Author - Alessandra

Seggiovia Merano Tirolo: fascino vintage

Conoscete la seggiovia Merano Tirolo? Vi abbiamo già parlato delle passeggiate lungo il Passirio e della passeggiata Tappeiner, che permettono di immergersi nella natura senza uscire da Merano ed apprezzarne la sua vocazione storica di città-giardino, ma lo sapevate che dal centro parte una seggiovia monoposto che vi porta in collina, tra i frutteti ed i vigneti?

Come raggiungere la stazione della seggiovia Merano Tirolo

Lungo la via dei portici, poco prima di arrivare nella piazza del Duomo dedicato a San Nicolò, si svolta seguendo le indicazioni per Tappeinerweg. Dopo 50 metri troverete sulla sinistra il castello, davanti a voi l’inizio della passeggiata e sulla destra l’ingresso alla seggiovia.

Seggiovia Merano Tirolo: come una volta!

Inaugurata negli Anni Quaranta del secolo scorso, questa seggiovia ha il sapore nostalgico delle cose semplici di una volta. Un addetto vi aiuterà a salire sul vostro seggiolino e inizierete la vostra salita verso l’alto. All’inizio non vi sembrerà nulla di straordinario, ma poi, sorvolando i vigneti carichi di uva con i rumori della città che vanno pian piano scomparendo per lasciar posto ad un silenzio cui non siamo più abituati, vi troverete a guardarvi attorno con l’entusiasmo di un bambino!

La seggiovia è monoposto, e forse anche per questo potrà piacere particolarmente ai bimbi, che proveranno l’ebbrezza di fare da soli, proprio come i grandi! I bambini di età superiore agli 8 anni possono infatti occupare un  proprio seggiolino e viaggiare in solitaria, mentre quelli più piccoli potranno salire in braccio ad un adulto. Ad ogni modo, sarà quasi un peccato dover scendere così presto! Il viaggio dura circa 5-7 minuti e vi lascia alla stazione a monte, presso l’hotel Panorama. Qui, se trovate posto in terrazza, approfittate per fare una sosta e bere un bel cappuccino o qualcosa di fresco mentre ammirate la città e le montagne in lontananza.

Seggiovia Merano Tirolo: una passeggiata nel verde

Potete poi proseguire a piedi su strada asfaltata fino al centro di Tirolo: è una strada pianeggiante e molto tranquilla, circondata da vigneti e frutteti. L’unica pecca è che c’è poca ombra, quindi vi sconsigliamo di intraprenderla nelle giornate o nelle ore troppo calde, o perlomeno di farlo muniti di cappellini e borracce!

Noi abbiamo trovato anche un “chiosco” di mele: lasciando un piccolissimo contributo nel salvadanaio abbiamo prelevato dalla cassetta della frutta un croccante e salutare snack a km zero!

Tornare in centro città: in seggiovia o a piedi

Rientrati dalla passeggiata, per chi volesse, sulla destra c’è la possibilità di ridiscendere verso il centro città a piedi, lungo la passeggiata Tappeiner. Il nostro consiglio è però quello di fare un biglietto andata e ritorno con la seggiovia Merano Tirolo, perché è al ritorno che godrete della vista più bella sui tetti della città, sull’ippodromo e su tutta la piana che circonda Merano. In 5 minuti vi troverete nuovamente catapultati nel centro storico con le sue vie brulicanti di vita… Se però vi mancano già la pace e la tranquillità, superate il Duomo e dirigetevi verso il quartiere Steinach, il più antico della città: attraverso strette stradine ed edifici antichi ed affascinanti, arriverete sulle rive del Passirio, collegandovi alle passeggiate d’inverno e di estate…

Seggiovia Merano – Tirolo: orari e prezzi

Biglietto a/r adulti  5,50 €, bambini 2,50 €. Solo andata: adulti 4,00 €, bambini 1,50 €

Orario di apertura: continuato 8.00-19.00 nel periodo luglio-metà settembre; nei restanti periodi, tra aprile e  fine ottobre 8.00-18.00 Maggiori info QUI.

Cosa fare a Tirolo

Cosa fare a Merano:

Sentiero Etnografico del Rio Caino

Il Sentiero Etnografico del Rio Caino vi farà fare un salto indietro nel tempo per scoprire antichi mestieri, personaggi, avvenimenti e leggende legate alla storia degli abitanti di questi territori, ma anche manufatti bellici italiani risalenti alla Prima Guerra Mondiale. Un vero e proprio museo a cielo aperto ricco di sorprese e dal grande fascino.

Ci troviamo poco sotto l’abitato di Cimego, a poco più di un’ora d’auto da Trento. Senza entrare nel paese si prosegue sulla strada principale in direzione Storo. Le possibilità di parcheggio sono due: a destra, subito dopo la zona commerciale, c’è un nuovo grande parcheggio. Da qui, attraverso un sottopassaggio si può raggiungere velocemente il secondo parcheggio che invece si trova poco dopo, sulla sinistra, seguendo le indicazioni per il Rio Caino, in prossimità dell’attacco del sentiero etnografico. In questo punto transita anche la pista ciclabile della Valle del Chiese.

Si tratta di un percorso circolare piuttosto semplice ed adatto alle famiglie, per buona parte percorribile anche con un buon passeggino da trekking. È percorribile tutto l’anno, lungo circa 8 chilometri (dislivello di 350 metri circa).

Il Rio Caino: prezioso alleato

Pronti ad immergervi della storia?! Per prima cosa attraverserete un ponte sospeso e vi ritroverete dopo poco tra i resti di vecchie costruzioni e manufatti militari ideati dall’uomo per sfruttare a pieno l’acqua del rio Caino, indispensabile ad esempio per far funzionare la fucina per la lavorazione del ferro.

Proprio all’interno di questi antichi opifici, oggi ancora funzionanti, vengono spesso organizzate attività dimostrative (date da definire. Torna qui o visita la nostra agenda per rimanere aggiornato).

Tra storia e leggenda

Non incontrerete però solo testimonianze “concrete”: questo luogo infatti prende vita anche grazie alle storie e alle leggende che si mescolano nell’alcova di Fra’ Dolcino e Margherita considerati eretici e vissuti a Cimego nel Trecento, o nel fiabesco orto della Strega Brigida, un vero gioiello botanico, nel quale sono state raggruppate diverse erbe officinali utilizzate dalla strega, realmente vissuta a Cimego intorno al 1470. Etnografico del Rio Caino.

