Per l’anno 2025 il Mulino “Mil” è temporaneamente chiuso
Una bellissima idea in Valle dei Mocheni è stata il ripristino del Mulino “Mil” (mulino in mocheno) e la relativa valorizzazione dell’area circostante. Situato nella frazione di Roveda, nel comune di Frassilongo, il mulino si trova immerso nella natura, in un ambiente meraviglioso.
Da qualche anno l’Istituto Culturale Mocheno ha scelto di aprire le porte di questo mulino anche al pubblico organizzando visite guidate e attività per le famiglie. L’idea è quella di far passare a bambini e adulti delle piacevoli ore all’aria aperta, imparando in modo semplice e divertente alcuni aspetti importanti del nostro passato.
Noi ci eravamo stati in passato con la televisione, ed era stata un’esperienza che ci era veramente piaciuta molto, di quelle speciali.
Qui infatti si impara come nascono il pane ed altri alimenti che mangiamo tutti i giorni, viene mostrato, passo dopo passo, come venivano coltivati e poi macinati i cereali ed il laborioso processo che portava alla produzione della farina.
Attraverso un percorso divertente e sotto forma di gioco i bambini possono osservare il sistema utilizzato per incanalare l’acqua e condurla alle ruote del mulino. All’interno poi, grazie ad una ricostruzione, si può vedere esattamente come funziona un mulino, con i suoi complessi meccanismi.
Visita guidata al Mulino “Mil”
Durante la visita guidata i bambini avranno l’occasione di conoscere da vicino i vari cereali e toccarli con mano per scoprirne le diverse caratteristiche; impareranno come venivano coltivati e a cosa servivano in passato.
Infine, tra la curiosità e lo stupore, si arriva alla macinatura vera e propria: grazie all’azione di grosse pietre movimentate dai complessi complessi meccanismi del mulino si ottiene il prodotto finale, la farina.
Ai bambini viene però fatta provare anche l’esperienza della macinatura a mano. Solo così si può comprendere la fatica che veniva fatta dai nostri antenati per ottenere piccole quantità di farina e, di conseguenza, la grande utilità di questi mulini.
Esperienze semplici dal sapore antico, dove riscoprire un po’ del nostro passato e apprezzare ciò che diamo per scontato.
Area esterna
Dopo questa splendida esperienza, per finire in bellezza la giornata, si può approfittare della bella area circostante al mulino, ripristinata dal Comune di Frassilongo per permettere agli abitanti della zona e, ovviamente ai visitatori della “Mil”, di trascorrere del tempo in un meraviglioso ambiente naturale e far divertire i più piccoli con originali giochi in legno: uno xilofono gigante, un telefono senza fili, dei grossi pali dove divertirsi a stare in equilibrio e tante altre installazioni dalle diverse forme.
Mulino Mil: info utili
Orari: solitamente aperto da giugno ad agosto, possibilità di aperture su prenotazione per gruppi nel periodo da maggio a ottobre.
Maggiori info: Istituto culturale mòcheno 📞0461 550073 – 📧 kultur@kib.it – www.bersntol.it
Cosa fare nei dintorni del Mulino “Mil”
- Cros de Mala: semplice escursione nel bosco che permette di ammirare tutta la vallata
- Museo Pietra Viva e il suo sentiero fatato
- passeggiata fino al Kaserbisn Hitt
- la guida completa Val dei Mocheni coi bambini in estate


















Quattro invece i laboratori del lunedì a cura del
Durante tutte le attività è richiesta la presenza di adulti accompagnatori. Partecipazione libera, senza prenotazione (è previsto un numero massimo di partecipanti). In caso di maltempo gli organizzatori si riservano di annullare gli eventi.









Siamo tornati molto volentieri per provare la caccia al tesoro, quest’anno dedicata alla storia del castello. Il kit con tutto il necessario si ritira presso la biglietteria, senza alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket di ingresso.
Non solo: all’interno di ogni bacheca troviamo una pagina del “diario del Castello”, nella quale il Castello racconta in prima persona le vicende che lo hanno visto protagonista, secolo dopo secolo, dalla sua fondazione ad oggi, passando attraverso vicissitudini familiari, interessi politici e strategici, fasti e abbandoni…








Con il nostro sacchettino di carbone abbiamo poi proseguito il giro con una tappa nel paese di Bondone: paesino dall’architettura affascinante e con splendidi scorci sul sottostante Lago d’Idro, Bondone è entrato a far parte del circuito dei Borghi Più Belli d’Italia nel 2018.
La app vi guiderà con spiegazioni, quiz e giochi interattivi alla scoperta della storia e degli antichi affreschi che decorano le case del paese.
Gli affreschi furono realizzati come voto religioso sulle facciate delle case delle poche famiglie sopravvissute alla terribile epidemia di peste del 1630. Qui, tra vicoli, fontane, affreschi e fiori alle finestre, la vita sembra veramente scorrere con ritmi d’altri tempi.



