Bellissima escursione nella zona di Passo Costalunga, che porta ad un caratteristico punto di ristoro: Baita Maserè. Itinerario che si può fare dalla primavera all’autunno inoltrato, visto che la struttura apre a metà maggio e chiude il primo di novembre. Noi ci siamo stati proprio in questo periodo, in una giornata con il cielo azzurro e tanti colori a ravvivare il bosco. È un percorso adatto a tutti, anche ai bambini un po’ abituati a camminare. Scoprite tutte le passeggiate che si possono fare in Val d’Ega.
Si parte dal Passo di Costalunga tra la pensione Rosengarten e l’Hotel Savoy, seguendo la segnaletica che chiaramente ci indica la meta. Si attraversano prati e boschi di larici e abeti sotto le pareti maestose del Catinaccio. Spettacolo per gli occhi. Il sentiero si snoda in costante salita, anche se il paesaggio è talmente bello che la fatica non si sente.
Dopo circa un’oretta – e un dislivello di circa 300 metri – si arriva alla deviazione che avvisa che la meta è a 5 minuti. Proseguendo si può arrivare invece in 20 minuti al Rifugio Paolina. Abbassando lo sguardo già si intravede il tetto della malga, davvero carina e collocata in un posto panoramico notevole a quasi 2000 metri, 1955 metri per la precisione. C’è anche un piccolo parco giochi e qualche animale.
Baita Masarè: il menù
Qui abbiamo gustato un ottimo Kaiserschmarren, uova speck e patate e dei gustosi canederli in brodo: porzioni decisamente abbondanti, che non ci hanno permesso di gustare l’appetitoso strudel di pasta frolla che avevamo intravisto.
Il tempo di riposarsi sulle sdraio gialle con vista Latemar e aver goduto di questo ultimo sole autunnale, che era già arrivato il momento di tornare. Si ripercorre il sentiero dell’andata. Torneremo in inverno, perché la baita è posizionata sulle piste da sci, ma può essere raggiunta anche con le ciaspole e comunque con la neve.
INFO UTILI
LUOGO: Val d’Ega
PARTENZA: Passo Costalunga
ARRIVO: Baita Masarè
ALTITUDINE: quasi 2000 metri
DURATA: un’oretta abbondante
DISLIVELLO: circa 300 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: Baita Maserè | 348.2463394 | aperta da metà maggio fino a inizio novembre e da inizio dicembre fino a inizio aprile, senza giorni di riposo
Ci sono anche altri modi per raggiungere la struttura, anche prendendo gli impianti o con la Mountain bike. Li trovate tutti QUI.
Percorso tematico di 4 chilometri e mezzo (250 metri di dislivello) in Val di Non, sopra il paesino di Preghena (11 chilometri da Cles, in direzione Val di Sole). Vi aspetta un fantasioso sentiero disseminato di personaggi scolpiti nel legno e di installazioni realizzate con materiali naturali (pietra e legno) che raccontano le fatiche della gente di montagna e le antiche storie della fantasia popolare. Una ventina di postazioni che renderanno piacevole questo giro ad anello percorribile con calma in tre ore. Se vi piacciono questo tipo di sentieri non perdetevi i 20 sentieri tematici in Trentino Alto Adige.
Purtroppo si può parcheggiare solamente in paese e da lì cominciare la passeggiata. Scrivo “purtroppo” perché questo implica una salita piuttosto ripida di almeno 20 minuti e la possibilità di accedere con in passeggini. L’inizio del percorso è nei pressi della fontana in paese dove si trova anche un totem illustrativo. Qualche informazioni in più.
Il sentiero delle fate a Preghena
Le prime opere in legno ad apparire sono stati gli animali: l’orso, la lepre, il falco, lo scoiattolo. Ma il bello arriva dopo un quarto d’ora di cammino: prima le spade nella roccia, poi il pentolone dei desideri, poi la strega volante e la “peste dal diaol“, un bellissimo mostro con la coda lunga ed un forcone. Continuando sul percorso ecco le campane per rendere inutili i malefici delle streghe e dei maghi. E poi via… si riprende in discesa: le motoseghe giganti e poi i pezzi di tronchi d’albero che suonano e che possono essere facilmente riconosciuti dai bambini grazie alle etichette esplicative.
Sulla sinistra ecco il “Doss da Mul“, da dove si vede la Valle di Rumo, il Mezzalone, Cis e la Valle di Bresimo. Poco più avanti sulla destra ecco un bel prato con una super tettoia di legno con tavoli e panche dove poter fare splendidi pic nic all’aperto. Volendo si può anche chiedere in Comune il permesso per arrivare fin lì con l’auto.
Anche lì diverse opere: la fatina prigioniera, la carbonaia (metodo antico per ricavare dal legname disponibile il carbone), lo gnomo che sorveglia lo stagno.
Il giro prevede una sorta di anello, prima di ritornare in paese, con altre opere: le scope delle streghe, i mostri dell’albero, il serpente, streghe o fate? il castagno e i funghi del bosco. Calcolate almeno tre ore per farlo tutto, con bambini abbastanza grandi ed abituati a camminare. Per capire meglio come si snoda il percorso potete guardare la mappa QUI.
Info utili:
LUOGO: Val di Non
PARTENZA: paese di Preghena
ALTITUDINE: circa 1000 metri
DURATA: tre ore (giro completo)
DISLIVELLO: 250 metri
PASSEGGINO: sconsigliato per il primo tratto in salita
PUNTI DI RISTORO: nessuno lungo il percorso
Val di Non con i bambini
La Val di Non in estate offre tante belle idee per le famiglie che vogliono vivere appieno questo splendido territorio, le abbiamo raccolte tutte in una guida! Consigliamo:
Bellissima escursione sulla neve quella che porta alla sommità del Monte Zugna in inverno. Un itinerario molto suggestivo, dove vi imbatterete in moltissimi resti della Prima Guerra Mondiale: trincee, camminamenti, postazioni, cunicoli militari… davvero interessante!
Se non conoscete questa zona approfittatene per fare qualcosa di diverso e scoprire appunto un luogo che offre diversi spunti, sia dal punto di vista naturalistico che storico. Anche i bambini apprezzeranno, e forse si dimenticheranno di farvi troppe domande sulla durata del percorso!
Monte Zugna in inverno – resti di trincee
Come arrivare sul Monte Zugna
Dal centro di Rovereto sono circa 6 chilometri e 10 minuti d’auto per arrivare fino ad Albaredo. Da qui si prosegue per altri 12 chilometri (venti minuti): la strada è un po’ tortuosa ma non demordete perché lassù vi aspetta un bel posticino per un’escursione con i vostri bimbi.
Anche in presenza di neve, se la strada è stata pulita si può arrivare fino al RifugioMonte Zugna in auto (consigliato), altrimenti la si lascia al “Trincerone” (parcheggio a 3 chilometri dal rifugio).
Al Rifugio Monte Zugna
Dal parcheggio del trincerone si prosegue quindi a piedi per raggiungere il rifugio. Impiegherete circa un’ora, sia che seguiate la comoda via principale, sia che deviate sulla destra nel bosco. In questo secondo caso si passa anche dal cimitero di San Giorgio, che può essere un prezioso spunto di riflessione e l’occasione per spiegare ai bambini cosa nel concreto abbiano rappresentato i conflitti per i giovani soldati in quegli anni.
Verso la cima del Monte Zugna in inverno
Arrivati al rifugio si può già godere di uno splendido panorama sulle montagne circostanti.
Rifugio Coni Zugna in inverno
E’ però partendo per l’escursione che inizia dal rifugio e che porta alla cima del Monte Zugna che potrete godere man mano che si sale di scorci sempre più belli.
Monte Zugna sotto la neve
Il sentiero è abbastanza battuto e fattibile con gli scarponi da montagna ma se dovesse essere appena nevicato possono essere utili anche le ciaspole, sia nell’ultimo tratto, che durante la discesa.
