Author - Alessandra

L’arte del legno a Malè

Quando si dice “legno” la mente va subito a un bel bosco in montagna, alle baite, a una piacevole serata davanti al camino… se poi siete come noi appassionati di land art come non pensare alle innumerevoli creazioni artistiche che si possono fare con questo materiale?

Ma lo sapevate che in Val di Sole, a Malè, il legno è protagonista di un vero e proprio  percorso didattico interattivo? La storica Falegnameria Baggia ospita infatti Fattore Legno, un vero e proprio viaggio alla scoperta di questo nobile materiale, compagno indiscusso di vita soprattutto di chi in montagna ci è cresciuto.

UN’ACCOGLIENZA CALOROSA

Varcata la soglia della falegnameria ci siamo subito trovati in un grande atrio dove la parete di sinistra è dominata da un moderno bosco costruito con sagome di legno e dove domina il colore verde. La presenza del legno ci ha fatto subito sentire benvenuti. Ad accoglierci abbiamo trovato Giulia, che si occupa della parte laboratoriale e che ci ha guidati nella costruzione del primo manufatto in legno di abete rosso della nostra vita. Un’esperienza inaspettatamente interessante e gratificante, che vi consigliamo assolutamente se avete bambini creativi o che amano costruire con le proprie mani.

IMPARIAMO A LAVORARE IL LEGNO

Abbiamo imparato come si utilizzano materiali e strumenti e così, tra tasselli, chiodi, martelli, colle  speciali e carta vetrata sono passate un paio di ore, al termine delle quali ci siamo ritrovati tra le mani una super carriola fatta con le nostre mani.

 

Lavorare il legno è un lavoro che richiede precisione ma anche intuito ed attenzione, perché, per quanto si possa essere rigorosi nelle misurazioni si può sempre verificare qualche imprevisto. Per “rimediare” essere creativi è essenziale.  Tranquilli però: dove non basta la creatività, ci pensa l’esperienza, e i trucchetti che ci ha insegnato Giulia sono stati davvero super utili. Guardate che meraviglia abbiamo costruito partendo da zero!

 

Un altro aspetto che ci è particolarmente piaciuto di questa esperienza è come concertarsi su un lavoro manuale sia estremamente rilassante ed aiuti a ritrovare una connessione con sé stessi: un insegnamento preziosissimo per i bimbi e i ragazzi.

IL PERCORSO DIDATTICO-MUSEALE

Alle spalle dello spazio dedicato ai laboratori si trova invece il percorso didattico-museale, dove imparare moltissime cose riguardanti il legno e la sua lavorazione.

Noi abbiamo fatto un giretto veloce, ma al giovedì è presente una una guida che può accompagnarvi per spiegarvi tutti i segreti e la storia dei boschi e degli artigiani del legno trentino (visite guidate alle ore 10.00, 15.00 e 16.00 – durata 1 ora).

WOW EXPERIENCE E LABORATORI

Il laboratorio che abbiamo fatto noi si tiene il martedì mattina alle 10 e si chiama Legno Lab. E’ una delle WOW Experience promosse da APT Val di Sole: una lunga lista di attività dove sicuramente troverete qualcosa che fa per voi e che vi permetterà conoscere più da vicino la realtà e la cultura della gente solandra. Si prenota direttamente online QUI  o presso gli uffici dell’APT. Ve ne racconteremo altre, quindi restate “sintonizzati”,  ma soprattutto ricordate che con due Experience avrete diritto a ritirare anche un premio (spoiler: è proprio carino!).

Fattore Legno però ha pensato anche ai più piccini con “Memorie di legno” un laboratorio appositamente pensato per bambini dai 2 ai 5 anni, insieme ai genitori. I bimbi costruiranno un gioco con elementi naturali a base legno, e lo porteranno a casa come ricordo. Questo laboratorio si svolge solo su prenotazione al martedì pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30.

Per le famiglie c’è anche il laboratorio “Fare Carta“: un’esperienza adatta a tutti, anch’essa solo su prenotazione, durante la quale si creerà un foglio di carta personalizzato con fiori ed erbe. Questo laboratorio si tiene al mercoledì mattina alle 10.00.

INFO E CONTATTI

APS L’Alveare – Fattore Legno
Via al Molin 3, 38027 Croviana
tel: 328 32 85 780
e-mail: info@mmape.it
Sito: www.apslalveare.it

NEI DINTORNI
  • Fattore Legno è un progetto dell’Associazione di Promozione Sociale L’Alveare, che gestisce anche il MMApe di Croviana (leggete QUI) ed il Bosco Derniga (leggete QUI): luoghi perfetti per i bambini più curiosi!
  • Se invece volete fare una bella passeggiata perché non andare alle Cascate di Valorz? Potrete poi fermarvi al Percorso Kneipp di San Bernardo, in Val di Rabbi
  • Se volete provare un’esperienza diversa dal solito, perché non andare a Maso Toffe a Monclassico a raccogliere la frutta e poi trasformarla in una squisita marmellata? Tutte le info QUI

 

  • Per organizzare al meglio la vostra vacanza potreste trovare utile anche la nostra mini-guida per l’estate in Val di Sole: clicca QUI

 

Giardino dei sensi a Brentonico

Tra i tanti luoghi che non smettono mai di sorprendere positivamente dobbiamo sicuramente ricordare l’Altopiano di Brentonico. Qui infatti, oltre a poter prendere parte a numerosissime attività immersi nel verde della natura del Parco del Monte Baldo è anche possibile ritrovare la tranquillità, la pace e la lentezza… insomma, quel tempo per noi stessi che troppo spesso dimentichiamo di meritarci.

