Per chi non ama i posti scontati, ecco un posto non semplice da raggiungere, ma assolutamente da provare. La meta del nostro giro di oggi è Malga Stabolone, poco sopra la Val dei Mulin. Venite a conoscerla con noi!
Arrivare a Malga Stabolone
Come dicevamo, Malga Stabolone non è un posto proprio facile da raggiungere. Partendo da Trento si arriva a Sarche, si prosegue per Ponte Arche e poi si sale verso Tione, fino a svoltare in Valle del Chiese. Imboccata la Val Daone, poco dopo l’abitato di Praso, si devia verso la malga: da qui sono altri 18 chilometri di strada, in buona parte sterrata… Panorama impervio e meraviglioso quello che si incontra per raggiungerla: prati verdi e mucche al pascolo e sullo sfondo le cime delle montagne che incorniciano la Val di Fumo. D’estate, dal 5 luglio al 7 settembre, quando la malga è monticata, si può salire senza permesso, mentre gli altri periodi il Comune deve dare l’autorizzazione giornaliera (info: 0465.674064).
La Malga
Gestita da Mauro Polla, la malga vede la presenza di un giovane ma esperto casaro, Thomas. Certo il lavoro del malgaro non è semplice ma le soddisfazioni che regala sono grandi.
Gli animali e il formaggio
Qui alla Stabolone ci sono vacche da latte, vitelli e manze. Si producono ben tre tipi formaggio: il nostrano a latte intero (che quassù viene chiamato “Quarantino” per via del fatto che è pronto in quaranta giorni), le caciotte, classico formaggio di malga a latte scremato, e naturalmente il burro. Il formaggio che produce questa malga è marchiato “Trentino di malga”. Una cosa simpatica è che nello spazio per la stagionatura, le forme vengono riposte con il nome di chi le ha acquistate, in modo che non si possa “barare” e che la scelta di una forma piuttosto che un’altra poi venga confermata!
*Questa malga rientra nel progetto Trentino di malga: un marchio che identifica solo ed esclusivamente le specialità casearie prodotte nelle malghe della nostra provincia con latte d’alpeggio e stagionatura di almeno 9 mesi. Molti di questi formaggi vengono presentati nell’ambito di concorsi gastronomici come “Formai dal mont” che ha luogo nella splendida cornice di Castel Valer in Val di Non o a quello dei Formaggi di malga della Valsugana che ha luogo a Castel Ivano. I prodotti presentati e premiati in queste competizioni sono presenti all’evento “Malghe in fermento” che Palazzo Roccabruna organizza tradizionalmente a metà novembre. QUI più informazioni.
Malga Stabolone: info utili
LUOGO: Val dei Mulin (Val Daone) PARTENZA: in auto da Praso ARRIVO: Malga Stabolone ALTITUDINE: 1830 metri DURATA: circa 25 minuti in auto (pass necessario tranne luglio ed agosto) DISLIVELLO: // PASSEGGINO: no PUNTI DI RISTORO: a Malga Stabolone si possono acquistare i formaggi da inizio luglio a inizio settembre
Cosa fare nei dintorni di Malga Stabolone
Se vi trovate dalle parti di Malga Stabolone vi suggeriamo di:
Attenzione: Castel Romano è chiuso per l’estate 2024 a causa di lavori
Storie di fantasmi? Pare che a Castel Romano, nella zona di Pieve di Bono, in Valle del Chiese, si aggiri il fantasma di una contessa spietata. Un personaggio che oggi pare fare la sua comparsa soprattutto quando una nebbiolina un po’ angosciante avvolge i ruderi. Macabro? Un po’, ma anche affascinante.
Castel Romano: la storia
Si respira un’aria di storia molto antica, di dame e di signori, di servi e di cavalieri in questo castello che sorge su uno sperone di roccia (il Dosso di Sant’Antonio) e che domina la valle qui, nel suo punto più stretto, e permette quindi uno sguardo diretto sui paesini dell’altro versante: Prezzo, Praso, Daone e così via. Sorto circa nel XIII secolo e ristrutturato di recente, porta i segni del tempo. Durante la Prima Guerra Mondiale gli italiani lo bombardarono perché occupato dalle truppe austriache, rendendolo così un rudere.
Un ponte in ferro, all’ingresso, ci ricorda che lì sorgeva un ponte levatoio e in tutta la struttura le parti in ferro sono ricorrenti e simulano le parti oggi mancanti: ballatoi, scale e passaggi. Questi interventi permettono di visitare anche il piano superiore di questo grande castello. Scopriamo le cucine, la chiesetta privata, le scuderie, ma anche la zona in cui sorgeva la “trappola” grazie alla quale la Contessa Dina si liberava dei giovanotti. Aiuto!