Qui troverete una stalla con le mucche e quindi anche dell’ottimo formaggio (che potrete acquistare). Riscendendo a valle non dimenticate di fermarvi al punto panoramico Gambalet: si lascia l’auto in uno spiazzo poco distante dalla stradina che conduce all’Alpo di Storo, nei pressi di un laghetto per l’abbeveramento delle mucche e si sale a piedi lungo il sentiero che si snoda nei prati erbosi. In pochi minuti vi troverete affacciati sul lago d’Idro e potrete fare una foto sulla panchina panoramica o, se siete fortunati, assistere al lancio di un parapendio. Anche qui la app si collega automaticamente tramite GPS per proporre un gioco e una curiosità (la app funziona con GPS anche in assenza di rete).
La tappa successiva per noi è stata il Castello di San Giovanni (ne abbiamo già parlato
Lasciatevi stupire anche dalla cura dei dettagli e dai fiori che abbelliscono i cortili interni. La app vi condurrà alla scoperta del castello con una caccia al tesoro alla ricerca di moderne galline dotate di codice QR da scansionare per avere il successivo indizio: divertimento assicurato!

Le tre miniere presenti a Darzo davano lavoro a un centinaio di persone, finché anche l’ultima miniera rimasta in attività, quella di Marìgole, fu dismessa definitivamente nel 2009.I
In queste miniere veniva estratta la barite, minerale utilizzato nell’industria fotografica, farmaceutica, meccanica (e anche alimentare, ma per scoprire come dovrete venire a farvelo raccontare qui!) e ci lavoravano anche molti giovani apprendisti, chiamati in dialetto bòcia…
Appena arrivati presso la falegnameria, ognuno di noi ha assunto un ruolo diverso: il primo minatore, il cuoco, il capo miniera, l’armatore…
Tommaso e Michela ci hanno condotti nei vari luoghi del sito minerario, mostrandoci in modo pratico e coinvolgente le attività che venivano svolte nei diversi punti e stupendoci con effetti speciali: se, come noi, non avete mai visto come funziona una lampada ad idrocarburo, né conoscete le proprietà del carburo di calcio, ad esempio, rimarrete anche voi a bocca aperta!
Ovviamente non potevamo non entrare all’interno della galleria Santa Barbara della miniera: un luogo angusto, buio e umido che ci ha subito fatto comprendere come fosse difficile la vita del minatore!
La giornata è proseguita con giochi a squadre e con la visita alla casa dei minatori.



L’attività, ideale per bambini di età compresa tra i 6 ed i 12 anni, è disponibile fino a metà settembre, esclusivamente su prenotazione, al sabato pomeriggio in due orari: dalle 14 alle 16 o dalle 16.30 alle 18.30.







Risaliti in auto si riprende la statale verso Cavalese e nella retta prima del centro commerciale si trova un parcheggio sulla sinistra. Dopodiché si scende a piedi verso il recinto dei lama che si vede dalla strada. Lì ci aspettava Eva che, dopo aver spazzolato e imbrigliato i tre alpaca Mango, Loco e Papaya e il lama Pablo ci ha fatto incamminare lungo il sentiero. Noi abbiamo scelto Mango, l’alpaca più piccolo.
La passeggiata è durata circa due ore, soprattutto perché gli alpaca decidono da soli quando camminare, mangiare o semplicemente sostare. Diciamo che sono loro ad accompagnare noi 🙂 . La strada, sterrata (volendo adatta anche ai passeggini, ma solo da trekking) comincia in salita per poi spianare in un ambiente incontaminato. In un’oretta circa si arriva nei pressi della bella cascata del Salime, un salto d’acqua di una ventina di metri, dove gli animali vengono lasciati liberi di mangiare l’erba di cui vanno ghiotti.
Le bambine sono rimaste stupite e incantate dalla morbidezza del pelo e dal contatto con questi splendidi animali. E devo dire anche noi genitori.