IL PERCORSO SENSORIALE

Noi siamo stati a provare per voi una nuova esperienza ed oggi vogliamo condividerne con voi il racconto. Parliamo di uno speciale percorso sensoriale che viene proposto in una cornice molto suggestiva da Monica, esperta naturopata. Il percorso è stato creato all’interno di un giardino speciale, dall’atmosfera fatata, ed è adatto a grandi e bambini.

L’obiettivo è quello di far “riscoprire” i 5 sensi,  rilassarsi e riposare, per ritrovare la propria centratura, la tranquillità e la serenità necessarie a riaffrontare la frenesia del quotidiano.

A noi è piaciuto molto e non possiamo che  consigliarvi di provarlo. Il giardino è veramente stupendo, un vero e proprio  balcone sull’altrettanto profumato giardino botanico di Brentonico, che potrete ammirare in tutti i suoi colori e fioriture, semplicemente affacciandovi alla staccionata.

Durante la permanenza nel giardino, potrete innanzitutto sperimentare un percorso barefoot: pronti a togliervi scarpe e calzini? Camminerete su materiali di diversa consistenza e ne sperimenterete le diverse sensazioni che regaleranno alla pianta dei vostri piedi: corteccia, pigne, sassolini, acqua e altro ancora.

TRA FOGLIE E FATE

Terminato, una o più volte, il percorso a piedi nudi potrete rilassarvi seduti all’ombra di un albero su una panchina mentre i bambini andranno alla ricerca delle fatine  che vivono in questo giardino… Troveranno le porticine delle loro casette ma soprattutto le fate dei fiori, nascoste tra i fiori e le foglie… Ognuna ha una diversa personalità e proprie caratteristiche e può insegnare molto su un’erba o un fiore in particolare.

CHE PROFUMO E’?

E non è finita qui: Monica ha pensato anche al naso ed alle mani dei vostri bambini… Troverete dei cuscinetti contenenti erbe profumate da riconoscere annusandole con attenzione e anche delle borsine di tela (piccoli capolavori dipinti a mano dalla mamma di Monica!)  nelle quali infilare la mano per provare a capire di che erba si tratta!

Insomma un’esperienza rilassante che potrebbe essere considerata la giusta conclusione per una bella giornata di passeggiate in montagna, un luogo magico, al di fuori del tempo, in un giardino soleggiato, rigoglioso e pieno di profumi.

LA GIUSTA RICARICA

Un posto dove tutta la famiglia potrà ricaricarsi e respirare a pieni polmoni ritrovando il piacere del saper assaporare le cose piano piano, mettendo all’opera tutti cinque i sensi. Una cosa è certa: lascerete questo luogo con le orecchie piene del cinguettio degli uccellini, dell’acqua che scorre lenta nella fontanella… con gli occhi pieni dei colori dei fiori, il naso pieno di profumi… ma soprattutto con il cuore pieno di energia e pace.

E’ possibile effettuare il percorso sensoriale tutti i martedì pomeriggio di luglio ed agosto,  alle ore 16.00.

Trovate l’evento anche nella nostra agenda: clicca QUI per vedere tutte le date e per tutte le informazioni su costi e prenotazione. In collaborazione con APT Rovereto tel. 0464 395149; brentonico@visitrovereto.it; www.visitrovereto.it

INFO E CONTATTI:

Villa Monica
Via Mantova, 8 – 38060 Brentonico (TN)
tel. 0464 659133

NEI DINTORNI
  • una bella passeggiata con pranzo alla Baita Fos-ce: clicca QUI
  • visitare la fattoria El Casel di Malga Mortigola: clicca QUI
  • Potrebbe esservi utile la nostra mini-guida Vallagarina in estate: la trovate QUI

Latemar.Natura: giro in quota

Il Latemar è una delle nostre grandi passioni e il “Latemarium“,  nome che raggruppa le infinite possibilità di passeggiate che si possono fare qui in estate, ancora di più!

Questa volta siamo andati alla scoperta di Latemar.Natura: un meraviglioso sentiero naturalistico alla scoperta degli habitat alpini, arricchito da numerose stazioni interattive che fanno scoprire curiosità e segreti alla scoperta delle piante, dei fiori e degli animali che popolano questa area.

COME ARRIVARE E PERCORSI POSSIBILI

La partenza dell’escursione è la seggiovia che da Obereggen in Alto Adige (1 ora circa in auto da Trento) conduce al Rifugio Oberholz. Essendo un percorso ad anello potete anche iniziare l’itinerario da malga Mayrl, che si raggiunge attraverso il bellissimo sentiero Latemar.Alp che parte dalla stazione a monte della seggiovia Latemar (la stazione a valle è a Pampeago, circa 2o minuti da Cavalese). Il percorso è fattibile anche con passeggini da trekking (noi vi suggeriamo tuttavia di compiere sia in andata che al ritorno la parte bassa che collega Oberholz a malga Mayrl perché la metà più alta del percorso, che si sovrappone al percorso Latemar.Panorama, è piuttosto scomoda in passeggino.

Al nostro arrivo abbiamo subito trovato il  rifugio Oberholz (2.096 metri) che con la sua architettura contemporanea, caratterizzata da grandi vetrate, merita una visita anche solo per dare un’occhiata alla bellezza degli interni, molto curati e di classe.

LATEMAR.NATURA

Ci siamo incamminati subito lungo il sentiero n. 18, seguendo le indicazioni per Latemar.Natura. Ben presto siamo giunti alla piattaforma panoramica Latemar.360° . Poco più avanti , dove si imbocca il sentiero 22, abbiamo trovato un’altra attrazione: il “cinema di montagna”. Qui basta sedersi e godere dello spettacolo proiettato in diretta, proprio come in una sala cinematografica. La pellicola proiettata è sempre la stessa: il favoloso panorama che si apre davanti ai vostri occhi!

