In Vigolana c’è un bellissimo sentiero tematico: “le Fiabe nel Bosco”. Si trova nei pressi della Malga Doss del Bue facilmente raggiungibile in macchina da Vattaro. Un semplice percorso di arte e natura che si sviluppa nel bosco. Lungo la strada trovate opere in legno accompagnate dalle classiche fiabe per bambini. Il tempo di percorrenze è soggettivo e varia a seconda delle soste. Calcolate un paio d’ore con tutta calma per leggere le storie anche più di una volta! Se vi piacciono questo tipo di percorsi non perdetevi i 20 sentieri tematici in Trentino Alto Adige.
Malga Doss del Bue
Proprio di fronte alla malga ecco il tabellone con le spiegazioni: tre chilometri circa, pressoché pianeggianti, che si snodano su una strada sterrata fattibile anche con i passeggini da trekking. Dai mille metri di altitudine si raggiungono i 1100 metri, davvero un percorso fattibile da tutti.
Mappa Fiabe nel Bosco
Sentiero delle fiabe in Vigolana
Qui vi aspettano una quindicina di sculture in legno, frutto dei simposi che si tengono ogni anno. I soggetto sono tanti personaggi che sempre hanno affascinato i cuori dei più piccoli: il lupo di Cappuccetto Rosso, il Gatto con gli Stivali, Hansel e Gretel, Pinocchio.
Sarà possibile – grazie agli speciali leggii stampati – leggere le storie assieme ai bambini, affascinati poi nel vedere l’opera corrispondente. Per scattare subito verso la la tappa successiva curiosi di scoprire che personaggio li attende.
Un bel modo per intrecciare natura ed arte, per coinvolgere le famiglie e non solo, in un percorso che crescerà di anno in anno fino a diventare circolare. Scopritelo al più presto!
La passeggiata lungo la Roggia di Scena segue gli antichi canali di irrigazione della zona. Il termine “roggia” indica proprio il canale di irrigazione, lungo il quale scorre l’acqua deviata da un corso di maggiore portata. Questo ingegnoso sistema ha reso coltivabili terre in precedenza molto aride.
La roggia di Scena
Approfittando di una bella giornata di sole, abbiamo deciso di percorrere il tratto di roggia che sovrasta il paese di Scena. Una bella passeggiata che parte dal centro del paese e si snoda per una decina di chilometri.
ROGGIA DI SCENA: COME ARRIVARE
Scena si trova a poco più di un’ora d’auto da Trento. Da Bolzano si prosegue sulla MEBO fino a Merano-Sinigo, quindi si seguono le indicazioni per Scena. Potete lasciare la macchina nel centro del paese di Scena, o poco sopra, e poi seguire Via Ifinger e le indicazioni Taser Waalweg. Da qui vi dirigerete verso la stazione a valle della funivia Taser. Vi abbiamo raccontato che mondo si apre una volta saliti in quota con questo impianto: scopritelo nel nostro articolo Monte Scena: Rifugio Picco Ivigna.
IL SENTIERO LUNGO LA ROGGIA
La strada, all’inizio asfaltata, attraversa il piccolo borgo per poi proseguire piuttosto ripidamente per una quarantina di minuti, tra le vigne e i meli caratteristici della zona. Un po’ faticoso, ammettiamo, ma davvero splendido.
Dopo circa una decina di minuti si incontra la prima sorpresa: un tavolo con uova fresche e succo di mela in vendita: basta lasciare le monetine nella cassettina. Un gesto di fiducia nel quale è facile imbattersi in Alto Adige. Noi abbiamo acquistato del succo di mela buonissimo.
Bancarella lungo la roggia di Scena
Giunti alla base della funivia parte la passeggiata vera e proprio lungo la roggia, un sentiero semplice e pianeggiante che si snoda tra boschi e frutteti. Presenza costante: la roggia, che con il suo piacevole rumore vi accompagnerà per tutta la passeggiata. I canali vengono aperti verso metà aprile.
I Sentieri dell’Acqua meranesi
Volendo è possibile parcheggiare la macchina direttamente alla base della funivia, evitando così il tratto più ripido, ma vi perdereste una parte molto suggestiva della passeggiata.
Lungo il sentiero si trovano curiosi binocoli con la spiegazione di quello che si vede guardandoci dentro e anche tantissime panchine su cui fermarsi per una sosta o per un picnic in mezzo alla natura.