Il cortile di Castel Romano
Immaginiamo i banchetti e visualizziamo le fontane e gli affreschi che decoravano le stanze, con la fantasia pensiamo agli archi e alle frecce che scoccavano dalle strette feritoie superiori, ma anche, più tardi, i cannoni posizionati nelle cannonaie più in basso. Non sono molti i particolari rimasti, ma con la fantasia e qualche aiutino delle guide si riesce a immaginare cosa accadesse nei corridoi e nelle stanze e si rimane anche un po’ stupiti di quanti secoli queste mura, abbiano visto scorrere attorno a loro. Castel Romano ci è piaciuto perché:
si raggiunge comodamente in macchina
sotto il castello c’è anche una bella area pic-nic dotata di fontana, tavole e panche e un bel prato verde)
racconta un sacco di storia (dal Medioevo alla Prima Guerra Mondiale) e di leggende
da qui si gode un super panorama
Come arrivare a Castel Romano
Per raggiungere il castello ci sono due possibilità:
direttamente in macchina dal paese di Strada, salendo verso Por (dove è conservata la fontana originale interna del castello) e parcheggiando esattamente sotto il castello;
per chi ama passeggiare, attraverso il sentiero “La foresta nascosta di Castel Romano”, una mulattiera che si dirama dal parcheggio di Cologna (frazione di Pieve di Bono) a destra della Strada Statale. É un sentiero botanico e sale a zig zag nel bosco per cento metri di dislivello. Ci sono una serie di tabelle esplicative, ma attualmente non sono in buono stato. Se si seguono le indicazioni si può completare il sentiero ad anello e tornare al parcheggio. Il castello è visitabile solo con le guide e nei modi e nei tempi prestabiliti. La visita dura circa un’oretta. Costi: 5€, gratuito per i minori di 12 anni e con la Trentino Guest Card. Tariffa family: una gratuità a partire dal secondo adulto pagante.
Estate 2023: tutti i martedì pomeriggio di agosto provate l’attività Giocastello. Ci eravamo stati anche noi. Per maggiori info leggete: Giocastello: attacco a Castel Romano.
Campiglio in estate è tutto da scoprire. Chi conosce questa zona in inverno non potrà che rimanere meravigliato delle tante passeggiate e dei panorami bellissimi, a portata di mano, che si possono osservare. Il punto di forza? Molte delle camminate che partono da Madonna di Campiglio sono a misura di bambino!
Si può dire che in questa zona sono i laghi e le cascate a farla da padrone: se ne possono ammirare di bellissimi: alcuni facilmente raggiungibili, altri necessitano di un po’ di impegno, ma ne vale sicuramente la pena. Di seguito trovate tante belle escursioni:
Una camminata sempre in leggera salita, sbarrierata ed adatta quindi anche ai passeggini, con una durata di circa cinquanta minuti. All’arrivo troverete lo spettacolo di un laghetto glaciale, di un colore in perfetta armonia con l’ambiente che lo circonda e un rifugio pronto a soddisfare le esigenze dei più raffinati. Si può mangiare al rifugiooppure fare un pic-nic lungo le rive del lago, del quale si può fare anche il giro. Tutte le info in: Lago Nambino: angolo di paradiso.
Lago Nambino
Cascate di Vallesinella e Malga Brenta Bassa
Un bel percorso ad anello che porta a scoprire paesaggi davvero unici in cui la protagonista è l’acqua. Le cascate si dividono in basse, di mezzo e alte: più in alto andrete più il fiume Sarca riuscirà a stupirvi! Dalle cascate di mezzo si scende sulla sterrata in direzione Malga Brenta Bassa con i suoi splendidi pascoli. Da qui una vista mozzafiato sul settore centrale delle Dolomiti di Brenta e “Crozzon di Brenta”. Tutte le informazioniAlle cascate di Vallesinella: wow!
Cascate di Mezzo di Vallesinella
Rifugio Viviani Pradalago
Per raggiungere questo rifugio, anfiteatro naturale da cui osservare le cime principali dei dintorni, si può intraprendere una camminata di circa un’ora con quasi 300 metri di dislivello, partendo dal lago Nambino, oppure salire utilizzando impianti di Pradalago che arrivano a cento metri dal rifugio.
In alternativa si percorre il comodo sentiero di circa un’ora che parte dal parcheggio di Malga Zeledria. Lo spettacolo di cui potrete godere da quassù, a 2082 metri di altezza, è impareggiabile: Grostè, Tuckett, Cima Brenta, Cima Tosa, Dodici Apostoli, Sasso Rosso e tante altre meraviglie del Brenta. Questo bel rifugio offre anche un laghetto, un recinto con pecore, capre, asinelli, ochette e alcuni giochi per i bimbi. Tutte le informazioni in: Rifugio Viviani: che vista!
Rifugio Viviani
Monte Spinale
Dal Monte Spinale partono vari percorsi di diversa difficoltà. Tra le passeggiate noi consigliamo quella che con la cabinovia omonima fa raggiungere, proprio dal centro di Madonna di Campiglio, quota 2104 metri. Da qui si può raggiungere il Ristorante Boch (primo troncone della Cabinovia Grostè) e magari discendere con la cabinovia sino al passo Carlo Magno. Con un percorso alternativo si può fare un salto alla Malga Montagnoli: consigliata per i bambini e per gli amanti dei prodotti caseari. Tutte le informazioni:Dal Monte Spinale al Boch.
Il giro dei Cinque Laghi
Un giro tanto bello quanto impegnativo, sia per la durata che per il dislivello. Ad ogni modo non è obbligatorio completarlo tutto e si può accontentarsi anche solo di un pezzettino, per non perdersi tutta questa bellezza. Usufruendo della cabinovia Cinque Laghi si riducono già i tempi di un’ora e mezza. In una mezz’ora di passeggiata pianeggiante, ma un po’ esposta, si raggiunge il lago Ritorto a 2053 metri. Da lì comincia la salita per il lago Lambin (circa un’ora). Si prosegue per il lago Serodoli e il lago Gelato (2376) con un piacevole saliscendi. L’ultimo tratto presenta una discesa continua di due ore circa, che porta al lago Nambino. Tutte le informazioni: Il giro dei 5 laghi.