Chi percorre questo sentiero potrà  immergersi nella storia e nella leggenda. Da un lato avrete l’opportunità di osservare e studiare con i vostri occhi tutti gli strumenti e gli attrezzi utilizzati in passato nella quotidianità. Dall’altro lato potrete scoprire, grazie ai pannelli, curiosità su piante, fiori ed erbe che caratterizzano questi boschi: erbe che venivano usate anche dalla strega Brigida.

La leggenda narra che preparasse anche pozioni velenose per sbarazzarsi di chi non era gradito. Non resta che visitare il suo orticello, godendosi la vista meravigliosa sulla Valle del Chiese e, in lontananza, sul lago d’Idro. Lungo il percorso si incontrano anche una calchera per la produzione di calce, una carbonaia e un roccolo per l’uccellagione, recentemente restaurati.

Continuando si incontrano le trincee della Grande Guerra che ci riportano solo ad immaginare come potevano vivere i nostri soldati in queste zone boschive. È possibile entrare in una baracca di comando ricostruita, al suo interno dei veri reperti: filo spinato, cartucce e pentolame. Oltrepassata la baracca potrete prendere dei camminamenti e affacciarvi alle feritoie dove i fucilieri controllavano il territorio dai nemici. Non immaginate l’entusiasmo per i bambini osservare da vicino il vero cannone che troverete poco dopo.

Ancora qualche minuto di sentiero e avrete sulla destra il bivio per Malga Caino (che purtroppo è chiusa), per poi proseguire lungo la strada asfaltata fino a quando si trovano di nuovo le indicazioni per il sentiero etnografico: da qui in poi sarà tutta discesa e vi ritroverete al vecchio mulino. Ritornati al parcheggio troverete un parco giochi e, continuando a piedi sulla ciclabile direzione Pieve di Bono arriverete in un’ampia zona ombreggiata con tavoli da picnic e un laghetto.

Sentiero Etnografico del Rio Caino: aperture

Il sentiero è sempre gratuitamente accessibile. Il mulino e la fucina sono in azione tutti i giorni fino al 28 settembre 2025, in orario 9.00-16.00

Sentiero Etnografico del Rio Caino: informazioni utili

  • LUOGO: Valle del Chiese
  • PARTENZA: Cimego (TN)
  • ARRIVO: il percorso riporta al punto di partenza
  • ALTITUDINE: max  850 metri
  • DISTANZA: 8 km
  • DURATA: 3 ore
  • DISLIVELLO: 350 metri
  • PASSEGGINO: da trekking

Informazioni e contatti

Sentiero Etnografico Rio Caino
SS del Caffaro, Cimego TN
tel. 0465.901217
e-mail: info@campigliodolomiti.it- www.campigliodolomiti.it

Cosa fare nei dintorni del Sentiero Etnografico del Rio Caino

La Valle del Chiese, oltre al Sentiero sul Rio Caino, offre tanti spunti per escursioni e visite. Vi suggeriamo:

  • La meravigliosa Val di Fumo: bellezza selvaggia
  • Provare un’esperienza autentica partecipando all’iniziativa Malghe aperte 
  • Acroriver: divertimento e adrenalina in Val di Daone
  • Fare una passeggiata al fresco molto carina lungo il Sentiero dei Popi a Bondo
  • Infine non dimenticate la nostra mini guida: Valle del Chiese: in estate con i bimbi, dove troverete questi ed altri consigli!

In volo nel bosco sulla Fly Line Catinaccio

Fly line Catinaccio: planare sospesi nel vuoto con vista...

Avete già provato la la Fly Line Catinaccio Rosengarten? Questa teleferica in Val di Fassa vi farà scendere con un volo magico nel bosco. Si viaggia appesi per 1.100 metri, raggiungendo i 12 chilometri orari, sospesi da 2 a 5-6 metri di altezza dal suolo. Un percorso per tutti, dai 15 ai 120 Kg di peso, della durata di circa 10 minuti.

Fly Line Catinaccio Rosengarten

Si tratta di un impianto “green” a bassissimo impatto ambientale, costituito da un tubo di acciaio, ancorato tramite funi ai tronchi di pini e abeti e perfettamente integrato nella natura. Su di esso scorre un carrello autofrenante.  Ogni passeggero è agganciato per mezzo di una speciale imbragatura con seggiolino monoposto. Come uccelli si “plana” in silenzio tra gli alberi.

Si parte a monte della seggiovia Pian Pecei e si arriva a quota 1805 metri, superando un dislivello di circa 190 metri. Il percorso si sviluppa nei boschi del Catinaccio, Patrimonio Unesco, regalando magnifici scorci sui dirupi del Larsèch, i Monzoni, Sella e Pordoi.

Non aspettatevi qualcosa di simile alle montagne russe! La discesa è dolce e piacevole, anche se sono presenti dei piccoli tratti più pendenti che qualche guizzo di adrenalina ve lo faranno provare. Adattissimo anche ai bimbi più piccoli, ma super apprezzato anche dai più grandicelli.

Fly Line – Crediti Foto © Federico Modica

Molto bella la sensazione che si prova nel “volare” in mezzo al bosco praticamente da soli, visto che tra una partenza e l’altra passa almeno un minuto. Chi ha bimbi piccoli può scendere anche assieme a loro – ognuno con il proprio imbrago – con l’adulto che si tiene al passeggero davanti.

Fly Line – Crediti Foto © Federico Modica

Orari e tariffe fly line Catinaccio

  • 7 – 30 giugno 2025: tutti i giorni dalle 09:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 17:30
  • 1 – 13 luglio 2025: tutti i giorni dalle 09:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 18:00
  • 14 luglio – 31 agosto 2025: tutti i giorni dalle 09:00 alle 18:00
  • 1 – 21 settembre 2025: tutti i giorni dalle 09:00 alle 12:30, dalle 14:00 alle 17:30

Possibilità di acquistare una corsa singola o pacchetti di 5 o 10 corse, i prezzi variano a seconda dell’età. Tutte le tariffe QUI.

Info utili fly line Catinaccio

In caso di piogga la Fly Line chiude. Se il tempo è incerto meglio informarsi alla cassa degli impianti prima di salire al Ciampedie. II costo degli impianti di risalita NON è incluso nel biglietto della fly line.

