Il Mas dei Bati è il posto ideale per godersi la splendida Val di Rabbi. Un nuovo b&b immerso nel verde, a gestione famigliare. Al mattino ci si sveglia accompagnati dal cinguettio degli uccellini e il profumo di bosco. Quello che in origine era un fienile, ora è stata trasformata da Enrica e Massimo in una struttura molto accogliente. Vi sembrerà quasi di entrare in una piccola baita, con una grande cura dei particolari.
Mas dei Bati: la struttura
Sono tre le camere: ognuna ospita 3/4 persone, con letto matrimoniale e letto a castello. Non perdetevi la stanza con il particolare letto tondo e vista sulla vallata: una vera e propria chicca. Wi-fi gratuito per tutti.
Colazione all’italiana, con torte fatte in casa da Enrica! Abbiamo ancora l’acquolina in bocca per la torta di carote e quella di grano saraceno. Lo strudel e i pasticcini arrivano direttamente dalla pasticceria tipica trentina “Caffè Roma”, di Massimo, in centro a Malè.
All’esterno del Mas dei Bati c’è una veranda coperta con tavolini, dove poter godere il panorama anche in caso di pioggia. Un giardino molto curato dove in estate gli ospiti hanno a disposizione anche un barbecue.
Il Mas dei Bati si trova a Pracorno tra Malè e San Bernardo in val di Sole, posizione comoda per accedere a molti servizi ed escursioni.
Un meraviglioso parco giochi in montagna ed un panorama da togliere il fiato: stiamo parlando di Watles, area escursionistica in Alta Val Venosta. Seguite le indicazioni per Malles in direzione passo Resia, fino a Burgosio. Da qui seguite le indicazioni per Pramajur/Watles. Il pacheggio è quello degli impianti, infatti c’è la possibilità di prendere la seggiovia (orari e prezzi QUI) che porta fino al ristorante Plantapatsch e al Lago dei giochi. Noi siamo saliti a piedi in un’ora e mezza su comodo sentiero nel bosco. Segnaliamo solo una breve salita iniziale, non consigliato per i passeggini. Il tragitto è arricchito da diversi pannelli informativi che descrivono le caratteristiche della flora e fauna del posto.
All’arrivo troverete questo parco chiamato Lago dei Giochi e appena arriverete capirete subito il motivo: un vero paradiso! Un laghetto con una profondità di 40 centimetri, che ospita giochi e percorsi di equilibrio con zattere, ponti sospesi, percorsi Kneipp e cascate d’acqua.
Divertentissimo anche il grande cilindro galleggiante, che richiede un grande equilibrio per riuscir a spostarsi da una riva all’altra.
lago dei giochi – Watles
Ci si immedesima in piccoli esploratori e ricercatori nella Grotta dei Diamanti e nei ruscelli allestiti per la “caccia all’oro e pietre preziose“. Non manca un lungo scivolo con gommoni dove l’adrenalina la giocherà da padrona. Anche i grandi potranno provare tutti i giochi per poi rilassarsi sulle comode sdraio ombreggiate e godersi il panorama.
Watles: dove mangiare
Sopra il parco giochi trovate il ristorante Plantapatsch, dove abbiamo visto passare piatti invitanti.
E per rientrare a valle non vi resta che farlo in modo alternativo, con i mountain carts, dei grandi tricicli che permettono di sfrecciare in discesa. È possibile noleggiarli alla stazione a monte dalle 10 alle 16, non servono prenotazioni (costo 2023 di 12 euro, i bambini sotto i 10 anni possono salire con un genitore). Un consiglio: prima di partire indossate occhiali da sole perché chi sta davanti alza molta polvere. Pronti? Viaaaaa!
Watles: informazioni utili
LUOGO: monte Watles – Il Lago dei Giochi
PARTENZA: stazione sella seggiovia Watles (1800 metri);
ARRIVO: Lago dei Giochi e rifugio Plantapatsch
ALTITUDINE: metri 2100
DISTANZA: 8 chilometri
DURATA: 1 ora e mezza solo andata
DISLIVELLO: 300 metri
PASSEGGINO: no
IMPIANTI: (opzionale) seggiovia Watles
PUNTI DI RISTORO: Rifugio Plantapatsch tel. 3383971543
SOSTA PER LA NOTTE: a Slingia, poco distante dagli impianti di Watles, troverete un ampio parcheggio perfetto anche per i camper, leggi qui.
Se cercate una passeggiata semplice, in un posto di grande bellezza, quella che porta a Rescher alm o Malga Resia fa sicuramente per voi. Circa un’ora di camminata e poco più di 200 metri di dislivello. All’arrivo vi aspetta un vista idilliaca direttamente sopra al lago! Ci siamo stati anche in inverno e il panorama ricoperto del manto nevoso è altrettanto spettacolare, Malga Resia è super con la neve. D’estate questa zona riserva delle sorprese incredibili. Vi raccontiamo tutti i luoghi che abbiamo visitato nel nostro articolo: il Lago di Resia e dintorni con i bambini.
Malga Resia: come arrivare
Siamo in Val Venosta, ad una decina di minuti dal paese di Resia. Prendete le indicazioni che dagli impianti di Belpiano (Curon Venosta) portano in macchina in Val Roia: dopo una decina di minuti si trova il parcheggio ben segnalato per la malga. Una passeggiata molto piacevole, perfetta anche per i meno allenati, adatto anche ai il passeggino da trekking.
La strada sempre sterrata, sale continua in leggera salita: 200 metri di dislivello ben distribuiti, prima nel bosco per poi lasciar spazio a prati alpini, alte cime e l’azzurro del lago. La malga si raggiunge dopo circa un’ora, con un piccolo parco giochi con scivolo, altalene e una sabbiera. Molto simpatico l’asinello che allieta la giornata con il suo rumoroso ragliare. Le mucche durante il giorno sono a spasso per i prati e le vedrete rientrare solo a tarda serata.
Malga Resia
terrazza panoramica di Malga Resia
Malga Resia: il menù
Il pranzo qui è qualcosa che non si dimentica, i piatti che vedrete uscire dalla cucina saranno uno più invitante dell’altro, peccato dover scegliere, per noi oggi canederli, polenta con formaggi, patate uova e speck, chili con carne, è sì, avete capito bene nei piatti del giorno ci sono anche delle chicche alternative, ogni volta qualcosa di diverso! I prodotti usati in malga privilegia le materie prime del luogo e molti prodotti homemade. Non male questa scelta!
Il panorama da quassù lascia senza parole, se guardate bene magari con l’aiuto di un cannocchiale vedrete anche il famoso campanile di Resia in parte sommerso dall’acqua.
Malga Resia
Si rientra dalla stessa strada dell’andata, noi abbiamo scelto di riprendere la macchina e andare a vedere il famoso campanile.
“Bambini, preparate le torce, che andiamo ad esplorare le trincee e i 100 scalini del Molte Celva!” Come resistere ad un invito del genere? Gita avventurosa che permette in un’ora di arrivare in cima, dove vi aspetta una vista a 360 gradi su Trento fino al lago di Caldonazzo. La salita, di circa 250 metri, è molto suggestiva tra rocce, lunghe scalinate e un ex osservatorio militare. Escursione ideale anche nelle mezze stagioni per la sua altitudine, di nemmeno 1000 metri. Tante altre attività e passeggiate nei dintorni di Trento.
Monte Celva: come arrivare
Da Povo si segue per il Passo del Cimirlo (730 metri di altitudine) che si raggiunge in una ventina di minuti partendo dalla città di Trento. Arrivati al passo, si prosegue in macchina seguendo le indicazioni per Forte di Roncogno dove si può parcheggiare.
Inizia l’avventura! Si sale seguendo il cartello “Sentiero 100 scalini“, numero 419 in direzione del monte Celva e delle sue trincee.
Il sentiero dei 100 scalini
La passeggiata è adatta a partire dai 4-5 anni, non accessibile con il passeggino. Per arrivare sulla cima ci si impiega poco meno di un’ora. Ma calcolate un’escursione di mezza giornata perché lungo il sentiero ci si fermerà per esplorare le trincee e ammirare il paesaggio dai vari punti panoramici.
Il primo tratto è molto semplice, poi il terreno diventa più ripido, ma del tutto sicuro. Ai bambini l’idea di poter visitare le trincee con le torce piace così tanto che non sarà un problema farli camminare lentamente. Si incontra subito un posto di vedetta da cui si dominano tutti i dintorni. Le scritte lasciate dai soldati ci hanno permesso di fantasticare un po’ sulla loro storia e sulla loro vita: cosa pensavano? Cosa facevano per ingannare l’attesa?
Dopo circa un quarto d’ora si arriva all’inizio del sentiero.
Si entra nella roccia e si trovano due scale che salgono: quella di sinistra sono i famosi 100 scalini, un sentiero cieco che arriva ad un “camino” verticale che mette in comunicazione con l’esterno. Controllate sulle pareti, potreste incappare nei messaggi lasciati da chi ha attraversato queste gallerie oltre un secolo fa.
L’altra scala invece porta ad un punto panoramico, che consigliamo di non perdere.
Verso l’ex osservatorio militare
Si ritorna sui propri passi, al sentiero principale. Si continua a salire per circa 20 minuti e si arriva all’ex osservatorio a 885 metri, il posto ideale per fermarsi a fare una merenda ed esplorare un po’ la zona, tra cunicoli e antichi sentieri.
Dopo questo momento di riposo potete decidere di finire la passeggiata e arrivare in 20 minuti (il sentiero qui in alcuni punti è particolarmente ripido, ma sicuro e di certo avventuroso per i bambini ) fino alla cima del monte Celva dove vi aspetta una vista a 360 gradi, sulla città capoluogo, la catena del Brenta, su Pergine, sui monti del Lagorai, sul lago di Caldonazzo.
Si rientra dallo stesso sentiero dell’andata. Per le calde giornate estive, lungo la strada del rientro in macchina, passerete dal parco del Cimirlo dove potrete concludere la passeggiata con un giro in altalena e sullo scivolo. Info utili
LUOGO: Valle dell’Adige
PARTENZA: Passo del Cimirlo
ARRIVO: cima del Monte Celva
ALTITUDINE: quasi 1000 metri
DURATA: un’ora abbondante (solo andata)
DISLIVELLO: circa 250 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI RISTORO: nessuno lungo il percorso
Ricordatevi di portare con voi una bottiglietta d’acqua perché lungo la passeggiata non ci sono fontanelle e sono indispensabili le torce per entrare nelle gallerie!
Situato poco distante da Merano, il Parco Burglehen a Tirolo, è una vera chicca a misura di famiglia. Circondato dai frutteti e dai vigneti, è stato inaugurato nel 2002. Il suo segno distintivo è Jakob, la grande scultura in ferro raffigurante uncavallo realizzata da Franz Messner e divenuta nei fatti quasi il simbolo del paese stesso.
Noi siamo stati qui dopo aver visitato Castel Fontana e Castel Tirolo, due tra i più bei castelli dell’Alto Adige. Se passate da queste parti consigliamo anche a voi di fare un salto qui. Rimarrete piacevolmente stupiti e i vostri bambini si divertiranno davvero tanto.
COME ARRIVARE
Il modo più veloce per arrivare al Parco Burglehen è attraverso la ME-BO, la superstrada che collega Bolzano con Merano. Si esce a Merano Sud/Sinigo – Tirolo – Qui si percorre la Via Principale fino a trovare un parcheggio sulla destra. Il parco Burglehen si trova di fronte al parcheggio, al di sotto del Minigolf.
Un’alternativa originale e davvero carina è quella di salire dal centro di Merano con la seggiovia d’epoca: vi abbiamo raccontato la nostra esperienza in Seggiovia da Merano a Tirolo: clicca per leggere.
IL PARCO BURGLEHEN
Il parco è veramente bello e curato e sorge in mezzo a meli e vigneti. Non manca proprio nulla: vicino all’ingresso troverete anche uno stagno con le tartarughe: noi ne abbiamo contate almeno 16!
Parco Burglehen – tartarughe
Oltre allo stagno c’è anche un vero laghetto naturale, attorno al quale si trovano diverse panchine, e una terrazza panoramica dove godere il paesaggio sulla valle. In mezzo al verde non mancano certo i giochi per i bambini: a loro disposizione un ampio spazio con altalene, scivoli, corde per arrampicare e tappeti elastici. Questo è un parco perfetto per stendere una coperta e godersi un picnic all’ombra dei grandi alberi, che nel periodo della fioritura regalano uno spettacolo di colori.Ma come avevamo detto, il protagonista del parco è l’enorme cavallo di ferro Jakob, opera di Franz Messner, artista altoatesino originario dell’Altipiano del Renon. I bambini ne rimarranno incantati!
Jakob, realizzato da Franz Messner
NEI DINTORNI DEL PARCO BURGLEHEN
Se vi è piaciuto il Parco Burglehen a Tirolo potrebbero anche interessarvi:
Gli specchi d’acqua del Trentino: che spettacolo! Il lago di Nembia è una vera e propria oasi naturalistica con rive e pontili a misura di bambino e adatte al relax. Un suggestivo laghetto dalle acque cristalline a poca distanza dal lago di Molveno. E noi abbiamo scoperto che esiste un percorso che li collega: un giro ad anello di circa un’ora e mezza adatto anche ai passeggini da trekking. Vi consigliamo di non perdervi questo posto anche in autunno, quando tutto si colora di giallo, rosso e arancione…una meraviglia!
Lago di Nembia: come arrivare
Da Trento si seguono le indicazioni per Riva del Garda/Madonna di Campiglio. Arrivati a Sarche, proseguite in direzione Ponte Arche (Terme di Comano) e San Lorenzo in Banale. Parcheggiate vicino al lago (4 euro al giorno) e iniziate la passeggiata proprio da lì, leggendo le 14 colonnine-guida. Oppure potete raggiungere il lago anche dal versante opposto salendo da Andalo. Proseguendo fino a Molveno e avanti fino alla meta.
Il lago di Nembia
Il lago ha un colore spettacolare e cristallino: facile individuare subito trote grandissime, in questa che è anche una nota riserva di pesca. La riva e i pontili consentono di rilassarsi o di fare una semplice passeggiata.
Lago di Nembia
In estate è controllato da un bagnino, dal momento che si tratta di un lago balneabile. E a guardarlo fa proprio venire voglia di un bagnetto… se non fosse per la temperatura glaciale delle acque! L’acqua arriva ad essere profonda al massimo 1 metro e 80. Per questo motivo le famiglie con i bambini possono bagnarsi senza grossi pericoli.
Lo specchio d’acqua è sovrastato dalle impervie rocce del monte Ghez. Il prato invita a divertenti corse e ci sono anche ben due parchi gioco.
Lago di Nembia: passeggiata
Imboccate la strada che porta all’interno dell’oasi: il sentiero parte tra i muretti a secco e si può percorrere anche con il passeggino da trekking! Da qui si arriva presto in un punto molto suggestivo con numerose baite (dette baite da mont), per la maggior parte addossate alla roccia. Anticamente erano costruite in questo modo per proteggersi dal vento e per risparmiare sulle spese di costruzione della casa stessa.
Lasciando le baite alle spalle attraversate la strada sterrata e prendete subito il sentierino di fronte che scende leggermente. In alternativa si può proseguire a sinistra sulla strada sterrata e prendere a destra la strada nel bosco un po’ più ampia. È facilmente intuibile. Lungo il primo sentiero troverete opere d’arte costruite da qualche “artista del posto”, curiose e divertenti.
Ad un bivio lasciate il sentiero e proseguite a sinistra sempre nel bosco fino ad arrivare al lago di Molveno (costa sud). Bellissimo il panorama anche da qui, con tanto spazio per rilassarsi sulla riva.
Il giro dura circa un’ora e mezzo senza contare le soste e noi l’abbiamo trovato piacevole e davvero adatto a tutti, senza difficoltà. L’escursione si può fare in tutte le stagioni ed è proprio bella.
Il Museo di Teodone è un museo etnografico con la M maiuscola, dove è possibile toccar con mano le tradizioni alto atesine di nobili e contadini. Davvero particolare nella sua impostazione, offre diversi spunti di riflessione, ed è adatto a tutta la famiglia.
