La Val Sarentino si trova a soli 16 chilometri da Bolzano e regala un’atmosfera incantevole, molto autentica. Motivi per amare questa valle ve ne possiamo dare moltissimi: prati verdi in cui si passeggia accompagnati solo dallo scampanellio delle mucche, ottima cucina, gli ometti di pietra, ed un meraviglioso sentiero tematico. Anzi, uno che ne contiene tanti: l’Urlesteig a Reinswald.
COME SI RAGGIUNGE
Provenendo da Bolzano, a Campolasta si svolta a destra in direzione Valdurna/Reinswald fino alla stazione a valle della cabinovia. Aperta indicativamente da fine maggio a fine ottobre. Il sentiero Urlsteig si snoda in sei diversi tratti. Potete scegliere quale affrontare in base alle tematiche, al dislivello, che può variare da 70 a 560 metri, e alla lunghezza di ciascuno. Qui trovate la cartina con le informazioni dettagliate di ciascun percorso.
Noi abbiamo preso la cabinovia (orari e tariffe li trovate QUI) che in pochi minuti ci ha portati alla stazione a monte a 2130 metri d’altitudine. Dopo due salti al parco giochi ci siamo incamminati verso il percorso numero 3, quello cioè dedicato alla storia e alla cultura che si snoda per poco più di 3 chilometri in direzione malga Getrum.
A pochi metri di distanza dal ristorante Pichlberg ci siamo fermati estasiati ad osservare il panorama dal telescopio: Gruppo delle Odle, Gruppo del Sella, Sassolungo e Sassopiatto, Sciliar, Catinaccio, Latemar e avanti così in uno “skyline” dolomitico mozzafiato.
Questo percorso è pressoché tutto pianeggiante e percorrendolo è possibile scoprire tutte le proprietà del pino mugo, i segreti dell’agricoltura di montagna, le storie dei minatori del Seeberg e quelle dei pastori raccontate all’interno di una graziosissima baita con la quale si apre il percorso.
Proseguendo troviamo in successione il percorso Kneipp, da fare rigorosamente a piedi scalzi per godere appieno degli effetti benefici, il sistema di irrigazione, la storia delle miniere e la visuale sul lungo muro di cinta che un tempo serviva a contenere i pascoli.
e il laghetto con la zattera e vari giochi d’acqua.. una meraviglia nelle giornate più calde!
Non ci crederete, ma le caprette sono arrivate proprio mentre stavamo leggendo il cartello che raccontava la storia dei pastori della Val Sarentino… che sia il risultato di una scenografia perfettamente allestita?
Si prosegue poi con il labirinto di pino mugo: un sentiero che s’inerpica tra la fitta vegetazione e che sembra non finire mai… Subito sotto vi attende la divertentissima zip line per una velocissima discesa che vi trasporterà verso la conclusione di questo primo tratto con arrivo alla malga Getrum.
Anche se attraversando la terrazza soleggiata veniamo catturati dagli inebrianti profumi della cucina, decidiamo di fare prima il nostro dovere concludendo in bellezza con la ferrata per bambini: un sentiero che si inerpica tra grossi massi e che, con l’aiuto di scalette e ponticelli, ci porta fino al terrazzino panoramico.
Al ritorno dalla ferrata la fame è aumentata ma fortunatamente l’ottima cucina della malga Getrum ha soddisfatto tutti i palati: gulash, canederli, tagliatelle e non potevano mancare 2 piatti di speck, patate saltate e uova al tegamino.
Rifocillati e riposati decidiamo di proseguire il nostro percorso seguendo la parte del sentiero dedicata alla flora. Questo tratto si estende dalla malga per circa 2,5 chilometri e un dislivello in discesa di 270 metri.
Una cappella in cirmolo invita alla riflessione su Dio e sul mondo. Non dimenticate di suonare la campana all’interno!
Scendendo verso valle il sentiero rientra lentamente nel bosco lungo le sponde del rio Getrum. Qui le cinque postazioni vi insegneranno tanti segreti sulle piante di questa zona: larice, abete rosso, cirmolo e l’immancabile pino mugo. Al termine di questo tratto incontriamo un bivio: salendo verso destra ci sarebbe la possibilità di chiudere il percorso con un anello che, passando per i laghetti Urlelockn, ci riporterebbe alla stazione a monte degli impianti. Noi invece decidiamo di proseguire la discesa per avventurarci in altre due parti del sentiero.
Ed eccola qui la nostra parte preferita: il tratto che illustra la potenza della natura che può avere origine da un ruscello. Dai mulini alla stazione a valle, tra giochi d’equilibrio e ripari segreti, sono circa 10 minuti di cammino e si conclude con questa meravigliosa casetta sull’albero perfettamente arredata!
Concludiamo il nostro tragitto con la parte dei mulini di Reinswald: qui il nuovissimo parco giochi, sempre rigorosamente in legno, merita una lunga pausa alla scoperta del processo da bruco a farfalla. Questa parte del percorso Urlesteig così come quella dedicata all’acqua, sono interamente percorribili in passeggino.
Da qui per rientrare al parcheggio della stazione a valle della funivia camminiamo ancora per poco più di un quarto d’ora godendo ancora una volta di un panorama indescrivibile.
Amici camperesti potete sostare QUI.


