Cosa fare al Ciampedie

E dopo quest’avventura vi aspettano…

  • diversi rifugi, con un sacco di piatti gustosi da assaggiare. Tra i nostri preferiti Baita Checco e il Negritella (a pochi minuti di passeggiata);
  • per i bambini c’è il kinderpark Ciampedie (parco giochi a pagamento), vicino all’omonimo rifugio Ciampedie;
  • sempre suggestiva la passeggiata praticamente pianeggiante (fattibile anche in passeggino da trekking) che in 45 minuti porta al Gardeccia e poi, in una mezz’ora, davanti alle magnifiche Torri del Vajolet.
  • per chi vuole passare la notte in quota, in un paio d’ore di cammino si arriva al Rifugio Roda de Vael: un’esperienza da provare almeno una volta, fidatevi di noi!

Val di Fassa: trekking per famiglie wow!

Si avvicinano le tanto desiderate vacanze in montagna, finalmente è ora di staccare la spina e godersi la pace, la tranquillità, l’aria pura, un bel trekking per famiglie… Non vorreste fosse semplicemente tutto perfetto? Sappiamo quanto trovare il giusto compromesso che soddisfi tutti possa essere complicato. Ma oggi vogliamo portarvi con noi a fare il Dolomiti Family Trek-King, la proposta perfetta per un’indimenticabile vacanza estiva nella bellissima Val di Fassa.

Trekking per famiglie: natura, magia e lentezza

Questo trekking è il sogno di ogni genitore che vuol trasmettere ai figli l’amore per la montagna. Prati, boschi, fiori, nuvole e cielo, tutto da esplorare con curiosità e meraviglia. Il Dolomiti Family Trek-King è pensato per le famiglie che vogliono vivere la montagna con lentezza e con un pizzico di gioco e magia, per la gioia dei bambini.

In quota – giorno 1

Dopo una prima notte in hotel a valle, la mattina ci si alza, si fa colazione, si prepara lo zaino per due notti in quota e si parte! Grazie a un servizio transfer si arriva al Castelir, dove si sale con la cabinovia Le Fassane fino alla stazione intermedia. C’è anche un ovetto con il fondo in vetro, se si vuol provare l’ebbrezza di essere sospesi nel vuoto anche con gli occhi! Qui si ha tutto il tempo per esplorare il parco giochi Giro d’Ali. Un posto che noi conosciamo bene con giochi d’acqua, percorso kneipp e sdraio per rilassarsi al sole. E dopo essersela spassata con l’acqua perché non fare un giretto anche lungo il sentiero Frainus?

Qui si potranno scoprire tanti segreti e particolarità sugli uccelli della Val di Fassa. Un bel pranzetto al rifugio e poi prosegue il cammino. Una camminata facile, prima nel bosco e poi sui prati, vi condurrà fino al Passo Lusia, dove è previsto il pernottamento al Rifugio Lusia.

In quota – giorno 2

Prima tappa della giornata: Le Cune, per ammirare Moena e il Catinaccio. In seguito si prosegue sul sentiero 614 e 622 fino a raggiungere lo skilift di Valbona e il parco giochi, dove i bambini potranno scatenarsi e i genitori riposare. A questo punto si scende in cabinovia fino a Ronchi, per trasferirsi poi con la navetta al Passo San Pellegrino. Meta finale della giornata è il Passo delle Selle. Lo si raggiunge con la seggiovia Costabella e una camminata lungo il sentiero della Pace. In altenativa direttamente a piedi dal passo. Si trascorre la notte quassù, a cavallo tra la Val Monzoni e la valle di San Pellegrino, in un luogo selvaggio dove la montagna conserva ancora cicatrici di guerra.

In quota – giorno 3

Ultima giornata di trekking in quota, tutto in discesa! Si scende lungo la val Monzoni, raggiungendo il laghetto delle Selle, ammirando il Catinaccio e proseguendo fino al Rifugio Taramelli. La discesa prosegue nel bosco e poi sugli ampi pascoli che circondano Malga Monzoni. In due ore e mezza/tre si arriva alla Cappella del Crocifisso, sul bivio per la Val San Nicolò. A piedi o con la navetta si raggiunge infine Pozza di Fassa e si rientra in hotel per il meritato relax!

Il sentiero per il Rifugio Taramelli si snoda attraverso la Val Monzoni tra boschi e pascoli
Sentiero per il Rifugio Taramelli

Due giorni per esplorare la Val di Fassa

Avrete a questo punto a disposizione ancora due notti in hotel a valle: potete scegliere voi come occupare la giornata: di certo non vi annoierete! Cosa scegliete? Un pomeriggio all’Adventure Park Piciocaa di Pera di Fassa, con parco giochi, parco avventura e simpatici animali della fattoria? Shopping e relax nei centri storici? Oppure esplorare un’altra zona, magari il Buffaure con i suoi sentieri tematici per famiglie e le opere di land art, o la tranquilla Val San Nicolò con le sue cascate…

Dolomiti Family Trek-King: trekking organizzato per famiglie

Il pacchetto Family Trek-King permette di fare un vero trekking di più giorni in totale autonomia ma con la tranquillità di avere tutto organizzato. È l’ideale per famiglie con bambini abituati a camminare e curiosi di esplorare il mondo con lo zaino in spalla. Noi lo consigliamo a partire dagli otto anni. Sono inclusi cinque pernottamenti in mezza pensione (3 in hotel e 2 in quota in rifugio), transfer, biglietti per gli impianti, Guest Card, cartina dei sentieri e ingresso al Giro d’Ali.