Se invece preferite un pranzo caratteristico è possibile trovare un paio di punti di ristoro che vi tenteranno con menù che definire invitanti è riduttivo.
Lungo il tragitto incontrerete anche un percorso Kneipp, ideale nelle giornate più calde per una pausa decisamente rinvigorente.
Poco prima di raggiungere la funivia di Merano 2000, in prossimità del quartiere di San Giorgio potete prendere il sentiero che costeggia i vigneti e che vi condurrà a Scena in circa venti minuti oppure come abbiamo fatto noi, ripercorrere la stessa strada dell’andata. I bambini non perderanno occasione per giocare ancora con l’acqua e trovare qualche particolare precedentemente sfuggito.
MASO SALFGUT
Consiglio da local: se avete bambini abituati a camminare e siete alla ricerca di un posto davvero autentico vi suggeriamo di prendere a metà percorso la deviazione per Maso Salfgut. In una ventina di minuti in salita (ma ne vale la pena) arriverete alla meta.
Gestione familiare molto cordiale, accomodatevi sulla terrazza soleggiata e non abbiate fretta! Thomas, con il suo sorriso gentile, vi illustrerà i piatti (elenco sulla parete solo in tedesco) preparati quasi esclusivamente con i loro prodotti: uova, latte, carne, verdure,…
Noi abbiamo mangiato canederli di spinacio selvatico colto nel bosco al mattino da suo papà, polpettone con uova e patate saltate e una buonissima torta di fragole e panna. Prezzi modici, l’unica questione è che non bisogna avere fretta. Godetevi il tempo lento di questo posto. Attenzione: aperto solo ad aprile e maggio, chiude nei mesi più caldi per riaprire in autunno (0473 945680). Si torna indietro dalla stessa strada.
Prima di tornare a casa, o al mattino, ricordatevi di fare un giretto a Scena, un paesino davvero delizioso.
ROGGIA DI SCENA: INFO UTILI
LUOGO: Scena PARTENZA: paese di Scena o stazione a valle della funivia Taser ARRIVO: paese di Scena (rientro o dalle stessa strada dell’andata o attraverso giro circolare) ALTITUDINE: dai 500 ai 900 metri slm circa DISTANZA: circa 10 chilometri DURATA: indicativamente 2 ore/2 ore e 30 minuti DISLIVELLO: 300 metri circa PASSEGGINO: no IMPIANTI: no PUNTI DI RISTORO: Jausenstation Cafè Am Waal tel: 0473310424 – cell. 3382852984 – Maso Salfgut (aperto solo ad aprile e maggio, chiude nei mesi più caldi per riaprire in autunno tel.0473 945680). Molto importante: NON ci sono fontanelle con acqua potabile: ricordate di portare la borraccia (soprattutto con il caldo estivo)
NEI DINTORNI
Bella la passeggiata lungo la roggia di Scena, vero? Eccovi allora alcuni spunti di attività da fare nei dintorni:
A poca distanza da Lana si trova un luogo davvero magico, composto da sette giardini. Nel 2006 i proprietari della tenuta vitivinicola Kränzelhof decisero di completare la loro azienda arricchendola di un grande spazio verde con molteplici ambientazioni e suggestioni.
All’interno dei 7 giardini Kränzelhof, il labirinto di tremila metri quadrati sarà di certo la parte più apprezzata dai bambini, ma anche quella che forse farà riflettere maggiormente gli adulti. Un percorso tortuoso e pieno di scelte da compiere: così, proprio come la vita!
7 Giardini Kränzelhof – il labirinto
TRA ARTE E SUGGESTIONE
Al di là dell’apparenza ludica questo posto nasconde infatti livelli multipli di lettura. Alla fine del labirinto per esempio si trova un teatro con palcoscenico e gradinate in erba, per ricordarci quanto siamo protagonisti della nostra vita. Si prosegue poi con l’incontro tra cipressi e larici, che simboleggiano la cultura italiana e tirolese. Un’unione affascinante che rende questo territorio ancora più interessante. C’è poi il labirinto di terra, che permette di effettuare un movimento fisico e spirituale fino al centro. La mente si svuota cercando di trovare il percorso corretto.