Partendo dal rifugio Oberholz, tutta la prima metà del Latemar.Natura , fino a Malga Maryl, si snoda in quota e regala panorami mozzafiato. Questo tratto coincide infatti anche in parte con il percorso Latemar.Panorama, del quale potete leggere di più QUI. Tra imponenti aquile alate e simpatiche marmotte soldato si arriva presto a Malga Mayrl, una delle nostre mete preferite sul Latemar.

Il sentiero Latemar.Natura entra a questo punto nel bosco ed è qui che iniziano le stazioni interattive che insegnano a leggere la natura che ci circonda. Tra le attrazioni più particolari vi segnaliamo il più grande apparecchio acustico al mondo dove sdraiarsi comodamente per rimanere incantati dai suoni della montagna.

INFO UTILI
  • LUOGO: Latemar (consigliata la salita da Obereggen)
  • PARTENZA: Rifugio Oberholz/Malga Maryl
  • ARRIVO: giro ad anello
  • ALTITUDINE: 2171 m
  • DISTANZA:  3,1 km
  • DURATA: 1,5 ore
  • DISLIVELLO: 140 m
  • PASSEGGINO: sì, da trekking (un po’ tortuosa la parte alta del giro)
  • PUNTI DI RISTORO: Malga Maryl, tel. 333 623 4245; rifugio Oberholz, tel. 0471 618299

Oltre a salire in quota con la seggiovia Oberholz, il Latemarium è raggiungibile  anche con la cabinovia Ochsenweide, che ferma a Malga Epircher Laner. La cabinovia è particolarmente indicata per le passeggiate con il passeggino e permette anche il trasporto delle biciclette, tradizionali o e-bike. Una nuova opportunità per salire ad una altezza inferiore alla punta più alta di Obereggen, ma altrettanto agevole per iniziare le escursioni.

Altre passeggiate sull’Alpe di Pampeago-Obereggen (le trovate tutte QUI):

  • il percorso didattico Latemar.alp (il più adatto per chi ha il passeggino: QUI il nostro racconto)
  • Latemar.meteo, si parte dall’arrivo della seggiovia Agnello, che sale da Pampeago
  • Latemar.Art (alias RespirArt), il parco d’arte in quota più alto d’Europa. Si parte da Pampeago, direttamente dal parcheggio della Tresca o prendendo la seggiovia Agnello (opzione più facile)

Per orari e costi sempre aggiornati degli impianti cliccate QUI

Val di Fiemme: super hotel family!

Quando viaggiate con i bambini non volete rinunciare alla comodità ma, al contrario, volete avere la certezza di trovare tutti i servizi di cui la vostra famiglia potrebbe avere bisogno? Perché allora non provare il Family Hotel & Residence Veronza a Carano?

LA POSIZIONE

Questa struttura si trova nella frazione di Carano, in posizione panoramica, a pochi chilometri dal centro di Cavalese. Comoda come base di partenza per esplorare diversi luoghi e in inverno per raggiungere le piste da sci. La cosa più bella è che comunque si è lontani dal traffico e ci si può così godere anche la pace e la tranquillità della montagna.

SERVIZI A MISURA DI FAMIGLIA

Nonostante la posizione appartata, qui troverete tutti i servizi e la qualità che ci si aspetta da un albergo di questa caratura. Noi siamo rimasti positivamente colpiti dalla filosofia che ispira ogni servizio, in particolar modo dall’attenzione riservata alle famiglie ed alle loro esigenze, fin dal momento del loro arrivo.

Qui infatti tutto è a misura di bambino e di famiglia, a partire dalla possibilità di scegliere un pasto caldo da un apposito menù bimbi anche al di fuori dei canonici orari dei pasti.

CAMERE E APPARTAMENTI

L’hotel si compone di un residence, con appartamenti indipendenti e di una struttura alberghiera. I servizi offerti sono fruibili sia da chi alloggia in formula residence sia da chi alloggia nelle stanze. Noi abbiamo provato la Junior Suite Vita Nova, perfetta per una famiglia attiva. Lo stile è moderno ma mantiene un tocco di tradizione montana grazie all’utilizzo del legno naturale. Gli spazi sono ben divisi e sfruttabili: c’è un bel balcone, una piccola zona living con una vera e propria cucina a scomparsa (completa di piastra, lavello, frigo, microonde e lavastoviglie), una zona salottino all’ingresso che si trasforma in cameretta e un bagno piccolino ma ben studiato, dove non manca nulla.

AREE RELAX E BENESSERE

Per quanto riguarda gli spazi comuni i bambini adoreranno la bellissima piscina completa di scivoli e giochi d’acqua per i più piccini. Sempre in questa zona c’è una splendida sorpresa per mamma e papà (e nonni e zii: noi abbiamo visto tante famiglie al completo!): una sauna panoramica con vista verso la Val di Fassa. Niente di meglio per 15 minuti di relax tra una nuotata e l’altra… ed è aperta fino alle 20.30!

Non mancano un’area wellness, riservata agli adulti ed una palestra, per i maggiori di 16 anni. Trovate il tempo per rilassarvi sui lettini ad acqua o sulle sdraio sospese, e anche quello per un bel massaggio rigenerante: dopo una giornata di escursioni e attività è sempre un’ottima scelta.

SPAZIO AI BAMBINI

Per i bambini c’è un mini club tra i più grandi che abbiamo mai visto, con spazi separati e pensati per tutte le età  e le diverse esigenze. Esso comprende una nursery per i bimbi più piccoli ( che possono entrare accompagnati da un genitore), una zona dedicata ai bambini un po’ più grandicelli, un teatro, mini campi da calcetto e basket e soprattutto una fantastica zona con tappeti elastici dove arrampicare, saltare e giocare in tutta sicurezza, sempre sotto gli occhi e la guida di animatori specializzati.