Lago delle Malghette
Il Lago delle Malghette si può raggiungere sia prendendo gli impianti da Commezzadura, in Val di Sole (In quota sul Sentiero dei Pastori: il nostro racconto), ma anche da Passo Campo Carlo Magno (quota 1701 metri), percorrendo un giro ad anello che passa anche dal Rifugio Viviani e Malga Zeledria. Questa escursione è adatta anche alle famiglie con bambini ai quali piace camminare, con scarpe da trekking adeguate, ma non ai passeggini. Tutte le informazioni Lago delle Malghette: l’anello da Campiglio.
Lago delle Malghette
Sentiero Amolacqua
Una di quelle passeggiate ad anello in cui ci si riempiono gli occhi di sfumature incredibili: l’acqua del Sarca di Nambrone è l’indiscussa protagonista di questo percorso e regala giochi di luce, riflessi e colori davvero unici. Siamo proprio nel cuore più pulsante del Parco Naturale Adamello Brenta. Questa camminata si snoda fino al rifugio Nambrone. Si incontrano torrenti, conche d’acqua, pozze, laghetti e si può godere anche di una vista spettacolare sulla cascata d’Amola. Tutte le informazioni Amolacqua in Val Nambrone.
Sentiero Amolacqua – Val Nambrone
Malga e lago Ritorto
Si parte dal parcheggio Patascoss, raggiungibile anche con le navette. Il percorso è ombreggiato, leggermente in salita, inizialmente asfaltato e solo nell’ultimo tratto sterrato, adatto dunque anche ai passeggini. La Malga Ritorto si trova in un punto panoramico molto suggestivo, che permette di ammirare tutta la catena delle Dolomiti del Brenta. Tutte le informazioniMalga e lago Ritorto per tutti.
Le Dolomiti di Brenta da Malga Ritorto
Rifugio Segantini, Lago Nero e Cornisello
L’escursione comincia alla fine della Val Nambrone, che si imbocca sulla strada che da Pinzolo porta a Madonna di Campiglio, per proseguire per circa una dozzina di chilometri su strada asfaltata non troppo larga e un altro tratto di strada sterrata. Arrivati alla meta si può godere di uno dei più bei panorami di tutta la Val Rendena. Sulla strada troverete il Rifugio Val Nambrone, con possibilità di passeggiate e relax lungo il torrente. Tutte le informazioni:Rifugio Segantini, Lago Nero e Cornisello.
Lago Cornisello
Lago di Vedretta
Vedretta è un lago dal colore spettacolare: un punto di turchese speciale, si trova appena sopra i laghi di Cornisello ed il lago Nero. L’escursione è di media difficoltà con 500 metri di dislivello, per due ore circa di camminata. Si parte dal parcheggio proprio alla fine della Val Nambrone, sulla strada che da Pinzolo porta a Madonna di Campiglio. Tutte le informazioni Lago di Vedretta: che meraviglia!
Lago di Vedretta
Rifugio Tuckett
Percorso abbastanza pianeggiante se si utilizzano gli impianti: lasciata l’auto al parcheggio Grosté si prende la cabinovia Grostè (1° e 2° tronco) e si arriva al Rifugio Stoppani, situato a quota 2500 metri. Da qui l’escursione prosegue lungo un alternato a saliscendi con leggero dislivello. La bellezza del paesaggio circostante è veramente emozionante, con le vette dolomitiche che si stagliano in tutta la loro imponente bellezza. Il percorso è di media difficoltà per bambini abituati a camminare. Tempo un’ora e tre quarti e vi ritroverete ad ammirare un panorama da sogno. Giunti al rifugio Tuckett non perdetevi la sedia panoramica con la Bocca di Tuckett alle spalle. Una foto ricordo seduti qua è quasi di dovere! Maggiori info: Rifugio Tuckett: cuore del Brenta
Rifugio Tuckett
Rifugio Mandrone
Escursione impegnativa ma di sicuro effetto, richiede un buon allenamento (servono tre ore per arrivare a destinazione e bisogna superare un dislivello di circa 800 metri). Si parte da Malga Bedole, dove già si può ammirare la grandiosità della natura: i grandi prati verdi lasciano presto il posto alla roccia e alla neve dei ghiacciai del Mandron e della Lobbia. Il rifugio Mandrone si trova a quota 2449 metri e offre un’esperienza di completa rigenerazione. L’idea in più? Fermatevi a dormire, così i bambini avranno modo di spezzare l’escursione, ma anche di vivere una giornata completamente fuori dai soliti schemi, circondati dalla natura più selvaggia. Info:Rifugio Mandrone: nel cuore dell’Adamello.
Guardate che meraviglia il Parco Plank, il parco delle Lontre a San Martino di Castrozza! Un posto molto carino dove portare i vostri bambini. Tante le attrazioni, oltre alle splendide Pale di San Martino a fare da cornice. Gli ampi spazi pianeggianti sono perfetti per far scorrazzare in libertà i più piccoli
Lo spazio occupato dal parco è l’area pianeggiante inserita tra via Laghetto e il laghetto Plank. Si tratta di un pittoresco specchio d’acqua artificiale utilizzato per la pesca sportiva. È inoltre circondato da un sentiero, perfetto per una facile passeggiata, anche in passeggino.