Naturalmente i bambini vivranno tutto come un gioco, ma sarà interessante anche farli ragionare su argomenti più complessi. Un bel modo, insomma, per trascorrere del tempo di qualità assieme.
I 7 GIARDINI DEL KRÄNZELHOF
I sette giardini, i cui nomi e la cui composizione si ispirano a diversi stati d’animo ed emozioni, occupano una superficie di circa 2 ettari ed ospitano spesso mostre di artisti di fama nazionale ed internazionale. Bellissimi sia sotto il sole che sotto la pioggia, grazie ai ripari ed agli spazi ombreggiati, si vestono di nuovi colori a seconda del momento della giornata.
Il giardino della Fiducia, ad esempio, ha questa grande clessidra rotta che indica “Il tempo perduto”.
Kränzelhof: il Giardino della Fiducia
E poi ancora, laghetti e tanti fiori appena sbocciati. Qui niente sembra essere lasciato al caso. I proprietari dicono: “A noi importa far stare bene chi arriva qui: sedersi all’ombra di un noce o di una quercia non è la stessa cosa. Sperimentate ciò che vi fa stare bene”.
Andate ad esplorare anche la grande stanza verde, l’installazione a farfalla dedicata ai desideri, la pagoda da raggiungere con un movimento concentrico. Insomma, un posto magico, cui va dedicato tutto il tempo necessario.
KRÄNZELHOF: INFO UTILI
l’ingresso costa 12 euro per gli adulti; 4,5 euro per i bambini
i cani sono i benvenuti
è possibile effettuare una visita guidata sia all’azienda vitivinicola che ai giardini, minimo 5 persone ( a pagamento)
il bar/enoteca è aperto dal lunedì al sabato dalle 11:30 alle 15 (domenica solo degustazione di vini)
il punto vendita permette di acquistare i vini dell’azienda
Se vi sono piaciuti i 7 giardini Kränzelhof a Cermes, vicino a Merano, potrebbero anche piacerti i seguenti articoli: cliccali per scoprire tutti i dettagli
Bellissima escursione nella zona di Passo Costalunga, che porta ad un caratteristico punto di ristoro: Baita Maserè. Itinerario che si può fare dalla primavera all’autunno inoltrato, visto che la struttura apre a metà maggio e chiude il primo di novembre. Noi ci siamo stati proprio in questo periodo, in una giornata con il cielo azzurro e tanti colori a ravvivare il bosco. È un percorso adatto a tutti, anche ai bambini un po’ abituati a camminare. Scoprite tutte le passeggiate che si possono fare in Val d’Ega.
Si parte dal Passo di Costalunga tra la pensione Rosengarten e l’Hotel Savoy, seguendo la segnaletica che chiaramente ci indica la meta. Si attraversano prati e boschi di larici e abeti sotto le pareti maestose del Catinaccio. Spettacolo per gli occhi. Il sentiero si snoda in costante salita, anche se il paesaggio è talmente bello che la fatica non si sente.
Dopo circa un’oretta – e un dislivello di circa 300 metri – si arriva alla deviazione che avvisa che la meta è a 5 minuti. Proseguendo si può arrivare invece in 20 minuti al Rifugio Paolina. Abbassando lo sguardo già si intravede il tetto della malga, davvero carina e collocata in un posto panoramico notevole a quasi 2000 metri, 1955 metri per la precisione. C’è anche un piccolo parco giochi e qualche animale.
Baita Masarè: il menù
Qui abbiamo gustato un ottimo Kaiserschmarren, uova speck e patate e dei gustosi canederli in brodo: porzioni decisamente abbondanti, che non ci hanno permesso di gustare l’appetitoso strudel di pasta frolla che avevamo intravisto.
Il tempo di riposarsi sulle sdraio gialle con vista Latemar e aver goduto di questo ultimo sole autunnale, che era già arrivato il momento di tornare. Si ripercorre il sentiero dell’andata. Torneremo in inverno, perché la baita è posizionata sulle piste da sci, ma può essere raggiunta anche con le ciaspole e comunque con la neve.
INFO UTILI
LUOGO: Val d’Ega
PARTENZA: Passo Costalunga
ARRIVO: Baita Masarè
ALTITUDINE: quasi 2000 metri
DURATA: un’oretta abbondante
DISLIVELLO: circa 300 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: Baita Maserè | 348.2463394 | aperta da metà maggio fino a inizio novembre e da inizio dicembre fino a inizio aprile, senza giorni di riposo
Ci sono anche altri modi per raggiungere la struttura, anche prendendo gli impianti o con la Mountain bike. Li trovate tutti QUI.