Il pacchetto Dolomiti Family Trek-King è disponibile dal 12 luglio al 7 settembre 2025, con partenze giornaliere (secondo disponibilità). Per maggiori info e prezzi leggete QUI

3 motivi per scegliere un trekking per famiglie in Val di Fassa

Non avete mai fatto un’esperienza simile e non siete del tutto convinti? Ecco tre buoni motivi che dovrebbero portarvi a scegliere di fare questo trekking per famiglie:

  • È un’esperienza educativa e avventurosa per i bambini;
  • Offre sicurezza e organizzazione ai genitori;
  • Assicura un contatto autentico con la natura

Contatti

Apt Val di Fassa
www.fassa.com
tel. 0462.609500

In Val di Fassa oltre al trekking per famiglie…

Oltre ai suggerimenti che abbiamo già inserito nel testo, in Val di Fassa ci sono davvero tante cose da fare. Per praticità abbiamo raccolto le principali ai seguenti link:

Sul ponte sospeso in Val di Rabbi

Il ponte sospeso in Val di Rabbi è probabilmente l’attrazione più conosciuta della valle. Lungo 100 metri e sospeso a 60 metri sopra il letto del torrente Ragaiolo, questo ponte stupirà voi ed i vostri bambini. Si tratta di una struttura interamente di acciaio, ancorata al terreno con dei blocchi di cemento. Attraversarlo dona una bella scarica di adrenalina! Anche perché il suo fondo è costituito da grate metalliche che lasciano intravedere il vuoto sotto i piedi!

Tutt’intorno la natura più rigogliosa. Boschi con grandi alberi che svettano verso il cielo, il fragore dell’acqua che scorre e la cascata del Ragaiolo a pochi metri di distanza.


I bambini saranno entusiasti di attraversare questa struttura, che dondola ad ogni passo. Non temete: le protezioni sono alte e non c’è nessun pericolo. Dal centro del ponte potrete anche vedere la cascata. Vi sembrerà di essere dei novelli Indiana Jones!

Come raggiungere il ponte sospeso in Val di Rabbi

  • Superate le Terme di Rabbi (Grand Hotel Rabbi) si parcheggia e si prende la prima strada sterrata sulla sinistra. Si prosegue quindi a piedi per circa 30-40 minuti.
  • In alternativa si può parcheggiare vicino al parco giochi nei pressi dall’ area camper al Plan: il ponte è a soli 15 minuti di passeggiata;
  • si può raggiungere anche da nord, prendendo il sentiero che passa dietro il B&B Erba Maga. Da qui si sale nel bosco fino a ricongiungersi con la forestale che sale a Malga Fratte, dove si seguono le indicazioni sulla destra per il ponte. Arrivati nei pressi del ponte si imbocca il suggestivo sentiero a zig zag che sale nel bosco tra scalini e radici e porta in pochi minuti fino all’imbocco del ponte tibetano.
Una scenografica scalinata conduce al ponte sospeso in Val di Rabbi

Info utili per il ponte sospeso in Val di Rabbi

Il ponte non è adatto a chi soffre di vertigini, ma le protezioni sono alte e non ci sono pericoli per i bambini. Vi regalerà sicuramente un sacco di adrenalina. Se avete cani tenete presente che il fondo del ponte è costituito da grate di ferro.

  • LUOGO: Val di Rabbi
  • PARTENZA: Parcheggio Terme di Rabbi
  • ARRIVO: Ponte sospeso
  • ALTITUDINE: 1366 metri
  • DISTANZA: 1,5 km
  • DURATA: 30 minuti
  • DISLIVELLO: 130 metri
  • PASSEGGINO: zaino o marsupio
  • PUNTI DI RISTORO: Non nelle immediate vicinanze del ponte ma facilmente raggiungibili: Malga Fratte malgafratte.com – 30 minuti di passeggiata; Malga Stablasolo tel. 377 1902529 – un’ora di passeggiata

Non dà esattamente l’idea della sensazione che si prova lassù, ma abbiamo girato un breve video del nostro passaggio sul ponte sospeso in Val di Rabbi. Eccolo qui:

Cosa fare in Val di Rabbi

Giro alla cascata di Predazzo

A due passi dal centro di uno dei centri più pittoreschi della Val di Fiemme, si nasconde un tesoro che farà la gioia di grandi e piccini: la cascata di Predazzo! Facile da raggiungere, la cascata di Predazzo si conferma un’ottima scelta per tutta la famiglia. Questo piccolo gioiello si nasconde tra i boschi ed è raggiungibile con una camminata di circa 40 minuti. Il percorso è breve e semplice: un dislivello di circa 230 metri vi porterà a raggiungere l’altitudine massima di 1250 metri.

Cascata di Predazzo: l’itinerario

Dal centro del paese seguite le indicazione per il biolago. Proseguite quindi fino all’incrocio tra Via Lagorai e Via Pertini. La segnaletica è chiara ed abbondante: i cartelli che indicano la cascata sono un po’ ovunque e perdersi è davvero impossibile. La stradina prima asfaltata e poi sterrata si snoda tra i campi fino ad una fattoria. Sembra quasi una strada senza uscita, ma in realtà c’è un piccolo sentiero che costeggia il prato della proprietà. Proseguite su questo sentierino e in pochi minuti entrerete nel bosco, attraversando prima un  ponticello sospeso Per arrivare alla cascata di Predazzo si attraversa un ponticello sospesoe successivamente una passerella sul Rio Pozze.Passerella sul Rio Pozze sulla via per la suggestiva Cascata di Predazzo In men che non si dica arriverete così alla cascata.

Il rientro

Per rientrare al punto di partenza si può tornare indietro sulla strada dell’andata oppure, una volta ridiscesi al secondo ponte, imboccare il sentiero di destra verso il ristorante Miola. Il ristorante si raggiunge in circa 20 minuti ed è un ottimo punto per fermarsi a gustare qualche prelibatezza locale o bere qualcosa. Se poi si vogliono fare ancora due passi, dal ristorante si può accedere ad un bellissimo belvedere. Dopodiché si prosegue per il rientro sulla strada asfaltata, in via Coronelle, che riporta all’incrocio iniziale di via Fontanelle.

Cascata di Predazzo: info utili

  • LUOGO: Val di Fiemme
  • PARTENZA: centro di Predazzo
  • ARRIVO: cascata di Predazzo
  • ALTITUDINE: 1250 metri
  • DISTANZA: circa 2 chilometri
  • DURATA: mezz’ora circa (solo andata)
  • DISLIVELLO: 230 metri
  • PASSEGGINO: sconsigliato
  • PUNTI DI RISTORO: Ristorante Miola  📞 0462 936603

Cosa fare nei dintorni della cascata di Predazzo

Per finire in bellezza la giornata perché non fermarsi semplicemente per un bel gelato e due passi in centro?   Ecco qua anche qualche altro utile suggerimento per aiutarvi ad organizzare al meglio la vostra vacanza:

Se arrivate in camper, ecco dove sostare:

I sentieri tematici più belli della Val di Fassa

State cercando un modo divertente e originale per vivere la montagna con i vostri bambini? I sentieri tematici sono la scelta perfetta! In Val di Fassa, tra le località di Buffaure e Ciampac, c’è un’intera rete di percorsi pensati proprio per le famiglie: tanta natura, giochi, racconti, personaggi magici e panorami da cartolina vi aspettano lungo il cammino.