Laghetto Plank
Il parco giochi, ad accesso libero e gratuito, è composto da castelli con scivoli, altalene, reti da arrampicata, dondoli a molla e la sempre divertente teleferica, oltre che ad una casetta colorata e grandi sdraio per riposarsi in libertà.
Lo spazio è dedicato alle lontre e sui cartelli posizionati nell’area verde potrete scoprire la leggenda di come, grazie a questi animali, nacque il paese di San Martino e si formò il laghetto Plank. Una storia affascinante da raccontare ai più piccoli!
Nasse Park
A poca distanza dal parco giochi Plank c’è il Nasse Park, che da parco sulla neve in estate si trasforma in un angolo di pace per correre su e giù tra scivoli, altalene, dondoli e percorsi di abilità. I genitori, dal canto loro, potranno godersi in tranquillità un buon aperitivo sulla terrazza del Bar Lo Scoiattolo! Qui si possono anche mangiare piatti veloci e panini buonissimi seduti sul terrazzino di legno con vista Pale di San Martino.
Cosa fare nei dintorni del Parco delle Lontre a San Martino di Castrozza
A poca distanza dal Parco delle Lontre e dal laghetto Plank c’è infine il parco avventura Agility Forest
Escursioni sulla ciaspole, iniziative e luoghi da vivere godendo della magica atmosfera che offre la Valle del Primiero in inverno: per scoprire la nostra mini-guida invernaleCosa fare in Primiero d’Inverno
In occasione del progetto Malghe Aperte, a Malga Nudole tutti i giovedì alle ore 15.30 avrai la possibilità di conoscere da vicino il cavallo, un animale dotato di straordinario fascino: il suo carattere, l’alimentazione, la cura e la pulizia della criniera. In seguito, se vorrai, potrai partecipare a un’escursione guidata di 15 minuti, ideale anche per i bambini, al costo di 10€. Info QUI
Malga Nudole: un luogo incantato
Arrivare a 1.543 metri e scoprire cosa sente un ipovedente toccando un tronco d’albero oppure una roccia con i licheni. Rendersi effettivamente conto di quanto difficilmente le persone con una qualche difficoltà o limitazione fisica possono godere della bellezza della natura, se nessuno pensa a loro, è quello che è successo a noi camminando lungo il “Sentiero per tutti” a Malga Nudole, sopra Daone. Malga Nudole entra di diritto a far parte delle nostre malghe del cuore. Forse non sono nemmeno le corde per facilitare il percorso, o le tabelle in Braille, o l’asfalto ecologico a rendere questo luogo speciale, forse è il torrente Chiese che attraversa la piana Nudole e la rende magica, fresca, assolutamente familiare.
Forse è il piccolo laghetto all’inizio che ti accoglie e ti dà il benvenuto tra pesciolini, ponticello e acqua fresca. O forse sono i tanti cavalli che pascolano liberi, a fare la differenza. I bambini non possono che rimanere estasiati dalla docilità di questi cavalli di colori e caratteri diversi.
Come arrivare a Malga Nudole
A Malga Nudole si arriva tranquillamente anche in macchina. Non ci sono problemi di parcheggio perché c’è uno spazio dedicato (dove si può sostare anche con il camper).Per raggiungere questo parcheggio si supera Daone e si prosegue circa mezz’ora (ci sono un po’ di curve) in direzione diga Bissinia, l’imponente sbarramento punto di partenza per le escursioni in Val di Fumo. Lasciata l’auto, il percorso è lungo 1,1 chilometri, asfaltati ecologicamente e privi di barriere.
Progetto Malghe Aperte
Come in tutte le malghe aderenti al progetto, anche qui i bambini saranno accolti in uno spazio loro dedicato, dove troveranno fogli, colori e materiali per realizzare dei semplici lavoretti.
Conosci il cavallo | Al giovedì pomeriggio alle 15.30, il personale della malga illustrerà tutte le caratteristiche dei cavalli e darà in seguito a chi lo vorrà la possibilità di provare a cavalcarne uno, per una breve escursione (10 euro). Info QUI.
Appuntamento speciale il 18 agosto 2024 dalle ore 11 con show cooking dedicato alle varianti del canederlo (max 80 partecipanti, prenotazioni il giorno dell’evento in loco, a partire dalle 10.30), cui seguirà (su prenotazione) un pranzo a base di polenta carbonera. Info QUI
Altre informazioni utili
Alla malga Nudole non si mangia ma ci sono prodotti locali da acquistare. Visitare questa malga è l’occasione per stabilire un contatto stretto con la natura, soprattutto nel caso abbiate bambini molto piccoli o restii a camminare o, appunto, persone con disabilità (in particolare ipovedenti).
Cosa fare nei dintorni di Malga Nudole
Se riuscite, scendendo, fermatevi a Daone, alla Casa del Parco “Fauna” del Parco Naturale Adamello Brenta: qui troverete ottimi spunti sugli animali che abitano questi luoghi: naturalmente l’orso, ma anche l’aquila e lo stambecco. Poco lontano dalla casa poi, c’è un semplicissimo sentiero, denominato “Fauna dei campi e dei prati”: circa due chilometri e mezzo che, inizialmente su una strada asfaltata che costeggia i campi e la Val Daone e poi anche su stradina sterrata e ponticello di corda, vi regalerà qualche nozione in più sugli animali che vivono nei muretti a secco, nei cespugli e vicino ai campi. Si può fare con il passeggino: se siete in zona non andateci appositamente, ma se passate di lì fateci un salto.