Percorso tematico di 4 chilometri e mezzo (250 metri di dislivello) in Val di Non, sopra il paesino di Preghena (11 chilometri da Cles, in direzione Val di Sole). Vi aspetta un fantasioso sentiero disseminato di personaggi scolpiti nel legno e di installazioni realizzate con materiali naturali (pietra e legno) che raccontano le fatiche della gente di montagna e le antiche storie della fantasia popolare. Una ventina di postazioni che renderanno piacevole questo giro ad anello percorribile con calma in tre ore. Se vi piacciono questo tipo di sentieri non perdetevi i 20 sentieri tematici in Trentino Alto Adige.
Purtroppo si può parcheggiare solamente in paese e da lì cominciare la passeggiata. Scrivo “purtroppo” perché questo implica una salita piuttosto ripida di almeno 20 minuti e la possibilità di accedere con in passeggini. L’inizio del percorso è nei pressi della fontana in paese dove si trova anche un totem illustrativo. Qualche informazioni in più.
Il sentiero delle fate a Preghena
Le prime opere in legno ad apparire sono stati gli animali: l’orso, la lepre, il falco, lo scoiattolo. Ma il bello arriva dopo un quarto d’ora di cammino: prima le spade nella roccia, poi il pentolone dei desideri, poi la strega volante e la “peste dal diaol“, un bellissimo mostro con la coda lunga ed un forcone. Continuando sul percorso ecco le campane per rendere inutili i malefici delle streghe e dei maghi. E poi via… si riprende in discesa: le motoseghe giganti e poi i pezzi di tronchi d’albero che suonano e che possono essere facilmente riconosciuti dai bambini grazie alle etichette esplicative.
Sulla sinistra ecco il “Doss da Mul“, da dove si vede la Valle di Rumo, il Mezzalone, Cis e la Valle di Bresimo. Poco più avanti sulla destra ecco un bel prato con una super tettoia di legno con tavoli e panche dove poter fare splendidi pic nic all’aperto. Volendo si può anche chiedere in Comune il permesso per arrivare fin lì con l’auto.
Anche lì diverse opere: la fatina prigioniera, la carbonaia (metodo antico per ricavare dal legname disponibile il carbone), lo gnomo che sorveglia lo stagno.
Il giro prevede una sorta di anello, prima di ritornare in paese, con altre opere: le scope delle streghe, i mostri dell’albero, il serpente, streghe o fate? il castagno e i funghi del bosco. Calcolate almeno tre ore per farlo tutto, con bambini abbastanza grandi ed abituati a camminare. Per capire meglio come si snoda il percorso potete guardare la mappa QUI.
Info utili:
LUOGO: Val di Non
PARTENZA: paese di Preghena
ALTITUDINE: circa 1000 metri
DURATA: tre ore (giro completo)
DISLIVELLO: 250 metri
PASSEGGINO: sconsigliato per il primo tratto in salita
PUNTI DI RISTORO: nessuno lungo il percorso
Val di Non con i bambini
La Val di Non in estate offre tante belle idee per le famiglie che vogliono vivere appieno questo splendido territorio, le abbiamo raccolte tutte in una guida! Consigliamo:
Bellissima escursione sulla neve quella che porta alla sommità del Monte Zugna in inverno. Un itinerario molto suggestivo, dove vi imbatterete in moltissimi resti della Prima Guerra Mondiale: trincee, camminamenti, postazioni, cunicoli militari… davvero interessante!
Se non conoscete questa zona approfittatene per fare qualcosa di diverso e scoprire appunto un luogo che offre diversi spunti, sia dal punto di vista naturalistico che storico. Anche i bambini apprezzeranno, e forse si dimenticheranno di farvi troppe domande sulla durata del percorso!
Monte Zugna in inverno – resti di trincee
Come arrivare sul Monte Zugna
Dal centro di Rovereto sono circa 6 chilometri e 10 minuti d’auto per arrivare fino ad Albaredo. Da qui si prosegue per altri 12 chilometri (venti minuti): la strada è un po’ tortuosa ma non demordete perché lassù vi aspetta un bel posticino per un’escursione con i vostri bimbi.
