevo, con due diversi laboratori dedicati ai castelli  (Costruisci il tuo Castello – mercoledì 22 giugno al Parco Ferrari e mercoledì 13 luglio a Borgo Sacco) ed ai draghi (Draghi in Erba –29 giugno a Marco e 20 luglio al Parco di via Pederzini a Lizzana ) per far volare la fantasia di tutti i bambini.

Quattro invece i laboratori  del lunedì a cura del Mart,  per bimbi dai 5 ai 10 anni, dedicati al connubio tra l’arte grafica e futurista e la natura: Millefoglie (il 4 luglio al Parco Corna Calda di Lizzana) durante il quale i bambini decoreranno con timbri e segni grafici un festone per abbellire un picnic; Le Marionette di Luigi (11 luglio al Parco Colorio in via S. Pellico), che si ispira invece all’artista Luigi Veronesi per creare delle marionette con materiali di riciclo. Infine non potevano mancare due appuntamenti dedicati a Depero ed al Futurismo: Flora Magica Futurista (il 18 luglio al Parco Ferrari di Via Benacense), grazie al quale il parco fiorirà con colorate creazioni ispirate al Depero e L’Erbario Futurista (il 25 luglio a Noriglio), per rivisitare un erbario in chiave stilizzata con le forme tipiche dell’arte futurista.

Durante tutte le attività è richiesta la presenza di adulti accompagnatori. Partecipazione libera, senza prenotazione (è previsto un numero massimo di partecipanti). In caso di maltempo gli organizzatori si riservano di annullare gli eventi.

Per maggiori informazioni:

Comune di Rovereto
Ufficio Turismo e grandi eventi
turismo@comune.rovereto.tn.it
Tel. 0464 452 256

Al Casel di Malga Mortigola

A pochi minuti di auto da Brentonico, immerso nel verde del Parco Naturale del Monte Baldo, a circa 1.150 metri di altitudine, troviamo El Casel di Malga Mortigola, luogo dove grandi e bambini hanno la possibilità di conoscere da vicino gli animali e tutte le attività che caratterizzano la vita della malga.

UNA TRADIZIONE DI FAMIGLIA

Qui abbiamo incontrato Giacomo, giovane malgaro che si occupa con dedizione e con l’aiuto dei familiari (la tradizione di malgari risale al bisnonno Silvio) di tutto ciò che riguarda la malga, partendo dalla cura degli animali e delle piante (sono presenti, oltre ai pascoli, anche meleti e altre coltivazioni ortofrutticole), passando per la produzione dei formaggi fino ad arrivare all’organizzazione delle attività per le famiglie.

EL CASEL DI MALGA MORTIGOLA

L’agriturismo El Casel infatti, oltre ad offrire la possibilità di pernottamento con prima colazione, comprende anche un piccolo caseificio, dove vengono prodotti formaggi a km 0 utilizzando il latte delle mucche del luogo (la stalla si trova proprio nell’edificio accanto): le vedrete pascolare felici in libertà nei prati circostanti.

Una particolarità di Malga Mortigola, essendo situata non troppo in quota ed essendo anche comodamente raggiungibile in auto, è quella di essere aperta tutto l’anno.

LA FATTORIA DIDATTICA

Tra le attività che si possono fare in estate in questo luogo c’è la possibilità per le famiglie di conoscere da vicino gli animali della fattoria: Giacomo vi accompagnerà nel pollaio per spiegarvi abitudini e curiosità sulle galline e sulle loro uova, poi nella stalla, dove, se sarete fortunati come lo siamo stati noi, avrete anche la possibilità di ammirare e accarezzare alcuni teneri vitellini.

In seguito potrete dare il pane alle caprette e osservare le mucche al pascolo. Attenzione però: le mucche sembrano tanto mansuete ma la loro stazza le rende pericolose nel caso si innervosiscano, perciò è sempre meglio non avvicinarsi troppo agli animali, a meno che non riceviate il benestare del malgaro!

SAPORI GENUINI

E dopo tante emozioni, l’esperienza in malga si chiude nel migliore dei modi con un delizioso tagliere di prodotti a km 0: formaggi, confetture, salumi e un bel bicchiere di sciroppo di sambuco, davvero rigenerante nelle giornate estive! Sarà piacevolissimo gustare queste prelibatezze ammirando il panorama: la vista da quassù infatti è molto bella ed abbraccia tutta la vallata sottostante.