Sentiero per tutti – Malga Nudole
Info e contatti
Per informazioni sul progetto e le attività di Malghe Aperte contattare APT Campiglio: tel 0465 447501 o visita il sitowww.malgheaperte.it
Cosa fare in Valle del Chiese
La Valle del Chiese, oltre a Malga Table e Baite, offre tanti spunti per escursioni e visite:
Avete dei bambini curiosi, appassionati di geologia, macchinari, lavoro e passeggiate nel bosco? Le miniere di Darzo sono il luogo che fa per voi! Siamo nella Valle del Chiese, in fondo alla Giudicarie, e tutto ruota attorno alla corsa di quello che è stato il loro “oro bianco”: la barite, un minerale fondamentale per l’economia della zona nel corso del Novecento.
Sfortunatamente, anche per l’estate 2025, a causa dei lavori di riqualificazione e ristrutturazione in corso, le visite guidate al sito minerario di Marigole sono temporaneamente sospese.
La storia delle miniere di Darzo
Da una civiltà contadina ad una società industriale, una trasformazione epocale con due date simboliche: 1894, scoperta e apertura delle prime miniere, e 2009, con la definitiva chiusura dei cunicoli della ultima miniera, quella di Marìgole. Oltre un secolo di storia che ha interessato molti paesi e comunità, centinaia di famiglie e più generazioni di lavoratori e lavoratrici.
I murales di Darzo
Ma non tutto è andato perduto, anzi: oggi tutto questo rivive attraverso visite guidate, esperienze didattiche ed eventi culturali. E poi ci sono i murales colorati in paese, a testimonianza di quello che è stato.
Attività estate 2025
Ecco gli appuntamenti da non perdere per l’estate 2025. Tutte le iniziative si svolgono in paese, nella piazza di Darzo (Storo).
– 17 luglio 2025 – ore 20.30 presso Chiesa S.Michele Arcangelo: SERATA CINEMA
– 5 agosto 2025 – ore 20.30 presso Centro Sportivo Polivalente: SERATA MUSICALE
– 19 settembre 2025 – ore 20.30 in piazza XVI Artiglieria: SERATA LETTERARIA
Si consiglia di indossare abbigliamento adatto ad una escursione in montagna (pantaloncini, t-shirt, felpa e antivento o antipioggia) e di portare con sé acqua e cibo. Ci si fermerà in uno spazio coperto per pic-nic all’ora di pranzo e merende.
Grandi e piccoli rimaranno estasiati dalla vista panoramica, che regala una vista strepitosa su tutta la valle e sul lago d’Idro, e incuriositi dalla Casa del minatore con le sue imposte rosse, a 1100 metri sul livello del mare, a Marigole.
Marigole: una miniera in montagna
Una visita emozionante e itinerante. Il villaggio minerario di Marìgole giace come addormentato (a 1000 metri di altitudine) nel fitto bosco che compone la montagna di Darzo. Con la visita guidata si scopriranno i luoghi dell’estrazione della barite, della finitura degli attrezzi, del trasporto del minerale a valle e la casa dei minatori. Godendo di un panorama mozzafiato sulla Valle del Chiese e il Lago d’Idro.
Miniere di Darzo: ecco come arrivare
Le Miniere Darzo sono raggiungibili in autonomia da parte dei visitatori in tre modi:
in auto e a piedi: tramite strada Storo-Faserno, arrivando fino al tornante dopo Prabort (circa 20/25 minuti) parcheggio auto, partenza a piedi e arrivo a Marigole (circa 35 minuti)
A piedi: tramite il Sentiero dei Minatori, oppure tramite la strada forestale Darzo-Marigole (per escursionista esperto e camminatore; 700 metri dislivello e circa 1 ora e 40 di percorrenza)
In bici/e-bike: tramite strada forestale Darzo-Marigole oppure tramite strada Faserno-Prabort-Marigole (per biker medi, vista la pendenza), oppure dalle Malghe di Darzo.
Darzo è un paesino di circa 750 abitanti, frazione di Storo, a 45 minuti da Riva del Garda e vicino alle sponde del Lago d’Idro, luogo tutto da scoprire. Si trova a metà strada tra Brescia e Madonna di Campiglio. Nei paraggi potete visitare:
Il Museo Per Via è situato nel centro storico di Pieve Tesino e racconta l’epopea dei venditori ambulanti di stampe che tra il XVIII e il XIX secolo riscrissero la storia della valle del Tesino. La sede museale sorge nella Casa Buffa Giacantoni, che è stata abitata da venditori di stampe per generazioni. I Buffa tennero bottega di stampe a Coblenza, e furono in stretta relazione con i principali negozianti tesini sparsi per l’Europa, ma vollero ad un certo punto tornare a Pieve, dove si trasferirono in questo edificio. L’edificio ha cessato di essere abitata negli anni Sessanta del ‘900 e costituisce un prezioso documento della storia sociale tesina.
Museo Per Via: le sale espositive
I due piani del Museo Per Via, posti sotto l’entrata, sono dedicati proprio alla memoria di questa dimora. Scendendo possiamo visitare anche la sala della collezione Ognibeni: una preziosa raccolta di disegni realizzati da un artista francese, rimasto sconosciuto, ospitato dalla famiglia omonima durante una visita a Pieve nel 1855.