Pronti a partire? Ecco tutti i sentieri tematici di Buffaure e Ciampac, con qualche dritta su cosa aspettarsi lungo il percorso!

Sentieri tematici al Ciampac

Il Sentiero delle Marmotte

Otto casette in legno tridimensionali spuntano lungo il percorso e raccontano, scena dopo scena, la vita di questi simpatici animaletti che popolano il Ciampac

Basta sbirciare all’interno – ci sono dei fori apposta per curiosare – per scoprire dove vivono, cosa mangiano, come comunicano e tante altre curiosità. E per rendere il tutto ancora più divertente, c’è anche un libretto illustrato (lo trovate all’info point al costo di 5 euro) con domande e piccoli indovinelli legati a ogni tappa del percorso.

Consigliato per famiglie con bambini dai 5 anni in su: il sentiero non è adatto ai passeggini, ma è perfetto per piccoli camminatori curiosi e pieni di energia!

Macchinista al Ciampac

Facile sentiero pianeggiante di un chilometro con le riproduzioni in legno dei più utilizzati mezzi di montagna: il quad, il gatto delle nevi, il trattore, ma anche il camion e l’elicottero. I più piccoli potranno salire a bordo, ma prima di avventurarvi sul percorso, se volete diventare dei veri esperti ed ottenere la patente di macchinista non dimenticate di passare all’info point all’arrivo della telecabina ed acquistate il libretto (2 euro)!

sentiero a tappe con mezzi di montagna in legno - Ciampac

Come? Lungo il percorso osservate le targhe dei veicoli e trovate la parola magica: solo chi la troverà verrà insignito del titolo di macchinista! La passeggiata è semplice e adatta a tutti, percorribile in meno di mezz’ora anche con i passeggini da trekking.

Alla fine del percorso vi aspetta anche il rio Ciampac, dove poter cercare le pietre preziose. Per approfondire leggete Le 1001 meraviglie del Ciampac

Sulle Tracce di Ciampy

Diventati macchinisti del Ciampac vi aspetta un’altra missione: fare amicizia con Ciampy, il simpatico camoscio mascotte del Ciampac. Tappa dopo tappa, sarete chiamati a risolvere una serie di quiz per conoscere questo animale. Se risponderete a tutte le domande a fine percorso potrete anche ottenere un originale premio. Per intraprendere il sentiero Sulle Tracce di Ciampy è necessario prendere la seggiovia e salire fino a Sella Brunech, spettacolare punto panoramico a 2428 metri di altitudine. Ne parliamo in Ciampac: sulle tracce di Ciampy

Consigliato a famiglie con bambini dai 6 anni in su. Durata sentiero: circa un’ora e mezza, non percorribile con il passeggino. Anche qui è importante ritirare il libretto all’info point! 2 euro anche questo.Sentiero sulle tracce di Ciampy

Sentiero Seduto

Se vi piace camminare e perdervi nella bellezza dei paesaggi, il Sentiero Seduto è un modo originale per esplorare il territorio e scattare foto ricordo memorabili. Si sale in seggiovia fino al punto panoramico di Sella Brunech (2428 metri). Quassù, circondati dalle più belle cime dolomitiche ecco tante originali sedute da provare, opera dell’artista Marco Nones: dalla panchina per l’abbronzatura a scacchi, alla panchina felice e ai troni scomodi. E non è finita: percorrendo le creste in direzione Buffaure, nuovi troni ti aspettano per essere scoperti ed accompagnarti nel cammino: per esempio, vi siete mai seduti su un trono disorientato? Non vi resta che andare a scoprirli tutti.

Sentieri tematici al Buffaure

Il Viaggio di Tica Pop

Il nuovo sentiero tematico 2025 del Buffaure parte da Col De Valvacin. Si arriva seguendo il Sentiero Seduto dal Ciampac , oppure, più comodamente, in seggiovia dalla piana del Buffaure. Dal Rifugio El Zedron, parte il viaggio del gallo cedrone Tica Pop. Procuratevi il libretto (5 euro, alle casse) per seguire le sue avventure. Lungo il percorso incontrerete uccelli di montagna (raffigurati tramite grandi statue lignee) pronti a dare consigli e una pista per palline. A metà percorso sosta a Baita Cuz e poi via, ad incontrare gli insetti nel sottobosco… giganti! Fino a scoprire che non serve realizzare grandi sogni per essere felici ed apprezzati. Si torna così alla conca del Buffaure, pronti per altre avventure! Leggi: Buffaure: vola con Tica Pop tra bosco e cielo

Il Sentiero Incantato

Un percorso tra installazioni giganti e personaggi magici, lungo il quale la vostra missione sarà risolvere il mistero alla base della scomparsa dei colori dell’arcobaleno e riportarli tra i boschi del Buffaure. Basterà seguire i segnali colorati e le indicazioni contenute nel libro-gioco disponibile alle casse. E se porterete a termine la missione Buffy il leprotto vi ricompenserà con un bel premio! Ve lo raccontiamo in  Sentiero Incantato al Buffaure.

Sentiero Incantato

Labirinto “La tana di Buffy”

Un grande labirinto di 400 metri quadrati: la tana di Buffy non è un labirinto come tanti, bensì il più grande labirinto in legno delle Dolomiti! Realizzato da Franz Avancini con listelli in legno di diverse altezze, gioca sul vedo non vedo per confondere e risultare accattivante per i più piccoli ma anche per chi li accompagna. Al suo interno nasconde tre nicchie con sorprese, giochi sonori ed illusioni ottiche, come la divertentissima baita capovolta. Chissà se poi riuscirete a raggiungere il leprotto Buffy al centro…Vi sta aspettando ma fate attenzione a non perdervi! Il labirinto si trova accanto al Rifugio Buffaure, a pochi passi dagli impianti, dal laghetto e dai giochi nella piana del Buffaure Tutte le info: Tante super idee in Buffaure

Il labirinto "La Tana di Buffy", con i suoi 400 mtri quadrati, è il labirinto in legno più grande delle Dolomiti.  Uno dei " sentieri tematici " più originali della nostra regione.
La Tana di Buffy – il labirinto

Cosa fare in Trentino se ti piacciono i sentieri tematici

Ti abbiamo convinto? Sono tanti i sentieri tematici e i percorsi di land art in Trentino Alto Adige. Ecco qualche ulteriore spunto:

Dai dinosauri ai Lavini di Marco

Il sito paleontologico dei Lavini di Marco attiene alla Fondazione Museo Civico Rovereto, che ne cura la gestione.