Se poi volete fermarvi a mangiare, nel vicino Agritur Malga Mortigola (0464.391555) è possibile pranzare e cenare, sia all’interno che all’esterno, sotto un ampio porticato dal quale sarà facilissimo tenere d’occhio i bambini che giocano nel bel parco giochi immerso nel verde.

Per prenotare le attività della fattoria didattica visita la nostra agenda QUI

INFO E CONTATTI

🌐 www.agriturelcasel.it

☎ 0464 391484

NEI DINTORNI

 

  • Potrebbe esservi utile la nostra mini-guida Vallagarina in estate: la trovate QUI

 

Avio: castello e caccia al tesoro

Il Castello di Avio è senza dubbio uno dei più bei castelli del Trentino. È uno degli esempi di architettura medievale meglio conservati e valorizzati dell’arco alpino e merita senza ombra di dubbio una visita.

Arroccato sopra l’abitato di Sabbionara d’Avio, sul monte Vignola, si raggiunge in auto percorrendo una strada lastricata che dal centro del paese sale attraverso il verde dei vigneti fino al parcheggio. Da lì si prosegue per qualche centinaio di metri a piedi, fino a giungere al portone di ingresso.

Il panorama che si può godere da praticamente ogni punto del castello è uno di quelli che non lascia indifferenti, e fa spaziare la vista sul verde delle coltivazioni della Vallagarina, dominandola dall’alto.

Come ogni anno il FAI propone per bambini e ragazzi (dai 4 ai 14 anni) la possibilità di affiancare alla visita del castello una speciale caccia al tesoro, al fine di rendere la visita stessa più appetibile, significativa e stimolante.
Siamo tornati molto volentieri per provare la caccia al tesoro, quest’anno dedicata alla storia del castello. Il kit con tutto il necessario si ritira presso la biglietteria, senza alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket di ingresso.

Nella busta è contenuta la mappa del castello con una serie di informazioni iniziali e soprattutto la chiave che apre le cassettine che si trovano lungo il percorso di visita e che contengono l’indizio per trovare la tappa successiva.

Non solo: all’interno di ogni bacheca troviamo una pagina del “diario del Castello”, nella quale il Castello racconta in prima persona le vicende che lo hanno visto protagonista, secolo dopo secolo, dalla sua fondazione ad oggi, passando attraverso vicissitudini familiari, interessi politici e strategici, fasti e abbandoni…

Le architetture del castello prendono in questo modo vita attraverso lo storytelling ed acquisiscono concretezza anche per i visitatori più giovani.

Il racconto si sviluppa rivelandosi pagina dopo pagina nei pressi dei punti di maggior interesse che si incontrano lungo l’itinerario di visita: la Casa delle Guardie, con i suoi affreschi in tema cavalleresco, le porte di accesso lungo la cinta muraria, i camminamenti, le cucine del castello… Ma anche il Palazzo Baronale con il ciclo degli affreschi dedicati all’amor cortese nel mastio, i resti della cappella, i vari cortili arricchiti da rose, fiori, viti e cipressi, le torri (ricordiamo la Torre Picadora, dove si effettuavano le impiccagioni e la Torre Aperta, dove si conclude la caccia al tesoro e quindi anche la storia del castello, donato al FAI nel 1977 dalla contessa Emanuela di Castelbarco Pindemonte Rezzonico).

Attraverso le parole del diario si intraprende così un viaggio nel tempo che vede protagonisti soprattutto i Castelbarco, per secoli signori quasi indiscussi del castello, tra incendi, eredità, processi per stregoneria a carico di giovani contadine.

Alzando lo sguardo tra una pagina e l’altra di questo racconto è difficile non rimanere colpiti dalla bellezza che ci circonda. In una giornata di sole sono soprattutto i colori a colpire la vista e il cuore: il cielo azzurrissimo che si staglia contro il verde brillante dei prati e delle viti, il rosa ed il rosso delle rose… ma anche le forme del castello stesso: tutto si fonde in un quadro di grande armonia.

Se poi il caldo e la fame si fanno sentire anche nel corso della visita, la Locanda Al Castello  (tel. 340 5598304), con i suoi tavoli in pietra all’ombra del pergolato è l’ideale per una sosta di gusto: anche il palato vuole la sua parte!

E no, non ci siamo dimenticati: se concluderete tutta la caccia al tesoro, quando riconsegnerete la chiave avrete diritto ad una giusta ricompensa! Tenete d’occhio il sito per rimanere aggiornati su tutti gli eventi organizzati in questa stupenda cornice: tra rievocazioni storiche, giornate a tema e laboratori c’è sempre qualcosa a misura di bambino, ed i percorsi-gioco sono sempre il top!