Anche in presenza di neve, se la strada è stata pulita si può arrivare fino al RifugioMonte Zugna in auto (consigliato), altrimenti la si lascia al “Trincerone” (parcheggio a 3 chilometri dal rifugio).
Al Rifugio Monte Zugna
Dal parcheggio del trincerone si prosegue quindi a piedi per raggiungere il rifugio. Impiegherete circa un’ora, sia che seguiate la comoda via principale, sia che deviate sulla destra nel bosco. In questo secondo caso si passa anche dal cimitero di San Giorgio, che può essere un prezioso spunto di riflessione e l’occasione per spiegare ai bambini cosa nel concreto abbiano rappresentato i conflitti per i giovani soldati in quegli anni.
Verso la cima del Monte Zugna in inverno
Arrivati al rifugio si può già godere di uno splendido panorama sulle montagne circostanti.
Rifugio Coni Zugna in inverno
E’ però partendo per l’escursione che inizia dal rifugio e che porta alla cima del Monte Zugna che potrete godere man mano che si sale di scorci sempre più belli.
Monte Zugna sotto la neve
Il sentiero è abbastanza battuto e fattibile con gli scarponi da montagna ma se dovesse essere appena nevicato possono essere utili anche le ciaspole, sia nell’ultimo tratto, che durante la discesa.
Monte Zugna in inverno
Monte Zugna con la neve
Con i bambini mettete in preventivo un’ora e mezza circa per raggiungere la cima, soprattutto perché la pendenza si fa un po’ più impegnativa nel breve tratto finale.
Il panorama che vi aspetta è uno spettacolo a 360° gradi sulle più belle montagne del Trentino, ben segnalate sulla tavola di orientamento.
Monte Zugna – la vetta
Monte Zugna in inverno – vista dalla vetta
La giornata abbastanza nuvolosa non ci ha permesso di ammirarle tutte, anche se molte erano comunque ben visibili.
Info utili: Monte Zugna
LUOGO: Monte Zugna
PARTENZA: Rifugio Monte Zugna
ARRIVO: Vetta del Monte Zugna
ALTITUDINE: 1865 metri
DURATA: 3-4 ore (andata e ritorno)
DISLIVELLO: 250 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: Rifugio Monte Zugna
Info e contatti
Per informarsi sulle condizioni del sentiero che porta alla cima del Monte Zugna è sempre utile sentire il rifugio, che è aperto da metà ottobre a metà maggio dal mercoledì alla domenica..
Se vi è piaciuta l’escursione sul Monte Zugna in inverno, cosa ne dite di venirci anche in estate? Leggete qui il racconto della nostra esperienza estiva: Rifugio Coni Zugna sopra Rovereto
Vicino a Trento c’è una montagna di cui tutti sanno il nome, ma che in pochi conoscono: il Soprasasso, o “Sorasass” in dialetto. Proprio lì c’è una bellissima passeggiata ad anello (circa 300 metri di dislivello), con vista sulla città, che unisce natura e cultura. Questo posto, infatti, durante la prima Guerra mondiale è stato trasformato dagli austroungarici in una postazione strategica per controllare Trento. Il percorso ricalca la vecchia strada militare, di cui si vedono in più punti i resti.
Da Trento ci si dirige verso Cadine (7 chilometri di distanza): qui si prende la strada sulla destra per il campo sportivo e alla grande croce in pietra si prosegue diritti. Poi a sinistra (indicazioni) fino al parcheggio in località “Fer de Caval” (507 metri). Qui inizia la nostra passeggiata.
Sentiero Soprasasso
La via più comoda è sicuramente la strada forestale a sinistra del cartello illustrativo che da la possibilità a chi ha bambini piccoli di fermarsi alla Poza della Casara. Un bel prato circondato da boschi, con zona picnic (30 minuti di cammino). Se deciderete invece di proseguire nel bosco troverete erica, primule e violette. Qui la strada diventa un sentiero ripido (si può anche continuare sulla forestale, meno impegnativa).
Sentiero del Sorasass
Terrazza panoramica su Trento
Dopo circa altri 30 minuti si arriva al punto più alto del percorso (790 metri), dove si apre una vista incredibile sulla città: il fiume Adige che scorre tranquillo passando accanto al Doss Trento e sullo sfondo le montagne Marzola e Vigolana. Seguite l’indicazione che indica il “Pontesel”, che in dialetto significa “poggioletto”: arriverete ad un terrazzino artificiale da dove ammirare la città.
Sentiero della guerra Trentino
Camminando con i bambini più grandi questa passeggiata fornisce anche l’occasione per raccontare loro un po’ di storia e prepararli a quello che vedranno: l’osservatorio aereo a picco sulla valle dell’Adige, la fuciliera, le trincee, le postazioni dell’artiglieria, gli “stoi” (rifugi in roccia) che si usavano per dare rifugio alle truppe e servivano anche come deposito dei viveri e munizioni.
Altra indicazione da seguire assolutamente è quella che indica la fucileria austro ungarica, realizzata nel 1915 e restaurata nel 2006. Una breve discesa, che porta ad un tavolo da picnic perfetto per un’altra sosta, e poi alla fuciliera vera e propria (entrate, da fuori non è molto invitante ma poi vedrete che costruzione!).
Si tratta di una galleria lunga circa 40 metri dotata di un locale per il posto di guardia, undici postazioni per fucilieri dotate di feritoie e ripiani per le munizioni. Sarà divertente esplorarla!
fuciliera del Sorasass
Quando uscite, continuate a scendere lungo il sentiero, in modo da ricollegarvi con la strada principale. In breve si torna al parcheggio. Il sentiero, prevalentemente sterrato non presenta tratti particolarmente impegnativi ed è percorribile tutto l’anno, prestando attenzione. Non sono presenti fontanelle, né punti ristoro, quindi portatevi una scorta d’acqua.
A 1650 metri di altitudine, all’arrivo della telecabina Predazzo-Gardoné sorge la Foresta dei Draghi, una passeggiata bella sia in estate che in inverno, adatta per bambini e famiglie. Si tratta di un sentiero ad anello lungo 1,4 chilometri, pianeggiante e liberamente accessibile a tutti, che si snoda in parte nel bosco, alternando tratti soleggiati e panoramici. La neve è sempre battuta, perciò bastano gli scarponcini. Per completare il giro serve circa un’ora.
Ma veniamo al dunque! Il nome Foresta dei Draghi deriva dalle numerose opere di land art dedicate ai draghi che costellano il percorso: complice l’atmosfera fiabesca dell’inverno, sarà ancora più bello entrare in questo mondo e inventare mille storie!
Le potenti creature alate che popolano il Latemar hanno infatti lasciato vistosi indizi che svelano il loro desiderio di mostrarsi. Perché, sappiatelo, i draghi non vanno in letargo nemmeno in inverno!
Foresta dei Draghi: il percorso
Ci sono due modi per esplorare la Foresta dei Draghi:
si può passeggiare liberamente lungo il sentiero, allenare lo sguardo e scoprire le tracce dei draghi nella neve con i bambini, divertendosi e giocando con la vostra e la loro fantasia;
all’arrivo della telecabina, presso la cassa dell’Alpine Coaster Gardonè, si può anche acquistare (6 euro l’uno) uno dei tre gioco-libri delle “Avventure Cercadraghi”: Rogos*, Rametal** e Raya***. Con indizi, indovinelli e storie questi libretti vi accompagneranno in un viaggio nella fantasia! Noi ve li straconsigliamo, anche perché i bimbi si porteranno a casa un ricordo della giornata che permetterà loro di rivivere infinite volte l’esperienza fatta assieme a voi! E non è finita qui! Se risolverete tutti gli indovinelli, alla fine del percorso riceverete anche un premio. I libretti sono disponibili anche in inglese e tedesco edifferenziati per età:
*Rogosè il drago dei vulcani: colore rosso fuoco, indole nostalgica. Non riesce ad ambientarsi nei paesaggi lunari del Latemar, è inquieto. Lancia fiammate dense come lava sulle cime delle montagne nel tentativo di ricreare l’atmosfera cupa dei suoi vulcani. Coraggio, hai una missione da compiere. Ma fai attenzione a Kraus: è un mago potente sempre in agguato. Trovata la roccia della profezia sarai sulla buona strada. Rogos è un gioco-libro per piccoli esploratori coraggiosi, fino a 6 anni.
**Rametalè il guardiano del Latemar: colore verde rame, spirito protettivo. Riesce a percepire il più piccolo movimento nel raggio di 5 km: basterà a proteggere il suo piccolo erede da Kraus? Procedi sicuro, supera le prove, risolvi gli indovinelli: Rametal capirà che può fidarsi di te. Tra alberi cavi, pietre di fuoco e piccoli reperti preziosi la tua missione sarà compiuta. Rametal è un gioco-libro perfetto per bambini curiosi, dai 6 anni in su.
***Raya è il drago della luce e custodisce un dono davvero prezioso: sei curioso di scoprire qual è? Raya è il gioco-libro adatto per coloro che non smettono mai di sognare, non importa quale sia l’età!
Altre attività della Foresta dei Draghi
sfrecciare a tutta velocità sull’Alpine Coaster Gardonè, speciali montagne russe sulla neve
fare una tappa al Regno dei Draghi, un parco giochi all’aperto sempre all’arrivo della telecabina, con possibilità anche fruire anche del servizio di assistenza bambini.
divertirsi sulla pista per le slitte all’arrivo della telecabina: portate la slitta o il bob oppure prendeteli a noleggio a Gardonè (all’ufficio skipass, alle casse, basta chiedere le informazioni).
Una delle passeggiate più belle (e meno conosciute) dell’Alto Adige in inverno: stiamo parlando del giro ad anello a Nova Ponente che porta a Maso Sant’Elena. Facile escursione, adatta alle famiglie, che in circa un’ora di camminata conduce alla meta. Fattibile anche con il passeggino da trekking. Lungo il percorso sarete accompagnati da una vista incredibile sui massicci montuosi del Catinaccio e Latemar.
Potete lasciare la macchina alla fermata dell’autobus che si trova sulla sinistra poco dopo l’Hotel Pfösl, venendo da Nova Ponente. Tra l’altro il paesino è una delizia e non manca un bar in piazza con torte incredibili e gustose (albergo Stella – Stern). Una volta che avete parcheggiato, seguite le indicazioni. La strada è comoda e pianeggiante, per il primo tratto molto soleggiata.
Sentiero verso Maso Sant’Elena
Passerete accanto ai masi tipici che si affacciano sulla valle, con i trofei di caccia e gli animali da cortile. Ammirerete l’incredibile vista sulle montagne circostanti, da una prospettiva davvero incredibile. Le foto non rendono minimamente l’idea di quanta bellezza vi attende.
Verso la chiesetta di Sant’Elena
Tenete quindi la sinistra (le indicazioni per Maso Sant’Elena sono comunque ben posizionate) ed ecco l’unica breve salita del percorso. Ancora un tratto panoramico e poi nel bosco (15 minuti circa) fino ad arrivare a questo antico nucleo di case con la chiesetta intitolata alla Santa madre di Costantino.
Famosa per gli affreschi che la decorano, sono tra le più interessanti testimonianze di pittura gotica della regione. L’edificio sacro è aperto tutto l’anno.
Chiesetta di Sant’Elena
Maso Sant’Elena
Dopo la visita potrete entrare al maso Kreuzhof (il nome in tedesco), dove nella stube panoramica si possono anche gustare i piatti tipici della cucina altoatesina.
Maso Sant’Elena
Poche proposte, ma con ottime materie prima. Si va dal tagliere di affettati e formaggi ai tipici ravioli fatti in casa con ricotta e spinaci, canederli di diverse tipologie, cotoletta con patate saltate, ma anche il classico uova, speck e patate. Diversi i dolci, dallo strudel alle torte al grano saraceno.
Piatti di Maso Sant’Elena
Dolci di Maso Sant’Elena
Interessante il fatto che questo posto di ristoro sia aperto tutto l’anno (tranne il martedì), così è perfetto anche nelle mezze stagioni, sia primavera o autunno. Noi ci siamo stati anche in estate ed è sempre un incanto, anche perché è bello vedere gli animali al pascolo sui prati.
Sentiero verso Maso Sant’Elena
Si chiude il giro ad anello proseguendo la strada di fronte al maso, che in una ventina di minuti riporta alla strada principale. Da lì si svolta a sinistra e seguendo il marciapiede si ritorna alla macchina. Chi ha il passeggino può seguire direttamente questa strada, visto il fondo asfaltato e prevalentemente pianeggiante. Chi vuole può arrivare anche direttamente in macchina, anche se noi una bella passeggiata la consigliamo sempre.