All’ingresso del Museo il visitatore è accolto da una grande veduta d’epoca di Pieve Tesino, e da una mappa che riporta le circa cinquanta località europee dove i Tesini avevano aperto un negozio, i luoghi insomma in cui avevano fatto fortuna. Il percorso espositivo si snoda su quattro piani, il pianterreno è dedicato proprio agli ambulanti e all’esposizione di reperti divenuti oggi rari e simbolici, come la “cassela” usata per il trasporto a spalla della mercanzia e tanti altri documenti.
Proseguendo nel percorso si trova la parte dedicata alla rievocazione della vita nella casa Buffa Giacantoni. Un’immersione in un’altra epoca resa possibile dal recupero e restauro degli oggetti originali di vita quotidiana: strumenti di lavoro domestico, arredi, una stufa in ceramica, libri, giornali. Gli oggetti presenti contribuiscono ad arricchire il percorso emozionale a ritroso nel tempo; l’utilizzo di innovative tecnologie consente di proiettare, insieme al visitatore che si aggira fra le stanze di casa, le immagini dei suoi abitanti, che rivivono la storia e vicissitudini di un popolo in viaggio.
Negli spazi dell’ultimo piano del Museo, corrispondenti in parte alla vecchia stalla, vengono proposte diverse installazioni multimediali. Nella vecchia “stube” sono inoltre fornite informazioni sul territorio Tesino di oggi e ne vengono brevemente presentate le realtà più significative.
Il Cafè de la Poste
Ma è entrando nel “Cafè de la Poste”, l’elegante ricostruzione di un locale dell’epoca idealmente situato in un qualunque paese o cittadina dell’Impero, che il visitatore si trova immerso in un’altra era. Nel Cafè gli ospiti possono sedersi e approfondire la conoscenza su vari argomenti della vita dei Tesini; consultando un menù speciale si possono selezionare, da pulsantiera posta a lato dell’ingresso, una scelta di documenti video. Gli schermi incassati nel piano dei cinque tavolini del “bar” consentono una visione ravvicinata, mentre la visione collettiva, di gruppo, avviene attraverso uno schermo più grande a parete.
Il Museo introduce il visitatore alla scoperta del mondo delle stampe, la principale merce venduta dai tesini. Protagoniste divengono quindi le tecniche di produzione ed i temi delle immagini: vedute di città, paesaggi, soggetti sacri e devozionali, scene di vita quotidiana, ritratti, e molto ancora.
Informazioni utili
Gli orari di apertura cambiano a seconda della stagione, d’inverno solitamente aperto solo nei weekend mentre d’estate chiuso solo il lunedì. Per rimanere sempre aggiornati cliccate QUI.
É possibile concordare una visita guidata al Museo Per Via, per gruppi più o meno numerosi o anche per singoli visitatori. Il costo della visita è di 10 euro forfettari (da dividere per l’intero gruppo) oltre al costo del biglietto.
Tariffe:
Intero: 4 euro
Ridotto: 3 euro (under 18; over 65; studenti universitari muniti di tessera; insegnanti, gruppi e tesserati)
Per tutte le tariffe, riduzioni e convenzioni, cliccate QUI.
Contatti:
MUSEO PER VIA – Via Alcide De Gasperi, 6/A 38050 Pieve Tesino
Lunghi scivoli, divertimento e grandi prati per prendere il sole; il lido estivo del centro natatorio Leno 2001 di Rovereto è l’ideale per trascorrere una giornata di sano divertimento sfuggendo al caldo delle giornate estive.
Leno 2001: lido estivo esterno
Le quattro vasche esterne sono immerse in un’area verde di ben 7000 metri quadrati, perfetta per riposarsi all’ombra, prendere il sole o giocare in compagnia.
Tra le piscine ricordiamo innanzitutto la vasca olimpionica da 50 metri, con 8 corsie dedicate all’allenamento per i più sportivi. Qui sono state anche ospitate manifestazioni di alto livello quali i Campionati Italiani Esordienti.
Super scivoli al lido Leno 2001
Come vi abbiamo detto, in questo lido gli scivoli sono due: uno giallo, con tante curve e l’altro azzurro, che si incastona alla perfezione nel verde circostante, scendendo dolcemente lungo il fianco della collinetta fino a tuffarsi nella vasca da 80 centimetri.
A noi è piaciuta particolarmente la piscina per i tuffi: 4 metri di pura adrenalina! Il trampolino alto può essere usato solo dai bambini più grandi (dai 10 anni), mentre quello più basso può essere utilizzato anche dai bambini più piccoli.
Leno 2001: Vasca con trampolino per tuffi
Dall’altra parte del grande prato, in una zona riparata e tranquilla si trova la piscina per i piccolissimi, con una vasca profonda non più di una trentina di centimetri e le fontanelle con i getti d’acqua. Perfetta per i bambini che devono prendere confidenza con l’acqua senza il timore di essere investiti dall’irruenza dei bambini più grandi.
Infine, comodo anche il bar, per recuperare le forze spese con un gelato o rinfrescarsi con una bibita fredda.
Attività estive 2024
Durante il periodo estivo vengono proposte diverse attività. Oltre ai corsi di nuoto per bambini ed adulti di ogni età sarà possibile seguire anche corsi di acquafitness e fitness.
CENTRI ESTIVI
A partire dal 12 giugno 2024 i bambini potranno sperimentare e praticare tantissime attività sportive e didattiche in piscina, nei campi polivalenti e all’aria aperta, seguiti da istruttori specializzati e animatori adeguatamente formati. Non solo piscina ma anche tante altre discipline, dalla ginnastica, alla danza, ai percorsi di abilità. Ma anche, per i più grandi, giochi di squadra in acqua, cross training e laboratori creativi.
I centri estivi sono aperti a bambini e ragazzi dai 4 ai 14 anni, con frequenza settimanale ed orario a scelta tra solo mattino e giornata intera. Si accettano i buoni di servizio. Per info ed iscrizioni contattare la piscina all’indirizzo mail: centriestivirovereto@leno2001team.com e consultare la sezione dedicata sul sito QUI
Leno 2001: orari
Lido estivo (vasche esterne) da mercoledì 12 giugno 2024, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle ore 20:30, sabato e domenica ore 9-19:30.
La nostra teoria che la bellezza dei luoghi è data anche dalle persone che li animano è più che confermata: siamo stati a Malga Zambana per una gita piacevole e fugace, capace di lasciarti in bocca il sapore di casa.
Un posticino in cima alla Paganella, che dalla stazione a monte della cabinovia Paganella 2001 (cliccate QUI per orari e tariffe e ricordate che se usate gli impianti il parcheggio è gratuito) dista sì e no 5 minuti a piedi (fattibile anche con passeggino tecnico, ma noi avevamo lo zainetto, sempre la miglior scelta in montagna). Parole chiave delle malga? Passione per il lavoro, sorriso in viso e tanto entusiasmo.
Qualcuno giustamente la conoscerà per la sua brillante e divertente stagione invernale che si conclude con super e immancabile festa di fine stagione, come da tradizione! Ma la stagione estiva, almeno da quanto abbiamo potuto appurare noi, non è da meno.
Malga Zambana: la struttura
Ad accogliere gli ospiti, poco prima di arrivare all’ampia terrazza che fa sia da solarium oltre che da sala da pranzo è il recinto con le caprette e le pecorelle. D’altronde il cartello all’uscita della cabinovia ce lo aveva promesso che ci avrebbero aspettati e così è. Grandi sorrisi dunque! Ci sono anche le galline felici, scopriamo, nel comitato di benvenuto di Malga Zambana e i bambini capiscono subito che il posto è pensato da qualcuno che di bambini ne sa qualcosa…
Impossibile non fermarsi a dare l’erbetta a questi nuovi amici, almeno finché i piccoli non avvisteranno il grazioso parco giochi allestito per loro proprio davanti alla terrazza: casetta su palafitta, altalene e giochi pensati anche per i più piccini (apprezzabile che siano messi proprio davanti all’area pranzo così da poter garantire a mamma e papà di mangiare sereni lanciando ogni tanto uno sguardo sui figli).
Le malghe sono tutte, o quasi, belle, ma se ad accoglierti c’è qualcuno con il sorriso lo sono di più. Ecco qui questo non manca ed è bellissimo! Poi se si decide di dare un occhio al menù il sorriso spunta anche sui visi degli ospiti, oltre che su quello dei gestori, perché qui nulla è dettato dal caso e la cucina è solita proporre anche il piatto “consigliato dallo chef (di malga)”. A noi va decisamente di lusso: puntine super con contorno di patate. Non mancano i piatti tipici come quello dello sciatore (polenta, formaggio e funghi) e i dolci, come lo strudel, che solo a vederli scatenano l’acquolina. Succhi di tanti tipi e, cosa che ci piace tanto, un occhio di riguardo per i piccoli ospiti, che non sempre sono di buona forchetta (purtroppo 🙁 ) e preferiscono andare sulla classica cotoletta e patatine del menù bambino.
Attenzione per i più piccini: non manca il fasciatoio nei bagni e per i seggioloni basta chiedere. Tutto previsto! Unica doverosa accortezza, ma normale per chi frequenta la montagna, è di portare via a valle i rifiuti non biodegradabili come i pannoloni. Minimo sforzo.
Amanti dei bambini, amanti della natura, ma anche degli amici a quattro zampe: Doggy Bar presente con più di una bacinella di acqua sempre fresca! E infatti sono tanti i pelosetti che fanno visita alla malga. Così ci piace! C’è posto per tutti, senza sforzo. Tra l’altro bisogna dire, attenzione, che qui è spesso pieno: sarà il cibo buono, il fatto che è facilmente raggiungibile, la cordialità dei gestori, gli animali o semplicemente che è una bellissima location, ma che sia estate o inverno meglio arrivare per tempo per trovare un posto comodo per mangiare. Dalle 12 i tavoli in terrazzo sono riservati a chi pranza per godere al meglio del paesaggio.
Le attività di Malga Zambana
Da malga che si rispetti non mancano le mucche: pascolano serene nei prati intorno alla malga e qui, anche se non si produce il formaggio per una questione logistica ci racconta Mirco (che però cova questo sogno), hanno un ruolo fondamentale. E’ orgogliosissimo della sua attività regina dedicata ai bambini: la famosa “Giornata del piccolo casaro”. Si vede che è un’attività, o meglio un’idea, a cui tiene molto e che gli piace parecchio fare. Da come lo racconta siamo certi che anche i bambini si divertono un sacco (tant’è che c’è chi torna per riprovare più di una volta). Fare il formaggio è un’esperienza magica e proprio tra narrazione e “magia” si svolge l’attività di Mirco che, ci confessa, prova ogni volta a migliorare la sua “parlantina” e la sua narrazione, cercando di coinvolgere i bambini con una sorta di favola del formaggio.