APPUNTAMENTI IN ARRIVO
  • 29 luglio, ore 19.00: Il Castello Nascosto: un’ occasione speciale per scoprire, dentro e fuori le mura, luoghi solitamente inaccessibili;
  • tutte le domeniche di agosto: Ti racconto il Castello: il Medioevo
  • Martedì 15 agosto: Ferragosto al Castello;
  • Sabato 19 agosto: cena medievale con visita guidata.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

📞 0464 684453
📧 faiavio@fondoambiente.it

🌐 www.fondoambiente.it/luoghi/castello-di-avio

  • Potrebbe esservi utile la nostra mini-guida Vallagarina in estate: la trovate QUI

NEI DINTORNI

A Bondone con la app “A Smoky Tale”

Avete figli tecnologici che sbuffano anche solo all’idea di una passeggiata? Niente paura, a Bondone, in Val del Chiese, hanno pensato anche a loro! Basterà preparare tutto il necessario per un bel pic-nic e scaricare sul cellulare la app A Smoky Tale (cliccate QUI) e sarete pronti per questa nuova avventura. La app si presenta, come dice il nome, sotto forma di una storia narrata da due carbonai. Il carbonaio, da queste parti, è una vera e propria istituzione: il paese di Bondone ha infatti una lunga tradizione nella produzione del carbone, attività che coinvolgeva praticamente tutta la comunità, donne e bambini compresi. Oggi di carbonai ne rimangono pochi, con l’eccezione di qualche giovane che cerca, non senza difficoltà, di mantenere viva la tradizione. Noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere Dario, che in località Plos, una delle tappe segnalate sulla nostra app, ci ha aiutato a costruire il nostro pojat, la catasta di legna, terra e rami dove appunto avveniva la trasformazione della legna in carbone.

Con il nostro sacchettino di carbone abbiamo poi proseguito il giro con una tappa nel paese di Bondone: paesino dall’architettura affascinante e con splendidi scorci sul sottostante Lago d’Idro, Bondone è entrato a far parte del circuito dei Borghi Più Belli d’Italia nel 2018.

La app vi guiderà con spiegazioni, quiz e giochi interattivi alla scoperta della storia e degli antichi affreschi che decorano le case del paese.

Gli affreschi furono realizzati come voto religioso sulle facciate delle case delle poche famiglie sopravvissute alla terribile epidemia di peste del 1630. Qui, tra vicoli, fontane, affreschi e fiori alle finestre, la vita sembra veramente scorrere con ritmi d’altri tempi.

Il viaggio, seguendo le missioni richieste dalla app, prosegue in quota. Ci siamo così portati verso Malga Alpo di Bondone. È qui che ogni estate si sono tenute le 25 edizioni della Festa del Carbonaio, poi sospesa negli ultimi due anni causa Covid-19: spiedo per tutti, giochi e dimostrazione di come si costruisce e come funziona la carbonaia. Durante l’estate 2021 la malga aderisce al progetto #milklife Malghe Aperte (ne parliamo QUI) dando la possibilità, ogni mercoledì alle 15.00 di assistere alla tosatura tradizionale a forbice della pecora. Pecore a parte qui è il luogo ideale per vostro picnic, e i bambini potranno familiarizzare con diversi animali della fattoria.

Riempite le pance ci siamo spostati poco più sopra, alla Malga Alpo di Storo, sempre per portare a termine le missioni segnalate dalla nostra app A Smoky Tale.

Qui troverete una stalla con le mucche e quindi anche dell’ottimo formaggio (che potrete acquistare). Riscendendo a valle non dimenticate di fermarvi al punto panoramico Gambalet: si lascia l’auto in uno spiazzo poco distante dalla stradina che conduce all’Alpo di Storo, nei pressi di un laghetto per l’abbeveramento delle mucche e si sale a piedi lungo il sentiero che si snoda nei prati erbosi. In pochi minuti vi troverete affacciati sul lago d’Idro e potrete fare una foto sulla panchina panoramica o, se siete fortunati, assistere al lancio di un parapendio. Anche qui la app si collega automaticamente tramite GPS per proporre un gioco e una curiosità (la app funziona con GPS anche in assenza di rete).

La tappa successiva per noi è stata il Castello di San Giovanni (ne abbiamo già parlato QUI) a Bondone: un antico maniero arroccato su uno sperone di roccia con vista mozzafiato sul lago.