Vi abbiamo già raccontato di un bellissimo itinerario che ci ha fatto raggiungere la Baita Messnerjoch passando da Malga Haniger (lo trovate qui: Baita Messnerjoch al Catinaccio). Questi bellissimi luoghi meritano però una visita anche d’inverno.
Vogliamo quindi raccontarvi oggi come arrivare al Messnerjoch da Passo Nigra. Un percorso facile che vi porterà, circondati da un paesaggio incantevole, fino a quota 1930 metri. In un’ora circa di passeggiata tranquilla si raggiunge così la destinazione finale.
Come arrivare al Passo Nigra
Da Bolzano prendiamo la strada in direzione Val d’Ega e, arrivati a Carezza, proseguiamo a sinistra per Passo Nigra (1688 di altitudine), dove parcheggiamo gratuitamente l’automobile. La passeggiata è davvero semplice. In estate la si può fare anche con il passeggino, mentre in inverno è comodamente percorribile con gli scarponi ed adatta a tutti, bambini dai 5 anni in su compresi.
Verso Baita Messnerjoch
Prendiamo la forestale segnavia 1 e ci immergiamo nel fantastico mondo di Re Laurino (se non conoscete la leggenda, LEGGETE QUI!). Salendo lentamente attraverso il bosco, lungo il percorso, noi abbiamo avuto anche la fortuna di vedere un bellissimo capriolo che, dopo averci osservato curioso, con un balzo è scomparso dietro gli alberi. Alla prima diramazione si può proseguire sulla sinistra (segnavia 7) allungando di mezz’ora il percorso o, seguendo le indicazioni, in 20 minuti si raggiunge il rifugio, posto sotto le imponenti pareti del Catinaccio.
Baita Messnerjoch
La vista da qui è veramente notevole: di fronte a noi ecco il Latemar, il Corno Bianco e il Corno Nero, mentre in lontananza il Brenta e il gruppo dell’Ortles.
Sopra di noi vediamo il rifugio Fronza alle Coronelle che si raggiunge in estate in circa 1 ora e 20 minuti attraverso un sentiero sicuramente più impegnativo, ma fattibile per adulti e ragazzini più grandi e allenati. In estate questi prati sono bellissimi incorniciati dalle stupende montagne del Rosengarten dove, come raccontano le leggende di Re Laurino e la strega Lomberda, le streghe e le fate danzano e si rincorrono nella notte fino al mattino, quando il sole illuminando le rocce dipinge tutto di rosa come un magico giardino.
Il rifugio è delizioso, ristrutturato da poco, tutto in legno e con una bellissima terrazza. Per i bambini ci sono una piccola casetta in legno, uno scivolo e delle altalene.
Baita Messnerjoch -esterno
Per gli adulti invece comode sdraio dove godersi il tepore del sole invernale e sorseggiare qualche bevanda in compagnia mentre i bambini giocano nel piccolo parco giochi.
Cosa mangiare alla Baita Messnerjoch
Il menu è davvero invitante. Noi abbiamo optato per il famoso tris: bis di canederli e ravioli agli spinaci, e l’immancabile piatto di patate arrostite con uovo e speck. Da non tralasciare assolutamente lo strudel appena sfornato! Abbiamo visto uscire dalla cucina tante cose buone: wienerschnitzel, zuppa d’orzo e anche una torta di ricotta niente male.
Rientro in slitta a Passo Nigra
Una volta riempite le pance, essersi riposati ed aver giocato, la cosa più bella, che piacerà tantissimo ai bambini, ma non solo a loro, è sicuramente il rientro a bordo di bob o slitta. Un’esperienza invernale divertente e bellissima da fare in famiglia o in compagnia.
Info utili
LUOGO: Passo Nigra
PARTENZA: passo Nigra
ARRIVO: Baita Messnerjoch
ALTITUDINE: 1930 metri
DURATA: un’ora abbondante
DISLIVELLO: circa 250 metri
PASSEGGINO: no
PUNTI DI RISTORO: Baita Messnerjoch
Info e contatti
La Baita Messnerjoch è aperta in inverno indicativamente da metà dicembre a Pasqua. Chiusa la Vigilia di Natale.