Il sito paleontologico dei Lavini di Marco, uno tra i più importanti d’Europa, poco distante da Rovereto ha finalmente riaperto! Qui si possono osservare le orme di molti dinosauri vissuti all’inizio del Giurassico (circa 200 milioni di anni fa). Le centinaia di orme, di forme e dimensioni differenti, sono impresse lungo un ripido colatoio di circa duecento metri. Ci troviamo alle pendici del monte Zugna, dove sorge anche un Osservatorio Astronomico all’avanguardia.

Un sito tutto riqualificato

Vista la valenza scientifica e il rischio di deperimento cui sono soggette le piste, è indispensabile preservare con attenzione e cura questo luogo. A tal proposito un’importante intervento di riqualificazione del sito si è appena concluso e così è finalmente è possibile visitarlo, anche in autonomia.  Il sito paleontologico dei Lavini di Marco è inserito nell’inventario on line dei Geositi trentini, a cura del Servizio Geologico della Provincia Autonoma di Trento.

Lavini di Marco: visite guidate

Per permettere ad un numero sempre maggiore di persone di apprezzare appieno il significato geologico e paleontologico del sito, la Sezione Didattica del Museo Civico di Rovereto organizza nelle giornate di sabato, da aprile a ottobre, delle visite guidate con esperti , da prenotare online entro le ore 17.00 del giorno precedente:

  • Sulle tracce dei dinosauri | percorso di visita guidato adatto a tutte le età.

    CALENDARIO 2025
    ▪️ 26 aprile, ore 9-11
    ▪️ 10 maggio, ore 9-11
    ▪️ 24 maggio, ore 9-11
    ▪️ 14 giugno, ore 9-11
    ▪️ 12 luglio, ore 9-11
    ▪️ 9 agosto, ore 9-11
    ▪️ 13 settembre, ore 9-11
    ▪️ 27 settembre, ore 9-11
    ▪️ 11 ottobre, ore 9-11
    ▪️ 25 ottobre, ore 9-11

  • Un salto nel Giurassico | percorso di visita pensato per i bambini dai 7 agli 11 anni (accompagnati), che si metteranno in gioco cercando di decifrare tracce ed indizi…

    CALENDARIO 2025
    ▪️28 giugno, ore 9-11
    ▪️26 luglio, ore 9-11
    ▪️23 agosto, ore 9-11

Durante queste visite vengono mostrati i reperti, le orme e le piste tracciate da questi giganti del passato, ma anche spiegate, attraverso “tappe tematiche”, la storia geologica e l’evoluzione della nostra regione.

Accesso al sito paleontologico

Per l’accesso al sito non è richiesta alcuna tariffa d’ingresso. Lungo il percorso didattico è stata installata una nuova scalinata metallica dotata di alcune piattaforme panoramiche, perfetta per far scoprire a tutti qualcosa in più riguardo a questa antichissima pagina della storia del  territorio trentino.

Lavini di Marco: come arrivare

La strada per raggiungere il sito paleontologico non è attrezzata per il passaggio di pullman di grandi dimensioni. Per raggiungere il sito è possibile noleggiare piccoli bus privati o utilizzare mezzi propri. Il parcheggio più vicino è quello presso la struttura Baita Alpini Damiano Chiesa, alla fine della strada asfaltata.

Si raccomanda abbigliamento adatto all’escursione (scarponcini o scarpe da ginnastica, giacca a vento o ombrello).

Lavini di Marco: concludi la visita in museo!

La visita al sito paleontologico è sicuramente emozionante e ricca di spunti per i bambini appassionanti o futuri tali di dinosauri. Per chi desiderasse approfondire ed immergersi completamente in un’atmosfera da Jurassic Park, non possiamo che consigliare di fare un salto anche al Museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. Qui, al piano terra, si trovano due nuove sale dedicate alla Paleontologia. Potrete ammirare le grandi ammoniti, i resti del coccodrillo dei mari giurassici, numerosi fossili, e i calchi delle orme dei dinosauri scoperte ai Lavini di Marco. Infine, ecco lo scheletro dell’enorme Orso delle Caverne, e uno straordinario pesce fossile proveniente dal famoso sito di Bolca.

Il tutto è valorizzato da uno straordinario filmato che racconta la formazione del sito dei Lavini

Con la nuova app JURASSIC GAME si potranno inoltre scoprire le orme dei dinosauri dei Lavini in compagnia del team della dott.ssa Dina Hunter e del prof. Desassis: un nuovo percorso virtuale che vi farà conquistare tappa dopo tappa nuovi punti esperienza! La app può essere scaricata anche su cell ed accompagnarvi nel nuovo percorso di visita al sito archeologico, previsto per la primavera 2025. Un gioco per tutta la famiglia che offre un viaggio immersivo nel mondo della paleontologia.

Info e prenotazioni

Fondazione Museo Civico Rovereto
tel 0464 452800
museo@fondazionemcr.it

Cosa fare nei dintorni dei Lavini di Marco

Una notte al Rifugio Roda de Vael

Il Rifugio Roda de Vael è una meta imperdibile, raggiungibile sia dalla Val d’Ega che dalla Val di Fassa, ed è una gita davvero alla portata di tutti. Noi abbiamo scelto, stavolta, di raggiungere il rifugio partendo dal Ciampedie. Ma soprattutto abbiamo voluto fermarci a dormire proprio in rifugio, a un passo dalle stelle!

Dormire in rifugio è un’opportunità alla quale non tutti pensano, ma che invece noi vi consigliamo assolutamente. Verrete catapultati fuori dal tempo, e trascorrerete una notte davvero speciale con i vostri bambini o ragazzi!