Dopo alcuni tiri di prova per prendere un po’ di dimestichezza si parte per raggiungere il primo bersaglio. Troverete lungo il percorso delle postazioni con riproduzioni di animali preistorici, da colpire con tre, due e alla fine una sola freccia, per risvegliare quella capacità istintiva che c’è in noi di tirare con l’arco, per sopravvivere (a tal proposito Stefano vi spiegherà la filosofia che sta dietro a questa attività).
























La visita al Parco Fluviale Novella dura circa 2 ore: si parte dal centro escursioni in località San Biagio di Romallo. Basta inserire Parco Fluviale Novella su Google Maps per arrivare a colpo sicuro alla struttura di partenza). Presso la cassa, vi verrà consegnato un caschetto da indossare nella forra.
Si segue la strada per circa 200 metri, per poi immergersi nel meleto sovrastante e proseguire verso il canyon. Lungo il percorso, si attraverserà anche l’antichissimo Ponte di Pozzena: si pensi che esisteva già nel 1276! Un consiglio se non soffrite di vertigini: provate ad affacciarvi per capire quanto siete in alto! Di lì a poco si raggiungerà il canyon vero e proprio: una emozione unica ammirare l’impeto dell’acqua camminando su una scala di ferro lunga tutta la forra. E poi le calcare, dove un tempo si produceva la calce, e il bosco dei veleni, dove imparerete a riconoscere il temibile “Taxus baccata”.
Una scoperta continua, insomma, fino al ponte che vi riporta al punto di partenza: 80 metri di altezza dove potrebbe capitarvi di scorgere qualcuno sul kayak in fondo al canyon. In estate è possibile attraversare le selvagge gole del torrente da un punto di vista assolutamente inedito: leggete il nostro racconto
Info utili:




Ci sono anche opere da suonare, come il grande xilofono con le barre realizzate in legno, o l’opera Fiori Sonori, dove i fiori sono realizzati con lame di sega circolare smussate e il visitatore viene invitato a percuoterli come fossero i piatti di una batteria.
Per visitare bene il parco servono tra le due e le tre ore, a seconda del tempo in cui ci si sofferma sulle opere. Alla parte 4 si accede tramite un cancelletto: in questo spazio infatti abbiamo trovato anche alcune pecore (ce ne siamo accorti per caso perché erano tutte sdraiate sotto un albero, nascoste tra l’erba alta), oltre ad una surreale tv a schermo piatto, opera dedicata all’amicizia. Si termina con la quinta parte: qui si può anche fermarsi sulle panchine vicino al laghetto, magari per tentare di leggere uno dei libri in ladino disponibili nella little library o per fare una piccola sosta.


Una mezza giornata qui potrebbe essere una valida alternativa alla passeggiata in quota: siamo sicuri che i bambini si divertiranno e si ricorderanno a lungo delle opere viste e soprattutto di quelle testate in prima persona!












Il sentiero è in buona parte comodo e battuto con alcuni saliscendi, alcuni tratti più ampi e altri più stretti a strapiombo sul Limarò. Dopo una breve salita arriviamo ad un bel punto panoramico da dove possiamo scorgere il Maso Limarò, la nuova ciclabile, le gallerie che portano a Comano Terme e nelle Valli Giudicarie e il fiume Sarca.