Gli animatori si prendono cura dei bambini a partire dai 3 anni durante tutta la giornata (un’ora di pausa alle 13). La sera l’appuntamento fisso è con la baby dance.

Oltre a questo l’hotel propone un ricco calendario di attività: vengono organizzate delle gite in famiglia sul territorio, quasi giornalmente. Si tratta di uscite pensate appositamente per le famiglie, quindi alla portata di tutti.  E poi si sa che camminare in compagnia fa sentire meno la fatica!

MANGIARE ALL’HOTEL VERONZA

Per quanto riguarda il cibo anche qui nulla da eccepire, con un ricco buffet per la colazione che offre una grande varietà dolce e salata: brioche, muffin, ciambelle, torte, pane di vario genere, marmellate, frutta, yogurt, cereali vari, e poi affettati, formaggi, uova e bacon. Ce n’è per tutti i gusti.

Anche la cena viene servita normalmente a buffet, anche se noi abbiamo avuto il privilegio di provarla in versione servita al tavolo: servizio curato e veloce, mai invadente e piatti belli e buoni. Cosa volere di più? Una pizza? L’hotel dispone anche di una pizzeria, quindi nessun problema.

Dopo cena, mentre al mini club impazza la baby dance, ci si può rilassare un pochino nei salottini interni ed esterni. Quale modo migliore per ricaricarsi per la giornata successiva?

Nella nostra guida estiva dedicata alla Val di Fiemme trovate tantissime idee per trascorrere le vostre vacanze, eccola QUI.

INFO E CONTATTI

Family Hotel & Residence Veronza
Piazza Dolomiti, 15 – Carano/Cavalese (TN)
tel: 0462 342222
e-mail: reservations@hotelveronza.it
web: www.hotelveronza.it

Dagli asini a Fontanefredde

Quante volete abbiamo sentito chiamare “asino” qualcuno che non brillava per intelligenza o non si applicava? In realtà l’asino è un animale molto riflessivo: prima di agire osserva e valuta attentamente la situazione. Questo suo atteggiamento viene spesso confuso per testardaggine da chi non se ne intende, ci ha spiegato Luisa, che invece di asini e di comportamento animale è una vera esperta.

Siamo andati a trovarla nell’oasi che ha creato a Fontanefredde, recuperando gli spazi del vecchio campo sportivo. Qui, ogni mercoledì, sabato e domenica, da inizio giugno alla metà di ottobre, si ha l’opportunità di conoscere da vicino questi animali, imparando ad apprezzare e rispettare il loro carattere docile e mite. Un insegnamento utile anche per noi umani, spesso troppo presi dai ritmi frenetici della vita quotidiana.

CONOSCIAMO GLI ASINI

Per prima cosa è bene presentarsi a vicenda: gli asini amano che gli si parli con tono dolce e ascoltare la nostra voce. Così, mentre spazzola alla mano procediamo a strigliarli, continuiamo a raccontar loro qualcosa di noi: c’è Ruben che non ama essere toccato sulle orecchie, c’è Furia, la più anziana, e Nina, col suo pelo semilungo. La nostra voce per loro è come musica in una spa, il che, unito ad una bella grattatina, li rilassa e mette in condizione ideale per affrontare la passeggiata.

IN PASSEGGIATA A RITMO LENTO

Presto infatti si parte per un bel giretto nei boschi sopra la struttura. L’importante è essere determinati e complimentarsi con il nostro asinello di tanto in tanto. Ma ancora più importante è fermarsi per una bella merenda a base di erbe e fiori per fare il carico di energia. Ci accompagnano anche Maurizio, che ha una fattoria poco distante e gestisce il campo con Luisa, e Maya, una bella cagnolina tutta nera.

La passeggiata è semplice ed adatta a tutti. Vi consigliamo di indossare scarponcini da trekking soprattutto se ha piovuto, perché il terreno in alcuni punti potrebbe essere alquanto bagnato. Si cammina così,  a passo lento, nel silenzio e nella quiete del bosco, entrando sempre più in sintonia con l’animale. Un paio di pause merenda e si arriva in una radura magica che ricorda qualche film fantasy. Mentre Ruben, Nina e Furia girellano cercando qualcosa di buono da mettere sotto i denti, noi ci aspettiamo sbucare fuori da un momento all’altro un folletto, una fatina o un troll…

Ma è tempo di testare l’abilità di ricerca dei nostri amici a quattro zampe: secondo voi avranno avuto abbastanza fiuto i nostri eroi? L’abilità è anche di voi che li conducete… il premio? Non ve lo sveliamo ma di sicuro è stato gradito!

Lentamente si rientra alla base, dove, all’interno del recinto di sabbia, proviamo anche a togliere e rimettere la cavezza e a condurre gli asini lungo un percorso “a ostacoli”. Se la sono meritata, secondo voi, una bella carota?

Abbiamo vissuto un’esperienza davvero bella, connettendoci agli animali ed alla natura e riassaporando la lentezza.

INFORMAZIONI

Centro Educativo Sensing Animals
Tel. 333 4434736 (Luisa Demattio)
e-mail: info@sensory.camp

Per conoscere le date ed i dettagli delle uscite organizzate in collaborazione con APT Fiemme  e procedere alla prenotazione online clicca QUI.

Sono previste agevolazioni per i possessori della Fiemme Cembra Guest Card.