Per l’estate 2020 l’attività “Piccolo casaro” si terrà dal 19 giugno 2020 al 6 settembre 2020. Orari: 10:30-11:30
Giorni: Mercoledì Giovedì Venerdì. Info e prenotazioni: Mirco Michelon – 349 3288457 oppure scrivete a mircomichelon@virgilio.it (potete seguire la malga anche su Facebook cliccando QUI)
Il caglio diventa così una pozione magica, che rende il latte formaggio in meno di quindici minuti e proprio sotto gli occhi dei piccoli aspiranti casari. Che incantesimo! Ogni piccolo ha la sua bacinella con il latte e poi, alla fine del laboratorio, che dura circa 40 minuti, non solo potrà portarsi via la sua formella di formaggio o mangiarla in loco, ma avrà anche il diploma! Immaginatevi che orgoglio! Assolutamente da provare.
Un consiglio spassionato: mentre aspettate i bimbi che fanno l’attività fatevi preparare da Sabrina un Hugo 😛 con la menta fresca che cresce accanto alla malga… Ne varrà la pena 😉 (…“provato per voi” anche in questo caso ovviamente!)
Nei paraggi si possono fare delle facili passeggiate per raggiungere altri rifugi del luogo oppure salire fino a cima Paganella. Alla fermata del primo troncone di cabinovia si trova il Baby Park Dosson con l’omonimo rifugio che piacerà sicuramente ai bambini grazie ai tanti giochi, tra cui il labirinto di balle di fieno che si vede bene anche dalla cabinovia.
QUI alcuni suggerimenti per tante cose belle da fare in Paganella…HAVE FUN! <3
La pista ciclabile della valle dell’Adige ha inizio all’altezza di Roveré della Luna e si sviluppa per 80 chilometri fino ad Avio. Attraversa il Trentino da nord a sud e si snodano quasi interamente lungo gli argini del fiume Adige dando vita ad un percorso suggestivo e variegato. Il dislivello complessivo non supera i 100 metri (direzione consigliata sud-nord), per cui è particolarmente adatto alle famiglie con bambini in qualunque tratto la si decida di percorrere. Diverse le aree attrezzate di sosta durante il percorso con ampi spazi verdi e giochi per i più piccoli.
È la ciclovia più lunga della rete ciclabile trentina ed è ricca di passaggi che raccontano la storia antica di una terra di confine. Costeggia i comuni di S. Michele all’Adige, Lavis, Trento, Nomi, Rovereto, Mori, Ala e Avio. Tutte le città o i borghi che si incontrano meritano una visita. La pista ciclabile è protetta dal traffico per la quasi totalità del percorso, ed utilizza le vecchie strade arginali attraversando frutteti e vigneti.
ciclabile della valle dell’Adige – tratto Trento sud
La ciclabile della Valle dell’Adige
Il primo tratto è immerso in un paesaggio di frutteti e vigneti (noi abbiamo provato per voi il tratto San Michele – Faedo, leggete qui). All’altezza di S. Michele all’Adige si innesta il tracciato ciclopedonale di 7 chilometri che porta a Mezzolombardo e a Mezzocorona, mentre a Lavis si risale per un tratto il torrente Avisio: sotto la passerella che lo attraversa vi aspetta una spiaggia in sabbia su cui i bambini potranno giocare, mettere i piedi in ammollo e godere della bellezza luogo.
La ciclabile continua nel verde in direzione Trento: costeggiando la città percorrerete l’argine alberato, caratterizzato dalla Chiesa di Sant’Apollinare e più avanti scorgerete il Muse, il Museo delle Scienze di Renzo Piano, circondato da un bel parco con giochi vari.
Proseguendo verso sud, dopo un chilometro, sosta d’obbligo al Bicigrill, con il suo spazio verde e una cucina casalinga. Stop anche nei pressi del piccolo aeroporto di Mattarello, dove potrete ammirare aerei ed elicotteri in fase di decollo e atterraggio. Il percorso continua pianeggiante, impossibile non ammirare sulla sinistra l’imponente Castel Beseno.
A Nomi troverete un altro “Bicigrill”, mentre alle porte di Rovereto approderete a Borgo Sacco, un tempo importante punto di attracco per le zattere che trasportavano legname e mercanzie lungo il fiume. Risalendo gli argini del Leno, affluente dell’Adige, ci si avvicina al centro storico fino ad arrivare alle mura del Castello di Rovereto.
A Mori, troverete invece la deviazione che in 13 chilometri di leggera salita prima (100 metri di dislivello) e di discesa poi (250 metri di dislivello tra Nago e Torbole) permette di arrivare al Lago di Garda fino al bel centro di Riva. Proseguendo direttamente verso sud si attraversano i vigneti della bassa Vallagarina, costeggiando Ala ed Avio. Gli ultimi 5 chilometri, tutti sugli argini, portano al paese di Borghetto e quindi all’inizio della Provincia di Verona.
Informazioni utili sulla ciclabile della valle dell’Adige
LUOGO: Valle dell’Adige
PARTENZA: Roverè della Luna
ARRIVO: Avio
ALTITUDINE: tra i 120 e i 250 metri
DURATA: dipende dal tratto che si vuole percorrere
DISLIVELLO: circa 100 metri
PASSEGGINO: si
PUNTI RISTORO: Bici Grill di Faedo, Trento, Nomi e Rovereto