Ecco una passeggiata semplice e a poca distanza da Rovereto, più precisamente in Località San Valentino, sul Monte Baldo. Stiamo parlando di quella a Baita Fos ce, una ex malga in disuso dagli anni Sessanta, poi convertita in rifugio all’inizio degli anni Ottanta. Sebbene questa zona sia più famosa per le opportunità che offre durante l’inverno, anche nella bella stagione non mancano le cose da fare. Qui infatti la semplicità della natura da il meglio di sé.
Come arrivare a Baita Fos ce
- Dalla strada: Per arrivare a Baita Fos ce ci sono più opzioni: la più semplice (ma ovviamente anche la meno consigliata, se si desidera fare anche quattro passi!) è in auto. Si prosegue da San Valentino verso il Rifugio Graziani: la strada è tutta asfaltata, non è larghissima ma non desta nemmeno particolari problemi.
- A piedi: si può percorrere la strada anche a piedi, ovviamente con prudenza. Non è trafficata, c’è poco dislivello, è in gran parte ombreggiata e c’è pure una fontana con acqua bella fresca. Lungo il tragitto, laddove il parapetto si affaccia sulla valle sottostante, vale la pena fermarsi per osservare il panorama.

Da San Valentino, percorrendo la SP3 a piedi, si arriva a destinazione in 30 minuti circa, mentre viaggiando in auto bastano 5 minuti.
- Dal sentiero: Un’altra possibilità (che è quella che vi consigliamo), è quella di lasciare l’auto a San Valentino, e seguire le indicazioni per il “Cimitero di Guerra” e da qui proseguire seguendo il segnavia 654 verso la località Pianaz, Rifugio Fos ce. In questo caso si tratta di una stradina forestale, che nell’ultimo tratto diventa sentiero. Se scegliete questa opzione mettete in conto un’oretta abbondante di camminata.
Baita Fos ce: nel cuore del Baldo
Il rifugio Fo-sce è inserito in una cornice naturale incantevole, a cavallo tra la valle dell’Adige ed il Lago di Garda (se avete tempo in due ore e mezza potete arrivare al Rifugio Damiano Chiesa, in vetta al Monte Altissimo – la vista a 360° è eccezionale). Ci troviamo a 1430 metri, all’interno della riserva naturalistica di Bes-Corna Piana, il “Giardino d’Europa“, 150 ettari di patrimonio floreale protetto per la sua unicità e varietà.
Il Rifugio Fo-sce è quindi anche il punto di partenza ideale per andare alla scoperta della flora del Monte Baldo: basta seguire la stradina per Malga Bes, che si imbocca proprio nei pressi del rifugio Fo-sce: in un’oretta si arriva in località Cornapiana.
Rifugio Baita Fos ce
Il rifugio è piccolino ma grazioso, una costruzione in sasso che si integra bene con l’ambiente circostante. Sul retro c’è una bella terrazza con i tavoli per mangiare all’aperto ed un prato per giocare.
All’interno, una sala da pranzo con una trentina di posti e anche una camerata a sei posti per chi volesse fermarsi a dormire.

Cosa mangiare
Che sia solo per una golosa fetta di torta o per deliziarvi con i piatti della cucina trentina tradizionale, non potete non assaggiare la cucina di René! Piatti semplici e gustosi e porzioni abbondanti: nei nostri piatti non è rimasto nulla, che bontà!
Si rientra a San Valentino compiendo l’anello o ripassando per la via dell’andata.

Rifugio Baita Fos ce
Baita Fos ce: info utili
- LUOGO: Brentonico
- PARTENZA: San Valentino
- ARRIVO: Rifugio Baita Fos ce
- ALTITUDINE: m 1430
- DISTANZA: 7,5 km
- DURATA: 2,5/3 ore (andata e ritorno)
- DISLIVELLO: 260 metri
- PASSEGGINO: zaino o marsupio
- PUNTI DI RISTORO: Rifugio Baita Fos ce
📞 347 3257484; 333 1883352
Apertura e contatti
Apertura 2025: dopo i lavori di ammodernamento il Rifugio riapre venerdì 23 maggio 2025.
PRIMAVERA/ESTATE: aperto in primavera nei weekend e da giugno a settembre tutti i giorni;
AUTUNNO/INVERNO: aperto da ottobre il venerdì a cena, il sabato a pranzo e cena e la domenica fino all’ora di merenda. Nel periodo dal 20 dicembre al 6 gennaio aperto tutti i giorni.
Rifugio-baita-fos-ce
📞347 3257484; 333 1883352
✉️ rifugiobaitafosce@gmail.com

Baita Fos ce
Nei dintorni sul Baldo
Dopo essere stati al Rifugio Baita Fos ce o in abbinamento vi consigliamo:
- di raggiungere la cima dell’Altissimo (leggete: Sul Monte Altissimo in famiglia)per poi magari fermarvi pranzo o cena al Fos ce
- Fermarvi a conoscere gli animali della fattoria Al Casel di Malga Mortigola
- Potrebbe esservi utile la nostra mini-guida Vallagarina in estate























Il secondo tratto della salita (dalla base alla cima della cascata) è un pochino più impegnativo a causa dei numerosi avvallamenti e scalini. Di converso, è anche il più suggestivo. Attraversando il ponte di legno, bagnati dagli schizzi dell’acqua, potrete ammirare da vicino la portata di questo salto d’acqua, 


Per la gita odierna ne percorreremo solo il tratto iniziale, quel che basta per riempirsi gli occhi di bellezza e far contenta tutta la famiglia.




C’è anche un recinto con un laghetto dove sono presenti coniglietti, anatre, galline e pecore, per la gioia dei bambini di ogni età.
Noi abbiamo scelto di proseguire in senso orario ma potete esplorare anche l’altro lato, verso la vicinissima ütia Sot Putia, anch’essa ideale come sosta se non volete proseguire oltre: anche qui qualche gioco per i bambini, sdraio e tantissimo spazio dove correre e divertirsi.



Per gli adulti sdraio girevoli e slitte in legno su cui rilassarsi e prendere il sole (occhio che scotta, anche se non sembra!), con vista cinematografica sul Sass de Putia. E che dire dell’atmosfera?
Mentre gustavamo il nostro pranzo a base di salamino di bovino scozzese, patate arrosto e frittelle di ortica siamo stati allietati da un “concertino” di fisarmonica e coro di montagna: a volte le cose improvvisate sono le migliori!
Insomma, tra buon cibo, aria fresca, panorami mozzafiato, giochi ed animali è stato un vero peccato andarsene!
Per il rientro al parcheggio mettete in conto venti minuti. Siete pronti a partire? Noi abbiamo già voglia di tornare!

Verso il Lago delle Buse
Si prosegue così su un continuo lieve saliscendi, interrompendo il passo solo per raccogliere qualche gustoso mirtillo, fino ad arrivare all’“Eterno”, quel che resta di un grande albero cresciuto abbarbicato su un grosso masso e colpito da un fulmine.
Ma se l’occhio è confuso altrettanto non si può dire dell’orecchio: il fischio delle marmotte è inconfondibile, ed infatti ne abbiamo anche avvistata una su un grosso sasso, in lontananza. Che fortuna!










