Raggiungere il Rifugio Roda de Vael da Vigo di Fassa

Per questa escursione si raggiunge in auto (parcheggio disponibile presso gli impianti) Vigo di Fassa e si prende la funivia per il Ciampedie. Bastano pochi minuti per arrivare in quota. Già fermandovi qui avrete una vista spettacolare e un’infinità di cose da fare coi bambini, tra giochi, sentieri tematici e fly line! Trovate tutte le informazioni in Ciampedie: cosa fare con i bambini. Quando siamo arrivati noi il tempo non era dei migliori, quindi abbiamo fatto una sosta per pranzare alla Baita Checco, uno dei ristoranti che si trovano in Ciampedie. Guardate che bontà, ne valeva proprio la pena!

Fuori dal ristorante c’è anche un bel parco giochi a tema Puffi, con castello e una grande sabbiera dove i bambini possono divertirsi mentre i grandi mangiano!

Il sentiero per il Rifugio Roda de Vael

Una volta rifocillati si prende la direzione per il Rifugio Negritella e da lì si procede seguendo le indicazioni. Ad un certo punto si abbandona la strada forestale e si prende il sentiero sulla destra. Attenzione a non sbagliare: una volta nel bosco dirigetevi a sinistra e non a destra (potrebbe sembrare che il sentiero sia a destra, ma vi riporterebbe (e con non poca difficoltà!) sulla forestale! Da qui si prosegue quindi su un comodo sentiero nel bosco, tra saliscendi non faticosi, fino a costeggiare una sorta di canyon, con dei suggestivi passaggi scavati nella roccia (niente di difficile). In un’ora e mezza si arriva a Malga Vael.

Da Malga Vael al Rifugio Roda de Vael

Malga Vael è perfetta per una sosta prima delle ultime fatiche per raggiungere il rifugio. Non nel nostro caso, dato che pioveva, ma altrimenti questo è un luogo piacevolissimo, con tavolini esterni ed animali per la gioia dei bambini. Ne abbiamo parlato in A Malga Vael in Val di Fassa.

Dietro la malga inizia la salita per il rifugio. Se fino ad ora non si è fatta gran fatica mettete in conto che qui il gioco si fa duro! Un primo pezzo su strada di cemento potrebbe scoraggiare i bambini, ma poi si divertiranno a saltare di roccia in roccia in un paesaggio suggestivo. Noi ve lo proponiamo in versione “nebbia”, ma dobbiamo ammettere che così aveva un fascino particolare!

Superata Malga Vael, dopo una ripida salita si arriva sui prati costellati di grandi massi. Manca poco per arrivare al Rifugio Roda de Vael!

Verso il rifugio Roda de Vael

A un certo punto la strada si interrompe e il sentiero prosegue tra i prati. Qualche decina di metri tenendo come riferimento i cavi della teleferica che serve all’approvvigionamento del rifugio e poi inizia una scalinata con gradoni. Per noi  è stata un’avventura e siamo riusciti a scorgere il  rifugio solo a pochi metri, avvolto tra le nuvole basse! Da Malga Vael al Rifugio Roda de Vael mettete in conto 40 minuti.

Una notte al Roda de Vael

Ad accoglierci Roberta, trentina di adozione che da molti anni gestisce questo rifugio, che lei definisce la sua “Casa Alta“. Parliamo di un rifugio autentico, con le camerate e le camerette più piccole coi letti a castello. A disposizione degli ospiti piumini e cuscini, basta portare il sacco lenzuolo o noleggiarlo in loco. L’atmosfera la sera in rifugio è cordiale e amichevole. Si sta tutti vicini, si mangia, si chiacchera, si può giocare a carte o con i giochi in scatola.

Per i più piccoli Roberta ha fatto realizzare anche un bellissimo libricino intitolato “Roda di Vael – piccoli Esploratori” da colorare, leggere e completare. Un bellissimo diario a ricordo di una serata speciale! Eccolo nella foto che abbiamo scattato in una pausa sulla strada del ritorno!

Al Rifugio Roda de Vael i bambini troveranno il libricino "Piccoli Esploratori": un bel diario dove appuntare le esperienze vissute in quota.

Il libricino del rifugio Roda de Vael

In rifugio l’ora della nanna scatta presto. Noi abbiamo dormito in una stanza piccola ma molto accogliente, cullati da un silenzio magico.

Il Rifugio ROda de Vael offre sistemazione per la notte in camerata o in stanze da 4 persone. I servizi igienici sono condivisi.

Una delle camerette del Rifugio Roda di Vael

Ma la cosa più bella del risveglio in rifugio è sicuramente l’alba. Fortunatamente bellissima dopo la pioggia e la nebbia del giorno prima, ce la siamo proprio goduta tutta, direttamente da sotto il piumone!

Alba al rifugio Roda di Vael

Alba al Rifugio Roda di Vael

Super colazione con pane, marmellate, jogurt e cereali in compagnia di uno dei mici di Roberta e poi via! Ah, per gli appassionati c’è pure la ricostruzione in Lego del rifugio!

L’aquila di Christomannos

Abbiamo deciso di iniziare la giornata percorrendo un pezzo del sentiero 548 in direzione Carezza per vedere l’aquila gigante di Christomannos, la grande scultura metallica con il becco rivolto verso Cortina. Ve la abbiamo raccontata in All’aquila (gigante) di Christomannos La passeggiata è piacevole e quasi pianeggiante. Offre panorami bellissimi e poi ci sono tante marmotte! Una vera gioia per i bambini, ma anche per gli adulti!

Questa deviazione ci ha richiesto meno di un’ora tra andata e ritorno, ma è stata una buona scelta. Volendo da qui si prosegue un’altra mezzora e si arriva al Rifugio Paolina.

Il Viel de le Feide

Rientrati al Roda de Vael abbiamo imboccato il sentiero sul retro e camminato sul costone della montagna. Un panorama indescrivibile, a tratti lunare, a tratti maestoso, proprio sotto le guglie rocciose di quest’angolo di Dolomiti. Il Viel de le Feide, o sentiero delle Pecore, vi riporta al Ciampedie passando sopra il sentiero percorso all’andata, regalandovi così una visuale indimenticabile sulla Val di Fassa. Coi bambini bisogna prestare un po’ di attenzione , specie sui ghiaioni e in alcuni tratti esposti. Non ci sono salite ne discese impegnative, l’unica discesa più decisa è quando si arriva a destinazione e bisogna scendere al Ciampedie (da Baita Pra Martin ). Mettete in conto un paio d’ore dal rifugio al Ciampedie. Si ritorna a valle in funivia!