Per maggiori info visita il sito Visit Fiemme: clicca QUI

Potrebbero interessarti altre esperienze da fare in zona? Dai un’occhiata QUI

A Valfloriana alla cava delle bore

Avete mai sentito parlare delle cave delle bore? Non si tratta di una specie di miniera, ma di una particolare opera in muratura che serviva per il trasporto a valle del legname. Le “bore“, infatti, altro non sono che i tronchi degli alberi. Il trasporto avveniva lungo la “cava“, una sorta di lunghissimo scivolo in pietra lungo il quale, con l’aiuto di ghiaccio e neve, venivano fatti scorrere i tronchi.

Oggi le cave sono state dismesse, soprattutto dopo l’alluvione del 1966. Ne rimangono però alcuni esempi, a testimonianza di un passato che sembra ormai lontanissimo, benché per secoli il bosco sia stata la principale fonte di sostentamento per le popolazioni di montagna. La cava che abbiamo visitato oggi si trova in Valfloriana, ma avevamo visitato, in zona, anche quella di Predazzo (leggete QUI)

COME ARRIVARE

Percorrendo la strada che collega la Valle di Fiemme con la val di Cembra verso Segonzano, all’altezza di Casatta si trova un semaforo: si svolta e si inizia a salire, per circa 7 chilometri, superando gli abitati di Montalbiano e Sicina e proseguendo fino al Bait dal Manz. La strada è asfaltata e non presenta difficoltà particolari, bisogna solo prestare attenzione ad eventuali veicoli provenienti in direzione opposta, perché è stretta!

LA CAVA DELLE BORE

Parcheggiata l’auto troviamo subito un cartello che ci fornisce qualche informazione importante sulla cava. La cava è visitabile in autonomia tutto l’anno. Noi abbiamo optato per farci accompagnare da Elena, una bravissima accompagnatrice di montagna, che, oltre a farci strada, ci ha spiegato tante cose interessanti che altrimenti non avremmo mai scoperto.

I PERCORSI

Per visitare questa cava c’è un giro ad anello più lungo (circa 5 chilometri, con un dislivello di 300 metri), che porta fino alla parte alta della cava,  ed un giro più facile e corto (circa 2 chilometri, 100 metri di dislivello), più adatto a chi ha bambini.  La presenza della guida è preziosa anche per districarsi tra i numerosi cantieri che si occupano della pulizia del bosco a seguito di Vaia e del proliferare del bostrico:  a causa della presenza dei cantieri sono infatti possibili deviazioni o interruzioni dei sentieri.

LA FLORA DEL BOSCO

Durante la nostra passeggiata nel bosco abbiamo scoperto alcune piante, come lo sfagno, un tipo di muschio con il quale le donne cucivano addirittura un costume, quello dell'”Om dal bosc” (l’uomo del bosco). Ci sono poi l’acetosella, che somiglia ad un trifoglio ed ha un sapore acidulo che ricorda il limone, le orchidee selvatiche e i finti “mirtilli” (sono velenosi, da non mangiare assolutamente!): abbiamo imparato che ogni cosa nel bosco ha un suo ruolo importante.

IL LAVORO LUNGO LA CAVA

La cava è circondata da un ambiente davvero suggestivo: tra muschi, felci, fiori ed il torrente che scroscia non mancano le sorprese. La cava è stata sistemata e pulita e si riesce ad immaginare molto chiaramente come funzionava: grazie ai racconti di Elena sappiamo ora che lungo questi “scivoli” lavoravano molti uomini, il cui compito era sorvegliare il proprio tratto di competenza, intervenendo per rallentare l’eventuale velocità eccessiva dei tronchi e comunicando con una sorta di passaparola con l’uomo alla stazione successiva. Anche in caso di incidenti in tal modo il passaparola arrivava rapidamente a valle, permettendo l’invio tempestivo di soccorsi.

Si trattava di un lavoro pesante, pericoloso e decisamente faticoso: pensate che addirittura nei periodi di maggior lavoro questi boscaioli lavoravano anche di notte, rischiarando il buio con delle lanterne…

La cosa che ci è piaciuta di più? Il meccanismo dello sburf: un particolare “svincolo” studiato per rallentare la velocità eccessiva dei tronchi. Oggi si trova in una radura quasi magica, ma provate ad immaginarvelo con i rumori dei tronchi lungo gli scivoli e i canti “scacciafatica” degli uomini…

INFO UTILI
  • LUOGO: Valfloriana (Val di Fiemme)
  • PARTENZA: Bait dal Manz (1250 m)
  • ARRIVO: percorso ad anello “cava de le bore”
  • ALTITUDINE: circa 1500 m per il percorso alto e 1100 per il percorso basso
  • DISTANZA:  5,5 km (giro alto); 2 km (giro basso)
  • DURATA: 3- 3,5 ore
  • DISLIVELLO: 300/100 metri
  • PASSEGGINO: no
  • PUNTI DI RISTORO: Maso Fiordibosco (Sicina), tel.0462 910002; Baita delle Fate (Dorà), tel. 0462 910067
INFO E PRENOTAZIONI VISITE GUIDATE

Per maggiori informazioni sulle visite guidate si può contattare la Rete di Riserve Val di Cembra-Avisio all’indirzzo: reteriservecembra@gmail.com .