Museo Etnografico di Teodone
Il museo etnografico di Teodone si trova a Brunico. Ci potrete passare un’intera giornata senza stufarvi perché c’è tantissimo da esplorare, scoprire e conoscere. E’ diviso in due zone. La prima, al chiuso, è dedicata ai nobili, mentre quella all’aperto racconta della vita più umile di contadini e lavoratori. Entrambe le zone sono davvero ricche di storia.
Museo di Teodone: la residenza signorile
La prima parte da visitare è la residenza signorile‘Mair am Hof‘, edificata tra il 1690 e il 1700 dal barone Anton Wenzl zu Sternbach. Camminando per le grandi sale padronali si percepisce lo sfarzo, ma anche la religiosità e l’interesse per l’arte.
Gli arredamenti sono in stile barocco, mentre le immagini appese alle pareti mostrano scene di vita quotidiana.
I bambini si divertiranno a curiosare in tutte le stanze, dove sono appesi anche i vestiti da adulti e bambini di un tempo: abiti inusuali per i nostri tempi che suscitano stupore e curiosità in chi li osserva.
Ai piani inferiori si incontrano gli spazi dedicati al panettiere, al falegname, al fabbro, al sarto ed a tutti gli artigiani fondamentali per la vita rurale del tempo. Tantissimi gli attrezzi e gli strumenti da lavoro in mostra.
Museo di Teodone – carrozza
Meraviglioso il grande fienile con diverse proiezioni che mostrano come uomini e donne lavoravano i campi con grande fatica: le attrezzature meccaniche di oggi, sembrano un miraggio… Una volta era davvero tutto diverso e molto più faticoso!
Museo di Teodone: mangiare e giocare
Dopo questa prima parte di visita decidiamo di fermarci per il pranzo. Fino a qualche anno si poteva approfittare della locanda tipica che si trovava proprio nel giardino del museo, ma al momento risulta chiusa. Vi consigliamo quindi di portarvi il pranzo al sacco: l’area picnic è molto ampia e lungo tutto il cortile i bambini potranno divertirsi con i giochi di una volta. Ce ne sono di dislocati lungo tutto il percorso del museo e si riconoscono dalla targhetta blu…buon divertimento!
Museo di Teodone: la vita dei contadini
Il Museo Etnografico a questo punto prosegue con circa 3 ettari di orti e antiche abitazioni che raccontano la vita contadina: decisamente molto diversa rispetto alla ricchezza vista finora, ma pur sempre affascinante. Non vi resta che visitare quelle che sono vere abitazioni smontate e trasferite qui a Teodone: masi, fienili, capanne, magazzini, granai, abitazioni in legno, mulini, una segheria e molto altro.
Siamo certi che anche i vostri bambini si divertiranno a scorrazzare dentro e fuori le casette per scoprirne ogni piccola caratteristica. Dallo scorso anno è stato aperto un piccolo museo del miele interattivo, proprio a misura di bambino: non perdetevelo!
Museo di Teodone – museo del miele
Info e contatti
Il museo è aperto dal 16 aprile 2024 a fine ottobre. Giorno di chiusura: lunedì.
Adulti 9 euro, ridotto 6,70 euro. Famiglie con figli sotto i 16 anni: pagano solo gli adulti.
Questa escursione a Passo Valles, appena fuori dai confini trentini, soddisfa grandi e piccini. Se poi aggiungiamo il fatto che la salita non è mai troppo impegnativa e che vi aspettano un ricco pranzo al rifugio e divertenti discese con il bob o lo slittino non vi resta che continuare la lettura!
Da parte nostra possiamo assicurarvi che la salita al Rifugio Laresei vi rimarrà nel cuore e che vorrete tornare anche in estate. Questa zona infatti è nota per la vista mozzafiato sulle Dolomiti, noi siamo stati in zona più volte nel periodo estivo e vale sempre assolutamente la pena: guardate QUI il giro verso Col Margherita e quello ai laghetti di JuribruttoQUI).
COME ARRIVARE
Prendendo Trento come punto di partenza, serve circa un’ora e mezza d’auto per raggiungere il passo. Oltrepassato Predazzo, in Val di Fiemme, si seguono le indicazioni per Passo Rolle e successivamente per Passo Valles. Arrivati al Passo Valles, si parcheggia l’auto di fronte al Rifugio Capanna, a quota 2031 metri. A questo punto, ben equipaggiati per trascorrere una giornata sulla neve, si imbocca il sentiero, ben segnalato, per il Rifugio Laresei.