Lasciatevi stupire anche dalla cura dei dettagli e dai fiori che abbelliscono i cortili interni. La app vi condurrà alla scoperta del castello con una caccia al tesoro alla ricerca di moderne galline dotate di codice QR da scansionare per avere il successivo indizio: divertimento assicurato!

Il giro termina nella frazione di Baitoni, dove potrete scegliere tra un giro tra le piantagioni di mais (chi non conosce la famosa farina gialla di Storo? O ancor meglio la tipica polenta carbonera, arricchita con Spressa e salame? Da non perdere!), un tuffo al lago o del birdwatching attraverso le postazioni predisposte lungo le passerelle che attraversano la Riserva Naturale del Lago d’Idro (per altre idee su come trascorrere una giornata sul lago d’Idro cliccate QUI) .

Portate a termine tutte le missioni avrete imparato un sacco di cose su questo territorio, ancora lontano dai circuiti del turismo di massa e ricco di autenticità, proprio come dei veri carbonari DOC!

Vi consigliamo di guidare con prudenza: per raggiungere le malghe e gli altri punti in quota le strade sono strette (ma anche poco trafficate) e di scollegare il GPS appena completate le singole missioni, per non scaricare tutta la batteria e riuscire a portare a termine tutta la storia! Buon divertimento!

Per info: www.visitchiese.it  Tel: +39 0465 901217

Piccoli Minatori crescono…a Darzo!

Vi abbiamo già parlato delle miniere di Darzo e delle esperienze adatte ad ogni età che qui vengono organizzate: oggi siamo stati a provare per voi “Piccoli Minatori Crescono”, il percorso di visita guidata studiato e ritagliato su misura per i visitatori più piccoli ma ugualmente interessante e coinvolgente anche per i loro accompagnatori adulti.
Prima di partire per raggiungere il sito minerario (o sulla via del ritorno) vi consigliamo di fare tappa in Piazza XVI Artiglieria a Darzo (ci troviamo nei pressi di Storo, a circa 1 ora d’auto da Trento), dove un meraviglioso, coloratissimo e gigantesco murale arricchito con pietre e tessere di mosaico, racchiude emblematicamente tutti gli elementi chiave per la lettura della storia del paese e dei suoi abitanti. La scoperta a fine Ottocento della presenza della barite ha infatti influenzato profondamente lo sviluppo socio-economico della comunità locale, dapprima con l’arrivo in paese di famiglie di minatori esperti provenienti da altre valli, in seguito impedendo che gli abitanti di Darzo a loro volta emigrassero altrove in cerca di fortuna.

Le tre miniere presenti a Darzo davano lavoro a un centinaio di persone, finché anche l’ultima miniera rimasta in attività, quella di Marìgole, fu dismessa definitivamente nel 2009.I

Il punto di ritrovo  per l’attività Piccoli Minatori Crescono è proprio qui, a Marìgole. Ci si arriva con la propria auto (anche quest’anno, causa Covid-19 purtroppo il servizio navetta non è attivo), oppure, per i più allentati e volenterosi, a piedi o in bicicletta (impegnativo, il dislivello è di circa 400 metri)

Da quassù si gode, comunque sia, di una vista spettacolare su tutta la valle e sul lago d’Idro!

In queste miniere veniva estratta la barite, minerale utilizzato nell’industria fotografica, farmaceutica, meccanica (e anche alimentare, ma per scoprire come dovrete venire a farvelo raccontare qui!) e ci lavoravano anche molti giovani apprendisti, chiamati in dialetto bòcia

Dunque eccoci qua nei panni di bòcia, pronti a trascorrere una giornata da minatore, o quasi!

Appena arrivati presso la falegnameria, ognuno di noi ha assunto un ruolo diverso: il primo minatore, il cuoco, il capo miniera,  l’armatore…

Tommaso e Michela ci hanno condotti nei vari luoghi del sito minerario, mostrandoci in modo pratico e coinvolgente le attività che venivano svolte nei diversi punti e stupendoci con effetti speciali: se, come noi, non avete mai visto come funziona una lampada ad idrocarburo, né conoscete le proprietà del carburo di calcio, ad esempio, rimarrete anche voi a bocca aperta!

Ovviamente non potevamo non entrare all’interno della galleria Santa Barbara della miniera: un luogo angusto, buio e umido che ci ha subito fatto comprendere come fosse difficile la vita del minatore!