Potete anche consultare la nostra agenda per conoscere le date delle visite ed effettuare direttamente la prenotazione cliccando  QUI. O visitare il sito di APT Valle di Fiemme

Potrebbe anche interessarvi la cava di Predazzo, dove è prevista una visita-gioco per i bambini. Leggete QUI

Campus Natura a Rovereto

Se siete ancora alla ricerca di un campo estivo che offra esperienze davvero stimolanti nella natura per i vostri bambini, a Rovereto c’è il Campus Natura, promosso ed organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e rivolto a tutti i bambini e le bambine di età compresa tra i 6 ed i 10 anni.
Il vero punto di forza di questo campo estivo, oltre al fatto di svolgersi all’aperto, è senza ombra di dubbio la qualità delle proposte che vengono fatte giornalmente: giochi educativi, escursioni nel verde al Bosco della Città e a Sperimentarea, laboratori di archeologia, geologia, botanica, robotica, astronomia e arte. Il tutto sotto la guida esperta degli operatori didattici della Fondazione, affiancati da personale giovane e qualificato.
Il punto di ritrovo delle attività è presso l’area verde della Casetta al “Bosco della Città”, un luogo immerso nel verde dove i bambini potranno vivere e sperimentare ogni giorno attività diverse e stimolanti  dal punto di vista naturalistico e scientifico ma non soltanto: un occhio di riguardo verrà sempre posto sulla capacità di condivisione e cooperazione tra i ragazzi.
Non mancheranno nemmeno le gite alla scoperta del territorio, una a settimana, in luoghi sempre diversi, per dare modo a chi si iscrive a più settimane di provare esperienze sempre diverse e nuove.

Il Campus Natura si ispira ai principi di tutela dell’ambiente, in linea con la filosofia della Fondazione Museo Civico: dare a tutti la possibilità di vivere in un mondo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico. Per questo il Campus Natura è anche plastic free.
Sono previsti più turni settimanali, dal lunedì al venerdì, con orario 8.30-16.30 e possibilità di anticipo (08.00) e posticipo (17.00) L’inizio delle attività è fissato per lunedì 19 giugno, mentre l’ultimo giorno sarà venerdì 1 settembre 2023 (resta esclusa la settimana di Ferragosto)
TARIFFE

€ 130,00 a settimana per ogni iscritto, ​€ 110,00 dal secondo figlio.

ISCRIZIONI

Le iscrizioni possono essere effettuate online: CLICCA QUI

INFORMAZIONI

Fondazione Museo Civico di Rovereto
tel. 0464 452800
e-mail: didattica@fondazionemcr.it

Conosci il Museo Civico di Rovereto? Scopri QUI tutti i suoi segreti e consulta la nostra AGENDA per rimanere sempre aggiornato sugli eventi in corso

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Crediti Fotografici: Fondazione Museo Civico di Rovereto

SMACH Val dl’Ert: valle dell’arte

Smach: percorso di Land Art in Val Badia

Ci piace un sacco quando l’arte incontra la natura ed in Trentino Alto Adige sono numerosi gli esempi di land art: percorsi d’arte in alta quota o che comunque si sviluppano nel bosco prevalentemente realizzati con materiali naturali e di recupero. Ce ne sono di bellissimi sparsi su tutto il territorio e sono popolarissimi tra le famiglie perché amati anche dai bambini.

LA VAL DL’ERT, TRA SAN MARTINO E PASSO DELLE ERBE

Quello di cui vogliamo parlarvi oggi è un percorso con qualche caratteristica leggermente diversa. Ci troviamo a metà strada tra il passo delle Erbe e San Martino in Badia, e qui un’intera valletta è stata trasformata in una mostra permanente di arte contemporanea, con installazioni realizzate da artisti di tutto il mondo.

Le opere sono sculture provenienti dal concorso biennale SMACH, progetto nato nel 2012 per celebrare il connubio tra arte e natura, stimolare l’interesse delle persone per l’arte e valorizzare nello specifico quest’area delle Dolomiti sviluppando una coscienza approfondita e continua della storia, della cultura e delle tradizioni locali.

Le installazioni ed il bosco in cui sono adagiate comunicano e si nutrono vicendevolmente.

Fatta questa necessaria premessa vi raccontiamo la nostra esperienza. Salendo da San Martino lungo i tornanti si arriva fino a Ciastel De Tor, sede del Museo Ladino. Impossibile sbagliare: il castello spicca in mezzo al verde dei prati. Qui si può parcheggiare l’auto in uno dei due parcheggi coperti. Si sale poi a piedi per circa cento metri lungo la strada principale: nel campo sulla destra solitamente si vedono dei lama al pascolo, che ovviamente non potevamo non fermarci a salutare…

Sempre sulla destra si trova l’ingresso del percorso SMACH- Val dl’Ert, dove è possibile prelevare gratuitamente dall’espositore una mappa e fermarsi a leggere un po’ la storia e la filosofia del parco. Il parco è sempre aperto, ad ingresso libero, ed è diviso in cinque diversi settori. Si snoda su un terreno per lo più pianeggiante o con lieve pendenza, ma nel tratto intermedio presenta una ripida e stretta discesa (se pur di poche decine di metri) per questo non è adatto ai passeggini.

LE OPERE

Vi sono opere che hanno una notevole attrattiva anche verso i bambini, come la surrealistica porta rossa nel mezzo del prato, realizzata da Barbara Tavella, che, in ladino, invita a prendersi il tempo necessario per vivere appieno il momento presente, o il tunnel nei colori dell’arcobaleno Fragile as a Rainbow dei cinesi Zhang e Qiu.

Ci sono anche opere da suonare, come il grande xilofono con le barre realizzate in legno, o l’opera Fiori Sonori, dove i fiori sono realizzati con lame di sega circolare smussate e il visitatore viene invitato a percuoterli come fossero i piatti di una batteria.

Per visitare bene il parco servono tra le due e le tre ore, a seconda del tempo in cui ci si sofferma sulle opere. Alla parte 4  si accede tramite un cancelletto: in questo spazio infatti abbiamo trovato anche alcune pecore (ce ne siamo accorti per caso perché erano tutte sdraiate sotto un albero, nascoste tra l’erba alta), oltre ad una surreale tv a schermo piatto, opera dedicata all’amicizia.  Si termina con la quinta parte: qui si può anche fermarsi sulle panchine vicino al laghetto, magari per tentare di leggere uno dei libri in ladino disponibili nella little library o per fare una piccola sosta.

TRA SOGNO E REALTA’

A noi questo posto, sospeso tra realtà e sogno, è piaciuto molto: sarà che ci piace l’arte in generale, ma ne abbiamo apprezzato anche la quiete…  Il fatto di essere, in quel momento, praticamente i soli visitatori (abbiamo incontrato solo un’altra famiglia) e completamente immersi nel silenzio ha contribuito a rendere l’atmosfera ancora più surreale. Una delle cose più interessanti è stato calarsi in questa particolare realtà per cercare di interpretare le opere ed i loro significati meno ovvi.

Una mezza giornata qui potrebbe essere una valida alternativa alla passeggiata in quota: siamo sicuri che i bambini si divertiranno e si ricorderanno a lungo delle opere viste e soprattutto di quelle testate in prima persona!

VISITE GUIDATE

Durante la stagione estiva (fino al 31 ottobre) vengono organizzate delle visite guidate il martedì mattina alle ore 10.00, costo 18,00 € (bambini< 17 anni gratuito). Il tour ha una durata di due ore e  nel prezzo è compreso il biglietto d’ingresso al Museo Ladino.

INFORMAZIONI

SMACH – Val dl’Ert
Strada Tor n. 65 – San Martino In Badia (BZ)
info@smach.it
www.smach.it

 

Altre escursioni nella zona:

  • Salita facile e con vista spettacolare al Rifugio Monte MuroQUI il nostro racconto;
  • Passeggiata panoramica per tutta la famiglia alle baite del Sass de Putia: ve la raccontiamo QUI
  • Belvedere di Costaces: noi ci siamo stati in inverno ma è bellissimo anche in estate! Guardate QUI
  • Escursione alla Ütia Ciampcios, paradiso di pace affacciato sul gruppo del Puez: lo trovate QUI

Vi piace la Val Badia? Volete scoprire di più? Abbiamo raccolto tutte le esperienze da noi provate in una mini-guida per l’estate. La potete consultare cliccando QUI!

Fassa: splendida Val S.Nicolò

La passeggiata nella splendida Val San Nicolò, laterale della Val di Fassa, sembra uscire da un libro di favole. A seconda di quanto volete camminare potete fermarvi in diverse tappe.

NAVETTE

Si parte da Pozza di Fassa, lasciando l’auto nel grande parcheggio in località Vidor. Da lì si prosegue con la navetta o con il trenino, attivo da fine maggio a inizio ottobre.

A PIEDI O IN BICICLETTA

Fuori stagione si può anche salire a piedi: sono circa 5 chilometri fino alla Baita Ta Ciajaa, in località Sauch, dove fermano anche le navette. Ottima alternativa, grazie alla comoda strada asfaltata, è la bici: se non siete allenatissimi potete percorrerla con una e-bike.

LA VAL SAN NICOLÒ

Grandi prati, disseminati di pittoresche baite in legno ed incorniciati da alcune delle più belle vette (Cima Undici, Cima Dodici, il Gruppo Monzoni, Costabella, Cima Uomo e Col Ombert) vi aspettano in questa splendida vallata.

Davanti alla fermata delle navette si trova Baita Ta Ciajaa, un punto ristoro con ottimi piatti della tradizione. Aperta indicativamente da Pasqua a inizio ottobre. Info: 392.4825682.

Proseguendo lungo la strada principale, pianeggiante ed asfaltata, si trovano dei pannelli che narrano la leggenda di Similuce, bellissima fanciulla allevata da Re Laurino che, per raggiungere la Marmolada, attraversa la valle, imbattendosi prima in un temibile orco e poi nelle malvagie strie (streghe in lingua ladina).
Si arriva così, in circa 30 minuti di cammino, alla Baita Ciampiè, situata a 1826 metri.

UN ITINERARIO PIÙ BELLO DELL’ALTRO.

Da qui la strada diventa sterrata e si fa leggermente più ripida, ma sempre facile, sia per i bambini che con eventualmente il passeggino da trekking. Al bivio abbiamo proseguito attraverso il bosco sul sentiero 608, trovando così anche un po’ di riparo dal sole.

Ed eccole, finalmente in lontananza, le suggestive cascate della sorgente del Rio San Nicolò. Servono solo una manciata di minuti per raggiungere la località “Pè de Forcia”, a 2011 metri, dove si trova anche la Baita alle Cascate (aperta da metà giugno fino all’inizio di ottobre. Info: 330.841692)

Qui è possibile rilassarsi sul prato o rifocillarsi con un ottimo pranzo tipico, circondati da un paesaggio idilliaco. Se siete a piedi o con lo zaino portabimbo, dopo aver ammirato le cascate ed esservi rinfrescati potete, come abbiamo fatto noi, imboccare, sotto la baita, il sentiero 641 che costeggia il rio san Nicolò, ed evitare così di rientrare sulla stessa strada dell’andata.

LA STRADA DEI RUSSI

Questo percorso si snoda tra radici e ponticelli, con lo scrosciare dell’acqua a farvi da compagnia. Si tratta della  cosiddetta “Strada dei Russi” perché costruita dai prigionieri russi durante la prima Guerra mondiale. Passando per un’ampia pietraia alluvionale ci siamo infine riportati sul bivio incontrato all’andata e quindi alla Baita Ciampiè (un’oretta di cammino). Merita una sosta anche la Malga Mezzaselva, dove è possibile acquistare formaggi, burro e panna prodotti con latte locale. Ecco le loro mucche che prendono il sole beate!

Non mancano in questo posto di sicuro né mucche né asinelli!
Un’escursione da provare senza ombra di dubbio: facile, con poco dislivello e adatta a tutta la famiglia, anche a chi non è abituato a camminare molto.