L’ESCURSIONE
La salita è sempre molto dolce. C’è solo qualche tratto un po’ più deciso, ma il dislivello complessivo è di circa 200 metri, il che ne fa una camminata adatta proprio a tutti, grandi e piccini.
Dopo aver camminato per circa un’ora, all’altezza della Forcella Pradazza bisogna prestare un po’ di attenzione, perché il sentiero attraversa la pista da sci. State attenti agli sciatori ed attraversate la pista velocemente: è l’unico modo per arrivare al rifugio.
Per arrivare al Rifugio Laresei servirà in totale un’ora e mezza di camminata, prendendosi tutto il tempo di guardarsi intorno e scattare qualche foto: il sentiero è ben battuto e le ciaspole vi serviranno solo in caso di neve fresca. Se i vostri bambini durante la salita inizieranno a chiedere quanto manca all’arrivo (non barate, lo sappiamo che succede quasi sempre!) potete sempre ricordate loro che la discesa che li aspetta su bob e slitte sarà davvero divertente e torneranno alla macchina in venti minuti, super soddisfatti!
IL RIFUGIO LARESEI
Il Rifugio Laresei (2250 metri) è aperto sia in estate che in inverno (indicativamente a partire dall’Immacolata), con servizio ristoro sia a pranzo che a cena (su prenotazione). E’ possibile anche richiedere il trasporto in motoslitta.
Solitamente è molto affollato, ma attenzione perché prendono le prenotazioni soltanto fino alle 12.00.
Il menu che propongono è davvero ricco, infatti avrete l’imbarazzo della scelta, alcuni esempi tris di canederli, gnocchi di patate, di zucca oppure tagliatelle al ragù di cerco, ai funghi. Varietà anche nei secondi piatti con varie tagliate, costolette di cervo, braciole, cotolette, gulasch, piatti vegetariani e piatti rustici con numerosi contorni.
IL PANORAMA
Nelle giornate soleggiate il panorama fuori dal rifugio è fantastico: monte Mulaz, monte Civetta, monte Pelmo ed anche il massiccio della Marmolada, solo per citare le più conosciute. Uno spettacolo a 360 gradi!
Una volta riempite le pance e gli occhi non resta che godersi la discesa in slittino fino al parcheggio. Slittino che però dovrete portare con voi, perché né al rifugio né nelle vicinanze è previsto il servizio di noleggio di slittini.
Una passeggiata vicino a Trento, a mezz’ora dalla città, a 1600 metri di altezza sul Monte Bondone, con un paesaggio davvero bellissimo! Vi consigliamo la camminata di circa un’ora e mezza verso la Bocca di Vaiona e alla Baita del Pastore. Il primo tratto di strada è molto sicuro, percorribile in discesa anche con i bob o slittini. Se invece decidete di continuare fino alla Baita del Pastore, chiusa durante il periodo invernale, è importante valutare le condizioni della neve.
IL SENTIERO
Lasciamo la macchina alla Capanna Viote (1 euro l’ora) o al Rifugio Viote (2 euro per tre ore o 3 euro tutto il giorno). Dal piazzale del centro del fondo, prendiamo il sentiero che va verso l’osservatorio astronomico: la strada è ben battuta, percorribile anche con i soli scarponi a meno che non abbia appena nevicato.
Si continua a seguire la strada battuta e usciti dal bosco continua con una leggera salita fino alla Bocca di Vaiona, per questo tratto ci si impiega poco meno di un’ora. Complice un sole bellissimo abbiamo ammirato un paesaggio innevato davvero unico.
Arrivati in cima, si apre una bellissima conca con vista sulla valle dei Laghi e sulle Dolomiti del Brenta.
VERSO LA BAITA DEL PASTORE
A questo punto potete decidere di rientrare oppure proseguire ancora 20 minuti e arrivare alla Baita del Pastore, facendo attenzione perché c’è un piccolo tratto un po’ esposto non consigliabile in caso di neve fresca, in ogni caso fate un’attenta valutazione.
Si ritorna dallo stesso sentiero non dimenticandoci di guardare, alla nostra sinistra, lo spettacolo delle montagne del Brenta!