Monte Zugna in inverno
Monte Zugna con la neve
Con i bambini mettete in preventivo un’ora e mezza circa per raggiungere la cima, soprattutto perché la pendenza si fa un po’ più impegnativa nel breve tratto finale.
Il panorama che vi aspetta è uno spettacolo a 360° gradi sulle più belle montagne del Trentino, ben segnalate sulla tavola di orientamento.
Monte Zugna – la vetta
Monte Zugna in inverno – vista dalla vetta
La giornata abbastanza nuvolosa non ci ha permesso di ammirarle tutte, anche se molte erano comunque ben visibili.
Info utili: Monte Zugna
LUOGO: Monte Zugna
PARTENZA: Rifugio Monte Zugna
ARRIVO: Vetta del Monte Zugna
ALTITUDINE: 1865 metri
DURATA: 3-4 ore (andata e ritorno)
DISLIVELLO: 250 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: Rifugio Monte Zugna
Info e contatti
Per informarsi sulle condizioni del sentiero che porta alla cima del Monte Zugna è sempre utile sentire il rifugio, che è aperto da metà ottobre a metà maggio dal mercoledì alla domenica..
Se vi è piaciuta l’escursione sul Monte Zugna in inverno, cosa ne dite di venirci anche in estate? Leggete qui il racconto della nostra esperienza estiva: Rifugio Coni Zugna sopra Rovereto
A 1650 metri di altitudine, all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardoné sorge la Foresta dei Draghi, una passeggiata bella sia in estate che in inverno, adatta per bambini e famiglie. Si tratta di un sentiero ad anello lungo 1,4 chilometri, pianeggiante e liberamente accessibile a tutti, che si snoda in parte nel bosco, alternando tratti soleggiati e panoramici. La neve è sempre battuta, perciò bastano gli scarponcini. Per completare il giro serve circa un’ora.
Ma veniamo al dunque! Il nome Foresta dei Draghi deriva dalle numerose opere di land art dedicate ai draghi che costellano il percorso: complice l’atmosfera fiabesca dell’inverno, sarà ancora più bello entrare in questo mondo e inventare mille storie!
Le potenti creature alate che popolano il Latemar hanno infatti lasciato vistosi indizi che svelano il loro desiderio di mostrarsi. Perché, sappiatelo, i draghi non vanno in letargo nemmeno in inverno!
Foresta dei Draghi: il percorso
Ci sono due modi per esplorare la Foresta dei Draghi:
si può passeggiare liberamente lungo il sentiero, allenare lo sguardo e scoprire le tracce dei draghi nella neve con i bambini, divertendosi e giocando con la vostra e la loro fantasia;
all’arrivo della telecabina, presso la cassa dell’Alpine Coaster Gardonè, si può anche acquistare (6 euro l’uno) uno dei tre gioco-libri delle “Avventure Cercadraghi”: Rogos*, Rametal** e Raya***. Con indizi, indovinelli e storie questi libretti vi accompagneranno in un viaggio nella fantasia! Noi ve li straconsigliamo, anche perché i bimbi si porteranno a casa un ricordo della giornata che permetterà loro di rivivere infinite volte l’esperienza fatta assieme a voi! E non è finita qui! Se risolverete tutti gli indovinelli, alla fine del percorso riceverete anche un premio. I libretti sono disponibili anche in inglese e tedesco edifferenziati per età:
*Rogosè il drago dei vulcani: colore rosso fuoco, indole nostalgica. Non riesce ad ambientarsi nei paesaggi lunari del Latemar, è inquieto. Lancia fiammate dense come lava sulle cime delle montagne nel tentativo di ricreare l’atmosfera cupa dei suoi vulcani. Coraggio, hai una missione da compiere. Ma fai attenzione a Kraus: è un mago potente sempre in agguato. Trovata la roccia della profezia sarai sulla buona strada. Rogos è un gioco-libro per piccoli esploratori coraggiosi, fino a 6 anni.
**Rametalè il guardiano del Latemar: colore verde rame, spirito protettivo. Riesce a percepire il più piccolo movimento nel raggio di 5 km: basterà a proteggere il suo piccolo erede da Kraus? Procedi sicuro, supera le prove, risolvi gli indovinelli: Rametal capirà che può fidarsi di te. Tra alberi cavi, pietre di fuoco e piccoli reperti preziosi la tua missione sarà compiuta. Rametal è un gioco-libro perfetto per bambini curiosi, dai 6 anni in su.
***Raya è il drago della luce e custodisce un dono davvero prezioso: sei curioso di scoprire qual è? Raya è il gioco-libro adatto per coloro che non smettono mai di sognare, non importa quale sia l’età!
Altre attività della Foresta dei Draghi
sfrecciare a tutta velocità sull’Alpine Coaster Gardonè, speciali montagne russe sulla neve
fare una tappa al Regno dei Draghi, un parco giochi all’aperto sempre all’arrivo della telecabina, con possibilità anche fruire anche del servizio di assistenza bambini.
divertirsi sulla pista per le slitte all’arrivo della telecabina: portate la slitta o il bob oppure prendeteli a noleggio a Gardonè (all’ufficio skipass, alle casse, basta chiedere le informazioni).
Una delle passeggiate più belle (e meno conosciute) dell’Alto Adige in inverno: stiamo parlando del giro ad anello a Nova Ponente che porta a Maso Sant’Elena. Facile escursione, adatta alle famiglie, che in circa un’ora di camminata conduce alla meta. Fattibile anche con il passeggino da trekking. Lungo il percorso sarete accompagnati da una vista incredibile sui massicci montuosi del Catinaccio e Latemar.
Potete lasciare la macchina alla fermata dell’autobus che si trova sulla sinistra poco dopo l’Hotel Pfösl, venendo da Nova Ponente. Tra l’altro il paesino è una delizia e non manca un bar in piazza con torte incredibili e gustose (albergo Stella – Stern). Una volta che avete parcheggiato, seguite le indicazioni. La strada è comoda e pianeggiante, per il primo tratto molto soleggiata.
Sentiero verso Maso Sant’Elena
Passerete accanto ai masi tipici che si affacciano sulla valle, con i trofei di caccia e gli animali da cortile. Ammirerete l’incredibile vista sulle montagne circostanti, da una prospettiva davvero incredibile. Le foto non rendono minimamente l’idea di quanta bellezza vi attende.
Verso la chiesetta di Sant’Elena
Tenete quindi la sinistra (le indicazioni per Maso Sant’Elena sono comunque ben posizionate) ed ecco l’unica breve salita del percorso. Ancora un tratto panoramico e poi nel bosco (15 minuti circa) fino ad arrivare a questo antico nucleo di case con la chiesetta intitolata alla Santa madre di Costantino.
Famosa per gli affreschi che la decorano, sono tra le più interessanti testimonianze di pittura gotica della regione. L’edificio sacro è aperto tutto l’anno.
Chiesetta di Sant’Elena
Maso Sant’Elena
Dopo la visita potrete entrare al maso Kreuzhof (il nome in tedesco), dove nella stube panoramica si possono anche gustare i piatti tipici della cucina altoatesina.
Maso Sant’Elena
Poche proposte, ma con ottime materie prima. Si va dal tagliere di affettati e formaggi ai tipici ravioli fatti in casa con ricotta e spinaci, canederli di diverse tipologie, cotoletta con patate saltate, ma anche il classico uova, speck e patate. Diversi i dolci, dallo strudel alle torte al grano saraceno.
Piatti di Maso Sant’Elena
Dolci di Maso Sant’Elena
Interessante il fatto che questo posto di ristoro sia aperto tutto l’anno (tranne il martedì), così è perfetto anche nelle mezze stagioni, sia primavera o autunno. Noi ci siamo stati anche in estate ed è sempre un incanto, anche perché è bello vedere gli animali al pascolo sui prati.
Sentiero verso Maso Sant’Elena
Si chiude il giro ad anello proseguendo la strada di fronte al maso, che in una ventina di minuti riporta alla strada principale. Da lì si svolta a sinistra e seguendo il marciapiede si ritorna alla macchina. Chi ha il passeggino può seguire direttamente questa strada, visto il fondo asfaltato e prevalentemente pianeggiante. Chi vuole può arrivare anche direttamente in macchina, anche se noi una bella passeggiata la consigliamo sempre.
Vi abbiamo già raccontato di un bellissimo itinerario che ci ha fatto raggiungere la Baita Messnerjoch passando da Malga Haniger (lo trovate qui: Baita Messnerjoch al Catinaccio). Questi bellissimi luoghi meritano però una visita anche d’inverno.
Vogliamo quindi raccontarvi oggi come arrivare al Messnerjoch da Passo Nigra. Un percorso facile che vi porterà, circondati da un paesaggio incantevole, fino a quota 1930 metri. In un’ora circa di passeggiata tranquilla si raggiunge così la destinazione finale.
Come arrivare al Passo Nigra
Da Bolzano prendiamo la strada in direzione Val d’Ega e, arrivati a Carezza, proseguiamo a sinistra per Passo Nigra (1688 di altitudine), dove parcheggiamo gratuitamente l’automobile. La passeggiata è davvero semplice. In estate la si può fare anche con il passeggino, mentre in inverno è comodamente percorribile con gli scarponi ed adatta a tutti, bambini dai 5 anni in su compresi.
Verso Baita Messnerjoch
Prendiamo la forestale segnavia 1 e ci immergiamo nel fantastico mondo di Re Laurino (se non conoscete la leggenda, LEGGETE QUI!). Salendo lentamente attraverso il bosco, lungo il percorso, noi abbiamo avuto anche la fortuna di vedere un bellissimo capriolo che, dopo averci osservato curioso, con un balzo è scomparso dietro gli alberi. Alla prima diramazione si può proseguire sulla sinistra (segnavia 7) allungando di mezz’ora il percorso o, seguendo le indicazioni, in 20 minuti si raggiunge il rifugio, posto sotto le imponenti pareti del Catinaccio.
Baita Messnerjoch
La vista da qui è veramente notevole: di fronte a noi ecco il Latemar, il Corno Bianco e il Corno Nero, mentre in lontananza il Brenta e il gruppo dell’Ortles.
Sopra di noi vediamo il rifugio Fronza alle Coronelle che si raggiunge in estate in circa 1 ora e 20 minuti attraverso un sentiero sicuramente più impegnativo, ma fattibile per adulti e ragazzini più grandi e allenati. In estate questi prati sono bellissimi incorniciati dalle stupende montagne del Rosengarten dove, come raccontano le leggende di Re Laurino e la strega Lomberda, le streghe e le fate danzano e si rincorrono nella notte fino al mattino, quando il sole illuminando le rocce dipinge tutto di rosa come un magico giardino.
Il rifugio è delizioso, ristrutturato da poco, tutto in legno e con una bellissima terrazza. Per i bambini ci sono una piccola casetta in legno, uno scivolo e delle altalene.
Baita Messnerjoch -esterno
Per gli adulti invece comode sdraio dove godersi il tepore del sole invernale e sorseggiare qualche bevanda in compagnia mentre i bambini giocano nel piccolo parco giochi.
Cosa mangiare alla Baita Messnerjoch
Il menu è davvero invitante. Noi abbiamo optato per il famoso tris: bis di canederli e ravioli agli spinaci, e l’immancabile piatto di patate arrostite con uovo e speck. Da non tralasciare assolutamente lo strudel appena sfornato! Abbiamo visto uscire dalla cucina tante cose buone: wienerschnitzel, zuppa d’orzo e anche una torta di ricotta niente male.
Rientro in slitta a Passo Nigra
Una volta riempite le pance, essersi riposati ed aver giocato, la cosa più bella, che piacerà tantissimo ai bambini, ma non solo a loro, è sicuramente il rientro a bordo di bob o slitta. Un’esperienza invernale divertente e bellissima da fare in famiglia o in compagnia.
Info utili
LUOGO: Passo Nigra
PARTENZA: passo Nigra
ARRIVO: Baita Messnerjoch
ALTITUDINE: 1930 metri
DURATA: un’ora abbondante
DISLIVELLO: circa 250 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: Baita Messnerjoch
Info e contatti
La Baita Messnerjoch è aperta in inverno indicativamente da metà dicembre a Pasqua. Chiusa la Vigilia di Natale.
Il Sentiero dell’Immaginario è un bel percorso nei boschi e tra i pascoli di Luserna, ispirato alle leggende e ai personaggi dell’immaginario popolare cimbro (conoscerete Frau Pertega e Tüsele Marüsele). Si tratta di un anello di sette chilometri circa, percorribile anche in inverno (leggete QUI la nostra esperienza) in un paio di ore o poco più, con un dislivello complessivo di 200 metri. Sfortunatamente il sentiero non è adatto ai passeggini, ma con uno zaino portabimbi non avrete problemi. Se vi piacciono questo tipo di sentieri non perdetevi i 20 sentieri tematici in Trentino Alto Adige.
Sentiero dell’immaginario – Luserna
Come arrivare a Luserna
Il sentiero parte da Luserna, che si trova a un’oretta d’auto da Trento: ci si dirige verso Pergine e poi Caldonazzo e da qui si prosegue per arrivare alla nostra meta. Una volta arrivati a destinazione vi consigliamo di parcheggiare nella piazza del paese e seguire le indicazioni per l’Agritur Galeno(via cima Nora, 34).
Subito dopo l’agritur girate a destra su una strada rurale con un tratto scavato nella roccia (Rendola) e molti punti panoramici sugli storici campi terrazzati della Prach e sulla Valle dell’Astico. Troverete facilmente le bacheche con l’illustrazione delle leggende della “Frau Pertega” e di “Tüsele Marüsele” e cominceranno anche le prime sculture in legno: il lupo, il basilisco, l’orso.
Sentiero dell’immaginario – Luserna
Il sentiero dell’immaginario
La caratteristica principale di questo sentiero è la presenza di grandi sculture scolpite nel legno, da osservare e sulle quali fantasticare leggendo le leggende del territorio. Lungo il sentiero infatti si trovano anche pannelli illustrativi che raccontano le vicende dei personaggi che popolano la tradizione locale.
Sami nell’ è un folletto dispettoso, vestito di rosso, che si mostrò ad una donna e la fece girare nel bosco per un giorno interno finché non si perse. Sull’Alpe Cimbra sono molto ricorrenti i racconti di spiriti del bosco: a volte aiutano, altre invece si mostrano dispettosi e cattivelli… La regola numero uno è sempre quella di tenerli buoni e concedergli ciò che chiedono, per evitare brutte sorprese.
Luserna: Malga Campo
Molto bello è il tratto in mezzo al bosco con il basilisco-drago, che conduce fino al laghetto alpino con la scultura dell’orso e a Malga Campo. Qui alla malga si possono gustare piatti locali semplici, ma genuini. Si riparte poi attraversando una distesa di campi (pieni di fiori in primavera e ad inizio estate) e al limitare del bosco, fino al pannello con la leggenda del Sambinelo.
I NOSTRI SUGGERIMENTI
Leggendo la storia di Tüsele Marüsele noi abbiamo scorto anche quella che potrebbe essere stata la sua casetta in pietra: secondo voi qual è?
Siamo tornati dopo parecchio tempo al lago di Lavarone (un’ora circa da Trento) e ne siamo rimasti nuovamente affascinati: un luogo di grande incanto, situato ad oltre mille metri d’altitudine, che non appena ti affacci dall’alto il cuore si apre da tanta bellezza. Non è certo un caso che Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, lo scelse per lunghi periodi di villeggiatura. E poi durante la settimana c’è ancora poca gente, mentre il sabato e la domenica più movimento, ma assolutamente accettabile. Ecco tutto quello che potete fare!
Lidi e spiagge del lago
Spiagge lago di Lavarone
Due i lidi, aperti dalle 9.00 alle 18.00 (durante il periodo estivo), entrambi che offrono possibilità di noleggio sdraio ed ombrelloni, canoe e pedalò: lido Bertoldi (ampia spiaggia metà in erba e metà in sabbia, piattaforma gonfiabile in acqua, trampolino, canoe e pedalò a noleggio, campo di beach volley) e lido Marzari (più piccolo, spiaggia in sabbia, trampolino e noleggio barche tipo laghetto di Central Park con i remi).
C’è poi un’ampia spiaggia libera in erba, con un campo da volley proprio dietro al lido Marzari. Due i gruppi bagno, uno a nord e l’altro a sud, entrambi ad accesso libero. La temperatura del lago è sempre piacevole, non vi resta che tuffarvi!
Attività da fare al lago di Lavarone
Molto carina la passeggiata che circonda tutto il lago, fattibile anche con i passeggini in una mezz’ora circa. Il percorso è in parte su un comodo sentiero battuto, riparato da un fresco boschetto e in parte su un curato viale piastrellato.
Il lago è popolato da tantissimi e velocissimi pesciolini che i bambini si divertono a “pescare” con un retino.
Dove parcheggiare nei pressi del lago di Lavarone
Il parcheggio è a pagamento, altrimenti potete parcheggiare gratuitamente al supermercato Conad che si trova nella frazione di Chiesa di Lavarone e scendere in cinque minuti al lago. Parcheggio camper ammesso, accesso dal lato nord: postazioni all’ombra, ampi prati, panche e tavolini a disposizione. Poco distante dal lago, proprio in fondo al parcheggio e dove inizia il giro lago si trova anche un piccolo ma grazioso parco giochi dove i più piccoli si divertono su scivoli, altalene e un simpatico elefante da scalare.
Maso Canova è un’azienda agricola biologica e fattoria didattica nata dalla passione di Stefania Lusuardi e supportata dal prezioso entusiasmo della sua famiglia. In questo luogo oltre a frutta e ortaggi si coltivano amore e rispetto per la terra e per l’ambiente in cui viviamo.
Si trova a Monte Terlago, in Valle dei Laghi, in un maso storico, lungo la strada che porta ai Laghi di Lamar.
Tantissimi gli animali che potrete trovare e coccolare: galline di diverse razze, oche, anatre indiane, teneri coniglietti, asinelli, e perfino due lama.
Nell’ampio prato davanti alla fattoria si trova un grande parco giochi creato con materiali naturali, sedie e tavolini per le attività organizzate.
Qui si possono festeggiare anche i compleanni!
@Maso Canova
La cura e l’attenzione per la natura si percepiscono in ogni angolo della fattoria, dagli animali considerati tutti parte della famiglia, alle coltivazioni biologiche senza uso di prodotti fitosanitari.
Noterete senza dubbio gli “hotel per gli insetti”, delle piccole casette, realizzate con materiali di recupero, posizionate attorno alle coltivazioni per ospitare gli insetti che aiutano a rendere migliori i frutti e a evitare l’utilizzo di sostanze chimiche.
Frutta e verdura
Bellissima iniziativa quella di acquistare la frutta e la verdura coltivati nel maso scegliendoli e raccogliendoli direttamente dal campo.
@Maso Canova
In fattoria vengono organizzate diverse attività durante tutto l’anno:
visite guidate su prenotazione (noterete che le visite non hanno una durata e un iter prestabilito ma vengono dettati dall’interesse dei più piccoli 🙂 )
orti didattici per scuole e famiglie
asilo nido e attività per bambini fino ai 6 anni durante tutto l’anno
laboratori esperienziali e creativi per bambini e famiglie
giornate a tema con guide e esperti del territorio
bibliofattoria per promuovere la lettura
feste di compleanno
incontri di formazione e informazione
colonie estive
ATTIVITA’ e INCONTRI 2024
Il sabato e la domenica alle ore 10.00 (su prenotazione) visita guidata alla fattoria. Costo: 15 euro a persona, dai 3 anni in su.