La giornata è proseguita con giochi a squadre e con la visita alla casa dei minatori.

E per finire ci siamo anche meritati il diploma di aspirante minatore!

L’attività, ideale per bambini di età compresa tra i 6 ed i 12 anni, è disponibile fino a metà settembre, esclusivamente su prenotazione, al sabato pomeriggio in due orari: dalle 14 alle 16 o dalle 16.30 alle 18.30.

Ricordiamo che per raggiungere il sito minerario di Marìgole è necessario percorrere un ultimo tratto a piedi nel bosco (il sentiero è percorribile anche con passeggino da trekking, se avete anche bambini piccoli al seguito) e che ci troviamo  in quota: sono quindi consigliati un abbigliamento comodo, scarpe da trekking e felpa o giacchina! È possibile sostare sui tavoli esterni coperti anche per un pic nic o una merenda (portate però il vostro cibo perché non c’è servizio di ristorazione!)

Attività a pagamento (solo contanti, no carte): 5 € bambini di età inferiore ai 12 anni, 6 € adulti. Previste riduzioni per residenti Giudicare e Val Sabbia.

Per INFO e PRENOTAZIONI

Tel. 328 0007711

Web: www.minieredarzo.it (cliccare QUI)

e-mail: visite@minieredarzo.it

Per raggiungere l’ex sito minerario di Marigole:

  • A piedi: tramite Sentiero dei Minatori oppure tramite strada forestale Darzo-Marigole (per escursionista esperto e camminatore; 700 metri dislivello e circa 1 ora e 40 di percorrenza)
  • In bici: tramite strada forestale Darzo-Marigole oppure tramite strada Faserno-Prabort-Marigole (per biker medi vista pendenza) / oppure da Malghe di Darzo.
  • In auto: tramite strada Faserno, arrivando fino al tornante dopo Prabort (circa 20/25 minuti) parcheggio auto, partenza a piedi e arrivo a Marigole (circa 35 minuti).

 

ALTRI EVENTI 2021

    • “Una miniera in montagna” – Visita guidata al sito di Marìgole  alla scoperta dei luoghi dell’estrazione della barite, della finitura degli attrezzi, del trasporto del minerale a valle e la casa dei minatori. Adatto per famiglie con bambini di età compresa fra i 6-12 anni. Tutti i sabati e le domeniche su prenotazione in tre diversi orari;
      • dalle 10.30 alle 12.30
      • dalle 14.00 alle 16.00
      • dalle 16.30 alle 18.30
      TARIFFE 2021
      • Adulti 9€
      • Bambini (con meno di 12 anni) 7€

      È previsto uno sconto per i residenti della Comunità delle Giudicarie e della Valle Sabbia

    • “Darzo, un mistero da scoprire” -Visita guidata interattiva ed itinerante. Indizi nascosti nelle pagine di un vecchio quadernetto raccontano la storia del paese di Darzo fra antichi dipinti, miniere di montagna, viaggi transatlantici e guerre mondiali… Ma il diario si interrompe all’improvviso: cosa sarà successo all’autore? Consigliata per gruppetti di amici e conoscenti, adulti e adolescenti.Su prenotazione, il venerdì dal 2 luglio fino al 17 settembre 2021.
      • dalle 17:00 alle 19:00
      TARIFFE 2021
      • Adulti (maggiori di 12 anni) 9€

      Sono previsti sconti per i residenti della Comunità delle Giudicarie e della Valle Sabbia (Adulti >12 anni 7€

 

Nei paraggi da visitare:

 

A Bellamonte da Nonno Gustavo

Non conoscete Nonno Gustavo? É il momento di sopperire a questa mancanza! Il fatto è che Nonno Gustavo non è una persona, o meglio lo era e questo che porta il suo nome è un museo, precisamente un museo etnografico ospitato in un antico tabià in Val di Fiemme, a Bellamonte, nei pressi dell’Hotel Stella Alpina (Museo Etnografico Tabià de Bocìno).

Cos’è un tabià

Fino alla prima metà del Novecento Bellamonte era ancora una località turistica poco frequentata. Questa circostanza permise a questo villaggio montano di conservare quasi fino ad oggi la sua identità contadina. I prati per la fienagione, indispensabile per il nutrimento delle mucche gran parte dell’anno, contraddistinguevano il paesaggio ed i tabià, ovvero i fienili dove veniva stoccato il fieno, erano pertanto numerosi in questa zona.