Arrivati alla Capanna Viote si trova anche il campo per i bob e slittini, un ampio spazio dove i bambini sia piccoli che gran possono divertirsi (QUI trovate il nostro racconto).
Date un’occhiata alla nostra MINI GUIDA con le cose da fare in inverno in Bondone.
Quella che vi raccontiamo è una bella escursione poco distante da Trento; dell’Altopiano della Vigolana tanti conoscono il suggestivo e impegnativo becco di Filadonna con il suo bivacco, ma prima di arrivare alla cima passerete dal rifugio Casarota “Livio Ciola”, caratteristico rifugio alpino immerso nel bosco con i suoi simpatici alpaca.
Come arrivare al Rifugio Casarota
Partendo da Trento dovete prendere la SS349 in direzione Vigolo Vattaro, Vattaro e Pian dei Pradi fino a raggiungere l’Albergo Ristorante Sindech, che si trova poco prima del valico della Fricca. Qui potete lasciare la macchina nei parcheggi lungo la strada e raggiungere il punto di partenza dell’escursione, di fronte al Sindech.
Il sentiero per il Rifugio
Il sentiero che porta al Rifugio Casarota è quasi interamente nel bosco perfetto per le giornate molto calde, ben segnalato e di media difficoltà. Il percorso non è lungo, circa 2,5 chilometri però con un dislivello circa 500 metri, richiede un buon allenamento per i bambini, in un’ora e mezza riuscirete a raggiungere il rifugio.
Lungo il sentiero diverse panchine soprattutto nei pressi dei punti panoramici e sculture di legno.
Una volta usciti dal bosco vi troverete davanti il rifugio e le cime che lo sovrastano, tra cui il Becco di Filadonna e il bel panorama che da sull’Altopiano di Folgaria e Lavarone.
Il Rifugio Casarota
Il rifugio garantisce l’apertura nei weekend di tutto l’anno, ma è aperto tutti i giorni da inizio giugno fino quasi alla fine del mese di settembre e poi da dopo Santo Stefano all’Epifania. Info e aggiornamenti qui
Per ciò che riguarda l’offerta gastronomica, offre un menù casalingo di prodotti tipici e gustosi.
La vera sorpresa è stata però la torta Linzer fatta in casa… una crostata con pasta alle mandorle, chiodi di garofano e cannella. Veramente buona tanto da farci chiedere a Lorenza e Laura, le titolari del rifugio, la loro ricetta segreta che vi giriamo in esclusiva. 😉
300-350g circa di farina
250 g di burro freddo a pezzetti
250g di zucchero
250 di mandorle macinate non sbucciate
2 grandi o 3 piccole
1 cucchiaino raso di cannella
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere, scorza di limone
2 cucchiaini rasi di lievito in polvere
marmellata di mirtilli rossi per il ripieno
1 tuorlo
Una volta terminato il pranzetto, potete decidere di ritornare a valle o proseguire o al becco di Filadonna, (non durante il periodo invernale) mettete in conto che per raggiungere la vetta avete bisogno di altre 2 ore di camminata in salita, non adatto a tutti i bambini, ma se fate spesso escursioni e sono allenati, ne vale la pena per il panorama sulla cima. Il becco di Filadonna non è l’unica cima che si può raggiungere dal rifugio Casarota ma a mezz’oretta c’è anche Cima Spilech, molto più semplice, anche se meglio tenere i bambini per mano perché alcuni tratti di sentiero sono un po’ esposti, basta avere un passo sicuro. Arriverete con poco dislivello fino alla croce di vetta dove ammirare un panorama suggestivo.
Il rientro alla macchina avviene dallo stesso percorso dell’andata.
Rifugio Casarota: info utili
LUOGO: Vigolana
PARTENZA: parcheggio gratuito vicino al ristorante Sindech
ARRIVO: rifugio Casarota
ALTITUDINE: 1554 metri
DISTANZA: circa 2 chilometri e mezzo
DURATA: un’ora e mezza (solo andata)
DISLIVELLO: circa 500 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: rifugio Casarota durante i week end di tutto l’anno e tutti i giorni nella stagione estiva e natalizia. tel. 0464783677 – cell 3480985560