Noi abbiamo provato questa bellissima attività assieme a molte altre famiglie. L’attenzione dei bambini più piccoli è stata ovviamente catturata dal morbidissimo coniglietto, dalle galline libere che si facevano accarezzare, dalle anatre indiane che corrono velocissime (in fila indiana appunto 🙂 ), dai due stupendi pastori maremmani nel recinto assieme ai lama…
Gli adulti invece hanno avuto modo di conoscere sicuramente cose nuove su ortaggi, frutti e erbe aromatiche con alcuni consigli per utilizzarli al meglio e soprattutto con delle indicazioni utili e interessanti per acquistare e usare prodotti del territorio e di stagione. Stefania infatti vi accompagna nella sua fattoria spiegando con passione e competenza caratteristiche e proprietà di diverse piante e coltivazioni e del tipo di agricoltura che lei utilizza e sostiene.
Racconta ai più piccoli simpatiche curiosità sui suoi animali; come mai ogni tanto ci sono delle uova più piccole e senza tuorlo, cosa vogliono comunicare le orecchie in dietro dei conigli, perché i lama sputano, … una piacevole e interessante esperienza da fare durante tutto l’anno 🙂
Azienda Agricola Maso Canova
Via di Canova, 10
Monte Terlago- Vallelaghi (TN)
Cell. 348 9360172
e-mail: stefy_lusu@yahoo.it
Noi siamo stati in questo posto meraviglio anche con la tv:
Questo agriturismo con fattoria didattica si trova in località Deggia, poco sopra San Lorenzo in Banale, sulla strada che porta in direzione Molveno nella zona di Comano. Qui non solo si può dormire nella pace assoluta ed essere risvegliati dal profumo del caffè con la moka, ma si possono fare tantissime attività.
LO SLEDDOG
La più interessante, in inverno, è senza dubbio lo sleddog con cani Alaskan Husky. Durante i mesi invernali infatti, dai primi di dicembre fino a metà aprile, con Athabaska è possibile provare lo sleddog a Madonna di Campiglio.
Due le possibilità: la prima, quella alla portata di tutti, anche dei più pigri o di chi non si sente di osare di più, è quella dell’escursione comodamente seduti su una slitta trainata dai cani. Un modo insolito di ammirare il paesaggio e di vivere la neve! La seconda possibilità invece è adatta a chi vuole mettersi in gioco e vuol provare l’ebbrezza di guidare una slitta in prima persona, come un vero e proprio “musher”. Il tutto nel paesaggio mozzafiato della Piana di Nambino, a cinque minuti da Campiglio. Ve ne abbiamo raccontato in un altro nostro articolo: leggete QUI
A riposo i cani sono alla Deggia, e lì potrete incontrarli e conoscerli.
LAMA , ALPACA ED ASINELLI
Maurizio Cattafesta è senza dubbio un’autorità in fatto di cani da slitta, ma se ne intende bene anche di lama ed alpaca: è sempre un piacere infatti sentirlo esprimere la sua profonda passione per la natura e lo sport all’aria aperta. Se i cani non fanno per voi o se semplicemente cercate altro, da Athabaska si può provare anche il trekking con lama ed alpaca. In alternativa potete anche solo venire in agritur per conoscere questi simpatici camelidi, che vi aspetteranno in compagnia anche di alcuni asinelli!
All’interno dell’agriturismo, infatti, oltre ai lama ed agli alpaca, vive una bellissima “comunità” di asini. Anche con gli asini vengono organizzati trekking della durata di 1 o 2 ore. Non solo: i bambini sotto i 12 anni possono anche montare in sella agli asinelli e provare l’esperienza della spazzolatura, della pulizia degli zoccoli e della sellatura. Che meraviglia!
Non mancano altri animali da fattoria: per esempio i maialini, che qui pascolano liberi, mangiano naturale e grufolano felici.
AGRITURISMO
In agritur, oltre a visitare la fattoria scoprendo gli animali e a fare trekking, troverete anche stanze con bagno privato e colazione inclusa, e potrete assaggiare i prodotti a chilometro zero con degustazioni e trasformati: gnamm!