Per chi invece volesse provare un percorso alternativo, la Val San Nicolò si può raggiungere anche partendo dal Buffaure. Il sentiero, tutto in discesa nel bosco e con tratti un po’ scivolosi e poco adatti ai bambini piccoli (intraprendetelo solo con bambini grandicelli e svegli) vi porterà dapprima ad un incredibile punto panoramico (tenete i bambini sempre per mano!) e poi, a scendere fino alla Baita Ta Ciajaa, in circa un’ora o poco più.

INFORMAZIONI NAVETTA
  • da Pozza (località “Vidor”) alla Val San Nicolò (località “Saùch”)
  • biglietti acquistabili presso la biglietteria in località “Vidor”
  • Prezzo: adulti a/r 10€; bambini 9-10 anni a/r 6€; cani a/r 3,50 €. Bambini fino a 8 anni gratuito. Sconto per possessori val di Fassa Guest Card.
  • info 335.6454755
INFORMAZIONI TRENINO
  • circa 7-8 corse giornaliere. Biglietti acquistabili a bordo
  • da Pozza (Piaza de Comun) alla Baita Ciampiè
  • Costo: adulti andata € 7,00 – ritorno € 7,00; bambini (3-10 anni) andata € 3,00 – ritorno € 3,00; bambini (0-2 anni) gratis; cani € 2,00 (guinzaglio e museruola). Sconto con Val di Fassa Guest Card
  • info: 328.2852124
NEI DINTORNI
  • Poco prima della località Vidor si trova la partenza della telecabina che sale al Buffaure, dove vi aspettano il labirinto di Buffy, l’enorme Bregostana, il branco di lupi ed altre maxi opere d’arte, ma anche la possibilità di passeggiate con gli alpaca, bei rifugi e panorami incredibili!
  • QUI trovate tanta altre passeggiate ed escursioni a Pozza di Fassa.

Centrale idroelettrica di Riva

Le centrali idroelettriche sono un’attrazione unica e innovativa che, sul territorio trentino rappresentano anche parte della storia della produzione energetica e regalano grandi sorprese a chi vuole visitarle. Anche a Riva del Garda, come a Santa Massenza, la centrale idroelettrica gestita dal Gruppo Dolomiti Energia, è aperta al pubblico con un allestimento multimediale davvero interessante.

LA CENTRALE IDROELETTRICA

Qui si potrà scoprire come le acque del lago di Ledro e del torrente Ponale, convogliate in grosse tubature, vengono sfruttate per produrre energia elettrica pulita.

Quella di Riva è decisamente una centrale monumentale, realizzata negli anni ’20 su progetto di Giancarlo Maroni, l’architetto di D’Annunzio, famoso per il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, ma anche per altri edifici che si trovano a Riva del Garda, tra i quali la casetta d’ingresso al Parco Grotta Cascata Varone . Questo nome basterebbe da solo a richiamare visitatori da ogni luogo, ma oltre alle peculiarità architettoniche, qui si può vivere un’esperienza unica, alla scoperta di un mondo poco conosciuto nei dettagli.

Alcune delle sale una volta occupate dai voluminosi macchinari sono oggi state riconvertite con originali allestimenti multimediali che attraverso il gioco fanno comprendere in modo concreto i vari passaggi che permettono di ricavare energia da una fonte naturale di primaria importanza quale è l’acqua.

All’interno della centrale, che si specchia nelle acque del lago, è previsto un percorso di visita che, tramite un allestimento completamente nuovo fatto di  video multimediali, pezzi originali e pannelli illustrativi spiega la storia, l’evoluzione ed il futuro dell’energia pulita prodotta utilizzando l’acqua.  Anche i più curiosi non rimarranno delusi.

Sarà inoltre possibile visitare “L’Officina dell’ Energia”, un’area in cui grandi e bambini potranno sfidarsi a produrre energia in un gioco educativo unico (5 €, prezzo unico).

IL PROGETTO HYDROTOUR DOLOMITI

L’apertura al pubblico della centrale fa parte di un progetto che coinvolge altri impianti e altre vallate, come la Valle dei Laghi con la centrale di Santa Massenza. Il progetto si chiama “Hydrotour Dolomiti” ed è volto a valorizzare e far conoscere gli impianti idroelettrici del Trentino,  il loro funzionamento, e le applicazioni che questa tecnologia  ha nella nostra vita di tutti i giorni.

Le visite guidate sono condotte da personale specializzato, capace di illustrare le diverse tecnologie e come queste vengono applicate al fine di garantire una produzione di energia elettrica rinnovabile e rispettosa dell’ambiente. Il Trentino è infatti uno dei maggiori produttori di energia pulita d’Italia. Quello di Hydrotour è dunque un viaggio nell’energia pulita, per capire, imparare ed emozionarsi di fronte all’intelligenza dell’uomo e alla forza della natura.

INFO UTILI

Per ulteriori informazioni e per avere tariffe complete sempre aggiornate cliccate QUI.

Noi segnaliamo la tariffa intera €15 e poi la tariffa famiglia: €25 due genitori + figli minorenni e €15 un genitore + figli minorenni e le riduzioni per i ragazzi di età compresa fra i 7 e i 18 anni. Interessanti le gratuità per i bambini fino ai 6 anni e per le persone diversamente abili e loro accompagnatori.

La visita è possibile SOLO tramite tour guidato, che va prenotato obbligatoriamente in anticipo.

INDIRIZZO, PRENOTAZIONI E CONTATTI 

Centrale Idroelettrica di Riva del Garda, via G.Cis 13, Riva del Garda

Prenotazione obbligatoria: email:booking@hydrotourdolomiti.it –  tel. 0461 032486

Per ulteriori info visita anche il sito www.gardatrentino.it

 

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Crediti Fotografici @www.hydrotourdolomiti.it