Generalmente non avevano fondamenta, ma solo uno zoccolo di pietra, a secco, con una sovrastruttura in legname fatta di tronchi rozzamente incastrati. Annesso alla costruzione solitamente si trovava un locale più piccolo in muratura, chiamato casèl, con focolare e spazio per consumere i pasti. Ci abitavano anche 4/5 famiglie assieme!

Il Museo di Nonno Gustavo venne creato, negli anni Novanta, da Rinaldo Varesco che lo volle intitolare con il nome del padre Gustavo. Il Museo, oggi gestito dai discendenti di Rinaldo, conserva una ricca collezione, di oltre 3.000 pezzi, che testimonia la vita, il lavoro e la cultura agrosilvopastorale degli abitanti della Val di Fiemme.

Tra gli oggetti conservati, vecchi anche di 300 anni, sono presenti gli attrezzi utilizzati in passato dai boscaioli, dai falegnami, dai carrettieri, dai bottai, dai calzolai, dai fabbri, dai conciapelli, dai contadini e poi ancora i principali strumenti in uso nelle cucine di una volta.

Una particolarità che ci ha colpito sono i portacote, ossia dei pezzi di legno molto decorati dentro al quale veniva tenuta la pietra per affilare la falce e donati ai figli dai padri.

Insomma una visita nel tabia’ vi farà un po’ rivivere il mondo dei nostri nonni.

Il Museo etnografico Tabià de Bocìn, detto anche Museo di Nonno Gustavo si trova in via Prai de Mont a Bellamonte ed è visitabile  tutto l’anno, con prenotazione obbligatoria, chiamando la sig.ra Margherita Varesco, 3389203678, o contattando il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, info@palazzomagnifica.eu – 0462.340812.

L’ingresso è gratuito con la possibilità di fare un’offerta libera.

A Maso delle Erbe con i lama

Gli alpaca e i lama sono degli animali incredibili: docili, buffi, morbidosi e molto amati soprattutto dai bambini…. così oggi abbiamo esaudito il grande desiderio di Viola: passeggiare con dei lama e alpaca veri. E non solo con il suo peluche preferito . Dopo aver prenotato tramite e-mail al Maso delle Erbe di Tesero ci siamo recati nel loro negozio per pagare e farci spiegare come raggiungere il recinto degli animali. Nel negozio si trovano tutti i loro prodotti naturali a base di miele (dalle caramelle, al miele in barattolo, ai prodotti per il corpo, …).
Risaliti in auto si riprende la statale verso Cavalese e nella retta prima del centro commerciale si trova un parcheggio sulla sinistra. Dopodiché si scende a piedi verso il recinto dei lama che si vede dalla strada. Lì ci aspettava Eva che, dopo aver spazzolato e imbrigliato i tre alpaca Mango, Loco e Papaya e il lama Pablo ci ha fatto incamminare lungo il sentiero. Noi abbiamo scelto Mango, l’alpaca più piccolo.
La passeggiata è durata circa due ore, soprattutto perché gli alpaca decidono da soli quando camminare, mangiare o semplicemente sostare. Diciamo che sono loro ad accompagnare noi 🙂 . La strada, sterrata (volendo adatta anche ai passeggini, ma solo da trekking) comincia in salita per poi spianare in un ambiente incontaminato. In un’oretta circa si arriva nei pressi della bella cascata del Salime, un salto d’acqua di una ventina di metri, dove gli animali vengono lasciati liberi di mangiare l’erba di cui vanno ghiotti.
Le bambine sono rimaste stupite e incantate dalla morbidezza del pelo e dal contatto con questi splendidi animali. E devo dire anche noi genitori.

L’esperienza termina con un assaggio di succo di mela e dei mieli prodotti al Maso delle Erbe ordinabili anche via internet o al negozio di Tesero e una sbirciatina all’arnia didattica, con ricerca dell’ape regina, mille domande sui diversi tipi di api, sulla possibilità che escano dal vetro, la costruzione delle celle e così via!

maso erbe miele

Le passeggiate vengono fatte la mattina, dal lunedì al venerdì alle 9:30 e alle 11.30.
Il percorso è un giro ad anello di circa 3 km molto semplice. Viene assegnato un animale per famiglia (massimo 5 famiglie).
Costo: €15 per gli adulti e €10 dai 5-12 anni oppure il pacchetto famiglia è di €40.
Per info 345 81 38 733 o info@maso erbe.it.

Se la vostra idea è quella di fermarvi in zona per un paio di giorni, potete sostare nella bella area sosta di Tesero.