Giro ad anello al Rifugio Roda de Vael : info utili

  • LUOGO: Catinaccio (Val di Fassa)
  • PARTENZA: Ciampedie (in funivia da Vigo di Fassa)
  • ARRIVO: Rifugio Roda de Vael
  • IMPIANTI: Funivia Vigo-Ciampedie
  • ALTITUDINE:  2283 metri
  • DISTANZA: 11 chilometri circa (totali)
  • DURATA: 4 ore (+ 1ora per la deviazione all’aquila di Christomannos)
  • DISLIVELLO: 300 metri
  • PASSEGGINO: no
  • PUNTI DI RISTORO: Rifugio Roda de Vael, vari rifugi al Ciampedie

Contatti

Rifugio Roda di Vael
Sella del Ciampaz – Catinaccio (Vigo di Fassa)
tel. 0462.764450
e-mail: info@rodadivael.it
sito: www.rodadivael.it

Percorsi alternativi

  • Il Roda di Vael è raggiungibile anche dal Passo Costalunga: s’imbocca il sentiero tra il Ristorante Rosengarten e l’Hotel Savoy e dopo circa venti minuti di cammino si prosegue sul sentiero 548 fino al rifugio. Il dislivello è di circa 500 metri e si percorre l’itinerario in in un paio d’ore di escursione.
  • Altro accesso è dal rifugio Paolina, che si raggiunge anch’esso dal Passo Costalunga in seggiovia o percorrendo il sentiero 552. Dal Rifugio Paolina si arriva al Roda di Vael passando per l’aquila gigante in 45 minuti (segnavia 539- 150 metri di dislivello)

Cosa fare nei dintorni del Catinaccio

Vi è piaciuta questa escursione al Rifugio Roda de Vael? È solo una delle innumerevoli possibilità che si hanno da queste parti! Per esempio potreste:

Forte Strino e la Guerra Bianca

Vogliamo parlarvi oggi di Forte Strino, un luogo che a noi ha toccato veramente l’anima. Ci troviamo tra il paese di Vermiglio e il Passo del Tonale, ma al tempo stesso, entrando in questa fortezza, si viene trasportati lontani nel tempo, in tutta la drammaticità di uno dei momenti storici più difficili per la gente del posto e non solo.

Forte Strino si trova a metà strada tra Vermiglio ed il Passo del Tonale.
Forte Strino – ingresso

Raggiungere Forte Strino

Trovare Forte Strino non è complicato. Come dicevamo, si trova proprio sulla strada, a metà tra Vermiglio e il Passo del Tonale, sulla destra se viaggiate in direzione del confine lombardo. Ci sono diversi parcheggi sulla sinistra a lato strada. L’ingresso è anch’esso a livello della strada, ma appena entrerete nell’atrio ricavato nella roccia vi attenderà una lunghissima e ripida scalinata che vi porterà effettivamente nel cuore del forte.

Forte Strino

Il forte ha una pianta circolare che si sviluppa su due piani. Ospita sia una collezione permanente di oggetti risalenti all’epoca del primo conflitto mondiale, sia mostre temporanee di arte contemporanea. Al muro si trovano ingrandimenti di fotografie d’epoca che testimoniano come il conflitto abbia non solo portato ad enormi perdite umane, ma anche come fosse stato dovuto all’incapacità da parte della classe dirigente, di gestire i grandi cambiamenti sociali e culturali che si ebbero a seguito della Rivoluzione Industriale.

Il ballatoio del piano superiore si affaccia sul piano inferiore e sono presenti grandi finestre che si aprono sulle montagne. Il forte, costruito dagli Austriaci nel 1860, fu disarmato durante la Prima Guerra mondiale poiché risultava inadeguato alle esigenze di difesa dell’epoca. Le linee di combattimento si spostarono in luoghi più impervi, come di vede nel grande plastico in esposizione.

Forte strino si sviluppa principalmente su due piani. Il ballatorio del secondo piano si affaccia sul piano inferiore
Forte strino – architettura interna

Il video introduttivo

Se i vostri bambini sono grandicelli e in grado di capire, all’inizio del percorso viene proposto un video che racconta la “guerra bianca” e le condizioni di estrema difficoltà in cui i soldati si trovavano, senza cibo né legna per scaldarsi e con la neve che era arrivata a raggiungere anche 12 metri di altezza. Non ci sono immagini violente ma si è sopraffatti dal bianco della neve, che sembra avvolgere ogni cosa e persona.

Al piano superiore si possono vedere alcune uniformi ed oggetti appartenenti all’esercito austriaco, italiano e tedesco. Curiose, non lo sapevamo, le tute bianche che venivano indossate sopra la divisa per mimetizzarsi e proteggersi dal gelo. Per sdrammatizzare un po’ c’è anche un elmetto che è possibile indossare per farsi poi fare una foto.

La parte esterna

Intorno al forte sono stati riprodotti i classici steccati in legno con filo spinato. Si accede all’esterno sia dal secondo piano che dal primo: qui si può poi scendere a livello del parcheggio tramite un sentierino o proseguire la passeggiata nel bosco per arrivare agli altri forti (Forte Mero e Forte Zaccarana: per maggiori info clicca QUI.)

Si può accedere al forte dal piano strada tramite una ripida scalinata scavata nella roccia oppure tramite un sentierino che sale al primo piano.
Forte Strino -esterno

Forte Strino: aperture

Il museo di Forte Strino è aperto dal 28 giugno al 31 agosto 2025 dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.30. Possibilità di aperture straordinarie per gruppi .Notturno di Guerra: ogni mercoledì sera dal 2 luglio al 3 settembre 2025, ore 21.00, solo su prenotazione

Ingresso: intero 5 euro, ridotto 3 euro; con Guest Card: gratuito

Visite guidate: 3 euro a persona (gratuito sotto i 10 anni)

Museo di Forte Strino, tel. 0463.758200 /0364.903838 / info@vermigliovacanze.it

La Grande Guerra in Val di Sole

Se hai visitato Forte Strino e vuoi avere un quadro completo di come il conflitto abbia modificato profondamente abitudini e sensibilità della gente del luogo ti consigliamo di: